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Vita low cost: viaggiare risparmiando durante le Feste

vacanze da sogno durante le feste natalizie (Credits: La Presse)

vacanze da sogno durante le feste natalizie (Credits: La Presse)

di Guido Castellano
C’è un aspetto della crisi che non è da sottovalutare. Se, da un lato, l’incertezza dei mercati frena i consumi, dall’altro crea opportunità interessanti. Nello stesso periodo, così vicini a Natale e Capodanno, lo scorso anno sarebbe stato quasi impossibile trovare volo e vacanza last minute da 9 giorni a una cifra intorno a mille euro. Quest’anno, invece, si trovano occasioni vacanza a prezzi stracciati. Continua

Vita low cost: come fare un pranzo di Natale da Re con pochi euro

Davide Oldani (Credits: La presse)

Davide Oldani (Credits: La presse)

“Bisogna imparare a fare la spesa e a comprare le materia prima di stagione”. Ecco come lo chef Davide Oldani, patron della trattoria D’O di Cornaredo, consiglia di regolarsi per mangiar bene risparmiando. Continua

Vita low cost: i consigli per regali intelligenti

La corsa ai regali sta per finire (Credits: WOLFGANG KUMM/DPA)

La corsa ai regali sta per finire (Credits: WOLFGANG KUMM/DPA)

La corsa ai regali è ormai allo sprint finale, ma in molti sono ancora alla ricerca di idee giuste e soprattutto ad un prezzo abbordabile. Ecco allora qualche suggerimento, che arriva dai siti internet, ma anche dalla tradizione, passando per i canali “alternativi”. Un classico sono i cesti natalizi, perché puntando sui prodotti tipici da portare in tavola difficilmente si sbaglia. Il modo migliore per risparmiare è quello del “fai da te”. Quello gastronomico, infatti, è uno dei regali preferiti dagli italiani, come sottolinea Coldiretti, che da alcuni suggerimenti concreti sugli ingredienti da utilizzare: la frutta secca, che piace a tutti e non costa molto; un buon olio, magari aromatizzato, che comprato separatamente fa risparmiare un bel po’ di soldi; piccoli barattoli di verdura sottolio, tipici della zona in cui si abita, se destinati a parenti o amici lontani. Quanto al luogo in cui acquistare i prodotti, Coldiretti non ha dubbi: rivolgersi alle aziende agricole o ai mercati diretti, come i farmers market, permette di pagare molto meno per prodotti di ottima qualità. Attenzione, però, a come confezionerete i cesti: occorrono cesta, cellophane per incartare, finta paglia e decorazioni pronte e nastrini, perché il vostro regalo sembrerà ancora più prezioso se ben presentato.


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Le dritte di Altroconsumo: Sicurezza nei cieli, volare più alto

Aereo in volo

Adesso forse ci sarà chi approfitterà di questa triste occasione, l’incidente all’aeroporto di Madrid, per dare addosso alle compagnie low cost, organizzando il solito teorema: basso prezzo, scarsa sicurezza.
Come dimostrano le statistiche, le compagnie a basso costo risparmiano su numerose voci di spesa, ma non certo sulla sicurezza. Anche a volerla vedere cinicamente, questa garanzia è un indispensabile punto di forza che qualunque compagnia deve avere per continuare a volare. Senza questo requisito, ogni strategia aziendale (prezzi contenuti, procedure snelle, brevi soste in aeroporto, servizi ridotti al minimo…) fallisce.
I voli low cost, come del resto i viaggi con le compagnie tradizionali, sono sottoposti a precise regole di sicurezza internazionale. Da qualche anno è stata istituita l‘Agenzia europea per la sicurezza aerea, l’Easa, che informa periodicamente gli Stati membri circa le problematiche del settore. Negli ultimi anni sono stati uniformati maggiormente i criteri internazionali che garantiscono la sicurezza di chi viaggia in aereo. In Italia è l’Enac l’ente che esercita il controllo sul trasporto aereo. La Comunità europea nel frattempo ha stilato una lista nera delle compagnie considerate non sicure, aggiornata ogni tre mesi, alle quali è vietato volare nei cieli comunitari. Per ora l’elenco comprende soprattutto compagnie africane e asiatiche. Questi aerei non possono volare in Europa, ma non possono neanche essere usati dai tour operator per tratte extraeuropee.
È stato fatto qualche passo anche verso una maggiore trasparenza del settore. Dal 2006 i viaggiatori hanno il diritto di essere informati sull’esatta identità del vettore aereo per cui pagano il biglietto, anche se si tratta di charter inseriti in pacchetti turistici.
Nessuna sbavatura, dunque? Non è esattamente così. Del resto non lo nasconde la stessa Commissione europea, che sul proprio sito segnala che “non è stato possibile procedere a un controllo completo in tutti i casi, data la totale assenza di informazioni per alcune compagnie aeree, che potrebbero operare ai limiti o al di fuori del sistema di aviazione internazionalmente riconosciuto”. Inoltre va detto che le autorità degli Stati membri della Comunità europea fanno ispezioni limitate solo ai velivoli delle compagnie che volano da/verso aeroporti comunitari, e i controlli sono fatti a campione, visto che con l’attuale traffico dei cieli non sarebbe possibile esaminare tutti gli aerei che atterrano in ogni aeroporto. In altre parole c’è il rischio che la lista nera delle compagnie bandite non sia del tutto completa. Senza voler screditare la legislazione comunitaria e nazionale, Altroconsumo da tempo chiede standard più elevati di sicurezza per i velivoli e maggiori garanzie sui controlli delle strutture aeroportuali, da intensificare nei momenti critici come le settimane di alto traffico vacanziero.

Mare low cost: un posto al sole con lo sconto. Ma solo dopo pranzo

Versilia affollata

C’è crisi. Si sente dire e si vede. Anche sulle spiagge dei litorali italiani. In vista dell’estate, l’allarme caro-spiagge era arrivato da più parti: i rincari stimati dall’Osservatorio Prezzi: dal 2005 i prezzi degli stabilimenti sono aumentati molto più dei beni e servizi. Nel primo semestre del 2008, le tariffe degli stabilimenti balneari hanno registrato - aveva rilevato l’Osservatorio - un tasso medio di crescita su base annua del +7,3%, contro il 3,3% del paniere complessivo di beni e servizi. E non appena le spiagge hanno ricominciano a popolarsi a fine primavera, c’è stata un’ulteriore accelerata dei prezzi con un picco a maggio del 16,5%, mentre la variazione dei prezzi su base annua, registrata a giugno, è stata del 9%.
Qualcosa però si sta muovendo. A Roma, sollecitato dal Ministro per lo sviluppo Economico, Claudio Scajola, è stato firmato un accordo tra Antonio Lirosi, alias Mister Prezzi, e le principali associazioni degli stabilimenti balneari (Sib, Fiba, Assobalneari e Oasi) per applicare tariffe ridotte nel mese di agosto su tutte le spiagge italiane: da venerdì lettini e ombrelloni dovrebbero essere scontati fino al 50% a partire dall’ora di pranzo. Chi si recherà cioè sulle spiagge dopo l’ora di pranzo potrà beneficiare di sconti che arriveranno fino alla metà del prezzo pieno.
Lo hanno chiamato “Pomeriggio convenienza”, una sorta di low-cost del lettino, che punta a “far riavvicinare gli utenti alla qualità dei servizi offerti dagli stabilimenti”, ha spiegato Mr. Prezzi, sottolineando che compito delle associazioni degli stabilimenti balneari sarà quello di una maggiore trasparenza: oltre a “un risparmio sostanzioso, l’utente dovrà anche avere informazioni chiare sui prezzi e sulla qualità dei servizi per scegliere la tipologia a sè più vicina”.
Le Associazioni si sono quindi impegnate, fanno sapere dal ministero, a invitare le imprese associate per praticare lo sconto del 50% dei prezzi dei servizi (in particolare ingresso, affitto ombrelloni, lettini e sedie a sdraio) nella fascia pomeridiana a partire dai prossimi giorni in via sperimentale “o se la tipologia dei servizi offerti non lo consente, di praticare formule diverse di riduzione dei prezzi in forma singola o integrata ed esplicitamente rese note all’utenza”.
Ci vorrà però tempo perché l’iniziativa funzioni a pieno regime “Anche perché siamo a tre quarti di stagione e non è facile comunicare e coordinare tutti gli esercenti”, dicono dalle associazioni.
E a riprova del caro spiagge sui litorali italiani, ecco l’inchiesta realizzata dall’agenzia di viaggi on line Expedia, che ha confrontato i prezzi praticati dagli stabilimenti nei vari Paesi europei: la palma dei lidi più cari va, in media, alle spiagge transalpine: conquistarsi “un posto al sole” in Francia costa circa 12,50 euro. Più del doppio rispetto alla media del resto del continente, che si attesta intorno ai 6,10 euro. Con punte minime in Gran Bretagna - appena 3,10 euro, ma il bel tempo spesso non è incluso nel pacchetto - e massime in Italia, dove si arriva appunto a 7,50 euro.

Il VIDEO servizio:

Non solo vacanze low cost. Dal dentista dell’Est per due soldi…

55 mila abitanti e 400 dentisti
di Alessandro Calderoni

C’è chi in bocca ha soltanto i propri denti e chi tra le labbra ha l’equivalente di un’automobile o addirittura di un monolocale, volendo convertire in beni tangibili l’esorbitante onorario riconosciuto all’odontoiatra per un sorriso restaurato. Per questa ragione oltre 20 mila italiani ogni anno scelgono di andare a curarsi in Ungheria, Romania, Serbia o Croazia, pagando in media il 60 per cento in meno rispetto alle tariffe italiane.

Su internet trovare un dentista a prezzi stracciati nell’Europa dell’Est è facile. Più difficile capire chi si ha di fronte. Primo problema: la lingua. Spesso l’italiano del sito è stentato e non ispira grande fiducia. Capita per esempio sul sito ungherese Topdentista.hu, su quello svizzero Dentaltravel.ch, sul romeno Medicaltours.ro/turismo-dentale/, sul croato Dentisti-pola-croazia.com. Tra i meglio tradotti Rosengarten.hu offre soggiorni nell’omonimo albergo con clinica annessa; Fogpotlasklinika.hu punta su sicurezza e tecnologia; Dentistainungheria.com si sofferma anche sugli aspetti turistici del viaggio.

Problema numero due: conoscere i dentisti senza affrontare un viaggio preliminare è molto difficile. La soluzione più semplice, quindi, è cercare una società italiana che organizzi direttamente le trasferte e offra garanzie su strutture e professionisti. Nel gennaio 2006 apre il sito Holident.it: specifica i curricula dei medici anche se non i nomi delle cliniche, promette controlli presso dentisti italiani convenzionati, dà accesso ai listini previa registrazione. Al sito non corrisponde una società vera e propria ma l’ideatore del servizio, l’italoungherese Attila Kiss, che ha un ufficio reale, a due passi da piazza del Duomo a Milano. Nel novembre 2006 nasce Turismodontoiatricoinserbia.it. È di Enzo Lozzi, titolare della società Erident, un gruppo che controlla studi dentistici a Brescia, Pescara, Sulmona e Roma. Prima propone una visita in Italia, poi la trasferta all’ospedale militare di Novi-Sad in Serbia. Gli impianti utilizzati sono prodotti dalla società milanese Normadent, che è promossa dallo stesso Lozzi. Approfondendo si scopre che la Erident risulta chiusa da un anno e Lozzi, ex titolare di una piccola azienda odontotecnica, non è iscritto all’albo dei medici italiani. “Mi sono specializzato in stomatologia a Bucarest e lì sono iscritto, insegno all’Università di Costanza, opero in Serbia e in Romania” racconta.

Dicembre 2007, nasce Dentista-estero.com. Nessuna società d’appoggio, nessun ufficio indicato, ma cinque studi convenzionati in Ungheria e tre in Croazia. Al cellulare risponde Cesare Cacchi, odontoiatra di Imola regolarmente iscritto all’albo. “Non ho uno studio e non esercito più, troppa concorrenza. L’estero è il business del futuro”.
Tra novembre 2007 e marzo 2008 vedono la luce quattro siti esplicitamente collegati tra loro: Dentalgroup.it, Dentista-estero.it, Dentista-estero.eu, Turismo-dentale.it. A gestirli è la società Open Mind di Virna Bertelli, 48 anni: in curriculum una carriera come organizzatrice di eventi per la rappresentanza italiana a Bruxelles e in seguito per il consolato generale canadese a Milano. Vi si trovano informazioni sui dentisti ungheresi convenzionati, tariffe, marche degli impianti usati, garanzie rilasciate. Ci sono numeri di telefono fissi e cellulari. E un indirizzo di Cologno Monzese. Manca però l’indicazione della destinazione del viaggio.

Quella la Bertelli la dice a voce. Accoglie Panorama in un piccolo e spoglio ufficio di periferia. “Dieci anni fa un dentista italiano mi ha rifatto la bocca” racconta. “Nel 2004 il lavoro era da buttare e ho provato personalmente ad andare in Ungheria. Poi ho portato mio marito. E infine anche la moglie di un mio socio. L’idea di farne un lavoro è nata in seguito”. Funziona così. Con una radiografia panoramica e un preventivo italiano, in pochi giorni Bertelli ottiene un primo preventivo di massima dai medici ungheresi, è in grado di fissare una visita preliminare gratuita e può prenotare un volo low cost per Bratislava, dove un’auto preleva i pazienti per portarli gratuitamente nella struttura. Meta finale: Sopron, 55 mila abitanti, di cui 400 dentisti, al confine tra Ungheria e Austria. Qui sorge l’hotel Rosengarten, struttura confortevole che comprende all’interno una clinica odontoiatrica con quattro medici e una receptionist-interprete.

Partenza da Orio al Serio (Bergamo) per Bratislava poco dopo le 16, volo Ryanair, un’ora e 10. Al massimo 40 euro se si prenota in tempo; 220 se si compra il biglietto un giorno prima. All’arrivo un minibus carica otto pazienti. Altri quattro sono già arrivati.
“Abbiamo una media di un cliente al giorno” puntualizza Virna Bertelli. Dopo un’ora di percorso si arriva all’hotel: 40 euro al giorno per la stanza, a scalare secondo la spesa odontoiatrica, gratis oltre i 4 mila euro di cure. Sono le 8 di sera, giusto in tempo per la cena: 20 euro per un pasto ottimo, filetto compreso. E c’è anche il menu per chi non può masticare.

La mattina successiva le visite cominciano alle 9. Ogni paziente italiano viene radiografato, poi visitato da uno dei medici di turno, con l’assistenza linguistica della receptionist. Tutto incluso. Gli studi sono modernissimi e puliti e gli strumenti sembrano di ultima generazione e di recente acquisto. I preventivi dettagliati vengono emessi senza impegno poco dopo la visita e comprendono una ripartizione temporale degli eventuali interventi; per quelli più complessi sono richiesti tre viaggi, di cinque giorni ciascuno, a tre-quattro mesi di distanza l’uno dall’altro. La garanzia sugli interventi e sui materiali impiegati è scritta. La fatturazione è regolare.

Katia, 40 anni, è partita con un preventivo milanese da 28 mila euro, torna con uno ungherese da 13 mila. Nino, 44 anni, nella vita fa il grafico e la prospettiva di spendere quasi 20 mila euro per cinque impianti e altri ritocchi non lo rendeva certo sereno: a Sopron la previsione di spesa supera di poco i 10 mila euro. Sergio e Maria, marito e moglie, hanno 47 anni, vengono da Avellino e sono già in cura. Lei è proprietaria di un salone di bellezza e ha bisogno di otto corone, tre estrazioni e quattro impianti: 24 mila euro in Italia, 10 mila al Rosengarten. Lui è un tecnico informatico e l’accompagna per farsi due ponti e due estrazioni a meno di 3 mila euro.
i dentisti italiani e quelli ungheresi

“Ti senti in vacanza, non dal dentista. Peccato solo che fuori dalla clinica nessuno parli italiano e non ci sia molto da fare in giro”. Alle 15.30 due auto caricano i pazienti e alle 20.30 tutti sono di nuovo a Milano.
“Capisco che il risparmio sia allettante” commenta Roberto Callioni, presidente dell’Associazione nazionale dentisti italiani, “ma occorre fare attenzione a quattro fattori fondamentali. Primo, il titolo di studio e gli aggiornamenti dei medici; secondo, la sterilizzazione degli strumenti; terzo, la certificazione scritta dei materiali usati; quarto, stabilire a priori chi e come si assume la responsabilità dell’intervento”.

In Ungheria la vita costa meno che in Italia e anche le cure odontoiatriche riflettono questa differenza. Tuttavia, dopo aver confrontato i prezzi, sorge il sospetto che i camici bianchi nostrani approfittino del portafoglio dei pazienti. “Il mestiere del dentista è molto costoso” replica Callioni “studio, assistenti, strumenti, materiali. Su 100 euro di ricavo 60 vanno in costi e sui rimanenti 40 si pagano le tasse. Non se ne verrà fuori finché lo Stato non concederà ai cittadini una maggiore detraibilità fiscale delle spese dentistiche”.

Sarà, però nel Nord-Est italiano i sindacati hanno trovato una soluzione diversa. Prima la Cgil di Bolzano, poi Spi e Cgil del Friuli Venezia Giulia, quindi anche il sindacato in Veneto: negli ultimi sette anni sono nate convenzioni per gli iscritti che consentono di andare dal dentista in Croazia, a prezzi convenienti. Gli odontoiatri locali hanno reagito secondo le regole del mercato: calmierando i prezzi e offrendo una controconvenzione altrettanto conveniente per far rimanere i pazienti in Italia.

I rifiuti della Campania si reciclano. Nello spot per Ryanair

La pubblicità della Ryanair apparsa sul quotidiano il Messaggero. Dopo la coppia Sarkozy-Bruni (che l' ha denunciata per direttissima), ora a fare pubblicità per Ryanair, la compagnia irlandese di voli aerei low-cost, sono i rifiuti | Ansa
L’ultima? Sui rifiuti. Niente da dire: argomento del giorno (e chissà ancora per quanto tempo). Argomento “facile” per i creativi di Ryanair, la compagnia regina di voli low-cost.
“Paga le tasse! Non per i rifiuti ma per scappare via, 250.000 posti, paghi solo le tasse!”. Testuale: è lo slogan comparso sul Messaggero (ma non su altri giornali nazionali) e ben illustrato con un’immagine di straripante immondizia, senza in verità alcun riferimento ai luoghi. E così dopo i bamboccioni del ministro Tommaso Padoa-Schioppa, dopo aver scherzato sui guai col fisco di Valento Rossi (”Ritorno a casa con Ryanair… e devo solo pagare le tasse!”, diceva il Dottore dalle pagine del Messaggero), dopo aver “offerto” ai viaggiatori di partecipare al matrimonio dell’anno tra Bruni e Sarkozy, la compagnia irlandese torna a colpire, invitando a fuggire dalla monnezza.
Una strategia che fa presa e funziona, dicono all’ufficio marketing della compagnia low cost, se è vero che la crescita dei passeggeri per la compagnia a gennaio è stata a due cifre (+17%).
Insomma, voli low cost come le loro campagne pubblicitarie, dove per una volta tanto l’immagine dei vip non costa nulla anche se le conseguenze a volte possono anche non essere a buon mercato.
La coppia presidenziale francese non ha preso lo sfottò con filosofia (come pare abbia fatto Vale Rossi) e, dopo aver denunciato la compagnia ed aver vinto la causa, ha deciso di dare in beneficenza i 60.000 euro vinti nella causa contro la compagnia.
Per la pubblicità con la spazzatura in primo piano nessuna citazione in giudizio. Solo giudizi negativi. Espressi dal deputato campano Riccardo Villari del Pd: “Invece di speculare sulla mondezza, da Ryanair ci si aspetterebbe piuttosto maggiore sobrietà“, e dall’assessore al Turismo e Beni culturali della Campania, Marco di Lello: “Sono disgustato dalle strumentalizzazioni di una compagnia che non vola e non ha mai volato da Napoli”.

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Pronti al decollo gli aeroporti del Sud Italia

Il nuovo scalo di Catania
Con un “tesoretto” di quasi 1 miliardo di euro, rastrellato tra finanziamenti nazionali e fondi europei, gli aeroporti del Sud Italia hanno compiuto un salto di qualità. Tanto che oggi, almeno da un punto di vista infrastrutturale, sono allo stesso livello di molti altri scali della penisola e in grado di competere sul mercato. I risultati sono incoraggianti: 7 milioni di passeggeri in più in cinque anni e previsioni di crescita rosee per il futuro. Si stima un raddoppio del traffico, dai 25 milioni di viaggiatori attuali a 50, in 20 anni.
Stando alla fotografia scattata ai 18 scali del Mezzogiorno dall’Enac, l’Ente nazionale di aviazione civile, in quattro anni sono stati compiuti 23 interventi di ammodernamento. Il vasto piano di investimenti, in via di completamento, ha rimodellato gli aeroporti di Bari, Cagliari, Olbia, Brindisi, Taranto Grottaglie e Catania (l’ultimo a essere inaugurato, a maggio, dopo lavori per 85 milioni di euro). A Napoli, Lamezia Terme, Reggio Calabria e Palermo sono in corso lavori di ampliamento, soprattutto per adeguare la capacità delle attuali strutture al volume di voli in aumento. Tutto a tempo di record.
“Il programma è partito nel 1999″ spiega il presidente dell’Enac Vito Riggio. “In appena due anni abbiamo trovato i finanziamenti e realizzato i progetti. La celerità è stata premiata dall’Ue con altri 50 milioni di euro, spesi per Lampedusa e Pantelleria”.
Fra le regioni è stata la Sicilia ad aggiudicarsi la fetta maggiore di investimenti (341 milioni di euro), mentre il calcolo sul singolo aeroporto incorona Bari: il suo scalo, terminato nel 2005 e intitolato a Karol Wojtyla, ha ricevuto 156 milioni di euro.
Sempre alla Sicilia spetta il record del numero di aerostazioni. Ce ne sono sei, fra cui Palermo (l’unico dotato di una pista superiore ai 3 chilometri che lo abilita alle rotte internazionali di lungo raggio). Una situazione che qualcuno giudica un po’ anomala, se si pensa che a questa nutrita schiera in meno di due anni dovrebbe aggiungersi un settimo scalo ad Agrigento. Questa, almeno, l’intenzione del governatore Salvatore Cuffaro, che per creare un collegamento nella Valle dei templi ha messo sul tavolo 35 milioni di euro (la metà dei 70 necessari per coprire la spesa). Anche se l’Enac lo ritiene inutile. “Dico no ad Agrigento come ho fatto con altri comuni: ognuno vorrebbe avere un suo scalo ma il localismo non aiuta” prosegue Riggio.
Se il deficit di infrastrutture è stato seppur parzialmente colmato, molto resta da fare. Nei servizi di trasporto aereo l’Italia paga una certa arretratezza rispetto ai maggiori paesi d’Europa e il Sud accusa un divario più ampio. Solo tre destinazioni Sud-Sud sono servite da collegamenti aerei ordinari (Palermo-Napoli, Catania-Napoli e Trapani-Bari) contro i sette al Nord. Il numero totale di voli ordinari settimanali Sud-Sud è di 84 contro i 198 Nord-Nord.
Nell'illustrazione, i finanziamenti per gli scali del Sud Italia
E, verso la sponda mediterranea, solo una rotta (Palermo-Tunisi) conta oggi sei voli a settimana. Il Sud è, inoltre, troppo distante dalle capitali europee per le compagnie low cost (di norma investono su tratte di un’ora e mezzo al massimo). E dunque per dare continuità al traffico (oggi concentrato nel periodo estivo) si deve puntare ad altro.
“Per rendere i flussi costanti nel corso dell’anno occorre integrare turismo, attività produttive e convegnistica, ora quasi inesistente al Sud” dice Oliviero Baccelli, vicedirettore del Certet-Bocconi e coordinatore dell’attività di ricerca sui traspor. “E serve anche una flotta adeguata, c’è bisogno di più velivoli dotati di capacità inferiore ai 100 posti”.

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