
Luca Zaia e Giancarlo Galan
In primavera si sono scambiati le poltrone (Luca Zaia da Roma è tornato in Veneto a occupare lo scranno di governatore, Giancarlo Galan dal Veneto è sceso a Roma a presiedere il Ministero delle Politiche agricole). Ma i due non hanno mai smesso di scambiarsi colpi, fendenti e battute al vetriolo. L’ultimo (prevedibile) capitolo del derby veneto si è giocato sugli Ogm. Lunedì 9 agosto, una settantina di aderenti ai gruppi No Global del Friuli Venezia Giulia e del Veneto ha abbattuto un campo di mais di proprietà di Giorgio Fidenato, a Vivaro (Pordenone), che si presume geneticamente modificato. Un’azione che, dopo mesi di bagarre mediatica e nessuna decisione concreta da parte delle autorità , contrasta un’altra azione: la semina di Ogm vietata in Italia. Inevitabile che il blitz determinasse reazioni opposte da parte dei due maggiori attori politici della vicenda: proprio il ministro dell’agricoltura da una parte e il governatore del Veneto dall’altra. ”Azione squadristica da condannare in ogni senso”, ha commentato a caldo Galan, più possibilista verso gli Ogm. Di tutt’altro parere Zaia che, quando era al dicastero, ha fatto della lotta agli Ogm una bandiera sua e della Lega: ”Così è stata ripristinata la legalità ”, ha dettato alle agenzie e poi, in serata, ha invitato a ”non confondere i fatti con i principi”. Continua

Un giovane Umberto Bossi ascolta Il VÃ Pensiero
Il VÃ Pensiero al posto dell’Inno d’Italia. La Lega ha scelto l’inaugurazione di una scuola primaria a Vedelago, provincia di Treviso, per lanciare la sua ultima provocazione. Dopo i cartelli stradali in dialetto, le liste di insegnanti solo padani, le disertazioni delle cerimonie del 2 giugno, sabato scorso, al momento del taglio del nastro della nuova scuola, invece dell’inno di Mameli, il coro della Polifonica di Salvarosa ha intonato l’aria di Verdi. Continua

La Lega va a cavallo. Si chiama Furioso 52 la mascotte dello tsunami elettorale, come lo ha definito Umberto Bossi, che ha tinto di verde il Nord. Con la presa del Veneto, del Piemonte e l’avanzata del Carroccio in Lombardia ed Emilia-Romagna. Furioso 52, giovane purosangue catalano, è il portafortuna di Luca Zaia, il nuovo governatore del Veneto, con oltre il 60 per cento dei consensi il più votato d’Italia. Persino un ristoratore cinese ha comprato 30 pagine di pubblicità per Zaia sui giornali locali per dargli un consiglio: «Si è bravi governatori solo se si riesce a governare il proprio cavallo». Continua

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, 42 anni (Lega Nord)
Dei tredici candidati governatori del centrodestra ce l’hanno fatta in sei: quattro sono del Pdl (un ex Fi, un socialista, e due ex An) e due della Lega Nord. Quattro hanno meno di cinquant’anni e due di loro sono stati ministri del governo. Continua

Umberto Bossi e Silvio Berlusconi alla manifestazione del Pdl a Roma (Ansa)
Il ritornello di moda in questi ultimi giorni di campagna elettorale, si vota domenica e lunedì, è il sorpasso della Lega sul Pdl al Nord, o almeno il recupero della distanza tra i due partiti, nelle tre regioni che si apprestano ad eleggere un nuovo governatore: Piemonte, Veneto e Lombardia. Continua
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Il ministro dell'agricoltura Luca Zaia candidato del centrodestra alla regione Veneto
Altro che calata dei barbari leghisti sul Canal (quasi ex) Galan grande. Dipingere Luca Zaia come il vichingo usurpatore della poltrona del “doge” Giancarlo Galan rischia di diventare un boomerang in mano agli avversari. Alle accuse di inadeguatezza sparategli dal Pd, dall’Udc e dallo stesso Galan (Pdl), il ministro dell’Agricoltura, candidato alla presidenza del Veneto dalla Lega e dal Pdl, risponde con il suo vangelo. Il vangelo secondo Luca. La pista delle sacrestie di questa religiosa terra è importante per la conquista di Palazzo Balbi da parte del primo doge in camicia verde. È la curva più pericolosa per la gara del sorpasso, ingaggiata dal Carroccio con gli alleati del centrodestra sulla via del Veneto. Continua
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Il campanile di San Marco a Venezia | (Credits: flickr/albertopt)
La Serenissima è tornata a splendere. Eccome. Il Nord Est, locomotiva d’Italia, si è stancato di essere considerato provincia. Stanco di Roma, ovvio. Ma anche di Milano, che si sente la capitale della “Padania”. Mentre i veneti, che fino agli anni settanta emigravano in massa verso l’America e che negli ultimi trent’anni hanno trasformato la loro regione in una delle aree più ricche d’Europa, sarebbero ancora relegati in un angolo. E senza godere dei privilegi dei trentini e dei friulani, che vivono in regioni a statuto speciale. Ma ora basta: vuole più autonomia (il Veneto) e visibilità (il Triveneto). Tanto che 130 deputati e senatori di Veneto, Trentino – Alto Adige e Friuli – Venezia Giulia hanno chiesto la candidatura di Venezia per le olimpiadi del 2020. Continua

Il ministro Renato Brunetta con il sindaco uscente di Venezia Massimo Cacciari
Renato Brunetta torna in Laguna, da figlio di venditore di gondole a sindaco, da docente a Doge. Continua