Qualche mese fa aveva fatto scalpore. Perché si scoprì che dietro Madameweb c’era una professoressa di lettere. Subito ribattezzata, appunto, la pornoprof di Pordenone. Anna Ciriani era stata sospesa per sei mesi ma, per la retroattività del provvedimento, torna a insegnare.
La commissione disciplinare del Centro Servizi Amministrativi (ex Provveditorato agli studi) di Pordenone ha infatti comminato alla professoressa la sospensione per sei mesi dal servizio. L’insegnante era stata già sospesa in via cautelare dalla fine di novembre 2007, per cui da ieri è tornata in servizio nel Centro territoriale permanente di San Vito al Tagliamento (Pordenone). Dal primo settembre prossimo, Anna Ciriani verrà comunque trasferita a un altro Ctp, a Prata di Pordenone, sempre per insegnare agli adulti.

Non è stata licenziata, ma la sua cattedra è rimasta vuota, dopo la sospensione in via precuazionale a opera di Ugo Panetta, direttore scolastico del Friuli Venezia Giulia. Eppure Madameweb, la pornoprof di Pordenone, al secolo Anna Ciriani, si sta prendendo una rivincita coi fiocchi: è diventata un caso mediatico internazionale. E già qualcuno sospetta che fosse quello il suo vero obiettivo: titoloni a nove colonne dei giornali del Friuli-Venezia Giulia (prevedibili); un presunto intresse da parte della Bbc per intervistarla (e sarebbe sorprendente); l’appello su Radio Deejay del Trio Medusa perché accetti di intervenire in una puntata de Le Iene.
E poi, loro: i fans, sfegatati, che la citano anche sui siti dalla Cina e dall’America. Gettata la maschera dell’anonimato, ora tutti cercano Madameweb. I reportage e video girati al festival a luci rosse berlinese Venus hanno sbancato la classifica mondiale dei siti web a forte contenuto erotico.
Il bilancio è ancora provvisorio ma significativo: in 30 giorni sono stati oltre 28mila i contatti sul forum dedicato alla pornoprof: 3mila 200 messaggi, 1.300 utenti, 32mila visite (di cui ha beneficiato anche il blog del professore “Fabioletterario”, un collega piuttosto critico con l’insegnante, che ha triplicato i contatti nelle ultime 24 ore).
In suo nome, insomma, il popolo del web è pronto alle barricate mediatiche. Ma i sindacati della scuola ci vanno cauti: “Era una situazione anomala”, ha detto al Messaggero Veneto di Udine il segretario provinciale della Flc-Cgil. “La signora ha dimostrato di svolgere un’altra attività , non compatibile con la docenza. Si creava un problema di relazione con l’utenza”.
Un falso problema per gli amici del forum di Madameweb. Che fanno muro, contro la sospensione, con migliaia di interventi postati on line. Dicono: “Massima solidarietà ” e anche “Siamo in pieno medioevo”, oppure “i video a luci rosse di Berlino sono girati fuori da scuola. Se ogni datore di lavoro dovesse valutare i dipendenti per quello che fanno fuori, che valore avrebbero competenza a impegno professionale?”. “Anna dovrebbe appellarsi contro la decisione, con un formale ricorso”. All’orizzonte perfino una colletta: “Sono disposto - è stata la mail di un fedelissimo delle gangbang - a offrire un contributo economico per sostenere eventuali spese legali e invito tutti a fare altrettanto”.
Dalla Sicilia al Piemonte ora tutti chiedono di tutto a Madameweb: ripetizioni di latino, appuntamenti in ostelli e autogrill o discoteche, dialogo non-stop, incontri a due e di gruppo.
Tutte richieste che la pornoprof ha mostrato di saper soddisfare.

È tornata a far parlare di sé, la porno-professoressa di Pordenone. Si firma Anna Siriani e in arte si fa chiamare Madameweb. Arte per adulti, per la precisione. Perché la 39enne veneta, di giorno fa, dice lei in modo irreprensibile e professionale, l’insegnante di lettere. Ma fuori dall’aula si trasforma. In porno attrice: “Sono una bella donna, alta 173 cm, capelli lunghi lisci ramati, occhi verdi, denti perfetti. Ho le gambe molto lunghe e un bel culo alto e sodo. Di seno ho una 6a molto soda”. E via con altri particolari, decisamente spinti.
Madameweb è tornata alla ribalta in questi giorni, quando in rete è apparso un video che la ritrae, nuda, per le strade della capitale tedesca e nei padiglioni dell’ultima edizione di Venus, la fiera dell’eros di Berlino. Siccome il video non è certo soft come certi film anni ‘80, si è scatenata la polemica. E i clic.
Clamore a cui l’insegnante, in realtà , è abituata. Da quando, cinque anni fa, le sue foto hard sparse in siti per adulti, erano state trovate dai suoi alunni delle medie che ci avevano tappezzato i bagni della scuola in cui insegnava. Inevitabile il putiferio: telefonate, proteste, genitori indignati, colleghi sconvolti. Tanto che il preside decise di trasferire, “diplomaticamente”, l’insegnante ai corsi serali per adulti extracomunitari, in un istituto della provincia veneta.
Ora, dopo anni di silenzio, la prof. è tornata a mostrare le sue grazie. E tutt’intorno si sono levate le vecchie questioni. Alle quali lei, dal web, risponde così: “Sì, sono una professoressa, ma non è ciò che faccio nel privato che dovrebbe cambiare ciò che sono a scuola e viceversa”. E ancora: “Sono una donna normale, con una famiglia e il mio lavoro di insegnante. Cerco la trasgressione e il sesso”.
Posizioni che non convincono i colleghi, ma che sono in linea con le norme: dagli anni 90 è stato cancellato il requisito del dovere morale d’un comportamento irreprensibile, per il personale della scuola. Resta tuttavia la domanda: quanti genitori affiderebbero i propri figli a Siriani/Madameweb, riconoscendola come figura guida nell’apprendimento e nella crescita?
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