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Sanità pugliese, Vendola indagato per abuso di ufficio

Nichi Vendola indagato dalla Procura di Bari (Credits: Roberto Monaldo / LaPresse)

Nichi Vendola indagato dalla Procura di Bari (Credits: Roberto Monaldo / LaPresse)

Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Nichi Vendola, fervente cristiano, Vangelo sul comodino, ha sfruttato a lungo l’affermazione che Gesù fece a chi voleva lapidare l’adultera. Gli indagati nella sanità pugliese? Non sono mai stati affare suo, anzi ne chiedeva a ripetizione le dimissioni.

Ma da oggi anche il “puro” presidente della Regione Puglia dovrà ricredersi. Indagato con l’accusa di concorso in abuso di ufficio. Avrebbe favorito la nomina di Paolo Sardelli a primario della Chirurgia toracica dell’ospedale San Paolo di Bari.
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“Legare i pazienti al letto è una prassi, spesso una necessità”

L'ingresso dell'Umberto I di Roma

L'ingresso dell'Umberto I di Roma

Claudia Daconto

LEGGI ANCHE: Il dramma degli ospedali romani

“Contenuti”, non legati. Ci tiene l’infermiera 53enne, che incontriamo al San Camillo e che vuole rimanere anonima, a sottolineare la differenza. Perché dopo l’ultimo caso di presunta malasanità scoppiato al pronto soccorso dell’Umberto I, l’idea che le astanterie dei centri d’emergenza romani siano  luoghi di tortura con medici e infermieri nei panni di aguzzini, non va proprio giù a chi, come I., da 35 anni fa questo lavoro e per questo lavoro ha rinunciato a farsi una famiglia, ad avere dei figli.

A indurre il ministro della Salute Renato Balduzzi a spedire i proprio ispettori nel più grande policlinico d’Europa è stato quanto denunciato dai senatori Ignazio Marino e Domenico Gramazio che, in occasione di una visita “a sorpresa”, hanno trovato una donna legata da quattro giorni alle sbarre di un letto. Non in coma, come si era detto in un primo tempo, ma affetta da morbo di Alzheimer. Continua

Umberto I, legata a letto con le garze. La testimonianza del figlio di una degente - VIDEO

L'entrata del pronto soccorso del Policlinico Umberto I a Roma, 20 febbraio 2012. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

L'entrata del pronto soccorso del Policlinico Umberto I a Roma, 20 febbraio 2012. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Claudia Daconto

LEGGI ANCHE: Il dramma degli ospedali romani

Legata mani e piedi a una barella del pronto soccorso del Policlinico Umberto I di Roma dove è rimasta per quattro giorni. Dopo l’ennesimo presunto scandalo sulla sanità romana, denunciato dai senatori Pd e Pdl Ignazio Marino e Domenico Gramazio, Panorama.it è entrata nel nosocomio sotto accusa. Ieri il direttore generale dell’ospedale Antonio Capparelli ha disposto novanta giorni di sospensione nei confronti del direttore del Dea-Dipartimento emergenze e accettazione, il professor Claudio Modini, e del coordinatore dell’area medica Dea, il professor Giuliano Bertazzoni. Continua

Dopo il San Raffaele trema il Gemelli

Dopo il San Raffaele trema il Gemelli

Il «Vaticano III» rischia di finire in mano ai privati, ma la Cei scende in campo per salvarlo. Fu Papa Wojtyla a coniare quel soprannome per il Policlinico Agostino Gemelli, dove venne ricoverato per 10 volte. Con i suoi 1.700 posti letto e oltre 100 mila ricoveri l’anno il policlinico, controllato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, non solo è l’ospedale più grande del Lazio ma anche il più grande polo oncologico d’Italia. Oggi è piegato da una situazione finanziaria sempre più difficile. Continua

L’odissea giudiziaria di Ottaviano Del Turco - INTERVISTA

Ottaviano Del Turco in un'immagine d'archivio dell'11 agosto 2008 all'uscita del carcere di Sulmona

Ottaviano Del Turco in un'immagine d'archivio dell'11 agosto 2008 all'uscita del carcere di Sulmona

Annalisa Chirico
di Annalisa Chirico

Ottaviano del Turco al soldo degli imprenditori della sanità privata. Ottaviano del Turco nemico degli imprenditori della sanità privata. C’è qualcosa che non torna. È questa l’impressione che si ha leggendo la relazione tecnica del 2010 firmata dall’Agenzia sanitaria della Regione Abruzzo e pubblicata oggi. I dati incrociati di Istat, Ministero della Salute e Asl locali segnalano “il drastico calo dei ricoveri”, oltre il 30% nella Regione per anni in cima alle classifiche per il più alto tasso di ospedalizzazione. I ricoveri per diabete calano del 74,9%, quelli per Alzheimer del 30,4.

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Ma quanto ci costi? La sanità lombarda tira le orecchie ai cittadini

(Credits: La Presse)

(Credits: La Presse)

di Andrea Monti

Quanto costiamo al Servizio sanitario nazionale? Dal 1° marzo chi vive in Lombardia avrà la risposta. La Regione ha deciso che tutte le comunicazioni ai pazienti (dai referti alle lettere di dimissione) conterranno la spesa effettuata dallo Stato per la prestazione ricevuta. Chi subirà un’operazione, saprà la cifra impiegata per finanziarla; chi verrà ricoverato, conoscerà il costo della degenza. Una misura che secondo Luciano Bresciani, assessore regionale alla Sanità, aumenterà “trasparenza e corresponsabilità” tra comunità e malato, ma che per Roberto Carlo Rossi – presidente dell’Ordine dei Medici di Milano - umilierà i cittadini. Sentiamo il parere di Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato.

Cosa ne pensa?

Credo che sia un’operazione di trasparenza e informazione assolutamente positiva.
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Sanità pugliese, parla Alberto Tedesco: Quanti ipocriti a sinistra


Sanità pugliese, parla Alberto Tedesco: arrestatemi, ma quanti ipocriti a sinistra

«Non posso accettare che la magistratura chieda il mio arresto e che il Senato mi salvi. Così quando il provvedimento giungerà in aula inviterò l’assemblea ad autorizzare il carcere. Ma non mi dimetterò: a Roma mi hanno mandato i cittadini». Alberto Tedesco, 62 anni, ex assessore alla Sanità della Regione Puglia, ha appena saputo che il gip di Bari Giuseppe De Benedictis ha confermato l’istanza di arresto per lui, dopo sette ore di interrogatorio, a cui il senatore del Pd si è sottoposto volontariamente per cercare di fare valere la propria verità. Continua

Vincenzo Riommi: grande frana nell’Umbria rossa


Vincenzo Riommi: grande frana nell’Umbria rossa

di Ettore Colombo

La «rossa» Umbria? È sempre più verde. Di vergogna. Tutto parte da un’inchiesta della procura di Perugia condotta dal pm Sergio Sottani. Riguarda la sanità regionale nella passata legislatura, quando governatrice era Maria Rita Lorenzetti del Pd. Adesso la giunta regionale, che più rossa non si può (Pd, Prc, Pdci, Sel, Idv, Partito socialista; Pdl e Udc all’opposizione) è guidata da una fedelissima di Pier Luigi Bersani, Catiuscia Marini. Epicentro dell’inchiesta è il comune di Foligno, in particolare la asl numero 3, ma si sta ramificando alle società che operano in tutta la sanità regionale e hanno partecipato a gare di appalti per servizi in asl e case di cura. Indaga oggi, indaga domani, Sottani fa partire una ventina di avvisi di garanzia: l’accusa è per lo più di peculato e di «illeciti rapporti tra soggetti privati e dirigenti amministrativi pubblici».

Tra gli indagati c’è Maria Gigliola Rosignoli, la prima a dimettersi: presidente dell’Agenzia umbra sanità e, soprattutto, della asl 3 di Foligno, avrebbe aiutato Sandra Santoni, ex capo di gabinetto dell’uscente Lorenzetti, a trovare un posto di lavoro una volta finito il suo incarico in giunta. Dove? Proprio nella asl folignate.

«Siamo alle solite: la sinistra promette posti in cambio di voti » tuona il Pdl. Avvisi di garanzia per peculato arrivano a un consigliere regionale del Pd, Luca Barberini. Ultimo colpo di scena: le dimissioni dell’assessore regionale alla Sanità, Vincenzo Riommi (già al Bilancio nella giunta Lorenzetti), il cui nome comparirebbe negli atti, anche se la procura fa sapere che non è tra gli indagati. La governatrice Marini se la prende contro «campagne di stampa tese solo a delegittimare la politica », ma il Pdl umbro s’indigna, chiede la convocazione del consiglio regionale e avverte: «È un sistema di potere che sta franando».

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