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Malta

Approderà in Italia il “Pinar” con 140 immigrati

Una barca con gli immigrati
Sarà l’Italia, alla fine, la loro porta per l’Europa. O per il ritorno in Africa. I 140 immigrati salvati in alto mare dall’equipaggio del mercantile turco Pinar toccheranno terra dopo 10 giorni in mezzo al mare probabilmente a Porto Empedocle, in Sicilia. Alcuni di loro in cattive condizioni mediche (una donna incinta, diverse persone con varicella e febbre) sono già stati trasportati da una motovedetta della guardia costiera. Si è sbloccato in serata lo stallo che riguardava i migranti: soccorsi al largo di Lampedusa (porto più vicino) ma su segnalazione delle autorità maltesi, nessuno dei due paesi li voleva sul proprio territorio.
Così la nave turca è rimasta in mare per tre giorni senza poter attraccare. I 140 “ospiti” sul ponte, perché le stive erano piene. Una situazione insostenibile, alleviata dalle cure mediche e dai viveri arrivati via elicottero dall’Italia. Mentre tra Roma e La Valletta andava in scena lo scontro diplomatico, con il ministro Roberto Maroni e il suo omologo maltese a chiedere l’intervento dell’Unione Europea per dirimere la questione.
Nel pomeriggio i membri dell’equipaggio della nave avevano dovuto soccorrere anche tre giornalisti, due italiani e un tedesco, giunti su un gommone. Alla fine, anche per le pressioni di politici di maggioranza e opposizione, l’Italia ha deciso di accogliere la Pinar. Ma lo scontro diplomatico non è stato risolto, lo evidenzia una nota emessa dal ministero degli Esteri e degli Interni poco dopo che si è diffusa la notizia: Maroni e Frattini sottolineano al contempo “che la decisione, assunta esclusivamente in considerazione della dolorosa emergenza umanitaria verificatasi a bordo del mercantile, non deve in alcun modo essere intesa nè come un precedente nè quale riconoscimento delle ragioni addotte da Malta nella vicenda.
Il Ministro Maroni sta già predisponendo un dettagliato dossier sul caso, che sarà portato agli inizi della prossima settimana alla diretta attenzione della Commissione Europea, affinchè quest’ ultima intervenga per assicurare una soluzione politica, necessariamente da ricercarsi in sede europea e non circoscrivibile alla sfera dei rapporti bilaterali fra Italia e Malta”.

Sicilia, sbarcano 300 immigrati. Altri 150 bloccati in mezzo al mare

immigrazione1

Immigrati, la Ue allerta l’Italia: presto gli sbarchi aumenteranno

sbarco di immigrati a Lampedusa

Ne arriveranno tanti. Ancora di più di quelli (e sono centinaia ogni giorno: 350 nelle ultime 48 ore) che sbarcano sulle nostre coste. Immigrati, irregolari, migranti, (”Non chiamiamoli più clandestini”, propone ai media il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini per una questione di “una ecologia del linguaggio”): sono uno degli effetti della crisi economica nel continente africano. E, nei prossimi mesi, dovremo mettere nell’agenda socio-politico-economica un forte aumento dell’immigrazione clandestina alle frontiere meridionali dell’Unione europea, in particolare in Italia e a Malta.
A lanciare l’allarme è il vicepresidente della Commissione europea e commissario per Giustizia, Libertà e Sicurezza, Jacques Barrot, in una nota interna destinata agli altri 26 commissari Ue a Bruxelles, che l’Adnkronos è riuscita a ottenere ead anticipare.

“Anche se il flusso di immigrati clandestini per via marittima ha smesso oggi di essere un fenomeno ‘estivo’, è probabile che nei prossimi mesi la pressione aumenti in modo significativo”, avverte Barrot nel resoconto del suo recente viaggio a Lampedusa e a Malta.
In particolare, secondo il responsabile Ue, “l’aggravarsi della crisi economica e i suoi primi effetti reali in Africa avranno un impatto diretto sulle categorie di popolazione più inclini all’immigrazione (uomini e donne in buona salute, giovani, relativamente istruiti ma senza prospettive a breve e medio termine)”. Nel documento interno, Barrot insiste quindi sull’esigenza di fornire ai Paesi più esposti ai flussi migratori, in particolare Italia e Malta ma anche Spagna, Grecia, Cipro, “una risposta congiunta e un maggiore sforzo di solidarietà a livello dell’Unione. La frontiera meridionale marittima dell’Unione - ricorda il responsabile Ue - non è solo la porta d’accesso per questi Paesi ma per l’Europa intera”.
Insomma, taglia corto Barrot, “queste sfide hanno bisogno di una risposta globale e un’iniziativa politica forte”. “Serve maggiore solidarietà con questi Stati membri, sia per far fronte a queste sfide importanti, sia per garantire condizioni di accoglienza dignitose e umane a queste persone”, rimarca Barrot, ricordando che “questa solidarietà passa in primo luogo dal finanziamento comunitario, che deve continuare a sostenere l’Italia e Malta nei loro sforzi di accoglienza”, nonché dal potenziamento dell’azione di Frontex, l’agenzia per il controllo delle Frontiere esterne dell’Ue, come le autorità italiane hanno chiesto.
Fra i primi a commentare le parole del Commissario Ue, è Federico Bricolo, capogruppo della Lega Nord al Senato: “L’allarme lanciato oggi da Barrot sull’aumento dei flussi verso il nostro Paese ci rende ancora più determinati nel perseguire la realizzazione di tutte le norme necessarie per contrastare l’immigrazione clandestina”. Il senatore del Carroccio non cita la norma sulla denuncia dei migranti da parte dei medici (contestata proprio oggi da 100 deputati del Pdl), ma nell’elenco delle misure inserisce: “l’attuazione dell’accordo con la Libia con il pattugliamento delle coste, l’istituzione del reato di clandestinità, il blocco dei flussi limitato solo ai lavoratori stagionali, l’aumento della permanenza dei clandestini nei centri di identificazione e espulsione. Strumenti fondamentali”, conclude Bricolo “anche come deterrente nei confronti di chi intende partire dalle coste del Nord Africa verso il nostro Paese perche’ sara’ chiaro a tutti che le nostre frontiere non potranno piu’ essere forzate. Gli stranieri potranno dunque entrare solo nel rispetto delle leggi”.

Clandestini, naufragio nel mare di Malta: decine le vittime

Un barcone con i clandestini

Nuova tragedia dell’immigrazione al largo di Malta. La Marina della Valletta ha individuato “tra i sei e gli otto cadaveri” di clandestini a circa 64 chilometri dalla costa meridionale dell’isola. I corpi non sono stati ancora recuperati a causa del maltempo, ha spiegato un portavoce dell’esercito maltese alla France Presse.
Secondo il quotidiano locale L-Orizont, le vittime del naufragio, avvenuto nel fine settimana, sarebbero invece 35. Il giornale ha riferito che venerdì scorso un elicottero tedesco appartenente alla missione Ue Frontex aveva avvistato una imbarcazione con numerose persone a bordo. Subito erano intervenuti un aereo militare e una motovedetta maltesi, ma le ricerche, rese difficili dal maltempo, non avevano prodotto alcun esito. Soltanto ieri sera, l’incrociatore Argo della Marina francese ha avvistato i cadaveri, dopo la segnalazione di un aereo lussemburghese Frontex.
Dopo l’avvistamento dell’elicottero, nonostante il mare grosso e i venti forti, un aereo militare e una motovedetta della marina maltese hanno condotto una ricerca nella stessa zona indicata, ma il barcone non è stato trovato. Le ricerche sono proseguite sabato scorso per tutta la giornata ma senza successo. A causa del maltempo, le ricerche sono state sospese tra domenica e lunedì, ed è stato solo ieri sera che l’incrociatore francese ha avvistato i corpi. Prima del tramonto, un aereo lussemburghese della missione Frontex ha segnalato l’avvistamento di altri cadaveri in mare.
Le autorità della Valletta da tempo chiedono maggiore aiuto a Bruxelles nella gestione dell’afflusso di clandestini, aumentato del 30% rispetto allo scorso anno. Secondo gli ultimi dati ufficiali i migranti che hanno tentato tra gennaio e agosto di raggiungere l’isola, prima tappa verso l’Europa, sono stati 2.289, contro i 1.379 dello stesso periodo del 2007.

Medici senza frontiere (Msf) Italia ha recentemente fatto riferimento a un bilancio di 380 clandestini morti nel canale di Sicilia - il braccio di mare situato nel Mare Mediterraneo tra la Sicilia e la Tunisia - durante i primi sei mesi di quest’anno, dopo i 500 nel 2007. Secondo il bilancio dell’associazione Fortress Europa, che ha sede in Italia, dal 1988 il bilancio sarebbe di 12.566 morti e di 4.646 dispersi nel canale di Sicilia.

Continuano le ricerche dei 70 immigrati sulla costa maltese

Emergenza immigrazione a Lampedusa
Continua la tragedia per i migranti del mare. Questa mattina sono riprese le ricerche dei 70 immigrati dispersi nel naufragio dell’imbarcazione su cui viaggiavano, avvenuto ieri a circa 40 miglia a sud di Malta. Ieri solo otto erano stati recuperati dal peschereccio maltese “Madonna di Pompei” e adesso si trovano nel centro di detenzione di Safi. Le operazioni di ricerca sono condotte da un elicottero tedesco della missione dell’Unione Europea, Frontex, che ieri sera aveva avvistato in acqua i corpi di tre extracomunitari, ma non aveva potuto recuperarli a causa delle cattive condizioni del mare.
Gli otto migranti sopravvissuti hanno raccontato di essere partiti dalla Libia in 78 giovedì scorso. Dopo due giorni di navigazione sarebbero rimasti senza viveri e lunedì, 25 agosto, avrebbero cominciato a imbarcare acqua a causa del mare forza sei, che ha inoltre provocato la perdita del motore. La carretta del mare è così rimasta in balia delle onde e molti extracomunitari sono stati sbalzati fuori dall’imbarcazione o sono morti di stenti. Secondo il racconto dei naufraghi salvati, prevalentemente sudanesi ed eritrei, tra i dispersi ci sono 8 donne, di cui quattro incinte e un bambino.
Per Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, “se i numeri fossero confermati, sarebbe una tragedia del mare equiparabile, per il numero delle perdite, a un disastro aereo. Ai sopravvissuti degli incidenti aerei si forniscono cure mediche e supporto psicologico, mentre ai migranti e ai richiedenti asilo non si applica la stessa prassi. Ci auguriamo”, conclude Boldrini, “che le ricerche dei dispersi continuino in modo da poter restituire almeno i corpi ai familiari”.
Secondo le statistiche, nel 2007 circa 1.700 immigrati sono arrivati a Malta. Medici senza frontiere ha recentemente fatto riferimento a un bilancio di 380 clandestini morti nel Canale di Sicilia durante i primi sei mesi di quest’anno, dopo i 500 nel 2007. Per l’associazione Fortress Europe dal 1988 il bilancio nel tratto di mare tra Sicilia e Tunisia sarebbe di 12.566 morti e di 4.646 dispersi.

Intanto questa mattina la Guardia di finanza ha avvistato un’imbarcazione con 55 immigrati a bordo, a 10 miglia da Lampedusa. Tra gli extracomunitari ci sono 6 donne.I migranti sono stati trasbordati su una motovedetta delle Fiamme gialle e stanno per raggiungere il porto dell’isola.
In Sardegna, durante la notte, sono stati portati nel Centro di prima accoglienza a Elmas (Cagliari) i circa 200 immigrati clandestini nordafricani soccorsi in mare al largo di Capo Teulada da quattro mezzi della Guardia costiera e della Guardia di finanza. Gli immigrati sono giunti sulle coste sarde con dieci piccole imbarcazioni, avvistate ieri sera da navi della marina Militare, che a causa del mare mosso rischiavano di capovolgersi, da qui l’intervento del personale delle motovedette italiane che li ha portati nel porto di Cagliari.
Nove migranti sono stati invece fermati dalla polizia a Punta Braccetto, vicino Pozzallo (Ragusa). Gli extracomunitari sono riusciti ad arrivare direttamente a terra e hanno detto di essere di nazionalità somala.

Affonda barcone di immigrati: almeno 40 morti, cento i dispersi

Immigrati clandestini

Almeno quaranta sono morti e circa cento risultano dispersi. Questo il tragico bollettino dell’ennesimo naufragio degli immigrati. Gente ignota, di origini diverse, con un unico denominatore comune: un futuro più felice nei Paesi dell’Ue, diventato all’improvviso tragico. L’imbarcazione sulla quale viaggiavano, al largo della Libia, secondo fonti di sicurezza egiziane, dovrebbe essere affondata il 7 giugno, poco dopo essere salpata da Zuwarah, vicino al confine con la Tunisia.

A bordo c’erano 150 persone: soltanto uno di loro è stato tratto in salvo. Le autorità libiche sono riuscite finora a recuperare soltanto 21 cadaveri. Secondo un portavoce, il ministero dell’Interno del Cairo è stato informato della tragedia il 13 giugno, perché Tripoli riteneva che a bordo del barcone ci fossero 12 egiziani. Le condizioni dei corpi non hanno reso possibile alcun riconoscimento.

La centrale operativa della capitaneria di porto di Lampedusa è impegnata intanto a coordinare le attività delle motovedette a largo dell’isola per il recupero di barconi carichi di clandestini che continuano ad arrivare. Non è stato ancora riferito il numero esatto di imbarcazioni fermate e il numero dei migranti a bordo. Ieri erano state fermate al largo dell’isola sette imbarcazioni con 404 persone a bordo, tra cui diverse donne incinte.

A Sud di Malta, invece, sempre domenica 15 un natante si è spaccato in due sbattendo contro le gabbie dei tonni: 6 migranti, tra cui alcuni bambini, sono dispersi mentre altri 28 somali sono stati salvati dal peschereccio che trainava le gabbie alle quali si sono aggrappati. Altri 56 clandestini su due barche sono stati recuperati dalla marina maltese. Un mini sbarco si è registrato anche sull’isola di Marettimo, nell’arcipelago delle Egadi: una zona decisamente più a nord di quelle solitamente battute dalle rotte degli immigrati. Un gruppo di sei extracomunitari è stato intercettato a terra da una pattuglia della Guardia di finanza.

E mentre ogni tanto il mare restituisce i corpi la politica continua, litigiosamente, a cercare soluzioni. Da sola l’Italia non può affrontare un fenomeno di questa portata, serve l’impegno dell’Unione europea ed è importante “approvare il patto europeo per l’immigrazione entro la fine dell’anno”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Frattini. Anche perché, di giorno in giorno, di mese in mese, si fa tristemente sempre più lunga la lista dei naufragi avvenuti nel canale di Sicilia durante i viaggi della speranza verso l’Italia. Ecco un riepilogo dei precedenti che hanno provocato più vittime:
25 DIC 1996: nella notte di Natale avviene l’incidente più grave, rimasto a lungo nel mistero. Quasi 300 clandestini muoiono annegati nel mare tra Malta e la Sicilia, dopo lo scontro tra il cargo libanese ‘Friendship’ e la motonave Yohan.
20 GIU 2003: una barca con circa 250 immigrati clandestini naufraga in acque internazionali al largo della Tunisia. Il bilancio ufficiale è di una cinquantina di cadaveri restituiti dal mare, circa 160 dispersi e 41 sopravvissuti.
20 OTT 2003: la guardia costiera soccorre un barcone di immigrati disperso nel canale di Sicilia. Secondo il racconto dei sopravvissuti almeno settanta persone sarebbero morte durante la traversata e gettate in mare.
4 OTT 2004: un’imbarcazione che trasporta in Italia 75 immigrati clandestini, 70 marocchini e cinque tunisini, si inabissa durante la notte davanti alle coste della Tunisia provocando la morte per annegamento di 17 persone. Altri 47 immigrati sono dispersi e 11 vengono salvati dalla guardia costiera tunisina. Il naufragio avviene al largo della città di Chott Meriem, 170 chilometri a sudest di Tunisi, poche ore dopo che l’imbarcazione ha lasciato la costa, diretta in Italia.
19 AGO 2006: un barcone con 120 clandestini a bordo viene soccorso dalla Corvetta “Minerva” della Marina Militare. Gli immigrati si accalcano su una fiancata del barcone che comincia ad ondeggiare fino a rovesciarsi. Dieci cadaveri sono recuperati e 40 persone risultano “disperse”.
12 MAG 2008: un barcone a bordo del quale 66 immigrati clandestini tentano di raggiungere l’Italia va alla deriva per giorni. A bordo, 47 persone muoiono di fame e freddo e sono gettate a mare dai compagni e altri tre sono ritrovate cadaveri nella barca affondata nei pressi di Monastir.

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