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Scontri fra bande di Latinos a Milano, “fenomeno da non sottovalutare”

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L’emergenza “pandillas”, per ora è lontana. A Milano le bande di ragazzi latinoamericani non hanno la struttura criminale che hanno in patria o negli Stati Uniti, dove vivono di traffici illeciti e sono considerati un pericolo pari al terrorismo e alla mafia. Ma in città, dove alla Squadra mobile da qualche anno è stato istituito un gruppo che si occupa del fenomeno, alcuni episodi hanno convinto gli investigatori a tenere alta la guardia. Agguati e accoltellamenti per la strada o fuori dalle scuole, che hanno come unico movente appunto l’appartenenza o la frequentazione di bande nemiche.

Qualche mese fa un ragazzo salvadoregno di 22 anni ci rimise un occhio. In ottobre altri due ferimenti di giovanissimi, che comunque gli inquirenti non considerano collegati fra loro. Il 19 ottobre poco dopo le 20 Flores B., peruviano di 23 anni regolare e senza precedenti penali, tornava a casa nella zona della stazione di Lambrate. Tre persone lo aggrediscono alle spalle e lo feriscono alla testa con una bottiglia rotta. La polizia ha arrestato per il tentato omicidio, alla fine di gennaio, L.M.L., peruviano 16enne con precedenti per rissa, William I.C., fattorino ecuadoregno di vent’anni con precedenti per rissa e danneggiamento, e Sanchez F., ecuadoregno 18enne incensurato e dipendente di una ditta di pulizie. La sola “colpa” di Flores era quella di avere degli amici tra i Latin King New York (senza però farne parte) mentre i suoi aggressori appartengono ai Latin King Chicago.

Il giorno dopo un altro ferimento, questa volta fuori da un istituto tecnico di una zona non lontana da Lambrate. Daniel N.T., salvadoregno di 17 anni è stato ferito al braccio con un coltello “a farfalla” da Antonio I., detto “Joker”, suo connazionale 22enne senza precedenti penali ma appartenente alla Mara Salvatrucha 18 (o Ms-18). Daniel invece frequentava alcuni membri dei Commando. All’aggressione ha partecipato un salvadoregno di 16 anni, A.L.E., anche lui incensurato. La polizia ha arrestato entrambi per tentato omicidio.

“Non c’è a Milano un’emergenza bande giovanili”, precisa Francesco Messina, dirigente della Mobile. “Monitorando costantemente il fenomeno, ci siamo resi conto che non esiste una struttura criminale o militare né una ripartizione del territorio tra i vari gruppi paragonabili a quelle dei Paesi d’origine di questi giovani. Di certo però c’è un problema sociale, un contesto di disagio che porta all’aggregazione di ragazzi di una stessa nazionalità e, a volte, a fatti violenti”. Fatti che non vanno sottovalutati, avverte la polizia, ma perseguiti con gli arresti e prevenuti anche col lavoro dei mediatori sociali che seguono alcuni di questi giovani. Evitando che dall’appartenenza a una gruppo si passi a organizzazioni davvero pericolose.

Cavano un occhio a un ragazzo, la Mara Salvatrucha sbarca a Milano

Mara Salvatrucha

La sanguinosa aggressione, costata un occhio a un ragazzo di 22 anni, risale a luglio. Oggi, con l’ultimo di cinque arresti la Squadra mobile di Milano (insieme al pm Grazia Colacicco, che ha coordinato le indagini, e al gip Guido Salvini, che ha emesso i provvedimenti), cerca di definire i termini di un fenomeno completamente nuovo in Italia.

La Mara Salvatrucha, banda di immigrati salvadoregni che per pericolosità negli Stati Uniti è considerata seconda solo a Cosa Nostra, non può considerarsi radicata in Italia. Ma ha fatto la sua prima apparizione sulle strade di Milano.
Dicono infatti di appartenere alla Ms-13, la gang che a Los Angeles si contrappone alla Ms-18, i cinque giovani arrestati con l’accusa di tentato omicidio. Per gli inquirenti, il 13 luglio scorso sono stati loro, forse insieme a un sesto ancora da identificare, a colpire col machete Ricardo, ragazzo salvadoregno “colpevole” di far parte della banda rivale. Alla fine di una partita di calcio l’hanno inseguito, accerchiato e aggredito. Il ragazzo è arrivato in ospedale con una grave ferita alla testa e ha perso un occhio. Alcuni degli arrestati hanno i tatuaggi che testimoniano la militanza nel gruppo.

I primi due, i salvadoregni di 31 e 19 anni Efrain L. O. e Jorge Giovanni C. G., sono stati fermati dagli agenti del commissariato Scalo Romana circa un mese dopo l’agguato. Elkin Antonio O. R., connazionale di 27 anni, detto “il Pirata” e considerato il capo, è finito in manette il 16 settembre, mentre Odir Ernesto B. T., 23 anni anche lui del Salvador, era già entrato in carcere ad agosto per una rapina. Oggi la Mobile ha arrestato Mauricio Anselmo C. C., messicano 31enne, operaio in un’azienda di pulizie, l’unico col permesso di soggiorno.

A Los Angeles la Mara Salvatrucha è tra le più potenti gang di Latinos. Nata negli anni ‘80 dai fuoriusciti salvadoregni per difendersi dagli altri sudamericani, in poco tempo è diventata la più temibile. Per il controllo sul traffico di droga da oltreconfine ma soprattutto per la violenza spietata dei suoi componenti. Entrano nella banda da ragazzini, finiscono in carcere o morti che non hanno neppure vent’anni. Vestono da rapper, ascoltano l’hip hop e hanno tatuaggi ovunque. Il numero 13, o il 18, su collo e fronte, una lacrima sotto l’occhio per ogni azione di sangue portata a termine.

A Milano si incontrano in un pub di viale Tibaldi, in prima periferia, e nella zona di via Imbonati. Sono solo emulatori dei cugini californiani oppure una gang organizzata e pericolosa? La polizia parla di stato embrionale. “Non hanno ancora una struttura e una gerarchia precise”, spiega Francesco Messina, capo della Mobile, “ma il fenomeno va tenuto d’occhio con molta attenzione”. Di sicuro c’è che sono capaci di cavare un occhio a un coetaneo a colpi di machete.

Un VIDEO sulla Ms-13 su YouTube:

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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