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Il ct della Nazionale di calcio, Marcello Lippi (Ansa)
Ebbene sì, prenderemo le difese di Marcello Lippi. Non solo: vogliamo unirci a coloro (non molti, per la verità ) che hanno sottolineato la grande lezione di dignità impartita dal nostro “mister” a fine partita. Continua


Il ct della Nazionale Marcello Lippi (Ansa)
Il ct della Nazionale è un inguaribile ottimista. Basta leggere le dichiarazioni rilasciate ieri dopo l’incontro con la Nuova Zelanda, finito con un misero 1 a 1. Lo stesso magro risultato del match d’esordio col Paraguay. Continua


Il ct azzurro Marcello Lippi durante Italia - Paraguay a Città del Capo per i mondiali 2010 (Ansa)
Un’Ansa dell’8 giugno riporta che “alcuni stregoni paraguayani hanno annunciato incantesimi a favore del Paraguay contro l’Italia”. In Italia, intanto, i leghisti festeggiano la vittoria della Padania al terzo Campionato dei popoli senza Nazioni contro il Kurdistan, dopo aver battuto il Regno delle Due Sicilie. Continua

Dopo aver, involontariamente, punto l’orgoglio nerazzurro di mister Mourinho pronosticando la Juventus come vincitrice del campionato appena iniziato, il ct della nazionale di calcio azzurra esce di nuovo allo scoperto. Questa volta in campo politico.
Franceschini? Meglio Marino. E non sta parlando dei convocati per il prossimo appuntamento azzurro in vista del mondiale sudafricano. Intervistato (per la seconda volta: la prima, nel gennaio scorso, parlò di gay e calcio, dell’avvocato Agnelli, dell’amicizia con Moggi e della stima reciproca con Berlusconi) da Klaus Davi nel programma tv su YouTube KlausCondicio“, Marcello Lippi “svela” la sua fede democratica affermando che alle prossime primarie del Pd andrà a votare: “Il Pd sta attraversando una fase dinamica, per cui ritengo che sia importante partecipare attivamente con il mio voto. Mi compiaccio nel vedere il partito impegnatissimo a cercare di trovare un’unità d’intenti, una compattezza, e a incrementare la propria forza”.
L’allenatore viareggino dice di aver conosciuto l’outsider Ignazio Marino (”Mi sembra una persona seria”) e di non conoscere invece il segretario uscente Dario Franceschini. “Nel Pd, poi, conosco anche Veltroni” aggiunge, “che rimane una grande risorsa. Mi sembra una persona molto seria che vive questa sua tradizione familiare con grande orgoglio. È un uomo che fa tante cose, ma non saprei dire se la sua stagione tornerà ”.
Non dribbla le domande sull’attualità , il Ct campione del mondo. E infatti boccia la tessera del tifoso: “Non mi piace. È una cosa che ghettizza. Anche se sono il ct della Nazionale, dico sinceramente che, a caldo, questo strumento non mi convince. Mi sa di schedatura”. Ed entrando nel merito della querelle sull’inno nazionale innescata da Bossi, Lippi dice: “Ogni volta che sento l’inno di Mameli, mi dà una sensazione bellissima, particolare. Non è per forza legata alla vittoria del Mondiale, perchè la sentivo anche prima. Le parole, secondo me, sono molto belle e io non vedo per quale motivo si debba sostituire con il Va Pensiero”. Per il ct l’inno quindi non va cambiato: “Ci sono tante canzoni nazional-popolari, ma per gli italiani l’inno è quello di Mameli. A me emoziona. Bossi ritiene che debba essere cambiato? Non dico che sbagli, ma io, ogni volta che ascolto le prime note, avverto un qualcosa dentro e provo una bellissima sensazione”. Categorico, il ct anche sul capitolo immigrazione: “I disperati in mare non li avrei mai lasciati morire: li avrei soccorsi, aiutati e poi li avrei rimpatriati”. E pazienza se questa non è esattamente la linea dei democratici.
Ricordandosi poi di rappresentare l’intero Paese, essendo il commissario tecnico della nazionale (un posto sognato, come si dice solitamente, dai 57 milioni di cittadini italiani), Lippi ammette anche di non essere d’accordo sugli attacchi al premier: “Mi sembra che gli attacchi rivolti a Berlusconi negli ultimi mesi siano stati molto forti e molto strumentali”. E poi definisce Veronica Lario: ”Una donna di spessore, che ha avuto la forza di dire quello che voleva”.
Quel gringo di un Marcello ha la lingua puntuale e secca come una Colt…
Ma l’uomo che ha portato gli azzurri a trionfare sopra Berlino, vincendo l’ultima Coppa mondiale, non è il primo del mondo del calcio a esternare le proprie idee politiche.
Alle primarie del Pd di soli due anni fa, già Roberto Donadoni, allora ct della Nazionale, aveva detto che, non fosse stato in ritiro con la squadra, sarebbe andato a votare.
Don Fabio Capello, dal canto suo, in passato aveva ammesso di sentirsi uomo del Nord e di aver a volte votato per la Lega, mentre Renzo “Stalin” Ulivieri, come lo chiamano alcuni utenti sul web, da sempre convinto comunista, in casa ha il busto di Lenin e un poster de Il terzo Stato di Pellizza da Volpedo. Il buon Arrigo Sacchi, invece, da ex allenatore milanista, aveva confessato di essersi fatto ammaliare dal premier: “Prima ero di sinistra, ora voto Berlusconi“.
E tra i calciatori? La maggior parte dei nostri campioni quando intervistati su “altro” che non sia la partita domenicale, pare obbedire a due principi ispiratori. Primo: “Non capisco nulla di politica”. Secondo: mai scontentare nessuno e non irritare le proprie tifoserie.
Eppure, tra conferme e smentite, non sono pochi quelli che hanno manifestato le loro tendenze politiche. L’amaranto Cristiano Lucarelli, come tutta la curva livornese, ha anche il cuore politico dichiaratamente rosso, e fece parlare di sé dopo un gol per aver mostrato al pubblico la maglia con l’immagine del Che. Gesto e simbolo opposti, Paolo Di Canio più di una volta ha sollevato la curva laziale, notoriamente di destra, col saluto romano, per poi precisare che non trattavasi di “un gesto politico”.
E ancora, simpatie per Forza Nuova per Daniele De Rossi, mentre il suo capitan Totti nelle amministrative di Roma si è palesemente schierato per Rutelli, contro Alemanno. Il portiere del Milan Christian Abbiati alle ultime elezioni politiche ha votato per La Destra di Storace e si dichiara orgogliosamente fascista, Alberto Aquilani ha affermato alla Gazzetta di collezionare cimeli del fascio, (regalo “di uno zio fissato”) e Fabrizio Miccoli il bomber tascabile del Palermo sfoggia - come testimonia un tatoo con il Che sul polpaccio - i suoi convinti ideali di sinistra. Nel mezzo (e non solo nella linea difensiva) il capitano azzurro Fabio Cannavaro, pizzicato con il tricolore listato dal fascio littorio durante i festeggiamenti dell’ultimo scudetto del Real, il napoletano a Sky disse: “Me ne sono reso conto soltanto dopo, quando ormai era troppo tardi. Chiedo scusa a chi si è offeso, ma io non sono fascista e non sono di sinistra“.
La politica è proprio nel pallone. Ma cosa succederebbe se ora uscisse fuori un mister Mou della politica obiettando che personaggi pubblici e rappresentativi come calciatori e allenatori non dovrebbero esprimere i propri orientamenti politici?
In fondo i vari Lippi, Totti & co. sono emblemi di uno sport nazional-popolare come il calcio e potrebbero influenzare simpatie dell’elettorato. Se siano anche in grado di spostare voti, bisognerebbe chiederlo ai sondaggisti…
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Paese che vai, pesce d’aprile che trovi. Nonostante sia ormai una “tradizione”, sono ancora molti i giornali e le agenzie di stampa che cadono nei tranelli escogitati dai buontemponi di ogni età e di ogni categoria professionale. E lo scherzo, quest’anno, si fa direttamente online.
In Inghilterra a prendersela a ridere sono addirittura i giornalisti del Guardian: accantonando 188 anni di inchiostro e rotative, hanno annunciato che il loro giornale diventerà il primo al mondo ad essere pubblicato solo su Twitter. Il passaggio è definito “epocale” da ignoti commentatori citati dal quotidiano britannico, perché tutti gli articoli saranno condensati in 140 battute.
In Svizzera ci ha pensato l’azienda municipale della nettezza urbana di Zurigo che ha informato l’Ats, l’agenzia di stampa svizzera, di un ritrovamento di due “immensi lingotti d’oro in un sacco della spazzatura”. L’agenzia è caduta nel trappolone del e ha pubblicato la news. Il falso scoop, nel giro di pochi minuti, è stato ripreso anche da molte altre agenzie di stampa e siti internet, fino a quando la fonte non ha rivelato che si è trattato solo di uno scherzo.
In Francia il Museo dell’Aria e dello Spazio (Mae) ha annunciato sul suo sito internet che il mitico Concorde (sparito dai cieli nel 2003) riprenderà il volo il prossimo 16 giugno, ma per sole due ore. France press, che ne aveva chiesto conferma al Museo, l’aveva subito ripresa, ma poco dopo è arrivata la rettifica: “Era un pesce d’aprile. Questo scherzo fatto dal Mae potrebbe essere un’idea e fare rivivere il sogno”, ha dichiarato il direttore del Museo, Gerard Feldzer.
Negli Usa, gara di pesci d’aprile tra i motori di ricerca. Google lancia “Cadie”, il sistema avanzato di intelligenza artificiale in grado di generare una versione in 3D di Chrome e alla base di Brain Search, tecnologia che “indicizza” memoria e saperi del cervello umano. Yahoo! risponde con il motore di ricerca “ideologico”, che “consente di controllare l’ideologia cui appartengono i risultati delle proprie ricerche”. Amazon, infine, promuove a un nuovo servizio di “Cloud computing”, chiamato “Face”: dirigibili senza equipaggio in grado di comunicare con la terra via “WiMAX o laser”. Per non dimenticare la rivoluzione, a 180 gradi, di YouTube, che si è presentato ai suoi milioni di frequentatori con un nuovo layout: i video da vedersi al contrario. Basta cliccare su un filmato qualsiasi per lanciare la visualizzazione capovolta. Come mai? La decisione, scherzano sul sito, è legata al fatto che “i monitor moderni offrono una migliore qualità di immagine quando vengono capovolti, un po’ come i materassi, che è consigliabile girare ogni sei mesi”.
In Italia. E i buontemponi del Bel Paese? Sportal ha annunciato che Marcello Lippi è stato costretto a fare marcia indietro su Antonio Cassano: lo ha convocato d’urgenza per la gara di questa sera con l’Irlanda di Giovanni Trapattoni. Il viareggino, secondo il sito, ha ceduto a oltre 2000 tifosi del Bari che hanno stazionato sotto l’albergo che ospita la Nazionale urlando a gran voce il nome del calciatore della Sampdoria e impedendo di fatto ai giocatori azzurri di dormire. Lippi ha quindi buttato giù dal letto Ciro Ferrara e l’ha mandato - in pigiama e vestaglia - a placare gli animi con la promessa che il “Pibe” di Bari Vecchia sarebbe stato allertato appena possibile. Alle 8 è partita la telefonata e alle 8.40, in un’improvvisata conferenza stampa, il ct ha cercato di salvare la faccia con i giornalisti specificando di essere ricorso al barese, perché “proprio nel corso della nottata Iaquinta è stato colpito da febbre alta dopo avere mangiato del pesce lesso avariato e sarà costretto a dare forfait”. Ovviamente, tutto falso.
Non poteva mancare all’appello il Grande Fratello 9, le cui notizie sono cliccatissime dai teenager: sul sito del reality di Canale 5 è comparsa la notizia di una dichiarazione di Federica (uscita settimane fa dal gioco tv) che affermava di essere incinta del fidanzato Nicola, conosciuto nella casa di Cinecittà e anche lui fuori dal gioco da qualche settimana. Ma dopo pochi minuti è comparsa una nuova news con il disegno di un pesce e la smentita.
Stando sui numeri, è l’Osservatorio sui consumi di Telefono Blu a stimare che quest’anno saranno 50 milioni gli scherzi organizzati dagli italiani. Il veicolo di gran lunga più diffuso è la posta elettronica: sarebbero infatti 50 milioni le e-mail dedicate ai tradizionali pesci d’aprile, seguite da 10 milioni di sms e mms e 6 milioni di telefonate. Dalle stime di Telefonoblu.it emerge che gli scherzi sarebbero aumentati del 10% rispetto all’anno scorso e addirittura raddoppiati rispetto a 2 anni fa. L’osservatorio segnala inoltre che quest’anno protagoniste assolute sono le donne: 1 su 3 infatti starebbe architettando una burla ai danni del proprio coniuge o di qualche collega.
Roberto Donadoni non è più il ct della nazionale. Meno di tre ore per dirsi addio. Poco più di una per annunciare il nuovo commissario tecnico: Marcello Lippi. La comunicazione ufficiale arriva dalla Federcalcio, al termine dell’incontro tra Abete e il tecnico che ha guidato la nazionale a Euro 2008. È durata due anni l’esperienza del tecnico bergamasco sulla panchina azzurra. Un’esperienza “stupenda” dice, salutando, Donadoni. Sulla quale hanno pesato i rigori. Un vero incubo.
“Dispiace che un calcio di rigore abbia determinato questa situazione” l’ha ripetuto ancora oggi, dopo aver avuto la conferma, dal presidente della Figc Giancarlo Abete, della fine del suo contratto. “In questi due anni” si è difeso “la mia Italia ha fatto anche qualcosa di positivo, un’ ultima partita non può cancellarlo”. E invece, pare proprio che si possa.
La semifinale era l’obiettivo minimo, per i campioni del Mondo. Tanto che il contratto firmato prima dei campionati dava alla federcalcio la possibilità di rescindere se non si passavano i quarti. Senza penali. Donadoni ha ragione: “se fossero entrati i rigori di Di Natale e De Rossi adesso sarebbero tutti a elogiare la squadra”. Già , ma l’Italia contro la Spagna si è arresa prima del 120°, rinunciando a giocare. E quando si arriva alla lotteria può andar bene come male.
D’altronde, nessuno lo sa meglio dell’ormai ex commissario tecnico: nel 1990 è proprio lui a sbagliare uno dei rigori decisivi nella semifinale del 3 luglio contro l’Argentina; ad Usa ‘94 non riesce a vincere il Mondiale, battuto nella finale con il Brasile, sempre dal dischetto. Da calciatore di club ha vinto tutto il vincibile, dominando la fascia destra nel Milan di Sacchi e Capello. Da allenatore ha avuto meno fortuna, scontrandosi con presidenti bizzosi come Preziosi (esonero dopo appena tre giornate con il Genoa) e Spinelli (si dimise per le critiche del presidente quando occupava un ottimo sesto posto con il Livorno).
Oggi si chiude ufficialmente l’avventura dell’allenatore bergamasco sulla panchina azzurra. Scelto da Demetrio Albertini nei giorni di post-sbornia mondiale e post-incubo Calciopoli. L’ombra della coppa vinta a Berlino da Lippi sempre addosso. 23 panchine per un bilancio di 13 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte. Pessimo esordio il 16 agosto 2006, amichevole perduta a Livorno per 0-2 contro la Croazia. Tre partite esaltanti, contro la Scozia a Glasgow (decisiva per la qualificazione all’Europeo), contro il Portogallo in amichevole (Cristiano Ronaldo e soci schiacciati dagli azzurri) e contro la decadente Francia di questi Europei, due settimane fa. Poi la fine, il 22 giugno scorso, contro la Spagna. Ovviamente dal dischetto. In queste 23 partite sono stati 59 i giocatori schierati almeno una volta, con pluripresente risultato Gigi Buffon, a quota 19 gettoni ed anche re dei minuti giocati (1695). Due invece i bomber dell’era-Donadoni: con 6 reti ciascuno ci sono Luca Toni e Totò Di Natale. Entrambi l’hanno tradito nel momento decisivo, a Euro 2008: il primo non segnando nemmeno una rete, dopo aver vinto la classifica dei cannonieri nel campionato tedesco; il secondo sbagliando un rigore nella sfida contro la Spagna.
Dei calci di rigore si dice sempre che siano una lotteria. A vincerla, dopo Berlino, è nuovamente Marcello Lippi. Che torna a sedersi sulla panchina della Nazionale. L’annuncio viene sempre dalla Figc. E non è una sorpresa. Quasi chiamato a furor di popolo (e di stampa), il nuovo Ct degli azzurri “sarà presentato ufficialmente il 1 luglio”, si legge sul sito della Federazione.
Si tratta del secondo “ritorno” tra i ct azzurri, a 60 anni da Vittorio Pozzo (il ct che vinse due titoli mondiali). Il tecnico viareggino - che ha collezionato in azzurro 29 panchine con 17 vittorie, 10 pareggi e 2 sconfitte - vanta tra l’altro un curriculum da vero numero uno. E nella notte mondiale di Berlino, se lo era detto: ”Non so quanti allenatori sono riusciti a fare quello che ho fatto io, a diventare campione d’Europa e del Mondo con un club, e poi Campione del Mondo con una Nazionale”. Infatti in un mondo di star, è quello del tecnico toscano il palmarès più ricco: 1 mondiale, 5 scudetti, 1 Champions League, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Supercoppa europea, 1 Coppa Italia, 4 supercoppe di Lega.
Il VIDEO servizio:
Fuori dalla panchina, senza passare dal via.
Donadoni non avrà nessuna penale dalla Figc in caso di rottura del contratto. Un’eventualità che sembra sempre più una certezza. ”Nel contratto firmato a Baden con il Ct si è tornati alla formula iniziale che non prevedeva nessuna clausola di rescissione esercitabile dalle parti ma un rinnovo automatico del rapporto in caso di raggiungimento di semifinale o finale”: i termini del contratto col Ct bergamasco sono stati resi noti proprio dal presidente della Federcalcio Giancarlo Abete a margine del consiglio nazionale del Coni.
Quindi, niente soldi per Donadoni, eliminato ai quarti di Euro 2008, ai rigori dalla Spagna. Nessuna penale anche se non si dimette. Il presidente della Federcalcio conferma che la versione iniziale del contratto prevedeva una clausola di rescissione: “Era stata fissata in una somma lorda di 900 mila euro ed è documentata. Quando Donadoni mi ha chiesto di eliminare la clausola di rescissione io ho accettato. Ho privilegiato la necessità di dare al commissario tecnico la massima serenità in vista degli Europei”.
Sembra sempre più certo, adesso, il ritorno sulla panchina azzurra di Marcello Lippi, il Ct campione del mondo, nonostante le smentite di facciata dei diretti interessati. Sempre Abete ci tiene a precisare due punti. Il primo: “L’automatismo inserito nel contratto di Donadoni dimostra che la Federazione non ha in tasca nessun accordo con un altro tecnico”. Il secondo aspetto che il presidente vuole chiarire è che nessuno ha mai remato contro il tecnico. “Abbiamo sempre continuato a lavorare con l’obbiettivo di far bene ad Euro 2008 - aggiunge Abete - e per questo abbiamo sempre voluto garantire la massima serenità al commissario tecnico e all’ambiente.
Stasera intanto, a Berna si affronteranno Turchia e Germania nella prima semifinale dell’Europeo. La Spagna, giustiziera dell’Italia, e la sorprendente Russia di Hiddink si contenderanno l’altro posto in finale giovedì sera.
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A dispetto delle parole di circostanza di ieri sera del presidente Figc Giancarlo Abete, le sconfitte si pagano sempre con la testa degli allenatori. E nei corridoi della Federcalcio in via Allegri si parla sempre più della famosa clausola rescissoria con cui, pagando 500mila euro a Roberto Donadoni, lo si potrebbe mandare a casa. Il nome del tecnico campione del mondo, Marcello Lippi, potrebbe tornare a casa Azzurri. Il Ct toscano non allena dal 9 luglio del 2006, dalla finale vinta contro la Francia ai Mondiali di Germania. Lui, per due anni ha girato l’Italia, tra conferenze, premi, gite in barca, visite nelle carceri più o meno riservate. Ha rilasciato qualche intervista, con messaggi neanche tanto velati sulla voglia di tornare a respirare l’odore dell’erba e del calcio. Però ha detto no a grandi squadre, Lippi; ha rifiutato anche la panchina di qualche nazionale. Forse perché l’idea di tornare in azzurro lo affascina da tempo, anche se non si è mai esposto, per rispetto, nei confronti del lavoro di Donadoni che anzi ha più volte elogiato, in particolare dopo la partita di Glasgow contro la Scozia che diede agli azzurri la certezza di partecipare ad Euro2008.
Ora, per la rifondazione azzurra, il viareggino sarebbe pronto a tornare. E a rivoluzionare la Nazionale. In porta resterebbe, ovviamente il miglior portiere del mondo, Gigi Buffon. In difesa bisognerà vedere cosa deciderà capitan Cannavaro. Dopo l’operazione dello scorso 4 giugno assicurò che il suo obiettivo era quello di arrivare ai Mondiali del Sudafrica. Lippi se lo augura.
Nessun dubbio neanche su Zambrotta (che ha 31 anni ma dal prossimo campionato tornerà in Italia, nel Milan), Grosso e Chiellini, quest’ultimo il migliore in campo nel match contro la Spagna. È il centrale futuro della Nazionale, il nuovo Materazzi, anche se Matrix potrebbe allungare la sua avventura in azzurro. Ma c’è anche chi prevede un ritorno in azzurro di Nesta, che dopo lo sfortunato Mondiale tedesco si è chiamato fuori da solo. Lippi apprezza anche Bonera e Oddo, ma è pronto ad aprire anche ai nomi nuovi, da Dossena a De Silvestri. Con la partenza verso il campionato tedesco, sarà difficile per Zaccardo e Barzagli farsi notare e restare nel gruppo. Stessa cosa per il trentacinquenne Panucci (che tra l’altro non ha mai avuto ottimi rapporti con Lippi).
A centrocampo la mancanza di Pirlo contro i palleggiatori spagnoli è stata fortissima e dai piedi del regista rossonero passeranno anche le giocate del futuro. Accanto a lui De Rossi, Aquilani (a cui va data una seconda chance) e Montolivo, inserito in pianta stabile. Ma Lippi non rinuncerà a Rino Gattuso, altro “suo” uomo e a Mauro German Camoranesi che già alla Juve era uno dei pupilli dell’ex e futuro ct. Sotto osservazione anche Cigarini e Marchisio.
In avanti non sono molto alte le quotazioni di Luca Toni. Del Piero dirà addio all’azzurro, lo ha lasciato intendere ieri e Lippi potrebbe puntare su Cassano che ha sempre apprezzato. Il nome nuovo dovrebbe essere quello del brasiliano Amauri che presto diventerà italiano. E Borriello potrebbe, il campionato 2008-09 sarà il test definitivo per la giovane punta di scuola milanista, essere il nuovo ariete della Nazionale. Senza dimenticare Gilardino che spera di rilanciarsi a Firenze. Anche Iaquinta, condizione fisica permettendo, sarà del gruppo. Poi ci sono i giovani talenti: Giovinco, Rossi. Del resto questa Italia va un pò svecchiata, la rosa più anziana di Euro2008 era proprio quella azzurra.
Il problema però, come nell’appena terminata avventura austro-svizzera, è riuscire a individuare un leader. E se fosse lo stesso Lippi?
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Dopo l’uscita di scena ai quarti di Euro 2008, secondo voi, chi deve guidare gli azzurri per i Mondiali del 2010?