
Un militante leghista a Pontida - Ansa
Dove finisce la Padania? Sempre più a Sud, a giudicare dai risultati elettorali della Lega Nord. Nelle regioni a sud del Po, in crescita impetuosa dalle politiche del 2006 alle europee del 2009. Emilia Romagna, Marche, Umbria, Toscana. Sono ancora “regioni rosse” per antonomasia, ma l’onda verde preoccupa sempre più la sinistra. Panorama.it ne ha parlato con Paolo Stefanini, giornalista classe 1980 (ex di “Diario”) e autore di “Avanti Po. La Lega alla riscossa nelle regioni rosse”, libro a metà tra il reportage e l’indagine, nelle librerie da ieri, edito da Il Saggiatore, con prefazione di Enrico Deaglio. Continua

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Al Centro si sta meglio. No, non è una dichiarazione politica. Piuttosto, una condizione geografica: quella dello star bene o, secondo la classifica redatta dal Sole 24 Ore, insieme al Centro studi Sintesi, tenendo conto degli otto indicatori previsti dal “Bil”, cioè “Benessere interno lordo” (rispetto al Pil pro-capite) dell’economista Joseph Stiglitz a cui anche il presidente francese Nicholas Sarkozy ha dato l’incarico della ricerca del “benessere pluridimensionale”. Continua

Mentre le istituzioni dell’Umbria e delle Marche si preparano a festeggiare la fine della ricostruzione a dieci anni esatti dal sisma, la Basilica di San Francesco d’Assisi sbarca su Second life. Come se alla chiesa più famosa al mondo non bastasse la restaurazione post terremoto: ora istituzioni e frati conventuali vogliono renderla immortale aprendo le porte del suo doppio virtuale sull’isola di Assisi Second Life. Il lancio nel pianeta delle seconde vite è scattato alle 18 di giovedì 20 settembre, alle coordinate 1090 e 1200. Il progetto è stato realizzato da tre società di Information tecnology (la Wedoit sas di Assisi, la Metafuturing Sl di Madrid ed Euromedia Italia di Terni) che hanno riprodotto in scala, su planimetrie originali, tutta la Basilica, dando la possibilità ai visitatori di ammirare nei dettagli le opere di Giotto, Cimabue, Pietro Lorenzetti. A disposizione del pubblico anche note esplicative degli affreschi riprodotte sia in italiano sia in inglese. Tramite un sistema denominato hud, poi, il navigatore potrà costantemente mettere a confronto l’ambiente virtuale della Basilica con le immagini reali.
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![[i]3 ottobre 1997[/i] - Una donna si ripara dal freddo con una coperta davanti alle macerie della sua casa danneggiata ulteriormente dalle scosse che si susseguirono dopo il 26 settembre.<br /> [i](Credits: Ansa)[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-settembre/terremoto-umbria/normal_terremoto-umbria01.jpg)
- Tags: Assisi, Caritas, Colfiorito, Donatello-Tinti, Foligno, Gualdo-Tadino, Marche, Nocera-Umbra, ricostruzione, terremoto, Umbria, Vittorio-Nozza
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[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-settembre/terremoto-umbria/normal_terremoto-umbria19.jpg)
dopo il terremoto
Il ventisei settembre del 1997 alle 2.34 la terra nel centro dell’Italia trema. Poche ore più tardi, alle 11.42, la terra trema un’altra volta. Da allora per oltre un anno, altre 300 scosse di assestamento.
Gli abitanti di Umbria e Marche si apprestano a rivivere gli eventi catastrofici che 10 anni fa hanno messo in ginocchio Nocera Umbra, Colfiorito (comune di Foligno), Gualdo Tadino, Assisi, le province di Camerino e Urbino.
Undici morti, 22mila sfollati e danni ingenti al patrimonio artistico umbro-marchigiano a cominciare dal crollo della Basilica superiore di San Francesco d’Assisi, (in cui morirono due esponenti della soprintendenza e due frati francescani rimasti schiacciati dalle macerie proprio mentre verificavano i danni di una delle scosse precedenti) come rivelano queste immagini a cui è impossibile abituarsi.
Oggi la Basilica più famosa al mondo è tornata al suo antico splendore, continua ad attrarre turisti migliaia di turisti ogni giorno, ma fu riaperta al pubblico già nel 2000 . Mentre esperti restauratori ricostruivano pezzo per pezzo i 130 metri quadri di affreschi di Giotto crollati, gli sfollati lasciavano i container: chi ritornando nelle vecchie case ristrutturate, chi prendendo nuovi alloggi. “Sono soddisfatto dei risultati” commenta Donatello Tinti, sindaco di Nocera, uno dei comuni più colpiti dal terremoto. “Il nostro paese è stato evacuato per il 90% (8mila persone). Oggi il 78% della popolazione ha già un proprio alloggio e la torre simbolo è stata recuperata. Resta da ristrutturare una parte del centro storico, ma nei container per fortuna da anni non c’è più nessuno”. Secondo Tinti, la ricostruzione non ha innescato una moltiplicazione dei costi: 8 erano i miliardi di euro assegnati all’Umbria (altri 4 miliardi sono andati alle Marche), e a tanto si è fermato l’ammontare delle spese.
Un grande aiuto, soprattutto morale, all’indomani del sisma, è arrivato dalle organizzazioni no profit: mentre la protezione civile allestiva gli alloggi di fortuna e la Croce rossa si occupava dell’assistenza sanitaria, la Caritas assieme a 20 mila volontari, è intervenuta costruendo centri di aggregazione (sale per il gioco, per la messa e per le assemblee) e attivando gruppi ricreativi (teatro, pittura e altre attività) che hanno aiutato a ridare il sorriso ai senza tetto. “Da quella bella esperienza”, spiega Vittorio Nozza, il direttore della Caritas italiana che allora era il delegato della Lombardia nel campo di Colfiorito, “in Umbria sono nate delle case di carità permanenti destinate ad accogliere gli sfollati di tutto il mondo: dai tossicodipendenti, alle persone di strada, ai rifugiati del Kosovo”. Il lavoro svolto dai delegati della Caritas che in alcuni casi si è protratto fino al 2002, verrà ripercorso in occasione di un convegno che si terrà sabato 22 settembre proprio a Nocera Umbra.
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[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-settembre/terremoto-umbria/normal_terremoto-umbria20.jpg)
dopo la ricostruzione