Leggi tutte le notizie su:


Marco-Travaglio

Che profumo, i soldi di Travaglio

Marco Travaglio

Il titolo, L’odore dei soldi, era quasi profetico. Infatti da quando, 8 anni fa, Marco Travaglio ha scritto il suo primo best-seller interamente dedicato a Silvio Berlusconi, il 740 dello scrittore-giornalista è schizzato verso l’alto, crescendo ogni anno, sino ai fasti di oggi. Continua

“Fatti” e giudizi: quando la magistratura va a braccetto con Travaglio

Marco TravaglioLa storia è semplice: Marco Travaglio, insieme ad Antonio Padellaro, dirigerà un nuovo quotidiano. “Il Fatto”, si chiamerà il nuovo prodotto editoriale che lo stesso Travaglio descrive come senza padroni, senza finanziamenti pubblici ma soprattutto “eccentrico”.

Niente di estemporaneo, dunque. Il problema nasce quando due giudici, attivi all’interno di Magistratura Democratica e protagonisti di quella corrente giudiziaria che potremmo definire “antiberlusconiana”, vanno a fare visita al nascente quotidiano partecipando a un forum di sostenitori e collaboratori. Cosa di cui ci informa il Giornale, e che non sfugge all’occhio attento dei blogger.
Continua

Il premier, Veronica e la festa di Napoli. Il Complotto ad AnnoZero

La trasmissione Annozero
E certo che non ha gradito Silvio Berlusconi, la puntata di Annozero - titolata Il complotto - dedicata all’affaire Veronia Lario, giudicandola, in alcune conversazioni telefoniche con parlamentari della maggioranza, non una trasmissione giornalistica ma una puntata a tesi contro di lui. Tanto che, riferisce chi ha potuto ascoltare i suoi commenti, il presidente del Consiglio si è chiesto se questo sia il modo di spendere i soldi pubblici.
Il Cavaliere ha seguito in diretta - come altri cinque milioni di spettatori, per la precisione 4.838.000 con share del 19.32% (ottimo risultato ma non un record per Santoro &C. che in questa stagione ha fatto registrare, il 16 aprile scorso, nella seconda puntata dedicata al terremoto in Abruzzo (dopo quella delle polemiche), uno share del 20.84% con 5.277.000 spettatori) la trasmissione dal salotto della sua residenza romana di Palazzo Grazioli con alcuni suoi stretti collaboratori. Ha seguito passo passo l’evolversi della serata facendo critiche a più riprese e sottolineando in successive conversazioni come quello che vedeva fosse lontano da un corretto modo di fare giornalismo.
Ma pur essendo pronto ad intervenire personalmente alla trasmissione recandosi negli studi di Annozero, il premier alla fine non ha ritenuto di farlo. Anche perché, a inizio puntata, il padrone di casa, Santoro aveva “intimato”: “Stasera, non accetterò telefonate. Tutto quello che vedrete non è spiato dal buco della serratura. Il materiale che proporremo è tutto pubblico. Ognuno potrà farsi la propria idea”.
Poi spazio, come al solito, Marco Travaglio, che smentisce il presunto complotto delle g”azzette di sinistra”, citando gli articoli de Il Giornale e Libero sulla vicenda. Inizio d’effetto, al quale seguono altri colpi di scena. Già, perché la trasmissione è stata costruita attorno al caso della diciottenne napoletana Noemi Letizia e della sua frequentazione con Berlusconi: rapporto di cui lei stessa ha parlato in più occasioni.
Gli inviati di Santoro la inseguono (fuori dalla scuola, fuori casa), tentando di farle dire qualcosa. E lei in effetti qualcosa dice: “Non ho niente da nascondere”. La ragazza, al centro della vicenda che domina le prime pagine, è apparsa tesa dietro grandi occhiali scuri. “Non ho fatto niente di male. Vado a testa alta e non ho nulla da nascondere”. La famiglia Letizia si è chiusa a riccio e anche il padre Elio, raggiunto telefonicamente da Sandro Ruotolo, ha eluso ogni domanda del giornalista che gli chiedeva informazioni riguardo a un presunto soggiorno della ragazza e del papà nella villa in Sardegna del presidente Berlusconi.

Fra intermezzi di Monica Guerritore che (struccata, con le occhiaie, ripresa in chiaro scuro) interpreta le parole di Veronica Lario, pubblicate nei giorni scorsi, in studio corrono fiumi di sdegno da Emma Bonino, Concita De Gregorio (direttore dell’Unità), Candida Morvillo (direttore di Novella 2000), Alexander Stille (giornalista e scrittore), Barbara Palombelli.
Solo, nel contraddittorio Niccolò Ghedini, deputato del Pdl, nonché avvocato del premier, che ha definito “orrendo” e “esempio di brutto giornalismo” il servizio mandato in onda della trasmissione sul caso di Noemi. E ancora: “Quando il preside intervistato dice che Noemi è una ragazza perbene e l’intervistatrice dice ‘però sono uscite delle foto… la ragazza ha fatto un book’, come se questo volesse dire che è una poco di buono, questo è un bruttissimo modo di fare giornalismo”.
Perché, argomenta l’avocato e parlamentare del Pdl: “Se una ragazza di 15 anni sogna il mondo dello spettacolo non vuol dire che non è perbene. Il vostro metodo è elitario, snobistico” ha detto Ghedini rivolto a Santoro “il contrario di quello di Berlusconi che è sempre in contatto con la gente; a lui la gente piace ed è diventato quello che è rimanendo per la strada, e proprio per questo Berlusconi vincerà sempre le elezioni”.
Segue battibecco con Emma Bonino. Che — con tanto di stella gialla contro “il sessantennio partitocratico” — attacca: “Berlusconi ha un problema. Si rivolge al mondo femminile in modo ossessivo, unidirezionale, con riferimenti sessuali, doppi e tripli sensi. Uno dei drammi veri per cui la democrazia in Italia è in stato comatoso”. Poi l’esponente radicale si è lamentata del comportamento “imbarazzante” che il premier ha negli incontri internazionali (”gli italiani hanno il diritto di avere un premier che non li mette in imbarazzo, un premier che sia all’altezza del suo ruolo istituzionale”).
E giù l’elenco delle “gaffe” di Berlusconi, tra cui il cucù alla Merkel. Ghedini ha ribattuto sottolineando che proprio in quei summit Berlusconi “riscuote sempre grande successo” e definendo la sinistra “snob”: “Voi continuate a fare questa politica di elite e perderete sempre”, ha replicato.

Il VIDEO con l’introduzione di Santoro e Travaglio

Il VIDEO con le parole di Veronica interpretate da Guerritore:

Il VIDEO con la lite Ghedini-Bonino:

LEGGI ANCHE: Lario-Berlusconi: due terzi degli italiani indifferenti al divorzio del premier: il SONDAGGIO di Panorama

L’Unità di Concita. Le bordate di Travaglio: a Veltroni

 Il nuovo direttore de l'Unità Concita De Gregorio

Non sarà una Unità color pastello e la striscia rossa rimarrà: prima riunione con la redazione per Concita De Gregorio, alla guida della testata di proprietà di Renato Soru. E prime rassicurazioni: l’ex firma di Repubblica ha incontrato il comitato di redazione, annunciando l’arrivo di Giovanni Maria Bellu e di Daniela Amenta. Cambierà il formato, il nuovo sarà a cura di Cases Y Associated. Il piano editoriale dovrebbe arrivare tra la prima e la seconda settimana di settembre. Sul giornale di domani dovrebbe uscire l’editoriale-saluto e sempre domani verrà modificata la gerenza che ancora per oggi riporta come direttore responsabile Antonio Padellaro.
In difesa del quale, al giornale fondato da Antonio Gramsci sono arrivate diverse lettere che esprimono disorientamento, pur augurando buon lavoro alla De Gregorio. “Sconcerto e preoccupazione per questo cambio che non capisco”, dice Silvia, mentre Guido propone di ripartire “dalla base Padellaro”. Mirella esprime “vivo rammarico” per l’addio del direttore uscente. “Sono arrabbiatissima”, si dichiara da parte sua Giovanna mentre Giusi ammette di provare “un senso di smarrimento”.
Rammarico e smarrimento espressi dall’autorevole firma di Marco Travaglio con un commento, richiamato in prima pagina, dal titolo Scusate, ma non ho capito. Un lungo articolo in cui il giornalista spiega di non riuscire a trovare una ragione del cambio di direzione del quotidiano, da Antonio Padellaro a Concita De Gregorio, “ottima giornalista e persona squisita”. Secondo Travaglio le “chiacchiere” sulla scarsa “multimedialità” di Padellaro sono solo una scusa. Il problema, secondo Travaglio, è che dietro a tutto c’è Walter Veltroni: “Non è usuale che un segretario di partito licenzi un direttore di giornale e indichi le caratteristiche del suo successore”. Insomma, un “peccato originale destinato inevitabilmente a incombere sul futuro”. Inoltre, “avrei preferito che qualcuno spiegasse perchè l’avventura di questo giornale risorto per il duo Colombo-Padellaro debba finire”.
Per il giornalista tutto parte dall’intervista rilasciata da Veltroni al Corriere della Sera dopo l’acquisizione dell’Unità da parte di Renato Soru. Veltroni, dice Travaglio, già allora “auspicava un ‘direttore donna’”. Perché, si chiede Travaglio, il segretario di un partito avanza la proposta di un cambio di direzione di un giornale che “non appartiene né a lui né al suo partito”? Secondo il giornalista è il completamento di un “disegno avviato nel 2005, quando Furio Colombo fu defenestrato dopo mesi di mobbing praticato da ben noti ambienti Ds, insofferenti per la linea troppo autonoma, troppo aperta, diciamo pure troppo libera del giornale”.
E per quale motivo ai Ds, e ora al Pd, non andava bene questa linea? Perché, secondo Travaglio, l’Unità è l’unica “a dire le cose che non si possono dire e a vedere le cose che si preferisce non vedere”. In particolare a chiamare “le cose con il loro nome: guerra la guerra e non missione di pace; separatismo il separatismo e non federalismo fiscale; razzismo il razzismo e non sicurezza; inciucio l’inciucio e non riformismo”, e così via.
Di fronte a tali considerazioni, continuerà Travaglio a collaborare con l’Unità? Il giornalista non si chiude tutte le porte alle spalle: “È stata una splendida avventura. Speriamo che continui ancora a lungo”, termina l’articolo, anche perché prima aveva scritto che la neodirettrice De Gregorio gli aveva “garantito massima continuità e libertà”. Del futuro di Travaglio parla invece Repubblica: il direttore di Chiarelettere, Lorenzo Fazio, starebbe lavorando al progetto di un “settimanale di denuncia” che dovrebbe” riunire Di Pietro e i transfughi dell’Unità, gli ex direttori Colombo e Padellaro”. Fazio afferma a Repubblica che “con Travaglio ne abbiamo parlato tante volte e ci siamo detti che sarebbe bello avere anche uno strumento giornalistico per ospitare reportage critici contro il potere”.

Annozero, mille scintille: la difesa di Santoro e il battibecco Castelli-Travaglio


Puntata calda, più del solito, quella di giovedì sera per AnnoZero su Raidue. Sotto inchiesta da parte dell’Autorità per le Comunicazioni per la puntata sul V-day di Beppe Grillo e richiamata dai vertici Rai, la trasmissione ha visto lo scontro tra il sottosegretario Roberto Castelli e il giornalista, collaboratore fisso del programma, Marco Travaglio. Un vivace scambio di battute che si è concluso con l’annuncio di querela da parte dell’esponente del Carroccio contro il giornalista, mentre Michele Santoro cercava di riportare la discussione sui temi della puntata, sicurezza e immigrazione.
E proprio il conduttore ha aperto la serata difendendo Travaglio dopo le polemiche della scorsa settimana quando Travaglio a Che tempo che fa attaccò il presidente del Senato Renato Schifani, provocando una vera e propria bufera politico-mediatica. “Stai tranquillo, Marco, sei nel cuore del pubblico e non hai niente da temere”, ha esordito Santoro. Poi il conduttore ha criticato gli articoli usciti in questi giorni su Travaglio su Repubblica e sul Corriere della Sera. “C’è stato lo scoop di D’Avanzo, che in pratica ti ha accusato di aver preso un residence coi soldi di un tale Aiello, condannato per mafia. Naturalmente il Corsera oggi riprende questo scoop degno del Pulitzer e lo approfondisce: tutti e due i giornali dicono che non può essere una cosa vera, ma la scrivono lo stesso. Perché? Per minare la tua credibilità, ma anche perché quei fatti che tu hai raccontato loro non li avevano scritti, e quindi non dovevano meritare di essere scritti. Altrimenti, che figura ci avrebbero fatto i direttori Mieli e Mauro nei confronti dei loro lettori?. Infine, ha concluso Santoro “Dagospia ha trovato la quadratura del cerchio: esiste in Italia una banda dei quattro, cioè Di Pietro, Grillo, Travaglio e Santoro. Tolti di mezzo questi, il paese si può avviare verso la modernizzazione. Ma io” ha sottolineato Santoro rivolgendosi a Travaglio “non ho la psicosi di essere dalla parte dei vincitori. Mi sento vivo anche perché sei tu qui e hai il tuo microfono”.
Travaglio non ha parlato del suo caso, ma ha citato esempi internazionali in cui la stampa ha contribuito a smascherare comportamenti scorretti da parte di politici: “In tutti questi casi non sono stati i giornalisti a scusarsi” ha sottolineato. “All’estero si usa così: i giornalisti si scusano quando fanno errori, ma se dicono la verità a scusarsi sono i politici”.
Poi è intervenuto Castelli, che ha iniziato un battibecco con Travaglio che ha scritto che l’ex ministro della Giustizia era stato condannato. L’esponente leghista ha sostenuto di non essere mai stato condannato. A differenza di Travaglio. Questi a sua volta ha spiegato di cosa Castelli è accusato e di come ha potuto evitare la condanna grazie al Parlamento. “C’è una banda di giornalisti”, ha detto Castelli, citando tra questi anche Gian Antonio Stella del Corsera, coautore del libro La Casta, “che ha scoperto una cosa interessante, e cioè a parlar male a prescindere dei politici si diventa ricchi. Va bene criticare i politici quando se lo meritano. Ma quando si sbaglia e si diffama una persona, magari si riconosca l’errore”.
Libro alla mano, Travaglio ha replicato che “la Corte dei Conti ha chiesto a Castelli la restituzione di oltre 98 mila euro” ipotizzando per l’ex ministro della Giustizia il reato di abuso di ufficio per aver assunto una persona di Lecco alle sue dipendenze. “Non si è trattato di una condanna” ha controreplicato Castelli “bensì di una richiesta del procuratore della Corte dei Conti”. Travaglio ha però ricordato che il procedimento è stato bloccato dal tribunale dei ministri, che non ha dato l’autorizzazione a procedere.
Finita qui? Per ora almeno sì: “Ci veiamo in tribunale” ha detto Castelli. E Travaglio: “Sì, arrivederci”.

Il VIDEO tratto da YouTube

Programmi di Santoro e Fazio, l’Agcom apre un’istruttoria contro la Rai

Il giornalista MIchele Santoro in studio durante la prima puntata di Anno Zero | Ansa
L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso, a maggioranza, di aprire un’istruttoria nei confronti della Rai per le trasmissioni AnnoZero del 1 maggio e Che tempo che fa del 10 maggio, contestando alla Concessionaria pubblica la presunta violazione dell’articolo 4 (diritti fondamentali della persona) e dell’articolo 48 (compiti del servizio pubblico) del Testo unico della radiotelevisione.
La puntata di AnnoZero è riferita al secondo V-Day di Beppe Grillo, durante la quale furono trasmessi lunghi passaggi del monologo tenuto dal comico genovese in piazza a Torino. Nel mirino diverse dichiarazioni che toccavano il capo dello Stato e l’oncologo Veronesi, scatenando la reazione verbale dell’ex assessore milanese alla Cultura, Vittorio Sgarbi, presente in studio, che a sua volta lanciò pesanti accuse nei confronti di Marco Travaglio, anch’egli presente in studio.
Travaglio è invece finito nel vortice per l’intervista rilasciata a Fabio Fazio nella puntata di Che tempo che fa in occasione della quale il giornalista ha fatto dichiarazioni che toccavano il tema mafia e che hanno chiamato in causa anche il presidente del Senato, Renato Schifani, innescando forti polemiche sul fronte politico. Tanto da vedere l’intervento immediato della direzione generale Rai, con un messaggio di scuse a Schifani letto in diretta tv dallo stesso Fazio (a sua volta scusatosi per l’accaduto) nella puntata di domenica. Nella vicenda di Che tempo che fa il direttore generale Rai, Claudio Cappon, oltre alla dissociazione a nome dell’azienda ha sottolineato come fosse da stigmatizzare in particolare “un comportamento - inaccettabile in qualsiasi programma del servizio pubblico - che mette in campo critiche, insulti e affermazioni diffamanti senza alcuna possibilità di contradditorio”.
Ora arrivano i procedimenti dell’Agcom, che in in qualche modo erano annunciati nei giorni scorsi, procedimenti decisi a maggioranza e che - sottolinea l’Authority presieduta da Corrado Calabrò - “si svolgeranno nel rispetto delle garanzie procedurali previsti dalla legge e dai regolamenti” dell’Autorità stessa.

Il VIDEO della trasmissione del 10 maggio

Travaglio su Schifani: la bufera non si placa. Per Fazio probabile sanzione

È bufera dopo le affermazioni del giornalista Marco Travaglio a Che tempo che fa, secondo le quali il presidente del Senato, Renato Schifani, “ha avuto amicizie mafiose”. Il direttore della trasmissione, Fabio Fazio prende le distanze così come il direttore generale dell’emittente pubblica Claudio Cappon, mentre dal mondo politico piovono bipartisan gli attacchi al cronista che, comunque, resta fermo sulla sua posizione.

Il primo inquilino di Palazzo Madama interviene in serata al Tg1 e censura le parole di Travaglio: “C’è qualcuno” dice “che vuole minare il clima di dialogo costruttivo che ha caratterizzato l’inizio di questa legislatura”. Schifani si dice “sereno” e determinato a proseguire la sua azione per far lavorare insieme maggioranza e opposizione perché “ce lo chiede il Paese e anche il capo dello Stato”.
Un intervento, il suo, che arriva dopo una giornata di pesanti attacchi del Pdl contro Travaglio con i democratici a fare quadrato, mentre l’Idv si smarca e parla dell’esposizione di “fatti incancellabili”.
I primi ad intervenire, il giorno dopo la puntata della trasmissione sono, per il Popolo della Libertà i “colonnelli” di An, secondo i quali si tratta di un colpo premeditato e volto a rompere il clima di dialogo che si respira nel Paese, insomma, si grida al “complotto anti-dialogo”. “Travaglio getta benzina sul fuoco delle polemiche” attacca il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri “in un momento di sereno avvio di una nuova fase politica. Verrebbe voglia di sapere se per spinta di qualcuno”. Gli fa eco il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, che parla di “vergognosa imboscata” mentre Italo Bocchino chiede un intervento del garante. Gli azzurri Giulio Urbani e Maria Elisabetta Alberti Casellati attaccano la gestione della Rai, mentre la Lega tace.
Il Pd fa quadrato con Anna Finocchiaro, presidente dei senatori e conterranea di Schifani. “Trovo inaccettabili” attacca la senatrice “che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del Senato, in diretta tv su una rete pubblica, senza possibilità di contraddittorio”. Stessa linea dal responsabile informazione dei democratici, Marco Follini: “Travaglio” avverte “non ci trascinerà nella giungla”.
Diversa la linea del leader dell’Italia dei Valori con il leader Antonio Di Pietro secondo il quale Travaglio ha “esposto fatti incancellabili”.

Affermazioni, quelle dell’ex ministro delle Infrastrutture, che vengono immediatamente rimandate al mittente dal Pdl con Fabrizio Cicchitto. “Di Pietro” osserva il capogruppo del Popolo della Libertà alla Camera “difende Travaglio e dice a sua volta parole in libertà perché non gradisce che fra le forze politiche di maggioranza e di opposizione si è stabilito un clima normale, nel quale ci si confronta e anche si dissente senza insulti e demonizzazioni”.

Ma le polemiche non si chiudono qui. La trasmissione di Fabio Fazio è ora finita nel mirino dell’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni, pronta, a quanto si apprende, a prendere provvedimenti nei confronti del programma di RaiTre. I poteri dell’organismo di controllo (la prossima riunione del Consiglio dell’Agcom è in programma mercoledì prossimo e prenderà in esame anche il caso Annozero, cioè la puntata del primo maggio del programma di Michele Santoro che ha dato ampio spazio al V2-Day di Beppe Grillo e sulla quale l’organismo di garanzia ha già aperto un’istruttoria) vanno dal richiamo alla sanzione amministrativa: dovrebbe essere quest’ultimo, secondo indiscrezioni, il provvedimento che verrà adottato.
Intanto Marco Travaglio reputa a rischio la sua partecipazione la trasmissione condotta da Michele Santoro. E, dalla fiera del libro di Torino, torna all’attacco: “Su quanto detto in tv nel corso di Che tempo che fa“, a proposito del Presidente del Senato Renato Schifani, “aspetto solo che qualcuno mi smentisca”, ha detto. “Se mi dimostrano che ho raccontato palle” ha proseguito Travaglio, accolto come una star dal pubblico della Fiera che lo ha osannato e circondato per chiedergli autografi e manifestargli solidarietà “allora chiederò scusa. Ma mi chiedo se prima di me abbiano detto palle Peter Gomez e Lirio Abbate che già un anno fa avevano detto che Schifani aveva vicinanza quantomeno sospetta con la mafia”.
A chi gli ha chiesto se è preoccupato, Travaglio, che in Fiera ha presentato il suo ultimo libro Se li conosci li eviti (Ed. Chiarelettere), ha risposto: ”No, sono a posto con la mia coscienza. Mi spiace che in questo paese nessun giornale, appena nominato Schifani, abbia parlato dei suoi rapporti con la mafia e che l’opposizione lo abbia applaudito e pure baciato come ha fatto la Finocchiaro”. Poi, con una battuta, ha tratteggiato la sua idea di cosa accadrà nel prossimo futuro: “Tanto ora lo so che denunceranno la Rai per la mia partecipazione a Che tempo che fa e che così non potrò più andare ad Annozero. Ma io sono un giornalista e quello che mi tocca fare è raccontare la verità”.

Il VIDEO della trasmissione del 10 maggio

Blog, giornali e tv: tutti contro Mastella. Ecco gli ultimi video

Il ministro della Giustizia Clemente Mastella nell'Aula di Montecitorio durante il question time alla Camera
Da settimane sembra sia diventato il parafulmine su cui cadono tutte le critiche, il simbolo vivente dei privilegi della Casta: “Sono il male dell’Italia?, si chiede lui sul proprio blog, diventato uno sfogatoio per gli altri e un fortino per lui. Lui che è il ministro di Grazia e Giustizia. Ma in giro e intorno, lui ne percepisce assai poca, di grazia (e giustizia). Anzi, Mastella si sente odiato (e lui ha giustamente detto che l’odio è un sentimento pericoloso) e sempre più al centro di un attacco da parte di giornali e tv, vicini alla sua stessa maggioranza.
La gogna mediatica è cominciata prima sull’Espresso: copertina dedicata a chi “ha ucciso la giustizia” e la foto di Mastella in bella mostra. Poi è continuata con il carosello di articoli sull’uso “improprio” dei voli di Stato e sull’acquisto di immobili di pregio a prezzi “di favore”.
Infine è culminata con le due trasmissioni televisive di Anno zero (in cui Marco Travaglio lo trasforma in una macchietta soprannominandolo: “Dumbo, per la propensione alle trasvolate”) e Ballarò (con Giovanni Floris che lascia a briglie sciolte Maurizio Crozza).
Una regia orchestrata “ad arte” sostengono nell’Udeur, che ha un preciso disegno politico: depotenziare il progetto di un centro moderato a cui il Guardasigilli sta lavorando potrebbe erodere al nascente Partito democratico: “Il Pd ha il controllo della Rai” si è sfogato Mastella “e il suo silenzio è eloquente. E Romano che fa? Tace anche lui. La sinistra di Capalbio mi vuole fottere, attacca me per colpire Prodi”.
Per la rabbia e il dispiacere, il ministro ha disertato alla fine il vertice sulla Finanziaria: un’assenza che ha fatto chiasso. Prima ha fatto sapere che non sarebbe andato, spedendo a nome dell’Udeur, i capigruppo a Camera e Senato Fabris e Barbato. Poi, più tardi, ha spiegato che avrebbe disertato l’appuntamento solo per “motivi di salute” e che se fosse stato presente, “avrebbe soltanto riconfermato la piena fiducia al presidente Prodi”.
Cortesia ricambiata dal Prof. che, leggendo in quell’assenza i tanti malumori del Campanile, ha subito espresso solidarietà al proprio ministro.
Povero Clemente: l’unica volta che parlano bene di lui, lui manca…

Qui i VIDEO di YouTube con Mastella nel mirino:

Anno Zero del 20/09/2007


Il monologo di Crozza a Ballarò

Il precedente con Santoro (febbraio 2007)

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101