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Con i suoi 25 mila arrivi o tentativi di attraversamento illegali, da gennaio a settembre, l’Italia si piazza al primo posto della classifica europea per immigrazione irregolare via mare. Sulle coste, e soprattutto a Lampedusa, rispetto allo stesso periodo del 2007 gli arrivi sono incrementati del 107%. L’allarme viene dal vice direttore di Frontex, l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere, Gil Arias, intervenuto a un incontro sull’immigrazione irregolare a Roma: “Mentre nelle isole Canarie” ha fatto notare Arias “l’arrivo di clandestini via mare nel 2007 è diminuita del 65% e nel 2008 di un ulteriore 10%, in Italia, da gennaio a settembre, è invece aumentata del 107%”.
I paesi d’origine? Soprattutto Nigeria ed Eritrea. Questi ultimi da luglio a settembre sono aumentati di dieci volte rispetto ai tre mesi precedenti. E secondo l’agenzia Frontex, in futuro la situazione dell’immigrazione irregolare vicino a Lampedusa, Linosa e Malta sarà sempre più “drammatica”.
I paesi da cui salpano? Principalmente la Libia. Anche se ultimamente, ha fatto notare Arias, gli immigrati irregolari cercano di arrivare in Italia anche attraverso le frontiere aeree: durante un’operazione condotta da Frontex è emerso che i nigeriani e i cinesi cercano di entrare soprattutto attraverso Fiumicino, gli eritrei attraverso Ciampino, i marocchini attraverso Milano e Bologna e i russi attraverso Rimini e Bologna.
La Libia, dunque. Benché con Tripoli siano stati sottoscritti patti e accordi per il pattugliamento congiunto in mare, Roma non riesce ancora a ottenere la cooperazione necessaria a fermare le partenze dei barconi dei disperati. Se l’immigrazione irregolare in Italia continua ad aumentare è perchè, a differenza di quanto fanno le autorità senegalesi e mauritane per prevenire le partenze verso le Canarie, “qui manca la cooperazione con paesi terzi”, denuncia il vice direttore dell’agenzia europea.
Secondo i dati forniti da Arias, sono Spagna, Grecia e Italia a detenere il primato dell’immigrazione illegale in Europa (75%), che nel 2008 è aumentata: nel 2007 gli immigrati irregolari intercettati nel Vecchio continente erano 163 mila, fino a settembre 2008 erano invece già 130 mila. “Rispetto al 2007″ ha commentato Arias “è rimasta stabile l’immigrazione irregolare attraverso le frontiere di terra, diminuita quella attraverso le frontiere aeree e aumentata in modo significativo quella via mare”. Infine, nel 2008 sono diminuiti del 7% i “respingimenti” alle frontiere aeree o di terra: dai 130 mila contati del 2007, nei primi nove mesi del 2008 ci si è fermati a 106 mila.
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Mentre a campo San Polo sfilavano i divi della prima serata della 65ª Mostra del cinema di Venezia, sulle banchine del porto sbarcavano i clandestini nascosti all’interno di rimorchi provenienti dalla Grecia: afghani, iracheni, siriani e curdi, stanchi, disidratati e malati. Alcuni affetti da tubercolosi. È l’altra faccia di Venezia, diventata ormai lo snodo della “rotta migratoria orientale”.
In meno di 8 mesi sono arrivati a bordo di motonavi e traghetti oltre 500 clandestini. Si imbarcano a Patrasso e Corinto, in Grecia, dopo aver attraversato la Turchia. Un percorso obbligato quello in terra turca, non solo geograficamente.
Sono i gruppi terroristici, a vocazione politica, etnica e religiosa, collegati alla criminalità organizzata turca che gestiscono il traffico dei clandestini asiatici verso l’Europa. Li guidano nelle aree balcaniche passando per Atene e li scortano fino agli imbarchi. Spesso li traghettano sull’isola di Aghatonisi o nel porto di Igoumenitza in attesa della nave per Venezia. Alle organizzazioni criminali i parenti dei clandestini rimasti nel paese d’origine pagano il “biglietto” per raggiungere la Laguna. Da dove spesso ripartono per il Nord Europa.
Il trasferimento fino in Grecia costa anche 4.500 euro. Poi altri 2.600 dollari per lasciare la penisola ellenica e raggiungere la destinazione. Due terzi dei clandestini sono afghani. In tasca hanno pezzi di carta con cifre e parole in arabo che vengono scritte dai trafficanti anche sui muri del porto, per aiutarli a uscire dallo scalo.
Ma a Venezia, sorta di Lampedusa del Nord Italia, c’è un’altra immigrazione che viene monitorata con particolare attenzione dai servizi segreti di svariati paesi europei e dagli Stati Uniti. È il flusso di clandestini arabi con passaporto falso che sbarcano sulle banchine del porto turistico nell’area doganale riservata ai paesi Ue. Arrivano a bordo di auto imbarcate su navi passeggeri, travestiti da turisti, e si comportano come turisti. Un fenomeno allo studio anche del Comitato parlamentare di controllo per i servizi di informazione e sicurezza. Risultano falsificati i visti e i permessi di soggiorno dei paesi Schengen, mentre tra i passaporti, anch’essi falsi, compare spesso la nazionalità egiziana.
Nel panorama vasto e sfaccettato delle tecniche di arrivo dei clandestini esiste anche un altro traffico difficilmente controllabile per le forze dell’ordine. Uno o due alla volta, gli irregolari vengono fatti scendere da panfili su piccole barche con documenti falsi; i barchini attraccano nei porti turistici del litorale tra Trieste e Venezia. Di solito i clandestini entrano in Italia carichi di denaro.
Ma perché Venezia? “La città ha una realtà economica e sociale complessa, da analizzare sia per la posizione geografica sia per la presenza di numerosi immigrati” suggerisce Ranieri Razzante, docente universitario ed esperto di antiterrorismo e antiriciclaggio. “Inoltre, figura tra le città con tasso di ripulitura del denaro tra i più alti in Italia. E vi è una presenza massiccia di intermediari finanziari che eludono completamente le leggi per prevenire riciclaggio e terrorismo. Le agenzie di money transfer accettano documenti anche palesemente falsi e le cosiddette crew card per compiere trasferimenti di contante”.
Le crew card sono attestati sostitutivi rilasciati dal comandante del traghetto in luogo del passaporto, documenti la cui validità non è riconosciuta dall’ordinamento italiano ma utilizzati dagli equipaggi delle navi. “Non è escluso che il denaro trasmesso in questo modo” continua Razzante “possa essere utilizzato per finanziare cellule terroristiche”.
Lo avevano fatto notare (quasi) tutti i giornali italiani (anche qui, qui e qui) che l’estate del 2008 in Italia sarebbe stata all’insegna del “Non si può”. Una sfilza di divieti e ordinanze (più o meno strani), che i sindaci - dotati dei super poteri grazie al decreto Maroni - hanno messo in campo (e in strada, sulle spiagge, in piazza) per limitare l’esuberanza dei turisti in libertà.
Ma dopo la segnalazione della stampa nostrana, ecco l’attenzione dei giornali stranieri: in Italia sono vietate tutte le cose divertenti, titola il quotidiano britannico The Independent, che prende di mira le ordinanze dei sindaci e avverte i turisti stranieri: attenzione perchè rischiate di essere multati. A cominciare dalle spiagge, dove su tutto il territorio nazionale è vietato farsi fare un massaggio cinese, o comprare un pareo o un costume da un vu cumprà. Il titolo dell’articolo recita così: “Turisti attenti: se una cosa è divertente, l’Italia ha una legge che lo vieta”.
In realtà l’articolo dell’Independent mette in guardia i turisti che, magari abituati a situazioni più permissive, vanno incontro a possibili sanzioni: “Gli stranieri inconsapevoli rischiano pesanti multe se fanno cose che sono perfettamente legali da qualsiasi altra parte del mondo, eccetto in quella città o paese dove si trovano -scrive il giornale- a Genova, per esempio, è ora illegale camminare per strada con una bottiglia di vino o una lattina di birra”. “A Roma è okay, ma se ti sdrai sotto un pino o sui gradini di piazza di Spagna per berla, o solo per mangiare un sandwich, il tuo comportamento ‘indecoroso’ può essere penalizzato. Lo stesso se il tuo snack all’aria a aperta è seguito da un sonnellino”, scrive il quotidiano britannico.
Il giornale elenca molte delle ordinanze di quest’estate, e ricorda: “Il governo di Silvio Berlusconi può essere stato il primo al mondo a introdurre il ministero della semplificazione (quello gestito dal leghista Roberto Calderoli, ndr) con il compito di identificare ed abolire leggi inutili, ma nell’interesse di una maggiore democrazia a livello locale e della sicurezza, il suo ministro dell’Interno Roberto Maroni ha consentito a migliaia di fiori legali di sbocciare. Molte di queste ordinanze non verranno probabilmente mai fatte rispettare, ma sarà una scarsa consolazione per colui che dava da mangiare ai piccioni, e che avrà una pesante multa tra i suoi souvenir delle vacanze”. E gli esempi, potrebbero continuare.
“Su una spiaggia di Olbia, in Sardegna, i fumatori rischiano 360 euro di multa, ma in tutto il territorio nazionale sono stati vietati i massaggi offerti dagli immigranti, per il rischio che i ’servizi estetici o terapeutici’ offerti da costoro ‘non siano in possesso di adeguata esperienza’”. A Eraclea, vicino Venezia, i genitori devono tenere d’occhio i bambini: i castelli di sabbia sono vietati, perché’ostruiscono il passaggio’ lungo il bagnasciuga. Giocare a racchettoni o a pallavolo è vietato su molte spiagge, e i sub che se ne vanno tranquilli in mare rischiano multe se si avventurano fuori dalle aree consentite”. E poi, continua il quotidiano inglese, formato compact, edito dalla Tony O’Reilly’s Independent News and Media, nato nel 1986 e con una tiratura di 250 mila copie circa: “A Forte dei Marmi non si può fare giardinaggio nel weekend, mentre a Novara, dopo le 23,00 è proibito stazionare nei parchi in più di due persone. A Capri e a Positano, è proibito portare gli zoccoli ai piedi. Il divieto di andare in giro a torso nudo se sei uomo, in bikini se sei donna arriva invece da Viareggio, dove è vietato anche appoggiare i piedi sulle panchine o andare in skateboard sulla passeggiata del lungomare. L’articolo dell’Independent arriva dopo quello del quotidiano svizzero Le Matin, che ha titolato: “L’Italia ha perso la brocca!”. “I comuni combattono il disordine” scrive il quotidiano svizzero “ma qualcuno (leggi il settimanale cattolico Famiglia Cristiana, ndr) ha paura del ritorno del fascismo”.
Ai toni polemici dell’Independent, risponde il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro, che osserva che il suo autore è “un burlone o disinformato” salvo concludere che quell’articolo sull’Italia “è grottesco e insultante”. “I divieti a cui fa riferimento il giornale britannico” ha spiegato Giro in una nota “sono contenuti in alcune delibere comunali e in alcuni provvedimenti di governo per contrastare la microcriminalità e fronteggiare l’accattonaggio molesto, l’uso del vetro nei locali dei centri storici nelle ore notturne, lo sfruttamento dei minori, l’abusivismo commerciale, il degrado urbano dei monumenti, tutte misure previste in molte Capitali europee e non”. E ancora: “Quando” ha osservato Giro, in tono polemico “da turisti andiamo all’estero ci multano se gettiamo un pezzo di carta per terra. Non vediamo il perché i turisti stranieri possano fare in Italia, e spesso lo fanno, l’esatto contrario di ciò che sono abituati a non fare nei loro rispettivi paesi di appartenenza”.
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Tempi duri per caciaroni, ciabattoni, disturbatori dalle mille mode. Quelli che in vacanza liberano l’anima cafona e impongono a tutti la loro presenza. Mare e montagna off limits per chi non rispetta le regole. Estate 2008 con un decalogo fitto di divieti, vecchi e nuovi. E una lista infinita di comuni di villeggiatura dove vige il più assoluto “non si può fare”.
Forti del decreto legge n. 92, effettivo dal 5 agosto e dotati di superpoteri, ora i sindaci si sono visti allargare la maglie del loro intervento, e ora sono incaricati della vigilanza “su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto”. La voce “sicurezza e ordine pubblico” prende così svariate sfaccettature: oltre ai classici topless (in diverse località) e giochi in spiaggia (persino i castelli di sabbia a Eraclea, nel veneziano), sono proibiti i massaggi in spiaggia (in Versilia multe fino a 10mila euro e il sequestro di oli e creme). Dopo anni di nudismo, al Lido di Dante a Ravenna è ora vietato il look total nude.
E ancora: niente bagni di notte e la mattina presto, niente windsurf entro i 100 metri dalla battigia, banditi il pallone, i racchettoni e tutti gli altri giochi che possono arrecare disturbo, vietati i tuffi con corsa in mare, lasciare rifiuti in spiaggia, portare gli animali, ecc. Basta pure con la sciatteria: vietato circolare in costume e a torso nudo nelle città marittime. A Forte dei Marmi e a Riccione multe alle bagnanti in bikini per strada. A Capri il divieto è esteso pure agli zoccoli (quelli di legno che fanno clac, clac). Fin qui la salvaguardia del decoro.
Quest’anno guerra agli ambulanti che vendono la loro svariata mercanzia sulla spiaggia. Addio, dunque, agli acquisti sotto l’ombrellone (condite da estenuanti trattative) di asciugamani, braccialetti, bandane, occhiali da sole, borse pseudo-griffate, artigianato etnico, collane di pietre dure, parei velati, vestiti da baiadera, cose che improvvisamente diventano utilissime e poi, una volta, comprate nessuno ha più il coraggio di indossare. E poi addio anche a tutte quelle cineserie in offerta speciale (compreso la racchetta elettrica fulmina insetti, il must del 2008).
Non va meglio per chi volesse lasciarsi (un po’ troppo) andare, tra i monti. A Cortina d’Ampezzo vietata la sosta dei camper in centro perché occupano troppo spazio. In Alto Adige, poi, è vietato danneggiare i cartelli di divieto. A Montecatini Terme, invece, sanzioni da 25 a 500 euro per chi si sdraia su una panchina o ci appoggia i piedi.
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Cinquantasette nella notte tra sabato e domenica. Ventotto nella notte tra domenica e lunedì. 63 lunedì in mattinata. Numeri.
Da” giocare” sulla rotta della disperazione: il canale di Sicilia. Numeri. In realtà persone, immigrati clandestini, che nelle ultime 48 ore sono approdati sulle coste sud orientali dell’isola siciliana.
Ne primo sbarco c’erano anche otto donne, una delle quali in stato di gravidanza, a bordo di un gommone di 11 metri in avaria sono stati soccorsi la notte scorsa da due motovedette delle capitaneria di porto a 40 miglia dalla costa sud-orientale della Sicilia. I clandestini sono stati trasbordati sui mezzi militari e condotti nel porto di Pozzallo, mentre il gommone è affondato. Per uno dei migranti è stato necessario il ricovero nell’ospedale Maggiore di Modica per le sue condizioni di salute. A Pozzallo i clandestini sono stati portati nella palestra comunale, visto che il centro di prima accoglienza allestito in locali della dogana è pieno.
Sempre nella zona di Pozzallo, altri 28 immigrati, tra cui due donne, presumibilmente somali, sono stati fermati dai finanzieri della sezione operativa navale di Palermo. La segnalazione era giunta alle 2,30 dal gruppo aeronavale della Gdf di Messina, che aveva ricevuto la notizia dalle autorità maltesi. I migranti, imbarcati su un natante in vetroresina, che si è arenato sul lungomare, in località Raganzino, sono in buono stato di salute e sono stati condotti nel centro di prima accoglienza di Pozzallo.
A Lampedusa poi è sbarcato anche il terzo gruppo: 63 somali, tra cui dieci donne, condotti nel porto da una motovedetta della guardia costiera. Potrebbe trattarsi di uno dei due gruppi avvistati ieri nel Canale di Sicilia e diretti verso l’isola. Con questo arrivo il centro di prima accoglienza di Lampedusa supera le mille presenze.
Insomma, un fiume di migranti. Che dalle coste libiche ha riversato uomini, donne e bambini. Chi conosce il flusso degli extracomunitari verso l’Italia aveva previsto che con il mare calmo nel Canale di Sicilia vi sarebbero stati altri arrivi. Tutti sono stati trasportati nel centro di prima accoglienza di Lampedusa, che con questi nuovi arrivi porta gli ospiti presenti a 911, di nuovo troppi rispetto agli 850 che la struttura può contenere.
Ma dalle coste libiche sarebbero pronti a partire ancora centinaia e centinaia di migranti, secondo quanto raccontano gli ultimi arrivati sull’isola: “Sono stato rinchiuso per due settimane insieme ad altre centinaia di persone in un capannone sulla costa libica prima di poter salire su un gommone”, racconta un nigeriano giunto a Lampedusa.
Non è dunque bastato il gesto di protesta avviato ieri dalla senatrice della Lega, Angela Maraventano, che è anche vice sindaco di Lampedusa, la quale per sei ore ha fatto uno sciopero della fame a bordo di una barchetta posizionata al centro dell’ingresso del porto dell’isola perché voleva bloccare questi sbarchi e protestare contro il leader libico Gheddafi. È tornata sui suoi passi dopo aver ricevuto rassicurazioni dal ministro Maroni “che saranno rispettati i patti fra il governo libico e quello italiano per il pattugliamento congiunto in mare”.
Ma con gli sbarchi di oggi è già tornata l’emergenza nel cpa, da dove si registra quasi ogni giorno la fuga di extracomunitari. Gli ultimi in fuga (una decina di migranti) sono stati fermati dai carabinieri nel centro di Lampedusa, dopo aver fatto il giro di un paio di bar per bersi una birra.
È il mare la meta più gettonata per le vacanze dei politici per la pausa estiva in vista della ripresa dell’attività parlamentare.Spiagge, scogli e onde per le tre più alte cariche dello Stato, Giorgio Napolitano, Renato Schifani, Gianfranco Fini e per il premier Silvio Berlusconi che sarà al lavoro fino al 10 agosto, ma poi si concederà un po’ di riposo in Sardegna a Villa Certosa, tra le sue amate piante esotiche. Altro che incrocerà da quelli parti sarà Massimo D’Alema con il suo “veliero” Ikarus.
Il capo dello Stato tornerà prima nell’amata Stromboli, anche se solo per cinque o sei giorni e poi trascorrerà qualche giorno all’Ammiragliato della Maddalena. Insomma, mare doc per il presidente della Repubblica. Il presidente del Senato Schifani non sarà da meno: per lui, prima del viaggio in Terrasanta (in pellegrinaggio insieme al vice presidente della Camera Maurizio Lupi e alla teodem Paola Binetti), qualche giorno nella “sua” Sicilia, alle Eolie, e poi una settimana alle Cicladi, in Grecia.
Gianfranco Fini, invece, lascia Anzio dopo venti anni e si trasferisce sull’Argentario, ad Ansedonia, dove trascorrerà le ferie estive con la compagna Elisabetta Tulliani e la figlia Carolina, nata lo scorso dicembre. Grande appassionato di immersioni subacquee, Fini potrà esplorare i fondali dell’isola del Giglio e di Giannutri.
Il leader del Pd Walter Veltroni, vero cultore della vacanza “on the road” negli States, quest’anno si dovrà accontentare di trascorrere le ferie agostane a Sabaudia, anche perché Vittoria, la figlia più piccola, deve studiare. Mare anche per lui, quindi, come per il presidente del Copasir Francesco Rutelli che non rinuncerà alla consueta puntatina in quel di Capalbio sulla sabbia dell”Ultima spiaggia’, in passato meta d’obbligo per l’intellighenzia di sinistra.
Sarà per la depressione economica o per un’umiltà tattica dopo i processi alla Casta, ma la politica nel 2008 accenna a preferire la battigia nostrana alla vacanza chic, un rifugio vicino alle esagerazioni tropicali, una sorta di esilio intimo, low profile. E c’è chi si affretta a precisare, come il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, che anche in vacanza, per carità, si lavora (tra Todi e Ravello). Spiaggia e ombrellone per il ministro dell’attuazione del Programma Gianfranco Rotondi, che resterà entro i confini nazionali. Andrà a Pineto degli Abruzzi. “È la mia meta da circa 40 anni, in attesa che diventi una località ‘alla moda’: per ora ci vado solo io…”, rivela.
Al mare pure il ministro della Difesa Ignazio La Russa: prima in Liguria, poi nella casa di famiglia alle pendici dell’Etna e poi alle Eolie. A Ferragosto, però, “pausa” di lavoro: La Russa sarà a bordo di un aereo da ricognizione della Marina militare per sorvolare Lampedusa e verificare il servizio di avvistamento di gommoni e barconi degli immigrati.
Sulle spiagge siciliane anche il capogruppo del Pdl a palazzo Madama Maurizio Gasparri che, come di consueto, sarà con la famiglia a Marettimo, nelle isole Egadi. Il capogruppo del Pdl a Montecitorio Fabrizio Cicchitto, invece, ha scelto Cipro.
Mare anche per il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini che sarà a Otranto con la famiglia, in spiaggia soprattutto per giocare con i figli: “Mi immergo totalmente nel loro mondo. Gioco con le Winx, anzi - ha rivelato il leader centrista in una recente intervista ad un settimanale - posso dire di sapere tutto di Aisha, Flora, Bloom e Stella… Spesso mi travesto da Bella Addormentata per far felice Caterina, insieme mettiamo in scena le favole, anche quella di Peter Pan”.
Ha scelto le onde anche Ermete Realacci, ministro dell’Ambiente del governo ombra del Pd. Andrà in Corsica, a Galeria, “Negli stessi posti dove sono andato per la prima volta in campeggio un quarto di secolo fa…”, dice. L’ex sindaco di Catania Umberto Scapagnini ama i viaggi avventurosi, meno relax forse, ma più adrenalina: quest’anno andrà in Madagascar. Anche l’ex segretario del Partito socialista Enrico Boselli ha optato per una vacanza ‘dinamica’: il suo tour, quest’anno, prevede una trasferta in Messico, tra Acapulco e lo Yucatan.
Passioni più casalinghe per Anna Serafini Fassino e Daniela Santanché, che d’estate amano soprattutto mettersi a cucinare per gli amici, fosse anche un semplice piatto di spaghetti col pomodoro fresco.
I “montanari” sembrano in netta minoranza, comunque ci sono. A cominciare dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, grande appassionato di montagna, capace di scalare il K2, nel 2004, come capo spedizione nel cinquantenario della conquista italiana alla seconda vetta del mondo.
In montagna, ma ad altitudini ben più modeste, andrà anche Enrico Letta, ministro del Welfare del governo ombra del Pd, in attesa dell’arrivo del terzo figlio. Lo aspetta il fresco Tirolo. Sui monti anche il capogruppo della Lega alla Camera Roberto Cota: anche per lui tranquillità e temperature più miti in Trentino, nella Val di Sole.
In montagna, sulle Dolomiti, pure il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi e per il ministro dell’Economia Giulio Tremonti (a Lorenzago di Cadore)
Estate in Lombardia per i ministri della Lega: Roberto Calderoli a Bergamo per architettare un nuovo taglio di leggi, Umberto Bossi per passare il ferragosto nell’amata Ponte di Legno. Sulla costa settentrionale della Toscana sono già stati visti i ministri Bondi e Matteoli, che lascerà la sua terra solo per dieci giorni alla volta del Portogallo. Del ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna si sa che trascorrerà le vacanze “più al mare che in montagna” e leggerà Balzac, Papà Goriot e La signora delle Camelie di Alexandre Dumas.
Sarà un’estate lunga, perché alla Camera le prime commissioni si riuniranno l’8 settembre, l’Aula il 16. Più di un mese, quindi, per “staccare” e mettersi in riflessione, cominciando dai libri: Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci entrerà nelle valigie del ministro dei beni Culturali Sandro Bondi e del presidente del Senato Renato Schifani, mentre il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto si immergerà nella Recherche di Proust. Per Veltroni un autore americano: Cormac Mc Carthy con il best seller La strada.
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C’è crisi. Si sente dire e si vede. Anche sulle spiagge dei litorali italiani. In vista dell’estate, l’allarme caro-spiagge era arrivato da più parti: i rincari stimati dall’Osservatorio Prezzi: dal 2005 i prezzi degli stabilimenti sono aumentati molto più dei beni e servizi. Nel primo semestre del 2008, le tariffe degli stabilimenti balneari hanno registrato - aveva rilevato l’Osservatorio - un tasso medio di crescita su base annua del +7,3%, contro il 3,3% del paniere complessivo di beni e servizi. E non appena le spiagge hanno ricominciano a popolarsi a fine primavera, c’è stata un’ulteriore accelerata dei prezzi con un picco a maggio del 16,5%, mentre la variazione dei prezzi su base annua, registrata a giugno, è stata del 9%.
Qualcosa però si sta muovendo. A Roma, sollecitato dal Ministro per lo sviluppo Economico, Claudio Scajola, è stato firmato un accordo tra Antonio Lirosi, alias Mister Prezzi, e le principali associazioni degli stabilimenti balneari (Sib, Fiba, Assobalneari e Oasi) per applicare tariffe ridotte nel mese di agosto su tutte le spiagge italiane: da venerdì lettini e ombrelloni dovrebbero essere scontati fino al 50% a partire dall’ora di pranzo. Chi si recherà cioè sulle spiagge dopo l’ora di pranzo potrà beneficiare di sconti che arriveranno fino alla metà del prezzo pieno.
Lo hanno chiamato “Pomeriggio convenienza”, una sorta di low-cost del lettino, che punta a “far riavvicinare gli utenti alla qualità dei servizi offerti dagli stabilimenti”, ha spiegato Mr. Prezzi, sottolineando che compito delle associazioni degli stabilimenti balneari sarà quello di una maggiore trasparenza: oltre a “un risparmio sostanzioso, l’utente dovrà anche avere informazioni chiare sui prezzi e sulla qualità dei servizi per scegliere la tipologia a sè più vicina”.
Le Associazioni si sono quindi impegnate, fanno sapere dal ministero, a invitare le imprese associate per praticare lo sconto del 50% dei prezzi dei servizi (in particolare ingresso, affitto ombrelloni, lettini e sedie a sdraio) nella fascia pomeridiana a partire dai prossimi giorni in via sperimentale “o se la tipologia dei servizi offerti non lo consente, di praticare formule diverse di riduzione dei prezzi in forma singola o integrata ed esplicitamente rese note all’utenza”.
Ci vorrà però tempo perché l’iniziativa funzioni a pieno regime “Anche perché siamo a tre quarti di stagione e non è facile comunicare e coordinare tutti gli esercenti”, dicono dalle associazioni.
E a riprova del caro spiagge sui litorali italiani, ecco l’inchiesta realizzata dall’agenzia di viaggi on line Expedia, che ha confrontato i prezzi praticati dagli stabilimenti nei vari Paesi europei: la palma dei lidi più cari va, in media, alle spiagge transalpine: conquistarsi “un posto al sole” in Francia costa circa 12,50 euro. Più del doppio rispetto alla media del resto del continente, che si attesta intorno ai 6,10 euro. Con punte minime in Gran Bretagna - appena 3,10 euro, ma il bel tempo spesso non è incluso nel pacchetto - e massime in Italia, dove si arriva appunto a 7,50 euro.
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Turista fai-da-te o da villaggio all inclusive? Avventuroso o in cerca di relax?
Al di là della risposta, occhio alla fregatura: è sempre dietro l’angolo. Ed è in grado di rovinare una vacanza e trascinarsi in inutili e costosi strascichi legali una volta tornati a casa. Uno strumento utile per evitare tutto ciò può rivelarsi la “Carta dei diritti del turista” presentata oggi sul sito del Movimento dei consumatori: un documento di 54 pagine scaricabile gratuitamente qui.
“Vuole essere una guida aggiornata ai principali diritti e doveri di chi viaggia. Con l’auspicio che possa risultare uno strumento utile a prevenire situazioni negative e a orientare in quelle che non è stato possibile evitare” spiega Lorenzo Miozzi presidente dell’associazione.
Nella guida viene fornita una panoramica sulla normativa nazionale e regionale con un elenco dettagliato regione per regione. L’associazione, da sempre sensibile alla tutela dei diritti del turista, negli anni scorsi, oltre alle precedenti edizioni della Carta, ha realizzato una guida informatica (“A practical guide for tourists in Europe”) in collaborazione con l’UE; ha partecipato, in tema di turismo, alle consultazioni per il “Codice del Consumo”; ha sviluppato, con i propri sportelli, una rete “SOS Turista” sul territorio nazionale.
Quali sono i casi più frequenti di “sole” per chi si mette in viaggio?
Il Movimento dei consumatori propone qualche esempio: “l’albergo ”vista mare” come da catalogo del tour operator, si trova in realtà in una landa desolata a due chilometri dalla spiaggia più vicina; la valigia che avete scrupolosamente preparato è arrivata a destinazione una settimana dopo di voi e la compagnia aerea rifiuta di risarcivi il danno subito; il noleggiatore dell’auto si rifiuta di restituirvi la caparra accampando dei presunti danni da voi causati; a causa dell’overbooking vi negano l’imbarco e la compagnia aerea rifiuta di rimborsarvi i costi della notte imprevista in albergo”.
E via elencando una serie di sfighe o soprusi di cui almeno uno è capitato a ogni turista che si rispetti.