

di Oscar Giannino
Signore e Signori, s’avanza una bella coppia di inediti paladini: Mariastella Gelmini e Sergio Marchionne. La riforma dell’università in porto, malgrado lo sdegno di tanti vecchi tromboni e le urla di una minoranza di giovani confusi. Lo schiodarsi della Fiat dalla croce pluridecennale della bassa produttività in cambio del consenso della sinistra sindacale. La mite lombarda e il chietino pulloverato hanno entrambi la testa di ferro. Smentiscono l’incantesimo della sempiterna paralisi italica: quello per cui, quando qualcuno si muove, basta alzare la voce e scomunicarlo in nome della solidarietà e del progresso perché tosto si fermi, mineralizzato come una statua di sale. Continua
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L'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne (ANSA/DI MARCO)
Migliaia i volti passati davanti ai nostri occhi navigando su internet, leggendo i giornali o guardando la tv. Dietro ogni viso, storie di uomini e donne, raccontate anche in questo sito dai giornalisti di Panorama.it. Impossibile, quindi, ricordarli tutti assieme. Ecco perché ne abbiamo selezionati solo dieci. Quanti sono, appunto, i personaggi che, secondo noi, hanno segnato il 2010. Continua


Manifestazione contro la riforma della scuola a Palermo
Protestano, ma per conto della sinistra. E dei baroni. Ieri è approdata in aula la riforma Gelmini, un provvedimento che, tra gli altri punti, abbassa l’età minima di assunzione da 36 a 30 anni. E grazie al quale non si rimarrà ricercatori a vita, come accade purtroppo oggi: il primo contratto, infatti, potrà durare al massimo 6 anni, al termine dei quali sarà valutata la possibilità di essere assunti. Una volta dentro, si potrà fare affidamento su un meccanismo meritocratico che influirà sugli aumenti. Continua

Pier Luigi Bersani è salito sui tetti della facoltà occupata di Architettura in Piazza Borghese
Tafferugli. Lancio di uova e fumogeni. Manganellate della polizia. Slogan contro la riforma dell’Università. E un tentativo, abortito, di irrompere a Palazzo Madama al grido di «dimissioni, dimissioni». È andata «in onda», nel centro di Roma, la protesta di professori, ricercatori e studenti, alcuni dei quali «armati» di scudi di gommapiuma a forma di grandi libri e con i caschi da moto in testa, alcuni anche con passamontagna. Tra la folla, neanche troppo mimetizzato, il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani, salito sui tetti della facoltà occupata di Architettura in Piazza Borghese per portare la solidarietà dei «democratici», nel giorno in cui è calendarizzata alla Camera la discussione sulla riforma Gemini, alle proteste e alle occupazioni delle facoltà avvenute, da Roma a Torino, in questi ultimi giorni. Nient’affatto misterioso il riferimento al segretario piddino del ministro, Mariastella Gemini: «Gli studenti che contestano le riforme del governo rischiano di difendere i baroni, i privilegi e lo status quo. Alcuni studenti vengono strumentalizzati da esponenti politici della sinistra che oggi hanno deciso di inscenare una sceneggiata sui tetti delle università». Ha aggiunto, dopo il tentativo degli studenti di irrompere nella sede del Senato, il presidente Renato Schifani: «Da tempo ci sforziamo con i nostri appelli e richiami al senso di responsabilità di tutti ad abbassare i toni per evitare che l’aumento degli episodi di violenza e di intolleranza in occasione di manifestazioni pubbliche possa trasformarsi in gesti non solo incivili ma anche forieri di eventi luttuosi».
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Pier Luigi Bersani è salito sui tetti della facoltà occupata di Architettura in Piazza Borghese
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Pier Luigi Bersani è salito sui tetti della facoltà occupata di Architettura in Piazza Borghese
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Pier Luigi Bersani è salito sui tetti della facoltà occupata di Architettura in Piazza Borghese
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Pier Luigi Bersani è salito sui tetti della facoltà occupata di Architettura in Piazza Borghese
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Torino, Palazzo Nuovo
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Torino, Palazzo Nuovo
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Scontri con la polizia nel centro di Roma
Il tentativo di irruzione a Palazzo Madama

Il rettore dell'Università di Bologna con Luca Cordero di Montezemolo
Suona davvero come un ultimatum quello imposto ai ricercatori dell’Università di Bologna, la più antica di Italia che, per protesta contro la riforma del ministro Gelmini, hanno minacciato di non fare più lezione.
Messa nero su bianco in quattro capoversi, la direttiva votata all’unanimità dal Senato accademico, non lascia scampo: o alla ripresa dei corsi i ricercatori “ribelli” si faranno trovare in aula, o saranno sostituiti da docenti a contratto.
Per decidere hanno tempo fino a venerdì alle 13 quando i presidi di facoltà raccoglieranno i moduli, firmati, con espressa la disponibilità o la non disponibilità alla didattica. Continua


Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Ansa/Danilo Schiavella)
Altro che la manovra finanziaria, il rischio di fallire come la Grecia, i tagli di Tremonti, i 120 miliardi di euro persi per colpa degli evasori, gli speculatori della finanza che si aggirano come avvoltoi sopra le nostre teste; niente di tutto ciò fa discutere in Italia come il problema dello slittamento dell’anno scolastico dopo il 30 settembre. Continua

Il ministro Gelmini con il premier Berlusconi (Foto Ansa)
Via libera del Consiglio dei ministri alla riforma che riordina l’istruzione secondaria superiore.
Sono interessati licei, istituti tecnici e professionali. Continua
Il ministro neo-sposa Mariastella Gelmini fa di nuovo capolino dal suo spazio su YouTube e, all’insegna della tecnologia e al passo coi tempi, annuncia in video le materie della seconda prova scritta per la maturità 2010. Continua