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Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini durante una conferenza stampa
A Il Giornale ha confessato che diventerà mamma in primavera (e che a inizio 2010 si sposerà con il compagno Giorgio Patelli). A Il Corriere della Sera ha invece fatto sapere che, in occasione della nascita del piccolo (o della piccola): “Non starò a casa neppure un giorno”. Mamma e ministro, a tempo pieno, contemporaneamente. Sembra un bell’impegno: “Non voglio fare la vittima: ci sono tante mamme, in giro per l’Italia, che quotidianamente si sdoppiano benissimo. Certo, a prezzo di qualche sacrificio, di qualche fatica… “. Decisa e sicura, insomma, la 36enne ministro. Come conferma in questa intervista rilasciata a Panorama. Leggi l’intervista

Mariastella Gelmini (Foto: LaPresse)
Mariastella Gelmini prosegue dritta per la sua strada, con il beneplacito del Consiglio dei Ministri. È stato infatti approvato il “famigerato” (per gli studenti) disegno di legge per la riforma dell’università. Continua
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Più risorse agli atenei virtuosi, fondo premiale del 7% e tagli al 20% dei corsi inutili.
Si chiedeva, da più parti, nei mesi scorsi (mesi caldi, di proteste e manifestazioni, come raccontano queste GALLERY: qui, qui e qui) che il sistema universiatario venisse radicalmente cambiato, rivoltato, rivoluzionato (come diceva un sondaggio di Panorama della fine del 2008)? Si invocava la meritocrazia (a tutti i livelli: tra i professori, tra i ricercatori, tra gli studenti) come criterio di valutazione degli istituti italiani? Si pretendeva, legittimamente, più effcienza e meno sprechi?
Meritocarzia ed efficienza grazie all’Anvur
A queste richieste risponde il pacchetto Università varato dal Cdm. Che dà via libera alla nuova e super partes Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario (Anvur, che sostituisce e unifica Cnvsu e Civr, i due comitati di valutazione attualmente esistenti, e sarà composto da un presidente, un Collegio dei revisori dei conti e un Consiglio direttivo, i cui membri saranno nominati dal presidente della Repubblica e resteranno in carica per 4 anni non rinnovabili).
“Se vogliamo rispondere alla crisi” puntualizza il ministro Mariastella Gelmini, presentando il provvedimento “si parte dalla scuola, dall’università con la capacità di difendere ciò che funziona ma anche di mettere mano ai problemi, che non mancano e che hanno bisogno di soluzioni rapide ed efficaci”.
Le rilevazioni prodotte dall’Anvur (fatte sulla base di standard qualitativi di livello internazionale, anche con riferimento ai livelli d’apprendimento degli studenti e del loro inserimento nel mondo del lavoro) saranno determinanti per distribuire una parte del Fondo di finanziamento ordinario alle università e agli enti di ricerca che raggiungeranno i risultati migliori (sulla base di criteri riconosciuti e valutati positivamente dalla CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) riceveranno più fondi.
Con il nuovo provvedimento il 7% del Fondo di finanziamento ordinario (525 milioni di euro) è distribuito in base alla qualità della Ricerca e della didattica. In particolare i due terzi sono stati assegnati in base alla qualità della ricerca, mentre un terzo in base alla qualità della didattica.
Con le nuove misure del pacchetto università verrà inoltre “avviata una più coerente razionalizzazione dei corsi di laurea”, che prevede “il taglio di quelli inutili”. Misura che metterà un freno alla “proliferazione di insegnamenti” avuta negli ultimi anni, che “non rispondono alle reali richieste del mercato del lavoro”.
Una sforbiciata che negli ultimi mesi ha già prodotto la chiusura del 20% dei corsi inutili, ma “con questo provvedimento sarà possibile ridurli ulteriormente”, dice soddisfatta gelmini.
L’eccellenza negli atenei
Ma già da quest’anno, ed è la prima volta in Italia, il Miur ha assegnato una parte dei fondi destinati alle università sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità. Da una prima analisi della situazione emerge che l’Università di Trento, i Politecnici di Milano e di Torino sono tra le università migliori in base ai nuovi parametri. Trento, secondo il ministero, “pur essendo un piccolo ateneo, è riuscito meglio di ogni altro a intercettare, attraverso propri progetti, i finanziamenti europei. I politecnici di Milano e Torino hanno conseguito risultati importanti su didattica, ricerca, capacità di autofinanziarsi, buone valutazioni degli studenti, presenza di molti progetti assegnati dal programma nazionale di ricerca”. Quindi si meritano i premi monetari: in arrivo a Trento 6 milioni di euro in più, al politecnico di Milano 8 milioni.
Ma è andata bene anche ad altri atenei: Bologna segna un più 5 milioni di euro, Padova un più 4. Mentre per Trieste, Firenze e Siena l’erogazione della quota di fondi vincolata alla qualità (pari al 7% del totale) è stata sospesa in attesa della presentazione di un piano finanziario di risanamento dei bilanci che attualmente risultano in rosso. Meno finanziamenti, invece, sono destinati ad altre 27 università (quasi tutte nel Mezzogiorno) che non hanno raggiunto gli standard qualitativi previsti. A Foggia viene tolto 1 milione di euro, a Macerata 1,13 milioni.
Ma è quasi tutto il sud a soffrire: tra i centri formativi “negativi” c’è tutto il panorama dell’Università meridionale: nessun ateneo è considerato degno di un aumento dei fondi, anzi è previsto un taglio che arriva anche al 3% dei fondi del 2009. Solo l’Università del Sannio (+0,76%), il Politecnico di Bari (+0,26%) e l’Università della Calabria si salvano.
Reclutamento di professori e ricercatori
Con la direttiva firmata oggi dal ministro Gelmini si avviano le procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei professori universitari e dei ricercatori. Riguardo ai concorsi per ricercatore “ogni titolo scientifico dovrà essere valutato separatamente e specificamente, per evitare giudizi sommari e approssimativi. Viene inoltre richiesto, per i settori scientifici, il ricorso a valutazioni di indici oggettivi e a sistemi di valutazione internazionali, come il Peer review: la valutazione anonima di illustri accademici internazionali. “In questo modo, si dovrebbero ridurre i margini di arbitrio delle commissioni”.
Infine, sono stati sbloccati 1.800 concorsi per professore e ricercatore. La direttiva sottoscritta poche ore fa avvia le procedure per la formazione delle commissioni di concorso in base alle nuove regole per il reclutamento dei professori dei ricercatori, dove prevale il sorteggio. I membri delle commissioni verranno sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. E la valutazione dei candidati avverrà secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale.
Il VIDEO: irruzione Idv in sala stampa e la Gelmini lascia:
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Povero Ferruccio Fazio, ce l’hanno tutti con lui. Cosa avrà fatto mai il viceministro della Salute, a parte causare un po’ di sana preoccupazione negli italiani in relazione alla (erroneamente) cosiddetta “influenza suina”?
Allertato forse dalla diffusione della pandemia del virus A-H1N1 su scala mondiale, Fazio si era spinto a “non escludere” un possibile ritardo nella riapertura delle scuole italiane, seguendo l’esempio della Gran Bretagna (dove però i nuovi casi di infezione si rincorrono). Previsioni che sono state seguite da una valanga di prevedibili smentite.
Niente allarmismi, tutto sotto controllo
Fra le prime, Maria Stella Gelmini, che come ministro dell’Istruzione avrebbe probabilmente preferito essere informata prima di rilasciare alla stampa dichiarazioni di questa entità: “Faremo tutte le verifiche necessarie, anche se al momento la situazione non preoccupa”.
Ma anche lo stesso “superiore” di Fazio, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ha preso una posizione netta: “È un’influenza al di sotto di quelle che abbiamo sempre conosciuto nella stagionalità. Ogni allarmismo è quindi davvero ingiustificato”.
Posizioni chiare, quelle dei suoi colleghi, tali da spingere lo stesso Fazio - a margine di una audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali - a una rapida ritirata, sottolineando che no: “Non si è mai parlato di ritardi nella apertura delle scuole. Alla domanda specifica sulla possibilità che un rinvio si potesse escludere ho risposto che in un piano pandemico questo non si può escludere. Però nessuno ha mai parlato di una possibilità di questo genere. La risposta del governo fin dall’inizio è stata uniforme e compatta”.
Ma tutto ciò non gli è bastato per evitare i tuoni de L’Avvenire, che in un editoriale ha definito la strategia del vice ministro “discutibilissima”. Il quotidiano nei vescovi aveva affidato alla firma di Elio Maraone le critiche al governo. “È chiaro” si legge nel pezzo “che la stonatura di Fazio esige non soltanto il richiamo all’ordine del medesimo, ma una correzione di rotta generale, ossia l’adozione e il rispetto da parte dell’intero esecutivo di una strategia comunicativa all’altezza dei bisogni, che sono molti e crescenti, del Paese. Sarebbe desiderabile, anzi doveroso” ha proseguito il giornale della Cei “che l’esecutivo si rivolgesse ai cittadini con una sola voce”.
La pensa, sorprendentemente, come Avvenire anche il ministro alla semplificazione Roberto Calderoli: in casi così delicati, in cui serve comunicare una linea chiara e condivisa, dovrebbe essere solo il premier Silvio Berlusconi quello autorizzato a parlare: “Qualcuno ha bisogno di una tirata di orecchie, perché un problema di salute non può diventare lo strumento per campagne mediatiche o peggio ancora…”, chiosa il senatore Calderoli.
Che la carica di Fazio, che in tanti vedono come promosso a ministro, sia diventata a rischio, come insinua fra le righe il quotidiano cattolico?
Le reazioni della Rete
Allarmismo pandemico e costi sociali
“Diciamoci la verità, sul piatto della partita non c’è la salute degli italiani, perché è ben nota la lieve entità dei sintomi dell’H5N1[...]. Sul piatto della partita ci sono, tanto per cambiare, i soldi dello Stato. Se la gente si ammala di H5N1 [...] si farà visitare presso un Pronto Soccorso qualsiasi e, una volta accertata l’effettiva presenza patogena del virus, si farà ricoverare. E allora saranno cazzi di Brunetta, che dovrà pagare lo stipendio per intero e anche i compensi accessori.”
Valerio Di Stefano » Diceria dell’untore: Fazio e la Gelmini sulla chiusura dele scuole per l’H5N1
La facciamo facile?
“C’è da augurarsi che Ferruccio Fazio venga rapidamente nominato ministro della Salute, così potrà smettere di agitarsi e di elaborare contingency plan di agevole attuazione, come la chiusura delle scuole, per far vedere quanto è sul pezzo.”
Phastidio » All’erta sto
L’ottimismo non è un antivirus
“Forse il metodo Berlusconi ha una logica in campo economico: spargendo ottimismo a piene mani, anche a dispetto delle evidenze, si può sperare di incoraggiare la ripresa. Ma con i virus non funziona. Gli esperti internazionali sono ancora in disaccordo su molte cose, ma sulla filosofia di fondo il consenso è chiaro: la sottovalutazione è pericolosa quanto l’allarmismo.”
Anna Meldolesi » Politica Pandemica
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Stangata alla maturità. Da un campione non definitivo ma “già significativo” il ministero rileva che sarebbero circa tremila in più rispetto all’anno scorso gli studenti che non hanno superato l’esame di Stato.
I maturandi che non dovrebbero ottenere il diploma sarebbero quest’anno il 3,1% del totale, in crescita rispetto al 2,5% del 2008: in tutto, quindi, 15mila. D’altronde il ministro Mariastella Gelmini è stato sempre chiaro sui suoi obiettivi: “Una scuola che promuove tutti è una scuola che non fa il bene del ragazzo”.
In lieve aumento anche i bocciati nelle classi inferiori alla quinta e i non ammessi all’esame.
Il maggior numero di respinti si registra negli istituti professionali, dove il 23% degli studenti non passa all’anno successivo.
Seguono gli istituti tecnici con il 16,3% e gli artistici con il 16%. I più bravi sono i ragazzi del liceo classico, seguiti da quelli del liceo scientifico e linguistico: a non essere ammessi rispettivamente il 4,8%, il 6,6% e il 5,1%.
Tra i bocciati, sono 6.500 quelli che dovranno ripetere l’anno a causa di un’insufficienza in condotta, metà dei quali studenti degli istituti professionali. Ai licei classico, scientifico e linguistico si registra invece il numero più basso di studenti con 5 in condotta (solo lo 0,1% degli studenti).
In forte crescita il numero degli studenti che alle superiori sono stati “sospesi” e che dovranno, quindi, recuperare a settembre le insufficienze riportate al termine di questo anno scolastico per essere ammessi al prossimo. Si tratta, secondo il ministero, di circa 30mila studenti in più dell’anno scorso.
E allora la domanda che circola in rete è spontanea: sono stati i professori più severi o gli studenti meno preparati? Forse entrambe le cose. Sta di fatto che le tre prove scritte e l’orale si sono svolti con le stesse regole dello scorso anno. Soltanto i punteggi del colloquio e del credito sono cambiati: il colloquio, anziché 35, vale 30 punti e il credito massimo passa da 20 a 25 punti. Così che all’orale erano disponibili 5 punti in meno per raggiungere il minimo utile per la promozione: 60 centesimi.
Intanto molti scolari hanno già tolto le dita dal computer, in attesa di sprofondare in vacanze, e il tamtam che affollava la Rete a ridosso delle prove della maturità si è attenuato. Il voto finale? “Io lo saprò domani! speriamo in bene!” si augura eleonoraXD sul forum di Skuola. frafri già sa di avere preso 100 e klok commenta: “100? Waw bravissima! Io manco con il binocolo lo vedrò l’anno prossimo”. mellons: “complimenti a tutti… anche io l’ho saputo oggi: 78″.
E tutti i maturandi rivelatisi non maturi dove sono? Probabilmente tanta voglia di confrontarsi con i colleghi festanti non c’è…

La linea dura del ministro Maria Stella Gelmini (qui il suo canale su YouTube) dà i suoi (primi) frutti.
E il 2009 si prospetta un anno davvero duro per i maturandi. Il numero dei non ammessi agli esami di maturità e alle altre classi della scuola superiore sarebbero aumentati dell’1,6%. Ne dà notizia un comunicato del ministero dell’Istruzione in cui si precisa che i dati sono relativi ai primi dati pervenuti al Miur. “Nessuno si compiace dell’aumento delle bocciature, è sempre un dispiacere quando un ragazzo perde l’anno” commenta il ministro Mariastella Gelmini “ma serve una scuola del merito”. Da queste proiezioni si presume che al termine degli scrutini i non ammessi alla maturità passeranno dai 20.111 del 2007 a circa 28 mila, e i bocciati nelle altri classi delle superiori dai 330 mila a 372 mila circa, quasi 40 mila in più.
E la frotta sopravvissuta di maturandi agli Esami di Stato si troverà di fronte una schiera di professori “nonni”. L’Italia infatti, secondo l’Ocse, si distingue per avere i docenti più vecchi. Il 52 per cento dei prof italiani è ultra 50enne e solo un 3 per cento è under 30, mentre nella media internazionale questo dato è cinque volte tanto.
Come se non bastasse, lo stesso rapporto Ocse Teaching and Learning International Survey (Talis: qui, in pdf, il focus sull’Italia), sottolinea che il nostro sistema educativo produce risultati “fra i più modesti” dell’area, “nonostante la spesa per studente sia molto elevata”.

Le età del corpo docente nei Paesi Ocse
Cosa dice il rapporto
Il rapporto si basa su un’indagine internazionale sull’insegnamento e l’apprendimento (Talis), realizzato in 23 Paesi del mondo, tra cui Belgio, Spagna e altri, ma non, ad esempio, Francia e Germania. Trale altre, vengono prese in esame le condizioni in cui gli insegnanti si trovano ad operare. E da questo punto di vista, il 95% degli insegnanti italiani si dice soddisfatto del proprio lavoro e il 98% - la più alta percentuale dopo la Slovenia - giudica positivamente il proprio livello di efficienza nell’attività svolta.
Secondo l’Ocse, “elevare la performance del sistema educativo è una delle maggiori sfide” per l’Italia. La riuscita di una riforma complessiva del sistema educativo è anche una chiave per ridurre le differenze regionali: “Contenere il gap educativo fra Nord e Sud è una della vie per ridurre le differenze economiche e sociali complessive. Di conseguenza, andrebbero incoraggiate misure volte a recuperare le scuole e gli studenti più deboli, specialmente quelli a rischio abbandono”.
Nel documento, l’Ocse riconosce al governo Berlusconi di aver messo in cantiere una riforma della scuola volta a “razionalizzare le spese e migliorare il sistema di valutazione e di reclutamento degli insegnanti”. Viene sottolineata, tuttavia, la mancanza di un quadro complessivo e definitivo. E, in proposito, ha detto il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmi: “L’Ocse ci dà ragione. Molte delle osservazioni poste dai sindacati e dall’opposizione vengono smentite clamorosamente da questa indagine”.
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Il Consiglio dei Ministri ha dato l’ok: la riforma dei licei si farà. Un provvedimento voluto dal ministro Mariastella Gelmini, che servirà a riordinare un impianto risalente alla legge Gentile del 1923 (qui il .pdf del Regio Decreto 6 Maggio 1923, n° 1054)
Meno indirizzi, meno ore d’insegnamento ma più spazio alle materie scientifiche e alle lingue straniere, con l’introduzione al quinto anno di una materia non linguistica impartita in lingua straniera. Sarà valorizzato anche lo studio del latino, obbligatorio in quattro licei su sei e opzionale per i restanti due.
I nuovi licei
Saranno 6 i tipi di istituto fra cui potranno scegliere gli studenti italiani, per un totale di dieci indirizzi.
Una semplificazione rispetto allo stato attuale, con quasi 400 indirizzi sperimentali e 51 progetti assistiti dallo Stato. Ecco l’elenco dei nuovi licei, con le principali novità:
Liceo scientifico - Oltre all’indirizzo tradizionale sarà possibile scegliere un’opzione scientifico-tecnologica, che rinuncia al latino in favore delle discipline giuridiche ed economiche.
Liceo classico - Sarà introdotto l’obbligo d’insegnamento di una lingua straniera per l’intero quinquennio.
Liceo artistico - Sarà articolato in tre indirizzi: “arti figurative” - a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di cogliere i valori estetici nelle opere artistiche ed individuare le problematiche estetiche, storiche, economiche, sociali e giuridiche connesse alla tutela e alla valorizzazione dei beni artistici e culturali; “architettura, design, ambiente” - a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di conoscere e utilizzare i codici della comunicazione visiva e audiovisiva nella ricerca e nella produzione artistica, in relazione al contesto storico-sociale; “audiovisivo, multimedia, scenografia” - a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di impiegare tecnologie tradizionali e innovative nella ricerca, nella progettazione e nello sviluppo delle proprie potenzialità artistiche.
Liceo linguistico - Saranno insegnate tre lingue straniere. L’impartimento di una materia in lingua straniera sarà anticipato al terzo anno, a cui se ne aggiungerà una seconda al quarto anno.
Liceo musicale e coreutico - È una delle due new entry della riforma Gelmini. Gli studenti del Liceo musicale, a conclusione del percorso di studio, devono essere in grado di cogliere i valori estetici delle opere musicali; conoscere repertori significativi del patrimonio musicale e coreutico nazionale e internazionale, analizzandoli mediante l’ascolto, la visione e la decodifica dei testi; individuare le ragioni e i contesti storici relativi ad opere, autori, personaggi, artisti, movimenti, correnti musicali e allestimenti coreutici; conoscere ed analizzare gli elementi strutturali del linguaggio musicale e coreutico sotto gli aspetti della composizione, dell’interpretazione, dell’esecuzione e dell’improvvisazione; conoscere le relazioni tra musica, motricità, emotività e scienze cognitive.
Liceo delle scienze umane - Sostituirà il liceo sociopsicopedagogico e permetterà di scegliere una opzione dedicata alle scienze economico-sociali. Il piano di studi di questo indirizzo si basa sull’approfondimento dei principali campi di indagine delle scienze umane, della ricerca pedagogica, psicologica e socio-antropologico-storica. Le scuole potranno attivare l’opzione sezione economico-sociale in cui saranno approfonditi i nessi e le interazioni fra le scienze giuridiche, economiche, sociali e storiche.
Riforma al via in maniera graduale
Spiegando quindi che la riforma prenderà il via in maniera graduale Gelmini ha sottolineato che si è deciso “di non far partire subito la riforma dei licei per dare tempo alle scuole di abituarsi alle novita. Vogliamo avviare con le famiglie un dialogo approfondito sui nuovi indirizzi. Avremo a disposizione cinque o sei mesi per svolgere un’attività di orientamento in modo che le famiglie e gli studenti facciano scelte consapevoli e ragionate. Il provvedimento” ha aggiunto “favorisce la personalizzazione dei percorsi per gli studenti lasciando alle scuole ampia autonomia e salvaguardando le sperimentazioni che si sono rivelate più positive”.
Come si commenta in Rete…
Fra il preoccupato e il divertito le opinioni di chi frequenta il Web, i cui dubbi sono indirizzati principalmente alla riduzione delle ore. Ma c’è anche soddisfazione per la maggiore autonomia degli istituti, che dovrebbe permettere ampi margini di personalizzazione.
La palla passa ai dirigenti locali
“C’è un altro risvolto, che è quello delle quote orarie di “autonomia”, per arricchire l’offerta formativa: qui si vedrà la saggezza dei politici locali, ed in generale la lungimiranza del ceto dirigente locale: a loro starà molto, nel capire, coordinare, progettare scenari.”
bordopagina » La nuova scuola superiore e la politica nel territorio
Questione di terminologia
“La riforma Gelmini pone in essere due nuovi licei, musicale e coreutico. [...]
Ma cosa significa coreutico? [...] Ci riesce il Wikizionario… Liceo orientato alle discipline corporee quindi, come il ballo. Sulla carta sembra interessante, poi bisognerà vedere le finalità e le reazioni delle scuole private che coprono questo settore. Inoltre c’è da chiedersi: si perderà un’ulteriore fetta di cittadini con una cultura generale ampia? Da vedere la struttura dei corsi.”
Tungsteno » Liceo coreutico
E per riderci su…
“La Gelmini presenta il Liceo Coreutico. Test di ammissione molto severi. Come prima cosa occorrerà sapere il significato della parola. Presidenza negli studi di Amici di Maria.”
Ladri di marmellate » Cor(ro)sivo 11
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Le scosse di terremoto non si fermano, la più intensa è di mercoledì alle 22.17 di magnitudo 4.1. Poi alle 7.44 di giovedì 16,una nuova scossa è stata registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, con una magnitudo locale di 3.2. Le località prossime all’epicentro sono Collimento, San Panfilo d’Ocre e Fossa.
Intanto continuano gli accertamenti sull’agibilità delle case, mentre l’inchiesta della magistratura sulle eventuali responsabilità muove i primi passi e trova i primi testimoni pronti a farsi ascoltare. Il procuratore Adriano Rossini ha rivolto ieri un appello ai cittadini perché consegnino agli inquirenti i video girati sui crolli causati dal terremoto. Uno dei sospetti della procura è che vengano occultate prove, le stesse macerie utili all’accertamento della verità ed i cui campioni sono stati acquisiti dagli investigatori. E’ stato disposto anche il sequestro dello stesso immobile in cui ha sede il tribunale, come le altre aree in cui si sono verificati i crolli. L’inchiesta è complessa ma, assicurano i magistrati, i suoi tempi saranno ragionevolmente brevi.
Il calendario scolastico dell’Abruzzo, sconvolto dal terremoto, prevedeva che gli istituti riaprissero domani. Per il capoluogo dovranno funzionare strutture di emergenza come le tende, ma anche in alcune aree delle altre province abruzzesi il rientro a scuola è in forse a causa delle verifiche necessarie a garantire l’agibilità degli istituti.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, oggi a Poggio Picenze, a pochi chilometri dall’Aquila, inaugura una scuola da campo, insieme al ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini e al sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso. I primi a riprendere le lezioni saranno i bambini della scuola materna ed elementare. Nessuno, ha detto il ministro, perderà l’anno scolastico, anche se gran parte degli edifici scolastici sono infatti lesionati. Ma non va meglio per le abitazioni: proseguono le verifiche, ma secondo le previsioni del capo della protezione civile Guido Bertolaso, quando queste saranno compiute definitivamente, ben 20.000 persone non potranno far ritorno nelle loro case perché ormai definitivamente compromesse.
“Molte scuole sono agibili, alcune immediatamente utilizzabili, altre bisognose di modesti interventi di ristrutturazione. Mi rendo conto però che, se non cessa lo sciame sismico in atto, nessun genitore si azzarderebbe a mandare i figli a scuola in queste strutture”, ha detto il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, poco prima di incontrare il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, in Abruzzo proprio per fare il punto sulla situazione scolastica.
“Ecco perché”, ha detto Cialente, “stiamo pensando a delle tensostrutture che ci consentano di tamponare l’emergenza. La priorità, a mio avviso”, ha concluso il sindaco, “dovrà essere data alla riapertura dell’Università e allo svolgimento degli esami di Stato e di terza media”.
“Non volevo gli onori della cronaca, anzi questa cosa mi sta creando tanti problemi. Mi disturba. Capisco l’importanza ma l’obiettivo era ed è di dare ai bambini un’opportunità per riconquistare spazi di cui tanto hanno bisogno”. Il sindaco di Poggio Picenze, Nicola Menna, è imbarazzato davanti al clamore che ha provocato la sua iniziativa di riaprire, primo centro delle zone terremotate, la scuola.
Giovedì 16, alle 10, la scuola nel centro dell’Aquilano - che ha avuto cinque morti, di cui due bambini delle elementari - sarà quindi riaperta, in una tenda. Secondo il sindaco ci saranno una trentina di bambini. “Prima del terremoto erano 80″, ha spiegato, “in molti sono andati con la famiglia sulla costa, ma torneranno a scuola anche loro nei prossimi tempi, già da lunedì ce ne saranno di più”.
Mentre nel vicino Molise proprio la sicurezza degli istituti ha sucitato proteste. La tragedia di S. Giuliano di Puglia e ora il terremoto dell’Aquila fanno crescere la paura ad Isernia, dove il sindaco è stato costretto a chiudere, oggi e domani, le scuole di proprietà comunale per le proteste dei genitori che reclamavano edifici sicuri. La decisione è stata presa dopo una giornata di riunioni con tecnici e cittadini.
Le materne, le elementari e le medie di Isernia prolungheranno le vacanze pasquali per consentire la sistemazione delle aule in strutture a norma. Secondo i genitori, gli stabili fino ad oggi utilizzati non avrebbero tutti i requisiti di sicurezza, come accertato anche dalle perizie tecniche avviate dopo il sisma abruzzese. Da qui la decisione del primo cittadino, Gabriele Melogli di prendere tempo per reperire altri locali dove sistemare circa duemila ragazzi fino alla fine dell’anno scolastico. La decisione è stata presa dal sindaco dopo una lunga riunione con un comitato di genitori. “I tecnici non hanno riscontrato danni agli edifici”, ha spiegato Melogli, “ma le scuole non rispettano la nuova normativa antisismica essendo state costruite prima dell’entrata in vigore delle nuove leggi”.
Nessuno studente delle zone terremotate dell’Abruzzo perderà l’anno scolastico. Lo ha assicurato il ministro della pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, al termine di una riunione tenuta nel pomeriggio all’Aquila con tutte le autorità preposte alle attività scolastiche. “Senza voler nascondere le difficoltà, che pur ci sono, per far concludere l’anno scolastico”, ha spiegato il ministro, “concentreremo tutti i nostri sforzi dando la massima priorità per garantire che si possano sostenere regolarmente gli esami di Stato e di terza media, affinchè nessuno studente si trovi a dover perdere l’anno”.