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Un parlamentare è risultato positivo al consumo di cocaina - Ansa
Sorpresa: il test antidroga volontario cui si sono sottoposti 232 parlamentari a novembre 2009 ha rivelato un esame del capello positivo alla cocaina. L’iniziativa era stata promossa dal sottosegretario Carlo Giovanardi, che ha subito specificato, dopo che si era diffusa la notizia, che sarà impossibile conoscere il nome dell’onorevole in questione: Continua
Maglie un po’ più larghe per chi vuole organizzare una serata con quattro amici e uno spinello. Basta non dimenticare alcuni piccoli accorgimenti. Prima di uscire di casa infilare in borsa una cassetta di Bob Marley e indossate un cappello jamaicano. Se poi si hanno i capelli pettinati con i dreadlocks non c’è più pericolo: l’alibi è assicurato.
Già perché con la sentenza numero 28720 della Sesta Sezione penale della Cassazione, da oggi “vige” il diritto di fumare marijuana a volontà senza incorrere in sanzioni per chi si dice seguace della religione rastafariana.
Secondo quanto stabilito dai giudici (qui la sentenza in .pdf), chi crede in Jah e nella sua reincarnazione nel negus d’Etiopia Haile Selassie I, può liberamente circolare con qualche dose di “ganja” in più del lecito perché “per gli adepti di tale religione di origine ebraica, la marijuana non è utilizzata solo come erba medicinale, ma anche come erba meditativa”.
Accettando il ricorso di Giuseppe G., gli Ermellini di piazza Cavour hanno in sostanza creato un precedente. Il 44enne di Terni era stato condannato, sia dal Tribunale di Terni nel 2002, sia dalla Corte d’Appello di Perugia nel 2004, per illecita detenzione di un etto di marijuana a fine di spaccio. Questo, nonostante Giuseppe G. avesse spiegato il possesso di tale quantità di droga con la propria appartenenza alla religione rasta. Che impone e consente l’uso di cannabis, di anche 10 grammi al giorno. Arrivata in terzo grado la doppia condanna a un anno e quattro mesi e la multa di 4.000 euro sono state cancellate ed è stato predisposto un nuovo processo. Motivo?
I giudici di merito, dice la Cassazione, non avevano considerato “la religione di cui l’imputato si è dichiarato praticante”, escludendo, pertanto, che Giuseppe potesse detenere un simile quantitativo di marijuana per esclusivo uso personale. “Secondo le notizie relative alla caratteristiche comportamentali degli adepti di tale religione di origine ebraica”, ha detto il consigliere Francesco Serpico della VI sezione penale “la marijuana non è utilizzata solo come erba medicinale, ma anche come ‘erba medicativa’. Come tale, possibile apportatrice dello stato psicofisico teso alla contemplazione nella preghiera, nel ricordo e nella credenza che l’erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone, chiamato ‘il re saggio’ e da esso ne tragga la forza”. Adesso toccherà alla corte d’appello di Firenze riesaminare la vicenda e a capire se i 97 grammi di hashish potessero effettivamente servire come al 44enne di Terni come erba per favorire i processi meditativi.
Dopo dieci anni di vita e di onesto lavoro in Italia avevano deciso di fare il salto di qualità . Nel settore della produzione fai-da-te di droga. Fiutato l’affare, ci avevano investito tutti i loro risparmi. Un gruzzolo di 5 mila euro speso in piantine di marijuana, manuali con le istruzioni per coltivarle e soprattutto le apparecchiature giuste, comprate usate su internet: lampade speciali, filtri e depuratori per l’aria, “perché quella di Milano”, hanno poi spiegato, “non è buona”. Ma il “sogno di rivalsa” di due cittadini del Gambia, di 35 e 55 anni, si è infranto ieri contro le uniformi dei carabinieri della compagnia di Porta Magenta. Che, seguendo alcune segnalazioni, hanno fatto irruzione nel loro appartamento di via Varesina, periferia Ovest della città , e hanno scoperto la serra clandestina. I due sono stati arrestati.
Più intimoriti e disperati per il business andato in fumo che decisi a sfuggire alle proprie responsabilità , hanno raccontato in lacrime, la loro vicenda. Sono entrambi venditori ambulanti, uno ha anche la licenza, e hanno lavorato sulla strada per anni. Hanno regolare permesso di soggiorno. Stanchi di sudarsi i pochi soldi guadagnati vendendo “milioni di accendini”, avevano preso una strada più semplice anche se illecita. E sono entrati perfettamente nella parte, con tanto di pettinatura rasta e berretto arcobaleno alla Bob Marley. Coltivavano in proprio la marijuana e poi la vendevano al dettaglio a un giro di clienti abituali. I carabinieri gli hanno sequestrato 26 piantine, un chilo di droga e tutta l’apparecchiatura per la coltivazione. Da incensurati ieri sono diventati pregiudicati e perderanno oltre ai risparmi di una vita anche i diritti che avevano acquisito.
Nel VIDEO quello che hanno trovato i Carabinieri nell’appartamento dei due ambulanti africani:

Per le sezioni unite della Cassazione coltivare cannabis è sempre reato. Anche sul balcone di casa. Eppure i semi di marijuana sono comunque in vendita su internet senza alcuna restrizione. Tanto che si possono ordinare anche quelli della skunk, la varietà che può contenere dosi di principio attivo (il thc, delta 9 tetraidrocannabinolo) cinque volte superiore alla media. E per la salute è più pericoloso dello spinello “tradizionale”: “Chi ne fa uso, spesso non è consapevole di assumere in breve tempo quantità di thc più elevate. E non sono ancora noti gli effetti a lungo termine” avverte Piergiorgio Zuccaro dell’Istituto superiore della sanità . “Il principio attivo, però, è presente nella pianta, ma non nei semi” chiarisce il medico dell’Iss. Che, quindi, in Italia possono essere acquistati per “collezionismo”.
Dalla facile disponibilità di “materia prima” alle microcoltivazioni fai-da-te il passo può essere breve: le istruzioni per chi è alle prime armi si trovano anche su YouTube. E alcuni hanno pensato di trasformare piccole attività illegali in un lucroso commercio: è un fenomeno diffuso a macchia di leopardo in tutta la penisola. Non c’è nemmeno bisogno di arrivare in Marocco o in Sudamerica. L’anno scorso, per esempio, la Guardia di Finanza ha scoperto in un’abitazione di Rossano Calabro un ciclo di lavorazione completo della marijuana: quattro piante nascoste in un vigneto, un essiccatoio, una stanza per preparare le dosi di hascisc. E i semi pronti per i mesi successivi. “Lo spacciatore che abbiamo arrestato aveva scattato anche alcune immagini dei precedenti raccolti” ricorda il capitano Luigi Tatone delle Fiamme Gialle. Ma l’estro fotografico non ha portato fortuna al contadino improvvisato: è stato invece un elemento decisivo per disporre l’obbligo di firma.
Con l’arrivo dell’estate è previsto un aumento dei sequestri di coltivazioni illegali, dalle Alpi allo stretto di Sicilia. Già in questi giorni a Gela, in Sicilia, è stato scoperto un terreno grande quanto due campi di calcio dove avevano messo radici 20mila piante di cannabis, alte fino a tre metri. Lo scorso luglio altre 2mila sono state trovate dalla Guardia di Finanza a Reggio Calabria. Valore commerciale: 10mila euro. Oppure, in provincia di Pordenone, le Fiamme Gialle hanno scovato una serra con tanto di deumidificatori e lampade riscaldanti al sodio per migliorare la concentrazione di thc.
Perfino nella permissiva Olanda l’opinione pubblica è sempre più contraria ai coffee shop, dove si può consumare liberamente cannabis e alla vendita di funghi allucinogeni freschi. Questi ultimi sono vietati in Italia, ma possono comunque essere ordinati su internet attraverso siti esteri. Le controindicazioni? Avvisano genericamente i gestori di un portale web: “Non raccomandato per l’uso sotto i diciotto anni. Consultare il medico curante in caso di gravidanza, allattamento o uso di farmaci sotto prescrizione. Non superare la dose consigliata”. Le spese di spedizione sono di dieci euro.

È comunque, e sempre, reato. Coltivare la cannabis in casa ha rilevanza penale. Non passa in Cassazione la linea antiproibizionista: si rischia il processo - punito con carcere e multa - a far crescere qualche piantina di marijuana, per uso strettamente personale, sul balcone o in giardino. Lo hanno deciso oggi le Sezioni Unite penali della Suprema Corte, presiedute dal Primo presidente Vincenzo Carbone, nonostante il sì alla depenalizzazione delle coltivazioni “fai da te” espresso dalla Procura del “Palazzaccio”, rappresentata da Vitaliano Esposito.
Nel sancire questo orientamento - al quale adesso si dovranno uniformare tribunali, corti d’appello e la stessa Cassazione che pure, a partire dal 1994, aveva assolto qualche ‘coltivatore diretto’ con pronunce della Sesta sezione penale - i supremi giudici hanno confermato la condanna a quattro mesi di reclusione e mille euro di multa nei confronti di Vincenzo D.S., un piccolo “coltivatore” milanese sorpreso con le piantine in veranda. Gli “ermellini” hanno, inoltre, dato il via libera al processo che porterà sul banco degli imputati un giovane di Savona, D.V., prosciolto dal gip che, nel 2006, lo aveva ritenuto non punibile per i pochi esemplari di “maria” tenuti in casa. Piazza Cavour ha cassato l’ordinanza assolutoria.
Già lo scorso novembre c’era stata un’avvisaglia della sterzata “proibizionista” impressa oggi dalle Sezioni Unite, quando Carbone era intervenuto ad arginare la portata delle sentenze “liberal” della Sesta sezione affermando, in un comunicato, che coltivare canapa indiana è legittimo “solo quando siano specificamente provate, in fatto, l’irrilevante quantità e l’assenza di destinazione all’uso di terzi”. Adesso l’intransigente orientamento assunto dalla Cassazione, come risulta dalla massima provvisoria diffusa a tutti i supremi giudici, ha stabilito che “costituisce condotta penalmente rilevante qualsiasi attività di coltivazione non autorizzata”.
Dunque, tolleranza zero anche se, sul balcone, la piantina è una sola e priva di semi con effetto drogante. Ovviamente il “verdetto” delle Sezioni Unite - che intervengono per risolvere le oscillazioni del diritto - non è piaciuto ai Radicali che, pure, avevano nutrito qualche speranza dopo il parere del pg Esposito. “Dall’assemblea dei mille di Chianciano” ha annunciato Rita Bernardini, neo eletta nel Pd “rilanceremo l’antiproibizionismo e la disobbedienza civile contro la criminalità della politica e dei mercanti di droga: la Cassazione istiga a comprare cannabis dai trafficanti”.
Sulla stessa linea, il ministro della Solidarietà sociale uscente Paolo Ferrero ritiene che “la possibilità per i consumatori di coltivare la cannabis, non alimentando così il mercato illegale, può invece costituire un passo avanti nella lotta alle narcomafie”. Positivo, invece, il giudizio di Luca Volontè (Udc): “Era ora - ha detto - che un organo giurisdizionale si esprimesse contro la diffusione dilagante di sostanze stupefacenti con buona pace di chi, insistendo su improbabili distinguo tra droghe pesanti e leggere, contribuisce a rovinare i giovani e a favorire l’illegalità ”. Dal Pdl Isabella Bertolini - che ha definito “devastante” il parere di Esposito - ha fatto sapere che “il governo è intenzionato a combattere, con vigore e determinazione, la diffusione delle droghe”
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“Cannabis? Coltivarla in casa è sempre reato”. Così ha deciso la Cassazione. Siete d’accordo?

L’eroina, anche fumata, resiste. La cocaina, grazie ai prezzi sempre più bassi, invade i locali notturni e le case. Ma tra i giovanissimi lo spinello rimane il più diffuso, anche se la maggior parte dei ragazzi che ne fa uso è un consumatore occasionale. I dati emergono da un rapporto del ministero dell’Interno che ha raccolto tutte le segnalazioni al prefetto, e le relative multe, di “detentori per uso personale” dal 1991 al 2006 (cioè prima dell’entrata in vigore delle legge Fini-Giovanardi).
I numeri arrivano dalla strada, rappresentano cioè i consumatori reali, anche se occasionali, compresi quelli che non entrano nelle statistiche sui tossicodipendenti che si rivolgono ai servizi pubblici. E analizzano, attraverso l’attività dei Nuclei operativi per le tossicodipendenze presso le prefetture, l’evoluzione dell’uso di stupefacenti.
Nel periodo preso in considerazione i segnalati alle prefetture sono stati 516.427, mentre le segnalazioni fatte dalle forze dell’ordine sono arrivate a 653.377, “tenendo presente”, avverte il rapporto, “che una stessa persona può essere stata segnalata più volte in uno stesso anno o in anni diversi”. Sul totale dei consumatori di droga fermati però, più dell’80 per cento ha una sola sanzione, il 9 per cento era minorenne, la maggioranza erano maschi (il 93% circa).
I giovani che fanno uso di cannabinoidi (hashish e marijuana) sono raddoppiati in dieci anni. Sono passati dal 42,53 per cento del totale nel 1991 all’81,77 per cento nel 2001, scendendo al 74 per cento nel 2006. Quando comunque l’82,60 per cento dei consumatori tra i 14 e i 25 anni fumava spinelli e la percentuale sale al 90,60 per cento se si considerano solo i minorenni.
Il consumo delle altre sostanze: l’eroina è scesa dal 50 per cento dei segnalati nel 1991 all’8 per cento nel 2006. Triplicate le sanzioni per cocaina (dal 5 al 14%). Aumenta l’extasy, stabili amfetamine e Lsd. I consumatori sono negli ultimi anni soprattutto studenti e lavoratori, con un buon livello di istruzione e che vivono in famiglia. Tra 14 e 18 anni l’età della prima esperienza di droga per la metà dei segnalati.
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Si fa un gran parlare della riduzione dei prezzi della droga, scesi negli ultimi anni fino ad arrivare alla portata di un qualsiasi operaio o liceale. Ma quanto costa davvero una dose sul mercato? Sulla piazza di Milano le tariffe sono queste, sostanza per sostanza:
Marijuana. 1 grammo al dettaglio costa 3 euro, 1 chilo all’ingrosso 1.000.
Hashish. 1 grammo a 5 euro, 1 chilo tra i 1.500 e i 3.000 euro.
Eroina. Un “quartino”, cioè 0,25 grammi, vale 10 euro, mentre 1 chilo ne vale 15 mila.
Cocaina. 0,25 grammi a 20 euro, 1 grammo tra i 55 e i 90 euro, 1 chilo a 30-35 mila euro.
Ecstasy. Una pasticca costa tra gli 8 e i 15 euro al dettaglio, ne vale 2,50 per chi le compra all’ingrosso.
Ketamina. 20-25 euro a grammo.
Cifre che arricchiscono un mercato fiorente, anche se il lavorod elle forze dell’ordine a volte fa mettere in bilancio alla criminalità delle grosse perdite. Il 17 luglio la Squadra mobile di Milano ha sequestrato 444 chili di hashish scoperti su un autotreno fermato vicino alla Tangenziale Est. Si tratta del più grosso sequestro fatto in Italia dall’inizio del 2007.
I due corrieri, spagnoli, sono stati arrestati. La droga apparteneva a un’organizzazione di trafficanti attiva tra la penisola iberica e il Nord Italia. L’operazione coordinata della Direzione centrale servizi antidroga della questura di Milano è frutto di un’attività congiunta tra forze dell’ordine italiane e spagnole.
Sono previsti altri sequestri. Chissà se la riduzione dell’offerta farà lievitare ancora i costi.
Il film (Saving Grace - L’erba di Grace: una dolce commedia inglese) è del 2000, il fatto (reale) è invece di ieri. È quindi presumibile che la protagonista di quest’ultimo abbia, anche inconsciamente, voluto emulare le gesta di Brenda Blethyn, quando qualche mese fa ha trasformato l’attico della sua abitazione (a Dolo, in provincia di Venezia) in un’imponente serra, celata agli occhi dei passanti e dei vicini con teli in tessuto e siepi, nella quale erano presenti ben 670 piante di marijuana.
A gestire la serra, appunto come nel film, una donna di 60 anni, ex bibliotecaria dell’università di Padova, denunciata assieme al figlio ventottenne: nella loro casa la Guardia di finanza di Mirano ha trovato - e subito sequestrato - un buon quantitativo dello stesso stupefacente essiccato, già pronto per l’uso.
Divertente il siparietto messo in piedi dalla 60enne davanti ai militari: si sarebbe giustificata vantandosi che il suo prodotto, coltivato per uso esclusivamente privato (diversamente che nel film, dove Grace rivendeva lo stupefacente per appianare i suoi debiti), era il migliore della zona, essendo lei dotata di “pollice verde” e dedicandoci gran parte del suo tempo e della sua passione. La stessa ha poi riferito ai finanzieri di aver smesso di fumare grazie alla marijuana che le causa un senso di allegria e un leggero “sballo”. Incredibile, infine, che il figlio abbia rimproverato la madre non tanto per l’attività , ma per non essere stata accorta ed essersi fatta scoprire.
Il trailer di Saving Grace, da YouTube: