In quattro pagine analizza le cause dell’uso di droghe da parte degli adolescenti. E dà una lista di indizi per permettere ai genitori di capire se i loro figli sono entrati nel tunnel. È la lettera (qui il .pdf) che l’assessore alla Salute del Comune di Milano Carla De Albertis di An e il compagno di partito Massimo Girtanner, presidente di Zona 6, hanno inviato 3.883 famiglie con figli tra i 13 e i 16 anni.
Per combattere la “cultura dello sballo” il Comune chiama in causa la famiglia come “fonte di supporto, dialogo, comprensione e controllo dei figli. Troppe volte abbiamo sentito dire “se l’avessimo saputo prima”, spiega la lettera. Il dito è puntato in particolare contro la diffusione della marijuana tra i giovanissimi. “Per l’uso di questa droga, come per quello di cocaina, la soglia di età si è abbassata a 13 anni”. I ragazzi sottovalutano le conseguenze della cannabis, continua l’informativa: “I giovani assuntori di micidiali cocktail di droghe attraverso lo spinello o attraverso altri metodi diversi dalla siringa non si sentono tossici”.
Tra le cause che portano un adolescente a fare uso di stupefacenti il Comune cita l’assenza di valori, la noia e i modelli educativi sbagliati. Mentre tra i sintomi mette gli sbalzi d’umore, le difficoltà a scuola, l’insofferenza e le insolite richieste di denaro.
Entro la fine dell’anno le lettere, per ora distribuite nei i quartieri di Porta Genova, Barona, Giambellino e Lorenteggio, raggiungeranno tutti i nuclei milanesi. Contengono anche il coupon che dà diritto e ritirare gratuitamente in farmacia il test per controllare l’uso di droghe da parte dei ragazzi. L’iniziativa che ha fatto discutere anche all’interno della stessa giunta del sindaco Letizia Moratti prende il via proprio il giorno dopo la morte di un 15enne nell’hinterland milanese. Il ragazzo si è sentito male a scuola e i suoi compagni hanno raccontato che aveva appena fumato uno spinello. L’autopsia dovrà accertare se il decesso è in qualche modo collegato all’uso della cannabis.
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La proposta ha suscitato scalpore. L’assessore alla Salute del Comune di Milano, Carla De Albertis (di An), intende distribuire gratuitamente alle famiglie dei test antidroga. In questo modo, ha spiegato, i genitori potranno controllare se i loro figli abusano di sostanze stupefacenti e intervenire per farli smettere. In una prima fase la distribuzione riguarderà le quasi 4 mila famiglie di Zona 6 con ragazzi tra i 13 e i 16 anni e poi sarà estesa a tutti i nuclei. Per richiamare l’attenzione sulla propria iniziativa, l’assessore De Albertis si è spinta oltre: “Proporrò il test a tutti i colleghi della Giunta”, ha dichiarato. Non si è tirato indietro Vittorio Sgarbi, responsabile della Cultura, che interpellato da Panorama.it ha risposto di essere pronto a sottoporsi alla prova: “Accetto la sfida, non ho niente da nascondere”.
La pubblicità però si è dimostrata superflua. In pochi giorni la polemica sugli stupefacenti è esplosa sulla scia dei fatti di Vercelli, dove l’autista di un autobus responsabile di un incidente in cui sono morti due bambini è risultato positivo al test della cannabis. Il dibattito sulla distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti, sulla loro pericolosità per la salute e sull’opportunità di prevedere esami specifici per alcune categorie di lavoratori è tornata alla ribalta.
Ma se un genitore vuole sapere se il proprio figlio si droga, non deve aspettare che il test glielo regali il Comune.

Su Internet ci sono decine di aziende che vendono questo tipo di kit a prezzi modici. La media è intorno ai 20 euro, ma certi stick scendona fino a 2 euro. Alcuni produttori parlano proprio di uno “strumento concreto per tutti coloro che hanno dei dubbi sui propri familiari. Da oggi”, si legge nel lancio, “è possibile eseguire un test antidroga senza andare in un laboratorio di analisi, quindi nell’assoluta tranquillità della propria casa e senza alcuna intromissione nella privacy familiare”. Altri usano come traino la celebre inchiesta delle Iene tra i parlamentari.
Il sito che offre gli Screen Droga Test fornisce anche una lista delle famracie italiane in cui si possono trovare. A Milano ce ne sono una ventina. “Li abbiamo da alcuni mesi” spiega Carlo Arienti, della farmacia di via Solferino, “ma i clienti non ne conoscevano neppure l’esistenza. Ora cominciamo a ricevere richieste e domande da parte dei genitori”. Richieste subito accontentate con una vasta scelta di prodotti.
Sono proprio i kit acquistati dal Comune. Ce ne sono di otto tipi: sei rilevano attraverso l’urina le singole sostanze (marijuana, cocaina, anfetamine, ecstasi, benzodiazepine e oppiacei), uno ne rileva cinque contemporaneamente (tutte tranne le benzodiazepine, che sono dei sedativi) e uno le rileva tutte e sei attraverso la saliva. Costano rispettivamente 12, 24 e 36 euro.
I farmacisti precisano che si tratta solo di esami preliminari, che attestano la presenza o meno di sostanze stupefacenti anche a distanza di alcuni giorni. Per analizzarne la concentrazione o il momento della somministrazione, occorre ricorrere ai controlli di laboratorio.
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I kit antidroga (disponibili in farmacia e che il Comune di Milano vuole distribuire gratuitamente alle famiglie), per scoprire se i figli fanno uso di stupefacenti, secondo voi, sono un test corretto e utile per controllare i comportamenti degli adolescenti?