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Mario Monti

E sulla “spendig Review” il Governo chiese “l’aiuto del pubblico”

MArio Monti con il Commissario straordinario Enrico Bondi (Credits: ANSA/ETTORE FERRARI)

Mario Monti con il Commissario straordinario Enrico Bondi (Credits: ANSA/ETTORE FERRARI)

Sembra di guardare la tv, di assistere ad una puntata di “Chi vuol essere milionario”. Tra le opzioni a disposizione del concorrente c’è anche l’aiuto del pubblico; in pratica, quando non ci si sente preparati per affrontare una domanda si chiede alla gente che sta in studio e si risponde seguendo la maggioranza.

Ecco, sulla “spendig Review” il Governo Monti ha fatto lo stesso. Non sappiamo se l’idea sia stata del rettore della Bocconi o del fresco commissario straordinario Enrico Bondi, sta di fatto che sul sito del governo si arriva facilmente ad una pagina creata per spiegare nei dettagli questa riforma ma, soprattutto, viene data a “…tutti i cittadini attraverso il modulo “ESPRIMI LA TUA OPINIONE” la possibilità di dare suggerimenti, segnalare uno spreco, aiutando i tecnici a completare il lavoro di analisi e ricerca delle spese futili”.

La pagina del sito del Governo che invita la gente a collaborare

La pagina del sito del Governo che invita la gente a collaborare

Avete capito bene. Il Governo dei tecnici chiede aiuto alla gente per capire dove e come tagliare. Continua

Alemanno, Polverini, Zingaretti: al corteo dell’Anpi non si vede nessuno

Gianni Alemanno, Renata Polverini, Nicola Zingaretti

Gianni Alemanno, Renata Polverini, Nicola Zingaretti

“Vengo anch’io, no tu no”. Alla fine non c’è andato nessuno. Le istituzioni locali, non invitate dall’Anpi al corteo romano per la Festa della Liberazione, hanno rinunciato a sfilare insieme ai partigiani. Con alcuni distinguo: se Gianni Alemanno aveva escluso fin dai giorni scorsi la sua partecipazione, Nicola Zingaretti ha lasciato perdere all’ultimo minuto, mentre Renata Polverini che ieri aveva detto: “Sì, vado”, oggi non se l’è sentita. Continua

La ricetta di Monti per “liberare” l’Italia di oggi

(Credits: Ansa/Samantha Zucchi)

(Credits: Ansa/Samantha Zucchi)

Marco VenturaIn fondo ha ragione Mario Monti, il presidente del Consiglio che visitando il Museo storico della Liberazione in via Tasso, a Roma, ha liquidato con poche ragionevoli e attese parole il discorso sulla Resistenza, “che è, con il Risorgimento, uno dei pilastri su cui sono fondate la nostra democrazia e la nostra libertà, beni inalienabili dell’individuo”.

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Festa della Liberazione, Monti: “Tutti insieme contro la crisi”

(Credits: Ansa/Alessandro Di Meo)

(Credits: Ansa/Alessandro Di Meo)

Liberarsi da tutto ciò che ha impedito finora al Paese di uscire dalla crisi: è il parallelo Liberazione ieri-Liberazione oggi del presidente del Consiglio nel suo messaggio al Paese nel giorno delle celebrazioni per il 25 aprile.

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La “mossa” di Casini nel caos della politica italiana

Il leader dell'UdC ed il nuovo soggetto politico (Credits: ANSA/SERENA CREMASCHI)

Il leader dell'UdC ed il nuovo soggetto politico (Credits: ANSA/SERENA CREMASCHI)

Marco Ventura
Proviamo a metterla così. Le prospettive della politica italiana oscillano spaventosamente tra due estremi: la protesta nuda, cruda e ignorante di Beppe Grillo, e il ritorno della Democrazia cristiana con il “partito della Nazione” di Pier Ferdinando Casini (anche se difficilmente si potrebbe definire Casini “un estremo”). Nel bel mezzo, ci sono però i due partiti maggiori, il PdL e il PD, squassati dagli attacchi dell’anti-politica, dalla concorrenza dei centristi (l’iniziativa moderata di Casini incide per lo più sull’elettorato e sui parlamentari del PdL) e dell’estrema sinistra che al contrario minaccia il PD.

Bersani e Alfano, del resto, sono penalizzati dalla crescente impopolarità del governo Monti, lo appoggiano contro la gran parte dei propri stessi elettori (soprattutto quelli del PdL). L’incerto equilibrio che puntella l’esecutivo “tecnico” è frutto della debolezza dei partiti. Uno stallo che potrebbe sfaldarsi e portare a un sommovimento generale, un cambiamento epocale del quadro politico in vista del voto (al massimo tra un anno, ma sempre più si consolida la previsione di quanti parlano di voto il prossimo ottobre).

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Porcellini, api e gazze ladre in Transatlantico - SPIFFERI

La strada dove si trova l'appartamento di Roberto Calderoli (Credits: ANSA)

La strada dove si trova l'appartamento di Roberto Calderoli (Credits: ANSA)

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“Oramai venire in Parlamento è come fare una passeggiata al giardino zoologico”. E’ la metafora che un parlamentare di centrosinistra, furioso per la coabitazione imposta mesi fa dal suo partito con forze politiche un tempo avverse, usa per descrivere l’attuale maggioranza e le strane specie di animali che oggi abitano Montecitorio. Dalla pacifica convivenza di qualche mese fa, “i partiti cominciano a vivere sempre più con disagio nell’habitat tecnico”. C’è chi pascola mansueto. Chi ruggisce per imporre la propria posizione. Chi raglia. C’è il pollaio leghista. Le aquile in picchiata. E chi rischia l’estinzione. Continua

Caro Monti, in cosa consiste il nuovo “patto politico” tra leader della maggioranza?

Il Presidente del Consiglio, Mario Monti (Credits: AP Photo/Alessandra Tarantino))

Il Presidente del Consiglio, Mario Monti (Credits: AP Photo/Alessandra Tarantino))

Marco Ventura Esordisce il sistema delle presentazioni in power point a Palazzo Chigi. Nel vertice a tre di ieri notte il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, si è aiutato con la proiezione di una sequela di slide in gran parte centrate sull’emergenza del momento: la crescita. La necessità di accompagnare misure per la crescita ai già pesantissimi (ma ancora non sufficienti) provvedimenti all’insegna del rigore. Ma dietro le slide, dietro le scelte che si devono fare c’è la politica. Ancora e comunque. Sempre di più. E la dimostrazione, senza neanche troppi timori e timidezze, l’ha data proprio il presidente del Consiglio, Mario Monti, quando ha commentato, al temine del vertice, che c’è “un nuovo patto politico” e si può ripartire con le misure necessarie al Paese. Pesa, però, sull’Italia e sulle prospettive della nostra economia il vaticinio puramente tecnico del Fondo monetario internazionale che fa slittare al 2017 il nostro pareggio di bilancio. Continua

Il decreto c’è, ma le carceri non si svuotano. Ecco i numeri

(Credits: La Presse)

(Credits: La Presse)

MAURIZIO TORTORELLA

Dovevano diminuire, ma intanto sono aumentati di 63 unità in un solo mese. Il nuovo decreto svuota-carceri del governo Monti, varato in febbraio, non ha ancora avuto effetti nel disastrato mondo dei 206 istituti di pena italiani.

Secondo i dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria tra la fine di febbraio e la fine di marzo, le statistiche hanno segnato al contrario un incremento da 66.632 a 66.695 detenuti. Il numero si scontra drasticamente con il livello massimo di “capienza regolamentare” delle prigioni italiane, che dovrebbe essere di 45.743 reclusi. Continua

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Io la penso così, di Giovanni Fasanella
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CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
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