

di Laura Maragnani
«Se lei prende i giornali degli ultimi due anni, li porta a un signore che vive in Svizzera e poi gli domanda: chi è De Santis? Quello risponderebbe: un criminale, uno che sta in galera».
(Roberto De Santis a Giacomo Amadori, Panorama).
Quand’era un ragazzo, un gran bel ragazzo coi capelli ricci, nella natia Martano lo chiamavano Sofia. Come la Loren, dicono, cui si era ispirato a Carnevale per una mascherata. Oggi invece Roberto De Santis, classe 1958, nato in Salento il 6 di luglio sotto il segno del Cancro (il che denota, astrologicamente, un grande attaccamento alla famiglia e agli amici), potrebbe passare meglio per l’uomo invisibile. Continua
- biker
- Lunedì 17 Ottobre 2011

Massimo D'Alema
Giacomo Amadori
L’avviso della conclusione delle indagini preliminari inviato dalla procura di Bari all’imprenditore Gianpaolo Tarantini e ad altre sette persone accusate di aver favorito e sfruttato la prostituzione di diverse ragazze ha un risvolto clamoroso. Continua

Un'immagine d'archivio di Massimo D'Alema (Ansa)
Sono tre imprenditori pugliesi che fanno affari al Nord. E non affari qualunque, bensì un investimento di almeno 100 milioni di euro in un progetto immobiliare a Sesto San Giovanni. Continua


di Laura Maragnani
Il primo segnale era stato piccolo così. Una battuta da niente, eppure ferocissima: «Massimo D’Alema è ormai un patrimonio dell’Unesco» lo definì Pippo Civati, consigliere regionale pd in Lombardia, 35 anni, leader dei «rottamatori» insieme con il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Era l’estate 2010 ed era di gran moda dire che bisognava mandarli tutti a casa, «questi tristi leader del Partito democratico» (copyright Renzi). L’Unesco è un’immagine che richiamava un vecchio rudere cadente, un nonnino universale in sedia a dondolo. Buono. Inoffensivo. Proprio lui, il cattivissimo che da quarant’anni fa il bello e il cattivo tempo nella sinistra italiana? Che negli anni Settanta era già segretario della Federazione giovanile comunista e che oggi, a 62 anni, è ancora sulla breccia come presidente del Copasir, il Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, e uomo forte del Pd? Ma non scherziamo… Continua
- biker
- Martedì 19 Luglio 2011

Il faccendiere Luigi Bisignani
L’inchiesta romana che ruota intorno a Vincenzo Morichini, ai finanziamenti alla fondazione Italianieuropei e a esponenti del Pd vicini al presidente del Copasir Massimo D’Alema punta sempre di più sull’Umbria e svela singolari incroci con la cosiddetta inchiesta P4 di Napoli. Lo rivela Panorama in un’inchiesta sulle disavventure giudiziarie degli uomini
più vicini a D’Alema che è la storia di copertina del numero in edicola da domani, giovedì 7 luglio. Continua


Il presidente del Copasir ed ex premier del centrosinistra, Massimo D'Alema
Riuscirà un giorno il centrosinistra ad affrancarsi dalla «dittatura interna» dell’antiberlusconismo? Possiamo immaginare oggi in Italia un’opposizione che riprenda in mano l’iniziativa politica (sì, magari quella con la «P» maiuscola) e che abbandoni in via definitiva le eterne discussioni su come liberare l’Italia da Berlusconi? Continua


Il presidente della Camera Gianfranco Fini e il presidente del Pd Rosy Bindi (Ansa)
L’opposizione è divisa sulla strategia da adottare in aula per opporsi al processo breve: seguire la linea dei teorici dell’Aventino (dalla Bindi a Di Pietro), alla continua ricerca del gesto eclatante per denunciare gli «atti di prepotenza della maggioranza», oppure rimanere in aula e opporsi bene con tutti i mezzi che il regolamento consente, come hanno indicato invece D’Alema e Bersani?
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Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro,
Che ormai in politica si usi l’arma dell’ironia, è cosa risaputa, non da oggi. Ma ora tra politici e intellettuali «arruolati» di entrambi gli schieramenti sembra esserci una gara a chi le spara più grosse. Segno che il solco tra maggioranza e opposizione è ormai diventato insanabile. Continua