

Il deputato dell'Italia dei Valori, Franco Barbato indossa un fazzoletto triangolare con la scritta " Giorgio non firmare " il 01 ottobre 2009 nell'Aula della Camera dei Deputati, durante l'esame del decreto correttivo anticrisi che contiene lo scudo fiscale. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
La tradizione non si smentisce. Mai. Prima o poi doveva accadere. Insomma, signora mia, persino nella più sonnolenta legislatura che la Repubblica italiana ricordi, i deputati sono riusciti a trovare un pretesto per menarsi. La rissa è scoppiata tra noti «movimentisti» (chiamiamoli così, va): il noto provocatore dipietrista Franco Barbato e un gruppo di rappresentanti del Pnf-Msi-An-Pdl. Barbato ha avuto la peggio e ora è ricoverato. Continua

Il premier Silvio Berlusconi (Ansa)
Nasce come un gesto di riconoscenza del premier verso i suoi elettori, ma l’obiettivo è forse più ambizioso: diventare la carta d’identità del Pdl. Continua

Palazzo Grazioli
Il premier Silvio Berlusconi oggi 11 gennaio 2010 a Palazzo Grazioli dopo aver trascorso un mese lontano dalla capitale in seguito alla aggressione a Milano a Piazza Duomo del 13 dicembre e la lunga convalescenza ad Arcore durante il periodo delle feste. Continua
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Il vertice tra operatori web e il ministro Maroni al Viminale | (Ansa)
Niente legge per aumentare la sicurezza dei social network, ma un “codice di autoregolamentazione” tra i provider e i gestori di social network, per cercare di prevenire i reati online. Questa la linea scelta dal ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni, alla fine dell’incontro al Viminale con i principali gestori di internet e social network. Continua
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Dopo le parole distensive sull’amore che vince sull’odio, sui toni da abbassare, Silvio Berlusconi fa il gesto concreto: perdona Massimo Tartaglia.
Ma allo stesso tempo chiede alla giustizia di non fare eccessivi sconti all’aggressore di piazza Duomo perché il rischio è di far passare il messaggio che chiunque può colpire liberamente una istituzione. Continua
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Un gruppo di Facebook a sostegno di Massimo Tartaglia, del 14 dicembre 2009
“Non facciamo gli apocalittici: internet è uno spazio di vita costruito dagli uomini e come tutti gli spazi dove interagiscono gli individui, si trovano fatti belli e meno belli“.
Con questa premessa inizia il dialogo con Angela Sugliano, professoressa di Psicologia dei gruppi Virtuali all’Università di Genova, sul tema dell’odio in Rete: categoria sentimentale impalpabile ma da tempo molto dibattuta (dai politici agli intellettuali, dai giornalisti alla gente comune). E, dopo l’aggressione subita da Silvio Berlusconi domenica 13 in Piazza Duomo, ora sempre più in bilico tra l’incubazione virtuale e la deflagrazione reale. Leggi l’intervista

Ha espresso il suo “sentito” dispiacere al premier per “un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto” Massimo Tartaglia, l’uomo arrestato per aver colpito al volto Silvio Berlusconi con un souvenir del Duomo. E, a quanto riporta l’Ansa, le sue scuse le ha messe nero su bianco in una lettera che oggi, tramite i suoi legali, gli avvocati Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino, ha inviato al presidente del Consiglio. Continua

Un vero e proprio boom, subito dopo l’aggressione al premier Berlusconi. Un’esplosione di commenti e citazioni su Twitter, su Friendfeed e sugli altri social network. Un’onda anomala di gruppi su Facebook (che come spesso accade, in occasione di fatti di grossa rilevanza, registra in tempo reale gli umori della Rete) sia contro che (purtroppo) a favore dell’aggressore.
È bastata l’assurdo gesto di un 42enne psicolabile (come ammette il padre), quel Massimo Tartaglia per anni in cura per problemi mentali che domenica - in chiusura del comizio che Berlusconi ha tenuto in Piazza Duomo - lo ha colpito in volto con una statuina souvenir, per scatenare sul web una ridda di reazioni. Continua