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matrimonio

Padri scippati: continuiamo a pubblicare le reazioni dei lettori all’inchiesta di Panorama

Papà scippati è il titolo di copertina del numero 40 di Panorama

Papà scippati è il titolo di copertina del numero 40 di Panorama

Sono una mamma separata con due figli uno di 17 anni e l’altro di 11, scrivo perché dopo aver udito sia in TV e aver letto varie riviste tra cui anche Panorama del 30/09/2010 , mi sento indignata perché con queste associazione di padri separati si sta facendo “di tutta l’erba un fascio, e questo non lo trovo giusto… Continua

Se il matrimonio è come il mattone

Coppia di sposi in piazza San Pietro a Roma in una foto di archivio

Coppia di sposi in piazza San Pietro a Roma in una foto di archivio

Va a finire che il trasgressivo è quello che si sposa. Se lo fa in chiesa poi, e magari rimane fedele per più di qualche anno, diventa persino un caso. Una storia di cui parlare al cinema. Come nell’ultimo film di Federico Moccia, Scusa ma ti voglio sposare, dove Raoul Bova interpreta Alex, un pubblicitario che alla soglia dei 40 anni decide che è ora di mettere la testa a posto e sposare la fidanzatina ventenne Niki, interpretata da Michela Quattrociocche. Continua

Nozze in lombardo e tg in bolognese: ecco l’Italia dei dialetti. O dei campanili?

La Padania, quotidiano della Lega

E adess v’el disi bèl ciaàr: da quest mumènt chì sii marì e mijèè“. Tradotto: vi dichiaro marito e moglie.
Chissà, se fossero esistiti nella realtà, anche i Promessi sposi Renzo e Lucia, i protagonisti del romanzo di Manzoni, alla fine di mille peripezie avrebbero udito questa formula, realizzando finalmente la loro unione in “Quel ramo del lago di Como”.
Continua

Matrimonio senza patrimonio: se la fusione dei partiti non è in comunione di beni

fassino e rutelli

Che fine ha fatto il patrimonio dei partiti della seconda repubblica? Sezioni, cimeli storici, opere, palazzi e persino giornali. In tempi di crisi, insomma, anche la politica mette al sicuro i gioielli di famiglia. I primi a farlo sono stati i Ds. Ora ci sta pensando An. Il Pd e il Pdl hanno unito e semplificato, a sinistra e a destra, la politica italiana, ma con la separazione dei beni.
Fioccano, difatti, le fondazioni, a volte think thank, come “Fare Futuro” di Gianfranco Fini e “Italianieuropei” di Massimo D’Alema, ma spesso vere e proprie casseforti per custodire i beni di due partiti che hanno attraversato il ‘900, come Ds e An. La spiegazione? La dà Ugo Sposetti, ex tesoriere dei Ds, intervistato due anni fa all’ultima Festa dell’Unità di Reggio Emilia, mentre stava progettando la messa in sicurezza (come disse anche a Panorama) del patrimonio diessino nel futuro Pd. “Chi ha avuto la ventura di celebrare matrimoni civili sa che quando si presentano davanti al sindaco un uomo e una donna che non hanno nulla, e il sindaco gli dice: ‘Fate la comunione dei beni o la separazione dei beni?’, non sanno nemmeno cosa significhi quella domanda. Ma se quei due, quell’uomo e quella donna che si presentano, hanno qualche cosa, sicuramente fanno la separazione dei beni. È così, il 90% è così”. “Questo perché non ci si fida?”, chiedeva l’intervistatore malizioso. “Sono matrimoni d’amore, però con separazione dei beni”, rispose Sposetti. “Non ci si fida l’uno dell’altro…”, continuò il cronsita. “Nooo… è una cosa che… Meglio fare così. Meglio stare all’erta”. I partiti della seconda repubblica, infatti, non si sono fidati.
Sposetti, il cognome un programma, ex sindaco di Bassano in Teverina (Viterbo) per due mandati consecutivi, di matrimoni ne ha celebrati parecchi e quando è stato nominato tesoriere dei Ds ha traghettato l’ingente patrimonio della storia del Pci – Pds -Ds in 50 fondazioni create ad hoc. Un vero e proprio tesoretto da custodire, formato da 2399 immobili per un valore stimato in almeno mezzo miliardo di euro. Senza contare un cospicuo numero di cimeli e donazioni, con oltre quattrocento opere d’ arte, a cominciare dal celebre quadro di Renato Guttuso “I funerali di Togliatti”.
Ma c’è pure chi, dall’unione, ci ha guadagnato. Come la Margherita, che in eredità aveva ben poco: l’unico bene da tutelare era il giornale di partito, Europa, perché tutti gli immobili erano stati presi in locazione, compresa la sede di via San Andrea delle Fratte, diventata poi quartier generale dei Democrats che vantano tre fondazioni di peso, come Fondazione White di Pierluigi Castagnetti, Astrid di Franco Bassanini ed Enrico Letta, e Fondazione Centro per un futuro sostenibile di Francesco Rutelli.
Nell’emiciclo opposto lo scenario non muta. Anche nel Pdl sposarsi è bene, ma separare il patrimonio è meglio. Il coniuge ricco, un po’ a sorpresa in questo caso, è Alleanza Nazionale che, con i suoi 63 anni di storia, è stata la prima a muoversi in anticipo. Chiuso il bilancio 2008 in attivo, ora sta facendo un censimento di tutte le proprietà per circa 300 - 400 milioni di euro: 100 appartamenti, sedi delle federazioni di An. Tra questi, i locali che ospitano la sede del partito e il quotidiano ‘Il Secolo d’Italia’, ora organo vicino al Pdl, in via della Scrofa. Una fondazione, dal nome Fondazione Alleanza Nazionale, gestirà l’intero patrimonio, il simbolo della fiamma tricolore e l’archivio storico nazionale della destra. “La sua sede sarà quella storica di via della Scrofa, al numero civico 39″, spiega Donato La Morte, memoria storica di An e parlamentare di lungo corso. Nessun problema, invece, per Forza Italia, l’altro coniuge del Popolo della libertà, che non ha blindato il patrimonio in fondazioni, perché non ha mai avuto immobili di proprietà. Tutto è sempre stato preso in affitto. A cominciare dalla sede storica di via dell’Umiltà, a Roma, vicino alla Fontana di Trevi. Stesso discorso per palazzo Grazioli, che il Cavaliere ha eletto a residenza -ufficio nella capitale. Per il resto, nel centro destra la maggior parte delle fondazioni sono think thank, come Magna Carta presieduta da Gaetano Quagliariello; Medidea, promossa dall’ex ministro dell’Interno e attuale presidente della Commissione Antimafia, Beppe Pisanu; Nuova Italia, che è presieduta dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno; Res Publica, che ha nel comitato Giulio Tremonti, e la Fondazione Craxi, diretta della figlia Stefania.

L’altolà del Papa alla contraccezione: “Snaturano il matrimonio”

Papa Benedetto XVI

I metodi contraccettivi che impediscono la procreazione di figli snaturano il senso
ultimo del matrimonio: lo ha ribadito con forza oggi Benedetto XVI, in un messaggio inviato ad un congresso sui 40 anni dell’Humanae Vitae (l’enciclica con cui Paolo VI proibì la pillola),
in corso a Roma.
“La possibilità di procreare una nuova vita umana è inclusa nell’integrale donazione dei coniugi”, ha spiegato papa Ratzinger. “Se, infatti” ha aggiunto “ogni forma d’amore tende a diffondere la pienezza di cui vive, l’amore coniugale ha un modo proprio di comunicarsi: generare dei figli. Escludere questa dimensione comunicativa mediante un’azione che miri ad impedire la procreazione significa negare la verità intima dell’amore sponsale, con cui si comunica il dono divino”. Benedetto XVI ha ammesso che “nel cammino della coppia possono verificarsi delle circostanze gravi che rendono prudente distanziare le nascite dei figli o addirittura sospenderle”.
“Ed è qui” ha sottolineato “che la conoscenza dei ritmi naturali della fertilità della donna diventa importante per la vita dei coniugi”. “I metodi di osservazione, che permettono alla coppia di determinare i periodi di fertilità” ha proseguito “consentono di amministrare quanto il Creatore ha sapientemente iscritto nella natura umana, senza turbare l’integro significato della donazione sessuale”, scrive il Papa in un messaggio inviato a monsignor Livio Melina, preside del Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” per Studi su Matrimonio e Famiglia, che “permettono alla coppia di amministrare quanto il Creatore ha sapientemente iscritto nella natura umana, senza turbare l’integro significato della donazione sessuale”.
Sul tema, ammette comunque Ratzinger, molti fedeli “trovano difficoltà” a comprendere gli insegnamenti della Chiesa cattolica, la quale deve accrescere i suoi sforzi per far comprendere “la bellezza dell’amore coniugale”. “Possiamo chiederci: come mai oggi il mondo, ed anche molti fedeli, trovano tanta difficoltà a comprendere il messaggio della Chiesa, che illustra e difende la bellezza dell’amore coniugale nella sua manifestazione naturale?”. E risponde: “Certo, la soluzione tecnica anche nelle grandi questioni umane appare spesso la più facile, ma essa in realtà nasconde la questione di fondo, che riguarda il senso della sessualità umana e la necessità di una padronanza responsabile, perchè il suo esercizio possa diventare espressione di amore personale. La tecnica non può sostituire la maturazione della libertà, quando è in gioco l’amore”, ammonisce Benedetto XVI.
“Per questo” esorta il Pontefice “il servizio che la Chiesa offre nella sua pastorale matrimoniale e familiare dovrà saper orientare le coppie a capire con il cuore il meraviglioso disegno che Dio ha iscritto nel corpo umano, aiutandole ad accogliere quanto comporta un autentico cammino di maturazione”. Un percorso di accompagnamento nella conoscenza dei ritmi di fertilità che può permettere ai coniugi “rispettando la piena verità del loro amore, di modularne l’espressione in conformità a questi ritmi, senza togliere nulla alla totalità del dono di sé che l’unione nella carne esprime. Ovviamente” sottolinea Benedetto XVI “ciò richiede una maturità nell’amore, che non è immediata, ma comporta un dialogo e un ascolto reciproco e un singolare dominio dell’impulso sessuale in un cammino di crescita nella virtù”.

Bergamo: due badanti ucraine uccise. Fermato l’ex marito di una delle due donne

Il luogo dove stata uccisa Natalia Holovko

Uccise entrambe con una coltellata. Due donne ucraine della stessa età. Assassinate a circa due ore di distanza l’una dall’altra. Le due vittime, che erano amiche, abitavano in due paesi del Bergamasco lontani una trentina di chilometri.

Dopo una caccia all’uomo durata tutta la mattina si è presentato spontaneamente in caserma a Bergamo Anacleto Roncalli, pensionato di 67 anni, ex marito della prima badante ucraina uccisa. Poi ha ucciso anche l’amica.
Accoltellata nel garage di casa. L’hanno trovata così i carabinieri di Villa d’Adda, questa mattina alle 7,40. Il cadavere è di una donna ucraina di 43 anni, Natalia Holovko. Il corpo era riverso a terra in una pozza di sangue nel garage dell’abitazione della vittima in via Ca’ di Passere. La donna sarebbe stata uccisa con alcune coltellate all’addome. A notare il cadavere è stata una vicina di casa, che ha visto i piedi spuntare dall’autorimessa e ha dato l’allarme. La donna viveva con uno dei due figli avuti da un precedente matrimonio ucraino: Nikita, 16 anni, che era al lavoro a Milano. Un secondo figlio, Alexander, 21 anni è sposato e vive in Ucraina. Natalia Holouko e la seconda vittima erano amiche e pare che fossero state entrambe ripetutamente minacciate da Roncalli.
La seconda vittima è un’altra badante. Anch’essa ucraina, di 42 anni: Alla Smirnova. Il suo corpo è stato trovato intorno alle 9.30 a Locatello, altro paese della bergamasca, distante circa 30 km da Villa d’Adda. L’immigrata è stata uccisa nella sua auto, una Volkswagen Lupo, con una coltellata al collo e una all’addome. L’auto era parcheggiata lungo la provinciale della Valle Imagna che porta a Fuipiano. Il cadavere è stato rinvenuto un paio d’ore dopo quello di Natalia Holovko,. Gli inquirenti non escludono che ci possa essere un collegamento tra i due omicidi.
Roncalli aveva conosciuto Natalia Holouko diversi anni fa a Milano. Il loro matrimonio, secondo le prime indiscrezioni, aveva avuto un andamento molto burrascoso a causa della morbosa gelosia dell’uomo. E dopo anni di scenate e litigi si era arrivati alla separazione. Ma l’uomo non si era rassegnato, continuava a controllare la vita della ex moglie. Tanto che nella prima mattinata di oggi era andato a casa della donna ed era scoppiato l’ennesimo violento litigio.

La Cassazione: “L’irregolare va espulso, anche se convive”

Sbarco a Capo Teulada

Essere “coppia di fatto” non tutela dall’espulsione. Non basta la convivenza con un cittadino italiano per impedire che un immigrato clandestino venga espulso. Lo ha stabilito la prima sezione penale della Cassazione, sottolineando che ”non è possibile” estendere l’equiparazione tra famiglia legittima e famiglia di fatto alla materia dell’immigrazione clandestina. I casi di matrimoni “riparatori” o di comodo di immigrati irregolari con cittadini dell’ Unione Europea per ottenere la cittadinanza sono noti, ma lo status di convivente non dà diritto alle stesse tutele, anche perchè le coppie di fatto non sono equiparate, in Italia, alla “famiglia tradizionale”.
Il caso riguarda un immigrato clandestino che ha fatto ricorso in Cassazione contro il provvedimento di espulsione adottato dal tribunale di sorveglianza di Lecce sostenendo che da tempo convive con una cittadina italiana. Con la sentenza 24710, i supremi giudici ribadito che ”la convivenza more uxorio con una cittadina italiana non può costituire legittimo motivo ostativo all’espulsione, in quanto nella giurisprudenza è stato ripetutamente stabilito che il divieto di espulsione di cittadino extracomunitario coniugato con cittadino italiano o convivente con parenti entro il quarto grado di cittadinanza italiana, risponde all’esigenza di tutelare da un lato l’unita’ della famiglia e dall’altro il vincolo parentale che riguarda persone che si trovano in una situazione di certezza di rapporti giuridici ed e’ invece assente nella convivenza more uxorio”.
Niente equiparazioni tra parentele di sangue o acquisite col matrimonio e convivenze, ha stabilito la corte, “al fine di escludere facili elusioni alla normativa dettata per il controllo dei flussi migratori”.

Luxuria: quel matrimonio non s’ha da fare se il testimone sono io

Il deputato transgender di Rifondazione comunista, Vladimiro Guadagno (Vladimir Luxuria),
“Ancora una volta la Chiesa dimostra il suo volto discriminatorio e integralista, imponendo ai fedeli divieti illegittimi e razzisti”. Basta così? Neanche per sogno: “Il paradosso è che io, da politico, ho il privilegio di poter celebrare matrimoni civili, ma da trans ho un diritto in meno”.
È inviperita Vladimir Luxuria. Si dice dispiaciuta ma, soprattutto, si sente discriminata la deputata di Rifondazione Comunista a cui il vescovo di Foggia ha vietato di poter essere testimone di nozze di una cugina. E per questo reagisce “con stupore e rabbia al divieto imposto, in quanto transessuale”.
“È un fatto gravissimo” accusa Luxuria “che dimostra ancora una volta la lontananza dei vertici ecclesiastici dalla comunità cattolica, sempre pià aperta e tollerante. Per quanto mi riguarda, ho accettato la richiesta di mia cugina e del futuro marito senza opporre alcun problema riguardo alla scelta di sposarsi con rito cattolico. Sono una persona educata rispetto dei valori altrui e quindi mi sarei aspettata un atteggiamento altrettanto tollerante da parte del vescovo”.
Alle rimostranze dell’onorevole transgender, la chiesa risponde così: “La decisione di negare il permesso di essere testimone di nozze” dice don Francesco, parroco del santuario pugliese “non è stata presa in quanto Luxuria è omosessuale, ma in quanto non crede nei valori della famiglia, anche dal punto di vista politico”.
Spiegazione che non consola Luxuria. Il cui piglio si fa ancora più battagliero quando spiega cosa pensa di fare: “Mi sono informata e so che non è necessario essere cattolici per fare il testimone di nozze. Non ti chiedono né il battesimo, né la cresima. Puoi essere di qualsiasi religione, non controllano neppure la fedina penale. L’unico requisito richiesto è la maggiore età e io l’ho passata da parecchio tempo”, afferma ridendo.
La deputata promette, anzi minaccia, di andare fino in fondo in questa storia, presentando, a breve, una interrogazione parlamentare sulla questione. Poi il giudizio, duro, sulla Chiesa di oggi: “Ancora una volta questa è la Chiesa del bussate e vi sarà chiuso, non disposta al dialogo, al confronto. La faccenda” conclude l’onorevole di Prc “mi rattrista e non è certo isolata. Molti, meno in vista di me, ogni giorno, subiscono queste umiliazioni senza poter fare nulla. Quanto accaduto spero che possa contribuire a far calare il velo di ipocrisia che spesso circonda gli ‘affari’ della Chiesa”.

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