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Matrix

#postofisso: e Twitter si ribella a Monti

Il premier Mario Monti ospite di Matrix (Credits: La Presse)

Il premier Mario Monti ospite di Matrix (Credits: La Presse)

Sarà anche “monotono“, ma il posto fisso per la generazione che va dai 20 ai 35 anni è più che altro un miraggio e le parole dette ieri sera dal Presidente del Consiglio Monti non sono piaciute per niente ai diretti interessati: precari, studenti, disoccupati, collaboratori a progetto, occasionali o saltuari sono rimasti a  bocca aperta quando dalla potrona del salotto televisivo di Matrix - l’approfondimento di Canale 5 condotto da Alessio Vinci - il premier Monti ha sbottato e nel parlare della situazione lavorativa attuale ha detto  “i giovani si devono abituare a quasta realtà, e poi diciamo la verità: che monotonia il posto fisso”

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Politici banditi anche dai talk show delle private: cosa vedremo in tv?

Michele Santoro, conduttore di Annozero, con Marco Travaglio

Michele Santoro, conduttore di Annozero, con Marco Travaglio

La decisione dell’AgCom di estendere alle tv private il polemico regolamento Rai imposto dalla Commissione di Vigilanza ai talk show di approfondimento politico è un favore alla tv di Stato. Né Porta a PortaMatrix né Sky né Tetris.. I politici dovranno rinunciare alle telecamere o adattarsi ai minicomizi delle tribune politiche, sino alle regionali. Continua

Il tribunale del lavoro: “Mentana torni a Matrix”

Enrico Mentana

Il giudice del tribunale del lavoro di Roma Guido Rosa ha disposto il reintegro di Enrico Mentana nel programma Matrix (attualmente guidato da Alessio Vinci) come realizzatore del programma e come conduttore.
Il giudice, che ha accolto un ricorso presentato dall’avvocato Domenico D’Amato, ha condannato Rti al pagamento dei danni. Nel ricorso era stato lamentato il fatto che Mentana fosse stato dimissionato ed illegittimamente licenziato. La vicenda scaturì dalla polemiche seguite dalla decisione aziendale di mantenere inalterata la programmazione di Canale 5 in occasione della morte di Emanuela Englaro.
“Mediaset prende atto della sentenza, a nostro avviso sorprendente, emessa dal Tribunale di Roma nella causa intentata da Enrico Mentana contro il nostro Gruppo”. Lo sostiene una nota del gruppo a commento della decisione del giudice del lavoro che ha reintegrato il giornalista nel suo programma, Matrix.
“Attendiamo di conoscere nel dettaglio le motivazioni della stessa, non ancora depositate dai magistrati, ma fin d’ora - continua Mediaset - rendiamo noto che appelleremo questa decisione in tutte le sedi competenti”.

Mentana si sfoga: “Mi caccino pure ma senza cavilli”

Enrico Mentana

A 48 ore dalla sfuriata e dalle dimissioni, immediatamente accettate da Mediaset che ha anche sospeso Matrix, Enrico Mentana rompe il silenzio e racconta la sua verità. Lo fa con una lettera a Vittorio Feltri, direttore del quotidiano Libero.
“Mediaset mi cacci pure, ma non usi cavilli”, accusa l’ex direttore, dopo aver smentito in mattinata anche offerte o contatti “con Sky o con altri editori televisivi e non”. Dall’azienda replica il direttore generale informazione Mauro Crippa: il dissenso dalle scelte editoriali è legittimo, ma altra cosa è la “sconfessione pubblica e radicale”. Nella lettera a Feltri, Mentana ricostruisce i fatti della serata di lunedì, quella della morte di Eluana Englaro: spiega di aver avvertito “la direzione di Mediaset, nella persona di Mauro Crippa“, che gli chiese se era “in grado di andare in onda anticipatamente, nel caso si fosse modificata la programmazione serale di Canale 5″.
Tre le soluzioni suggerite da Mentana: aprire nel Grande Fratello “una o due finestre del Tg5; oppure inserire attorno alle 22 dieci minuti di Matrix; o infine chiudere il Grande Fratello non alle 24, com’era previsto, ma un’ora prima, così da trasmettere una puntata di Matrix in grado di essere seguita da un pubblico meno sparuto”. Ipotesi poi sottoposte da Crippa “al vertice aziendale”. “Dopo un pò” scrive ancora Mentana “Crippa mi richiamò sinceramente costernato, dicendomi che tutte e tre le proposte erano state respinte: la programmazione doveva proseguire come se nulla fosse successo. Gli espressi il mio giudizio estremamente negativo su quella scelta: così Canale 5 diventava l’unica rete italiana ad aver dedicato alla morte di Eluana solo sette minuti in tutto, in coda al Tg5 delle 20, e poi più nulla”.
Dopo le dimissioni “a mezzo stampa” - come ha più volte sottolineato l’azienda - Mentana spiega nella missiva di non aver “mai sentito, nè quella sera nè dopo, Confalonieri o Pier Silvio Berlusconi. Mi ha chiamato, invece, il direttore del personale, per preannunciarmi che l’azienda riteneva concluso il rapporto di lavoro con me, a causa delle mie dimissioni da direttore editoriale. Per la verità” precisa “la mia qualifica contrattuale è di direttore ad personam, quindi è evidente che la qualifica editoriale non ha alcun contatto con il mio ruolo operativo di responsabile e conduttore di Matrix.
Ma se Mediaset vuol cacciarmi comunque, che lo faccia: basta che non si nasconda dietro i cavilli. I soldi non sono un problema, la forma si”‘. Dopo aver definito “balle e veleni assortiti” alcune indiscrezioni sul suo futuro, “come la voce su un mio contatto o addirittura contratto con Sky”, Mentana conclude: “Non so se ho sbagliato, in tutta onestà non lo credo”.
“Quella di Enrico” replica Crippa “è una ricostruzione sostanzialmente vera ma certamente parziale. D’altronde, mentre lui si occupava solo di Canale 5, quella sera io ho tenuto conto dell’insieme delle tre reti. Resta il fatto che si può dissentire da una scelta editoriale che, peraltro, si è dimostrata lungimirante ma questo non ha nulla a che vedere con una sconfessione pubblica e radicale, accompagnata da una dissociazione a mezzo stampa e culminata con le dimissioni”.
L’azienda, in ogni caso, non intende rinunciare a Matrix: dopo la sospensione già prevista la prossima settimana in coincidenza con il festival di Sanremo, il programma tornerà in onda lunedì 23 febbraio, affidato a un conduttore ancora da definire, probabilmente anche un ‘internò. Sembrerebbero esclusi i nomi circolati in queste ore, come quelli di Maurizio Belpietro o Giuliano Ferrara: il nuovo volto del programma dovrebbe essere individuato agli inizi della prossima settimana.
A meno di sviluppi clamorosi, e al momento difficili da immaginare, come le scuse di Mentana, che oggi intanto incassa la solidarietà di Walter Veltroni. “È un giornalista di primissimo livello”, dice il leader del Pd, che definisce “esemplare” la vicenda: “Tutto ciò che non è organico al premier è un ostacolo, e quindi diventa intollerabile”.

Matrix, divorzio tra Mentana e Mediaset

Atmosfera tesa a Canale 5. Enrico Mentana si è dimesso da direttore editoriale dopo la decisione dell’azienda di non mandare in prima serata la puntata di Matrix dedicata a Eluana Englaro. L’azienda ha accettato. E la trasmissione è stata sospesa da stasera. I giornalisti del Tg5 e di Videonews, in una nota, hanno espresso “la loro solidarietà ai colleghi e alla redazione tutta di Matrix“: hanno proclamato da subito lo stato di agitazione e una giornata di sciopero per martedì 17 febbraio.

Ma la tensione non accenna a diminuire. Mediaset “non ha cacciato nessuno”, è Enrico Mentana “che si è messo fuori dall’azienda rompendo pubblicamente e platealmente il rapporto fiduciario” dice Mauro Crippa, direttore generale per l’informazione del gruppo di Cologno monzese. E continua: “Valuteremo nei prossimi giorni le modalità di prosecuzione dell’esperienza di Matrix. Un editore ha il dovere di tenere in vita i propri marchi anche al di là delle vicende personali”. Qualcuno già guarda al futuro, come il senatore Riccardo Villari (Gruppo Misto): annuncia che si farà “promotore di un appello pubblico perché il servizio pubblico non si lasci sfuggire l’occasione di ‘rubare’ Enrico Mentana a Mediaset”.

E gli anchorman di punta degli altri canali, cosa ne pensano? Bruno Vespa, ieri sera, era in onda con Porta a Porta. ”Capisco la logica inter-rete di Mediaset” dice l’anchorman di Rai Uno “ma è anche normale che possa non essere compresa da un cavallo di razza lasciato nella stalla al momento della corsa, come era ieri sera Enrico Mentana”. Giovanni Floris, conduttore di Ballarò, commenta: “Mentana è un grande giornalista ed è la storia di Mediaset. Sarebbe un grande errore per Mediaset lasciarlo andare via”.

Gad Lerner si affida al blog per riflettere sulla vicenda: “Nel suo ‘post’ Lerner ribadisce la sua ‘piena solidarietà a Enrico Mentana che ha compiuto una scelta netta, chiara, dignitosa. La fretta con cui Mediaset ha accolto le sue dimissioni, estendendole dalla direzione editoriale alla soppressione di Matrix (sospensione secondo la nota ufficiale Mediaset, ndr) non fa onore a quell’azienda che deve moltissimo a Mentana. L’ottusità purtroppo miete sempre più vittime nel sistema televisivo italiano”.

Non è la prima volta che la programmazione della tv commerciale non viene modificata in presenza di fatti eclatanti. Circostanza che in alcune occasioni si è peraltro verificata anche con la televisione di Stato. Una delle poche volte in cui c’è stata un’incidenza sui palinsesti è stato l’attentato alle Torri Gemelle. Oppure, nel 2003: in contrasto con le regole di Grande Fratello, nel marzo 2003 la guerra in Iraq irrompe nella casa blindata del reality. I ragazzi sono informati dell’attacco anglo-americano all’Iraq con un filmato registrato appositamente da Cesara Buonamici.
Nell’Italia sconvolta dalla strage di Capaci, il 23 maggio 1992, Fabrizio Frizzi e Milly Carlucci conducono insieme Scommettiamo che sull’ammiraglia Rai. La messa in onda viene giudicata inopportuna da molti, fra cui lo stesso Frizzi che dice: “Mi sono vergognato e mi critico come cittadino ma l’azienda mi ha comunicato che il programma doveva andare in onda comunque”.

Matrix, sei milioni guardano Berlusconi e Veltroni

Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, a Roma
Record assoluto in termini di spettatori, con quasi sei milioni, per la puntata di ieri sera di Matrix, che ha ospitato il leader del Pd Walter Veltroni e poi quello del Pdl Silvio Berlusconi. E tra i due il più visto è stato proprio il Cavaliere. Dalle 21:20 (inizio dell’intervista a Veltroni) alle 23:08, il programma di Enrico Mentana ha raccolto 5 milioni 839 mila spettatori (il dato più elevato di tutte le edizioni) pari al 24.26% di share. L’intervista a Walter Veltroni ieri sera a Matrix (dalle 21:20 alle 22:12) ha fatto segnare (a quanto si apprende) una media del 21.2% di share con 5 milioni 516 mila telespettatori. L’intervista a Silvio Berlusconi (dalle 22:13 alle 23:08, quando è finito il programma) ha registrato invece il 27.6% di share con 6 milioni 118 mila spettatori.

L’intervento del leader del Pd è iniziato dopo un break pubblicitario: alle 21:19, cioè un minuto prima che partisse l’intervista a Veltroni, Canale 5 aveva 4 milioni 555 mila spettatori (17.68% di share), che sono saliti subito oltre i 5 milioni ed hanno superato la soglia dei 6 milioni alle 22:06. Il picco per Veltroni è stato raggiunto nell’ultimo minuto dell’intervista, alle 22:12, con 6 milioni 552 mila spettatori (26.11%). Un ‘patrimonio’ di audience andato in eredità a Berlusconi, che ha iniziato il suo intervento alle 22:13.

Duelli e sorteggi: a Matrix prima Veltroni e poi Berlusconi

Il leader del Pd aprirà la puntata della trasmissione in programma venerdì. Poi in onda Berlusconi
Sarà l’intervista di Walter Veltroni ad aprire la puntata di venerdì 11 di Matrix, che per l’occasione andrà in onda in prima serata su Canale 5. Subito dopo, sarà trasmessa l’intervista al leader del Pdl, Silvio Berlusconi. È quanto ha stabilito il sorteggio, che doveva decidere l’ordine di messa in onda degli interventi dei due candidati premier nella trasmissione di Enrico Mentana. Il sorteggio è avvenuto sotto lo sguardo vigile di due notai e a telecamere accese.
L’estrazione ha deciso inoltre che sarà il candidato premier del Partito socialista, Enrico Boselli, ad aprire martedì sera la puntata dell’approfondimento della trasmissione di Enrico Mentana, seguito da Fausto Bertinotti della “Sinistra-Arcobaleno”; mentre mercoledì sera toccherà al leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, e poi alla candidata della Destra, Daniela Santanchè.
Il sorteggio chiude in sostanza la polemica aperta da una nota del Pd, con la quale il partito di Veltroni chiedeva che a Berlusconi non fossero concessi vantaggi in tv. A suscitare la presa di posizione del partito era stato il fatto che il Cavaliere avesse “annunciato sulle agenzie di stampa che aprirà la doppia intervista di Matrix in una fascia oraria di migliori ascolti, prima ancora che questa venga organizzata”.

Corona non perdona e impazza pure su You Tube

Nel filmato, Fabrizio Corona appare a torso nudo, con i capelli sciolti e ricci, ma soprattutto, circondato da belle ragazze e avvolto da catene grosse così. Una sorta di metafora della sua condizione di prigioniero e di vittima della malagiustizia. Nella clip, accanto a Fabrizio, compare Bruno Valvo, in arte Kalief, rapper di 28 anni, che canta insieme a lui
Dopo le incursioni a Lucignolo; dopo le ospitate in radio; dopo il tatuaggio “perdonami” dedicato alla moglie Nina Moric; dopo le sfilate per lo stilista Carlo Pignatelli; dopo le mutande lanciate dal balcone; dopo la puntatona di Matrix, con una “spalla” d’eccezione come Antonio Di Pietro… Fabrizio Corona non si ferma più: se la ride e ce le canta.
Sfruttando al meglio i riflettori che l’inchiesta del pm Henry John Woodcock gli ha puntato addosso, il re dei paparazzi riesce a far parlare, comunque, di sé. Un vero e proprio tormentone, il suo. Estivo. Che ora si arricchisce di una nuova canzone Ostaggio dello stato e di video-rap allegato, che già impazza su YouTube.
Un brano-denuncia su Vallettopoli, naturalmente. Nel filmato, Corona appare a torso nudo, con i capelli sciolti e ricci, ma soprattutto, circondato da belle ragazze e avvolto da catene grosse così. Una sorta di metafora della sua condizione di prigioniero e di vittima della malagiustizia. Perché Corona tale si è sentito, nei tre mesi e passa di carcere che si è fatto tra Potenza e Milano e i domiciliari, come lui stesso urla nel video. Che ha questo titolo, profetico: “Corona non perdona”.
Appena postato, il filmato è stato il più cliccato in rete: 23 mila clik in tre giorni.
Nella clip accanto a Fabrizio compare Bruno Valvo, in arte Kalief, rapper di 28 anni, che canta insieme a lui: “Io sto con Fabrizio, l’uomo che ha scardinato l’Italia dal vizio. In Italia è così, tutti vogliono fama e soldi come divi dei film”.
Insomma, dopo il libro sulla sua carcerazione La mia prigione (edito da Cairo), una linea di abbigliamento per uomo e donna (presto sarà pronta anche quella per bambino), la promessa candidatura in politica, ora ecco il cd tormentone.
Ma non è - ancora - finita. Perché per il personaggio più amato/odiato del momento si profila l’ennesima sfida con il suo “carceriere”: a colpi di t-shirt.
A Potenza infatti stanno andando letteralmente a ruba quelle dedicate al pm (20 euro, che nelle intenzioni dell’imprenditore potentino Donato Verrastro andranno in beneficenza). Lo slogan? Molto speciale: su sfondo bianco con i caratteri rossi e blu, la scritta: “I love H.W.J”, e dietro “Il pm biondo che fa impazzire il mondo”.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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