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Ferrovie dello Stato in tilt a Nordest a causa del maltempo di sabato
Tra le tante ipotesi di “compensazione” con cui le Ferrovie dello Stato devono risarcire gli italiani vittime del caos ferroviario natalizio è emersa anche quella della beneficenza.
L’azienda guidata da Mauro Moretti ha appena tirato fuori 700 mila euro per rimborsare integralmente gli 8.200 biglietti dei passeggeri che erano rimasti a casa, rinunciando al viaggio. Continua
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Militari al lavoro questa notte per le vie di Milano (MILO/SCIAKY/ANSA/MAC)
C’è chi ha impiegato quasi un’ora per fare circa 1 km, lunedì sera, 21 dicembre.
Provava a tornare a casa, dopo il lavoro. Ma la nevicata, copiosa, e il gelo hanno reso le strade di Milano (ma è stato lo stesso in gran parte delle città del Nord) impraticabili: intasate dai veicoli e coperte da 15/20 cm di neve.
E allora tutti in fila, a passo d’uomo. Con pazienza o imprecando (sì, ma contro chi? La natura? Lo Stato? Il governo? La Protezione Civile? Il sindaco? I tanti, troppi, che hanno preso la macchina?), tutti in coda a (mal) sopportare i disagi sulle strade e le autostrade. O negli aeroporti. Continua

Viaggiatori bloccano una linea ferroviaria per protesta contro i disservizi | (Emmevi/Ansa)
La rabbia corre più veloce di un Frecciarossa. Non va sulla rete ferroviaria ma su quella del Web. È la rabbia di migliaia di pendolari italiani che vivono l’entrata in vigore dei nuovi orari e delle nuove tariffe di Trenitalia come l’ennesimo capitolo di una presa in giro che si perpetua da anni. Continua

E Silvio Berlusconi diventò premier ferroviere… Il Cavaliere oggi ha inaugurato il treno ad alta velocità Freccia Rossa tra Milano e Roma. Solo tre ore per collegare le due maggiori città italiane. E Panorama.it era a bordo con lui.
Berlusconi arriva in perfetto orario alla Stazione Centrale di Milano e viene accolto dai vertici delle Ferrovie dello Stato, l’amministratore delegato Mauro Moretti e il presidente Innocenzo Cipolletta. E sulla banchina del binario 21 raggiante esclama: “Questa è una giornata storica per l’Italia, un momento epocale le Ferrovie. Impiegare 3 ore per andare da Milano a Roma è un modo per unire il Paese”. Poi, da buon liberale, aggiunge: “Anche se si fa concorrenza all’Alitalia”, come a dire ‘è il mercato’, bellezza”.
Tutti a bordo. Niente paletta. Niente fischio. Il Freccia Rossa è tutto computerizzato (il premier dopo ironizzerà “così pieno di computer è più facile guidare questo treno che il Paese”) e, puntualissimo, alle 12 lascia Milano. Moretti porta Berlusconi dal macchinista che guida il treno e glielo presenta “Presidente, questo è un pilota di Formula 1…”. E infatti in meno di 15 minuti il treno supera i 302 km/h (ma potrebbe arrivare fino ai 360). Accanto a lui, il fidatissimo Gianni Letta che suggerisce lo slogan: “Mi auguro che questo treno sia una metafora dell’Italia che riparte ad alta velocità”. “Speriamo”, chiosa il premier.
Chi conosce la capacità di mimesi del Cavaliere non si stupisce per la trasformazione in “premier capotreno”: il Freccia Rossa è quasi arrivato a Bologna, sta viaggiando ad oltre 300 all’ora e Berlusconi, nella cabina di comando, indossa il cappello da capotreno che gli è stato regalato dal macchinista.
Poi il premier approfitta dei circa cento giornalisti con cui viaggia a bordo del Freccia Rossa per parlare dei tanti argomenti di attualità: dalla crisi (”Per combatterla bisogna lavorare di più”) al piano Obama, da Fini (“Non lo temo, anzi auspico il rinnovamento della clase dirigente: spazio ai più giovani”) ai suoi redditi decimati nell’ultimo anno (“Non sono preoccupato c’è stata solo una questione di plusvalenze, ma se avessi problemi potrei accettare un piatto di minestra dalla giornalista del Tg3…”), alle infrastrutture (“Il ritardo ci costa 4-5 punti di pil all’anno. E stiamo lavorando per aprire i cantieri del Ponte sullo Stretto entro l’anno prossimo”).
Alle 15 in punto ecco spuntare la banchina di Roma Termini. Berlusconi aggiunge che sarà possibile addirittura arrivare da Roma a Milano, e viceversa, anche in meno di tre ore. E Cipolletta spiega: “Se siamo riusciti a fare in 3 ore precise la tratta Milano-Roma, nonostante ancora alcuni cantieri in corso, penso che più in avanti ce la faremo anche in meno tempo”.
Ma la banchina di Roma Termini è l’occasione per il premier per ribadire e parlare ancora di politica. Il piano casa circolato in queste settimane “In effetti il disegno che è circolato non è quello a cui io avevo già lavorato. Oggi alle cinque avrò una sessione sul tema per varare un ddl che affiancherà il decreto, che sarà quello definitivo”e “venerdì in Cdm vedrete il testo del ddl e del decreto che sarà per le abitazioni mono e bifamiliari”.
Dice la sua sull’editoria (“Non mi risulta un cambio di direttore al Corriere della Sera”) e chiude con un attacco alla magistratura (“certa magistratura è metastasi”).
Alle 15.30 Berlusconi lascia la stazione contento e orgoglioso. Forse con l’unico rammarico – confidato a mezzabocca ai collaboratori sul treno – di aver inaugurato una freccia, un po’ troppo rossa…

La dichiarazione è stata ritirata in sordina, ma la figuraccia delle Ferrovie dello Stato nei confronti dei disabili rimane. A lungo la società Trenitalia ha preteso dai viaggiatori con handicap più o meno gravi la sottoscrizione di una dichiarazione così vessatoria da provocare non solo le proteste, ma lo sdegno delle persone interessate. Con una pagina prestampata i dirigenti dell’azienda dei treni imponevano ai viaggiatori disabili di dichiarare e sottoscrivere circostanze in alcuni casi impossibili da dichiarare, tipo che si trovavano in “condizioni psicofisiche idonee a fare il viaggio in un posto a sedere ordinario”. La circolare era divisa in nove punti, uno più vessatorio dell’altro. Il secondo costringeva il cliente con handicap a dichiarare che avrebbe viaggiato “con sedia a rotelle pieghevole propria”, mentre il settimo stabiliva che il disabile si sarebbe impegnato a “manlevare nel modo più ampio Trenitalia da ogni responsabilità civile e penale e da qualsiasi obbligazione… in ragione dell’uso del treno prescelto nell’eventualità di infortunio personale e/o a terzi, danni alle cose, lesioni o quant’altro”.
Il prestampato usato dalla società ferroviaria è stato segnalato come forma estrema di discriminazione nei confronti delle persone con handicap da Beppe Grillo nel suo spettacolo e nel suo sito web. E forse anche questa circostanza deve aver indotto i manager delle Ferrovie a fare marcia indietro e a ritirare il provvedimento. La vicenda, però, si è lasciata uno strascico polemico tra i dirigenti Fs che sull’argomento si sono scambiati una accesa corrispondenza via internet. In una di queste missive Vincenzo Saccà, direttore della Vendita e Assistenza di Trenitalia, ha ammesso che la dichiarazione imposta ai disabili “era fatta male” e ha rassicurato gli altri di averla ritirata. Nel 2006 sui treni delle Ferrovie hanno viaggiato 150 mila persone disabili.