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Milano

Romano La Russa, indagato per finanziamento illecito ai partiti nell'ambito dell'inchiesta sul caso Aler. ANSA / FACEBOOK
Di Giorgio Sturlese Tosi
Ecco da dove è partita l’inchiesta della procura di Milano che ha coinvolto alcuni dirigenti dell’Aler Milano, l’azienda regionale per l’edilizia residenziale, la più ricca “agenzia immobiliare” d’Italia, con il suo patrimonio di 100 mila abitazioni in gestione, di cui 30 mila di proprietà del Comune di Milano. Continua

A Milano traffico in calo: colpa del caro-benzina? (Credits: Gian Mattia D'Alberto-LaPresse)
di Alessia Sironi
Il caro-benzina sta davvero influenzando così tanto la vita degli italiani? E in una città cosmopolita come Milano, quanto davvero influisce sulle abitudini delle persone, cittadini o pendolari che siano?
Difficile dire se il motivo del cambiamento sia dovuto proprio il caro-benzina, quel che è certo, è che le tradizioni stanno cambiando. Si è infatti passati da interminabili code in auto – negli orari di punta nulla di più facile che ritrovarsi tutti a leggere il giornale aperto sul volante – e domeniche ecologiche per cercare di diminuire le polveri sottili e lo smog alle stelle, a una diminuzione delle auto in città del 30%.
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Mohamed Jarmoune, il marocchino arrestato ieri (Credits: Ap Photo/Polizia di Stato)
di Arianna Giunti
Arrestati perché sospettati di pianificare sanguinosi attentati terroristici, un attacco all’Occidente nel cuore delle sue città, in nome della guerra santa islamica. Trovati in possesso di piani strategici per attaccare luoghi simbolici – dalle caserme alle chiese – o istruzioni per fabbricare esplosivi.
Proprio come Mohamed Jarmoune, il marocchino di 20 anni arrestato ieri all’alba dagli agenti della Polizia di Stato di Brescia perché sospettato di aver pianificato un attentato alla sinagoga di Milano.
Ma poi, poiché fermati prima di portare a termine il loro obiettivo, in una linea sottile fra intenzione e azione, assolti dai Tribunali.
Mohamed Jarmoune, mago del computer, quasi un hacker, capace di creare complicati sistemi di controllo che facessero da scudo alle sue pagine web dove incitava alla guerra santa, che reclutava simpatizzanti e con loro si scambiava informazioni sull’uso dell’esplosivo e delle armi, è sospettato di aver tentato di pianificare un attacco al tempio di via della Guastalla, a Milano. il suo computer, dove aveva creato siti web che ospitavano discussioni e diffondevano documenti su tematiche jihadiste, potrebbe nascondere anche altri legami con cellule di matrice terroristica straniere. Nella sua casa, però, nel corso delle perquisizioni, non sono stati trovati armi né esplosivi.
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Un'operazione della polizia contro le pandillas (Credits: Ansa)
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E’ la prima volta che si ha una mappatura delle Latin Gang; ed avere un’idea di chi siano i componenti delle bande e dove stiano le pandillas è un punto importante per iniziare una lotta efficace contro questa nuova forma di criminalità. In realtà sono anni che nelle città italiane esistono gruppi più o meno organizzati di sudamericani (e non solo) che scimmiottano le gang, ma questa nuova ondata di violenza che sembra aver contagiato i ragazzini delle bande preoccupa le forze dell’ordine.
Tanto più se si considera che ormai oltre ai ragazzi sudamericani nelle pandillas si trovano anche filippini, nord-africani e persino diversi giovani italiani. Gli adolescenti, per natura, si considerano più o meno invincibili e questo, se declinato in ottica criminogena, è incredibilmente pericoloso, specie se, all’onnipotenza dell’età, si aggiungono qualche birra di troppo e un machete nello zainetto. Continua

La foto di una pandilla (Credits: Ansa)
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“Una pandilla è come una famiglia”: è questo il motto dei ragazzi delle Latin Gang. Una famiglia che accoglie, protegge, difende, ma che è anche spietata nella sua logica criminale. Chi è dentro è dentro per sempre, chi è fuori è il nemico. Non ci sono vie di mezzo, non ci sono sfumature.
La comunità latina di Milano conosce il fenomeno delle bande e soprattutto ne conosce i potenziali sviluppi; madri disperate, padri che ringraziano la polizia quando i propri figli vengono arrestati, famiglie sfasciate da adolescenti che si comportano da criminali consumati.
Abbiamo conosciuto uno di loro: ha 23 anni e viene dall’Ecuador; come i suoi coetanei frequenta discoteche e locali latini ma pur non facendone parte con le latin gang ha fatto i conti e più di una volta. Lo hanno picchiato, minacciato, ha rischiato grosso e con quella gente non vuole avere nulla a che fare; ma in una comunità come quella sudamericana che ha un forte senso di legame con la propria patria non è facile rimanere estranei alla logica delle bande…lui ce l’ha fatta, ma a caro prezzo.
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E' il tatuaggio uno dei simboli delle gang (Credits: Ansa)
Latin king, Commando, Neta, Trebol: un nome per ogni banda, dietro una banda un capo, centinaia di affiliati e regole ferree che volano da una parte all’altra dell’Atlantico per importare nelle città italiane (prima Genova, poi Milano e via via a macchia di leopardo un po’ ovunque) il fenomeno delle Pandillas latine. Gang di ragazzini tra i 16 e i 26 anni che si danno una struttura paramilitare e “combattono” per la spartizione del territorio.
A Milano soltanto lo scorso mese la polizia ha arrestato 25 giovani appartenenti a cinque diverse bande responsabili di innumerevoli furti e rapine, ma soprattutto di 5 tentati omicidi. A preoccupare è proprio l’escalation e la gratuità della violenza: fino a qualche tempo fa era possibile parlare di ragazzini disadattati, il più delle volte da poco arrivati in Italia che, nel tentativo di ricreare quell’humus familiare lasciato in patria, finivano per scimmiottare le gang latine dei paesi d’origine e mettere cappellini in testa ascoltando regaetton e hip hop mentre giocavano a fare i “cattivi”. Continua

Immagini di repertorio dei controlli della Guardia di Finanza (Credits: La Presse))
Su 386 esercizi commerciali controllati in 317 sono state rinvenute irregolarità che, pallottoliere alla mano, fa circa l’82% del totale dei negozi. E’ questo il bilancio del blitz della Guardia di Finanza a Napoli. Dopo Cortina, Milano e, ieri sera, anche Sanremo (in questo caso però non si sarebbe trattato di blitz ma di controllo di routine) è stata la volta del capoluogo campano.
250 gli uomini coinvolti che hanno battuto al tappeto tutto il territorio in cerca di irregolarità. La presenza dei finanzieri ha determinato una lievitazione media degli scontrini del 133% con punte del 985%. In particolare presso il mercato di sant’Anna a Capuana su circa 50 ambulanti presenti in piazza, 40 il registratore di cassa non lo avevano proprio. Continua

Carabinieri e soccorritori intorno al cadavere di Marcelo Valentino Gomez Cortes (ANSA/DANIELE MASCOLO)
Omicidio volontario. Di questo è accusato Alessandro Amigoni, l’agenta della Polizia Locale che lunedì pomeriggio a Milano ha ucciso un 28enne cileno durante un inseguimento. Inizialmente l’agente era indagato per eccesso colposo di legittima difesa: “Ho sparato quando l’altro uomo che stava scappando ha estratto una pistola”, avrebbe detto agli inquirenti. I colleghi che erano con lui al momento della tragedia, però, avrebbero negato di aver visto armi in mano ai fuggitivi. E per di più, la vittima sarebbe stata colpita alle spalle.
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