Leggi tutte le notizie su:


militari

Tanta neve, mezza Italia in tilt: militari a Milano

Militari  al lavoro questa notte per le vie di Milano

Militari al lavoro questa notte per le vie di Milano (MILO/SCIAKY/ANSA/MAC)

C’è chi ha impiegato quasi un’ora per fare circa 1 km, lunedì sera, 21 dicembre.
Provava a tornare a casa, dopo il lavoro. Ma la nevicata, copiosa, e il gelo hanno reso le strade di Milano (ma è stato lo stesso in gran parte delle città del Nord) impraticabili: intasate dai veicoli e coperte da 15/20 cm di neve.
E allora tutti in fila, a passo d’uomo. Con pazienza o imprecando (sì, ma contro chi? La natura? Lo Stato? Il governo? La Protezione Civile? Il sindaco? I tanti, troppi, che hanno preso la macchina?), tutti in coda a (mal) sopportare i disagi sulle strade e le autostrade. O negli aeroporti. Continua

Spazzini, spalatori e ora vigili urbani: il paradosso dei militari italiani

Militari italiani

Ormai i militari sono diventati l’asso della manica di tutte le istituzioni, la soluzione a ogni problema, la risposta a ogni “emergenza”, vera, presunta o percepita che sia.
Negli ultimi anni i soldati hanno fatto di tutto: spento incendi come i pompieri, raccolto e sgomberato i rifiuti a Napoli come fossero spazzini, sorvegliato discariche come guardie giurate, spalato neve a Milano come operai comunali e pattugliato le strade di molte città per garantire la sicurezza come se fossero agenti di polizia. Continua

Via dall’Afghanistan? La Lega agita il governo. Dal Pdl l’altolà: “Resteremo”

Soldati italiani in Afghanistan

“La presenza dei nostri militari in Afghanistan è imprescindibile. Lasceremo il Paese solo quando saranno garantite le condizioni di sicurezza”. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, stronca sul nascere ogni speculazione. Il governo non pensa, né può pensare al ritiro della missione. E le parole di un ministro di peso come Umberto Bossi (“Io li porterei a casa tutti”, aveva detto sabato) sono state dettate da uno slancio affettivo, “un sentimento paterno”.
Si affretta a chiudere la vicenda, il ministro della Difesa.
Ma le affermazioni del laeder della Lega mettono in agitazione il governo. Sia perché per la prima volta mostrano possibilità di spaccature sulle missioni militari all’estero. Sia perchè scoprono il fianco all’opposizione. Con il Partito democratico che invoca sicurezza per i militari e l’Italia dei Valori che chiede di “ridiscutere in Parlamento il senso della missione”.
“Torneremo indietro” assicura La Russa “quando avremo concluso l’obiettivo della missione, che è dare all’Afghanistan la possibilità di gestire autonomamente il territorio”. Bossi, invece, commentando il ferimento di alcuni militari, sosteneva che, per i costi e i rischi che comporta, di Afghanistan si dovrebbe tornare a parlare in Consiglio dei ministri. (Nel Paese, a meno di un mese dalle elezioni, una nuova ondata di violenze nelle ultime ore ha fatto almeno 22 morti. Tra le vittime: 16 ribelli, due soldati afghani e un militare dell’Isaf di cui non èstata precisata la nazionalità) . Una questione di rapporto benefici-costi, quella che ha posto il ministro delle Riforme, dunque.
Ma dal governo il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta si affretta a bocciarla e il titolare della Difesa la derubrica a reazione sentimentale: “pensieri da papa”‘.
Del resto niente sul fronte governativo lascia intravedere una riduzione dell’impegno in Afghanistan. Anzi, di fronte a quella che “è visibilmente un’escalation”, il ministro degli Esteri Franco Frattini in un’intervista al Corriere della Sera assicura che i militari italiani saranno messi in condizione di fronteggiare i pericoli: “aumenteremo i Predator e la copertura dei Tornado”.
Parole che non sembrano convincere il Carroccio. Che con il ministro della Semplificazione legislativa, Roberto Calderoli, rincara la dose intervistato da Repubblica: “Il Libano e i Balcani intanto lasciamoli. E sull’Afghanistan ragioniamo. È sbagliato lasciare prima delle elezioni. Ma la testa alla gente non la cambi con il voto. E poi è la strada giusta? È una riflessione di pancia che il Paese fa”.
Immediata, quindi, la reazione del titolare della Farnesina: “Lavoriamo in Afghanistan per la sicurezza anche dell’Italia, quindi anche di Calderoli”. “Sono tutte opinioni rispettabili ma sono opinioni personali; il governo ha una visione che è già stata approfondita, le missioni internazionali sono un biglietto da visita dell’Italia nel mondo”, ha concluso Frattini sottolineando che in Afghanistan “vogliamo elezioni credibili, e quindi con una reale partecipazione del popolo afghano”.

Ma intanto l’opposizione mette in evidenza le divisioni nel governo. Il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, sottolinea che sulla vita degli italiani “non si può giocare” e non si può avere “la lingua biforcuta”. Mentre l’Italia dei Valori chiede di “ridiscutere il senso della missione” (missione di pace o partecipazione a una guerra?), dopo il 20 agosto, data delle elezioni afghane.
Quanto al Pd (smarcatosi nettamene dagli ex alleati della sinistra estrema che tornano a invocare il ritiro), i democratici rispondono compatti che non è in discussione la presenza in Afghanistan. “Il primo nostro dovere è proteggere i nostri soldati” sottolinea il segretario Dario Franceschini, il quale chiede al governo di “ridefinire i termini della missione” a livello internazionale, dopo l’escalation.

Dal governo il decreto anti-stupri: ergastolo ai violentatori e ronde gestite dai prefetti

Forze dell'ordine in pattuglia

Un decreto “corposo”, di almeno una dozzina di articoli: è lo strumento con il quale il governo invia un segnale forte, sotto il profilo della prevenzione e del contrasto, dopo la serie di stupri verificatisi nelle scorse settimane in diverse città italiane, da Bologna, Roma e Milano e Guidonia. Il testo è stato elaborato in questi giorni e limato con i continui contatti tra gli uffici legislativi dei ministeri interessati.
Tra i punti qualificanti del provvedimento, innanzitutto la previsione della custodia cautelare e quindi l’esclusione dai “domiciliari” per chi è accusato di violenza sessuale. Previsto anche il gratuito patrocinio per assicurare un’adeguata assistenza legale alle vittime di stupro. Il decreto legge anticipa così alcune delle misure contenute nel disegno di legge sulla sicurezza in discussione in Parlamento, l’ultima parte del “pacchetto” del governo ancora da approvare. Tra le altre misure contenute nel decreto, l’estensione fino a 6 mesi del periodo di massima permanenza dei clandestini nei centri di identificazione ed espulsione (il limite attuale è di due mesi).
Sempre in tema di stupri, si prevede la pena dell’ergastolo se alla violenza sessuale segua la morte della vittima. Specifiche aggravanti sono previste poi se il fatto e’ commesso ai danni di minori di 16 anni, in ambito famigliare o anche in ambito professionale.
Nel provvedimento anche la previsione di un incremento numerico delle forze di polizia con il rinvio ad un successivo decreto ministeriale per l’assunzione in organico di altri 1.800-2.000 operatori delle forze dell’ordine. Ci sarà anche uno stanziamento di risorse aggiuntive per la sicurezza, per un importo complessivo che dovrebbe oscillare tra i 60 e i 100 mln di euro.
Uno dei nodi sui quali si è incentrato il dibattito all’interno della maggioranza nell’elaborazione del testo è quello costituito dalla possibilità di impiegare gruppi di cittadini per la sorveglianza delle aree a rischio. Un aspetto, questo, che ha fatto paventare l’eventualità di un ricorso a pericolose ronde di giustizieri “fai-da-te”. In realtà, il testo del decreto prevede l’eventuale utilizzo di cittadini iscritti ad apposite associazioni, rigorosamente non armati e, soprattutto, attivati e coordinati dai comitati provinciali dell’ordine pubblico, dai prefetti e dai sindaci.
Si tratta, ha spiegato il ministro dell’Interno Roberto Maroni intervenendo mercoledì al question time alla Camera, di un argomento che è comunque bene sottoporre a regolamentazione legislativa. Dal momento che, sul territorio, si sono costituite in quest’ultimo periodo, associazioni spontanee di cittadini che in varie realtà locali contribuiscono alla prevenzione dei reati, è opportuno che alla materia venga data una cornice normativa, anche per evitare eventuali abusi.
Al Viminale confidano sul fatto che, con questa formulazione “soft”, chi nella maggioranza ha espresso perplessità sull’argomento possa invece valutare l’utilità di questo strumento aggiuntivo per il controllo del territorio e, quindi, per la prevenzione dei reati.
Nel decreto sono infine contenute, in modo da dare loro immediata attuazione, le norme previste dal ddl anti-stalking contro le molestie, approvato alla Camera ed attualmente in discussione al Senato.

Al decreto voluto ed emanato dall’esecutivo ha invece posto l’altolà il Vaticano, mentre dal Colle è venuta una presa di distanza. Il decreto ha infatti provocato la reazione negativa della Santa Sede. E anche una nota del Quirinale  puntualizza come “i contenuti del decreto siano di esclusiva responsabilità del governo”. Frase che sembra una riposta alle parole del ministro dell’Interno, Roberto Maroni che aveva negato contrasti con il Colle: “Non c’è stato alcun veto del Quirinale. Ieri con Napolitano ho concordato questo testo, senza alcuna forzatura o obiezione”.
Dura la posizione della Santa Sede. “L’istituzione delle ronde rappresenta” per il segretario del pontificio consiglio dei Migranti, monsignor Agostino Marchetto “una abdicazione dello Stato di diritto. Non è la strada da percorrere”. Dopo aver ricordato le perplessità del capo dello Stato e criticato l’ostinazione del governo, Marchetto ha ribadito che “è bene dare ai cittadini la possibilità di dare un contributo ad aumentare la sicurezza delle loro città, ma se questo serve ad alimentare un clima di criminalizzazione dei migranti, certamente questo non trova il consenso della Chiesa”.

Il VIDEO servizio:

Tornano ronde ed ergastolo nel decreto anti-stupri del governo

Una pattuglia di carabinieri

Torna l’ipotesi delle ronde, che solo lunedì sembrava tramontata, si delinea l’aumento degli organici delle forze dell’ordine (potrebbero essere 2.000 in più), si rafforza il pugno di ferro contro gli stupratori, prevedendo l’ergastolo per chi uccide la vittima dopo la violenza sessuale. Sono le novità della bozza di decreto legge che il Governo intende approvare al prossimo Consiglio dei ministri di venerdì. Un provvedimento che continua ad essere limato giorno dopo giorno dai ministeri interessati, Interno in primis, ma anche Giustizia e Pari opportunità.
Sul via libera alle associazioni dei cittadini non armati per il controllo del territorio (le cosiddette ronde), c’erano state perplessità da parte del Quirinale, ma anche da settori della maggioranza (i ministri Ignazio La Russa e Angelino Alfano in testa), oltre che la netta contrarietà dell’opposizione. Si sarebbe così arrivati ad una nuova formulazione della misura contenuta nel disegno di legge sulla sicurezza approvato dal Senato, enfatizzando il ruolo del sindaco e del prefetto, che devono dare l’ok allo strumento e prevedendo chiaramente che il compito dei cittadini sarà soltanto quello di segnalare eventuali problemi di ordine pubblico alle forze di polizia.
Capitolo forze dell’ordine. Il ministro Maroni vuole arrivare ad un aumento degli organici - una richiesta peraltro condivisa dall’opposizione, con cui il dialogo è aperto per puntare ad arrivare ad un testo il più possibile condiviso, come da auspicio del Quirinale - e ci sono contatti in corso con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che tiene i cordoni della borsa. L’ipotesi sarebbe quella di chiedere uno stanziamento aggiuntivo per arrivare a regolarizzare circa 2.000 unità. Non si tratterebbe esattamente di nuove assunzioni, ma si pescherebbe tra i volontari in ferma breve o prolungata che sono risultati idonei nei concorsi degli anni scorsi, ma non sono entrati negli organici delle forze dell’ordine. Dei nuovi ingressi si gioverebbe anche la polizia penitenziaria, come da richiesta del ministero dela Giustizia.
Il provvedimento allo studio inasprisce poi ulteriormente le misure contro gli stupratori. In particolare, la bozza prevederebbe la pena dell’ergastolo per chi uccide la vittima dopo la violenza sessuale (ciò che capitò a Giovanna Reggiani, uccisa a Roma il 30 ottobre del 2007). Inoltre, la custodia cautelare obbligatoria in carcere sarebbe estesa, oltre che agli accusati di violenza sessuale, anche a chi è accusato di pedopornografia e turismo sessuale.

Setola beffa i carabinieri. Il ras dei Casalesi in fuga nelle fogne

Setola sfugge alla cattura
Carabinieri perlustrano i cunicoli da cui è fuggito Giuseppe Setola

Il super latitante Giuseppe Setola, esponente di spicco del clan camorristico dei Casalesi, è fuggito ancora. Per pochi attimi è riuscito a sfuggire al blitz dei carabinieri dileguandosi attraverso un cunicolo che porta alle fogne. La via di fuga era stata scavata sotto il suo covo in via San Giuseppe Cottolengo, a Trentola Ducenta, nel Casertano.

Setola si nascondeva in un’abitazione all’interno di un cortile condominiale composta da bagno, camera e cucinino. Il latitante si è accorto dell’arrivo dei militari dell’Arma ed è fuggito attraverso una botola nel cortile che dà nella rete fognaria, botola occultata da una Mini Minor parcheggiata sopra.

I carabinieri del comando provinciale di Caserta hanno però fermato la moglie del boss, Stefania Martinelli, anche lei sfuggita in passato alla cattura. Setola, 38 anni, considerato il mandante e anche esecutore della strage di Castelvolturno, è inserito nell’elenco dei ricercati di massima pericolosità del ministero dell’Interno. È accusato - si legge - di “associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio e altro”.

Le notizie che di lui hanno fornito i pentiti lo descrivono come un capo sanguinario, alla guida di un gruppo di fuoco pronto a seminare il terrore in chi non accetta le sue leggi. Di sicuro, Giuseppe Setola è una vera e propria primula rossa della camorra, inseguito da polizia e carabinieri più volte arrivati ad un soffio dalla sua cattura. È già accaduto in precedenza che Setola abbia evitato le manette in occasione di operazioni condotte dalle forze dell’ordine. È irreperibile dalla primavera dell’anno scorso: si trovava agli arresti domiciliari ottenuti grazie ad un certificato medico con il quale erano stati attestati gravi problemi alla vista tanto da farlo considerare quasi cieco e da non consentire la sua detenzione. Nonostante questo, come hanno riferito i collaboratori di giustizia Oreste Spagnuolo ed Emilio Caterino, si era messo alla guida di una moto per partecipare all’esecuzione di alcuni omicidi.

Castelvolturno, il luogo della sparatoria
La strage di Castelvolturno

Guarda la GALLERY del covo e della fuga

L’omaggio di Napolitano e Berlusconi alle Forze Armate

Napolitano

Il quattro novembre di novant’anni fa finiva sul fronte italiano la “Grande Guerra”, la prima vera occasione in cui le Forze Armate dell’allor giovane Regno d’Italia si trovarono a combattere in un conflitto di grandi proporzioni. Anche per questo l’anniversario di oggi, giornata delle Forze Armate e dell’unità nazionale ha un significato particolare per i militari.
“Ringrazio le Forze Armate per il loro impegno a difesa della pace”, nel ricordo ”dei tanti uomini caduti per la difesa dei valori fondanti dell’Italia”. Silvio Berlusconi si è rivolto così in una lettera al capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Vincenzo Camporini. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deposto questa mattina una corona all’altare della Patria, rendendo onore a tutti i caduti. Napolitano era accompagnato dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, e dal capo di Stato maggiore della difesa, Vincenzo Camporini. Presenti il presidente del Senato Renato Schifani, quello della Camera Gianfranco Fini, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il presidente della Corte costituzionale Franco Bile. Tra le autorità anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, e i vertici delle forze armate e di polizia. Tra i politici Antonio Di Pietro. Dopo la cerimonia a Roma, il presidente della Repubblica si è recato al Sacrario di Redipuglia, in provincia di Gorizia, dove ha deposto una corona d’alloro ai piedi della tomba del conte Duca D’Aosta comandante della terza armata all’epoca della prima guerra mondiale. Successivamente è partito per Vittorio Veneto, dove novant’anni fa l’esercito italiano riscattò la disfatta di Caporetto e sconfisse gli austriaci.

GALLERY

-

Discutine sul FORUM: “4 Novembre, giorno delle Forze Armate: ha ancora senso festeggiarlo?

Ai 500 parà anti camorra anche i controlli di chi è ai domiciliari

I militari della Folgore

“Io sono favorevole alle manifestazioni purché siano pacifiche e nei limiti della legge: non potrà succedere ciò che è successo con la precedente manifestazione a Castel Volturno. Nessuno può pensare di replicare quelle violenze”. È questa l’opinione del ministro dell’Interno Roberto Maroni parlando della manifestazione di solidarietà agli immigrati in programma sabato 4 ottobre a Caserta.
Accanto ai movimenti e agli immigrati che sfileranno per le strade della città, ci saranno anche i 500 paracadutisti pronti a scendere in campo nel casertano: impiegati per posti di blocco, controllo di chi è agli arresti domiciliari, presidio di esercizi commerciali a rischio, ricerca di armi.
È stato infatti firmato dal presidente della Repubblica il decreto che autorizza, fino al 31 dicembre, l’impiego di 500 militari per il controllo del territorio e, molto probabilmente già da sabato 4 ottobre, i parà della Folgore saranno operativi in pattugliamenti e check point anti-camorra. Dopo l’ennesimo scontro, mercoledì, tra i ministri dell’Interno e della Difesa proprio sul contingente di militari da schierare nel casertano, il punto di situazione è stato fatto dal Consiglio supremo di Difesa, che tra le altre questioni ha affrontato anche questa. I dissidi, più o meno “lessicali”, sono stati ricomposti: il decreto ha avuto il via libera del presidente Napolitano ed è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale.
Il provvedimento - che oltre alla firma del capo dello Stato porta quelle del premier Berlusconi, dei ministri Maroni, Alfano, La Russa, Brunetta e Tremonti - entra in vigore “il giorno stesso della sua pubblicazione” e prevede l’impiego dei militari fino al 31 dicembre, ma il termine potrà essere prorogato. Dunque, fin d’ora, i parà della Folgore sono a disposizione del prefetto di Caserta, Ezio Monaco, che dovrà disporne l’impiego.
I paracadutisti sono già da alcuni giorni a Caserta, dove alloggiano nella sede dell’Aeronautica, presso la reggia. Il loro compito - come ha spiegato il colonnello Aldo Zizzo, comandante del 186/o, in occasione della visita del ministro della Difesa La Russa - sarà quello di “garantire un costante e capillare controllo del territorio attraverso attività operative diversificate, in autonomia o insieme alle forze di polizia”. E dunque, “pattugliamenti a piedi e motorizzati” (i parà possono contare su 118 vicoli VM, 5 defender, 7 camion e un’ambulanza), “posti di controllo, vigilanza fissa ad obiettivi sensibili”. L’obiettivo finale è quello di “contrastare la criminalità e liberare da questi servizi di controllo diverse centinaia di unità delle forze dell’ordine”, che potranno così dedicarsi esclusivamente alle indagini. L’area di intervento è stata circoscritta all’ “agro aversano-domizio”, da Castel Volturno fino quasi ad Aversa.

Secondo voi è utile l’esercito per combattere la criminalità?
Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    • Applicazioni Mondadori
    • Immobiliare.it
      Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

      Provincia
      Tipologia
    • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!