“Entro questa settimana sceglierò la squadra di governo con gli alleati della coalizione”, ha ribadito poi Silvio Berlusconi in diretta telefonica a Unomattina.
Si tratterà , ha spiegato, “di un totale di 60 tra ministri, viceministri e sottosegretari: la squadra sarà numericamente la metà del governo in carica”.
Berlusconi, che ha ricevuto stamattina le congratulazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha teso la mano all’opposizione per fare insieme le riforme. “Abbiamo di fronte mesi difficili, richiederanno grande forza”, ha aggiunto il Cavaliere. Per la formazione del governo, il leader del Pdl ha detto di avere le idee chiare e di aver incassato il sì degli alleati; nella squadra, di dodici ministri, ha detto, ci saranno “almeno quattro donne”. Due dei ministri saranno della Lega Nord; Gianni Letta dovrebbe essere uno dei due vicepresidenti del consiglio. Per Gianfranco Fini, invece, Berlusconi pensa alla presidenza della Camera (ma il diretto interessato dice che si deciderà nei prossimi giorni), mentre il ministro degli Esteri sarà Franco Frattini. Lo stesso Fini ha detto che la coalizione ha intenzione di governare per cinque anni e ha commentato la telefonata tra Walter Veltroni e Berlusconi dicendo che “si apre una fase nuova”. Il CAvaliere ha ribadito poi la sua intenzione di tenere il primo consiglio dei Ministri a Napoli, e di trascorrere nel capoluogo partenopeo almeno tre giorni alla settimana.
Alla Camera il Pdl la Lega e il Mpa ottengono insieme il 46,8%, contro il 37,6% del Pd e dell’Italia dei valori. Al Senato l’alleanza Pdl-Lega-Mpa ha il 47,3% mentre Pd e Idv si fermano al 38%. Tra le due coalizioni ci sono 38 seggi di scarto. Un disastro, invece, il risultato della Sinistra arcobaleno, che poteva contare su un serbatoio del 12% ma crolla, nei dati del Viminale, al 3,2% al Senato e al 3% alla Camera. Con questi risultati, per la prima volta nella storia repubblicana, in Parlamento non siederà nessun rappresentante della sinistra radicale. Non hanno invece tradito Pier Ferdinando Casini gli elettori dell’Udc, che hanno dato ai centristi il 5,7% dei consensi al Senato (dove dovrebbero arrivare due senatori centristi tra i quali Totò Cuffaro) e il 5,6% alla Camera. Tra i centristi al Senato non ci saà invece Ciriaco De Mita che, dopo aver opposto al Pd il suo gran rifiuto, fallisce il seggio a Palazzo Madama e lascia il parlamento dopo oltre 40 anni e 11 legislature. La Destra di Storace e i socialisti di Boselli hanno perso la scommessa, entrambi fermi ben al di sotto della soglia di sbarramento del 4%. In Parlamento non ci saranno dunque nemmeno esponenti socialisti. La sinistra radicale, uscita sonoramente sconfitta, è in pieno caos. Fausto Bertinotti ha ammesso la “sconfitta netta”, e ha annunciato la sua uscita di scena. Il crollo, nonostante la richiesta di Bertinotti di aprire una fase costituente della sinistra, apre uno scontro interno alla Cosa Rossa, con il Pdci che attacca per l’assenza della falce e martello nel simbolo e le minoranze del Prc che chiedono a Bertinotti il congresso. Terremotato anche il partito socialista: Enrico Boselli ha annunciato di voler passare la mano nella guida del partito.
Il VIDEO servizio:
- Martedì 15 Aprile 2008

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