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Pesce spada su un peschereccio | (ANSA)
Additivi e conservanti nei crostacei. Istamina, cadmio, mercurio e anisakis (parassita intestinale presente in numerosi mammiferi marini) nel pesce preparato. Echinococco, bluetongue o febbre catarrale maligna, negli ovini e bovini.
Se state pensando ai prodotti di Cina, Vietnam, Egitto o Indonesia siete fuori strada. Questi sono solo alcuni degli elementi risultati presenti, grazie alle analisi chimiche, batteriolochiche, parassitarie e virali, negli alimenti che arrivano in Italia dai Paesi dell’Unione. Continua
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Il virus H1N1 è un compagno di viaggio poco raccomandabile. Ma può succedere, ora che si avvicinano le vacanze invernali, che ci aspetti proprio là dove abbiamo deciso di passare le ferie natalizie. È vero che l’allarme sull’influenza A, in Italia, sembra calato; ma le notizie sul virus (un caso di mutazione anche nel nostro Paese, seppure avvenuto mesi fa all’ospedale di Monza) non consentono di prenderlo troppo sottogamba. Le domande, insomma, sono ancora tante: come fare per prevenire l’influenza A, come comportarsi se ci si ammala all’estero, se e quanto sono effettivamente pericolose le variazioni genetiche del virus. E poi: lo abbiamo superato il picco pandemico? E la stagionale? Quando arriverà, complicherà le cose?
Panorama ha chiesto a Giancarlo Icardi, professore alla facoltà di medicina di Genova e medico specializzato in igiene e medicina preventiva, di dissipare questi dubbi. Leggi l’intervista
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Bagagli dei passeggeri in aeroporto
Gli alimenti pericolosi viaggiano anche in valigia? Sì, eccome.
Le verdure contaminate o le carni tossiche non arrivano sul nostro territorio solamente all’interno dei container che sbarcano nei porti italiani, come ha dimostrato il viaggio di Panorama.it, ma anche negli scali aeroportuali. Continua
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Controllo effettuato dal PIF, Posto d’Ispezione Frontaliera, di Livorno
Dopo due giorni trascorsi sulle banchine del porto di Livorno, tra un container di carne suina della Cina in decomposizione, pesci e molluschi tossici arrivati dal Vietnam e una montagna di totani al cadmio spediti dall’Indonesia, non è poi così difficile credere a quegli addetti ai lavori che dichiarano di essere diventati vegetariani. Continua
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Fase della preparazione del vaccino contro il virus dell'influenza A
La parola non promette niente di buono: mutazione. Non bastassero le informazioni confuse (su tutto: l’influenza, il vaccino, il rischio per i bambini…) e oscillanti tra allarmismi e rassicurazioni spesso vane, ora sembra che il virus stia cambiando. Anche in Italia, come in Norvegia e in altri Paesi nel mondo (la conferma arriva dal ministero del Welfare, dopo che l’Istituto superiore di sanità si è messo al lavoro per stanare eventuali “metamorfosi” del virus che ha innescato la pandemia influenzale). Continua

Operazioni a scuola contro il virus A
“Allora bambini, la prima cosa che dobbiamo fare contro l’influenza è…?”. “Lavarsi le mani” risponde in coro alla maestra la platea di pulcini di una delle prime della elementare Rasori, nell’elegante quartiere Pagano di Milano. “Oppure?”. “Lavarsi i piedi” risponde uno che da grande lavorerà nel cabaret.
Tutti ridono, maestra compresa, poi parte la recita delle regole di Topo Gigio, testimonial del ministero del Lavoro e della salute: da “lavarsi le mani con il sapone” a “resta a casa se hai la febbre”. In realtà sono le prescrizioni dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, contro il virus dell’influenza H1N1, messe in fila dal simpatico topo d’annata. Continua
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Controllo effettuato dal PIF, Posto d’Ispezione Frontaliera, di Livorno sugli alimenti congelati destinati ai croceristi
Curiosare all’interno dei container di alimenti che arrivano e stazionano nei porti italiani non è un lavoro per deboli di stomaco. O per chi darebbe torto al ministro Rotondi sulla pausa pranzo “rito da abolire”. Garantito.
E non solo per il cattivo odore della carne o della verdura che spesso arriva sulle banchine completamente ammuffita, o addirittura marcia, ma soprattutto per quei prodotti tossici e radioattivi provenienti dai Paesi non appartenenti alla Comunità Europea: molluschi, pistacchi, gamberi, formaggi e persino tartufi. Continua
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Fare la lista dei ministri è più facile che assegnare le poltrone dei sottosegretari. Dove da sempre si scatenano gli appetiti più grandi (soprattutto di chi non è rientrato nell’infornata dei dicasteri). E anche il Berlusconi quater - nonostante il decisionismo del Cavaliere, messo in evidenza da tutti, e le indubbie novità apportate nella formazione del governo - paga questo pegno alla vecchia politica.
La nomina dei sottosegretari, che era prevista per questa mattina alle 11, è slittata a questa sera. Ci sono da completare 37 caselle (non è ancora certo se la minaccia di Berlusconi di non assegnare i posti di viceministro verrà messa in atto o meno) che sommate ai 21 ministri, al premier e a Gianni Letta comporranno la squadra fatta da 60 persone.
Il motivo del rinvio? Lo ha spiegato uscendo da palazzo Chigi la neo ministro aennina Giorgia Meloni: “Stiamo finendo di discutere…”. Salvo sorprese dell’ultima ora i viceministri dovrebbero esserci, ma il loro numero sarà notevolmente ridotto (quattro o cinque) rispetto ai nove previsti in precedenza. Secondo le ultime indiscrezioni resterebbe aperta la partita interna ad An per l’indicazione dei candidati ad un incarico nel nuovo esecutivo: tra i papabili, Mario Landolfi, Pasquale Viespoli, Adolfo Urso e Alfredo Mantovano. Proprio quest’ultimo non sarebbe gradito dalla Lega come vice all’Interno perché farebbe ombra a Maroni.
I boatos continuano a dare in pole position Roberto Castelli della Lega alle Infrastrutture con una delega di peso al Nord. Sembra proprio che dalle parti del Carroccio si consideri come punto fermo questo posto da vice all’ex Guardasigilli. Per Forza Italia restano tra i più accreditati Paolo Romani per la delega alle Comunicazioni. In ballo ci sono anche Guido Crosetto (Difesa) e Mario Mantovani (Infrastrutture). Sono alte le quotazioni per un posto di sottosegretario per Luigi Casero (Economia), Fabio Gava, Rocco Crimi (allo Sport), Stefania Craxi (agli Esteri), Maria Elisabetta Casellati, Giuseppe Vegas. Viene dato per certo Francesco Giro come sottosegretario ai Beni culturali.
Per il Carroccio corrono per un incarico di sottosegretario Daniele Molgora, Michele Davico e Giampaolo Dosso. Per l’Mpa verrebbe affidato a Giovanni Pistorio il ruolo di sottosegretario alle Infrastrutture. Mentre alla Salute gira sempre il nome del tecnico Ferruccio Fazio, ma non si escludono novità a con cui spesso il Cavaliere ha abituato la platea politica.
C’è poi il caso Michela Vittoria Brambilla, la presidente dei Circoli della libertà potrebbe entrare nel team di Palazzo Chigi come sottosegretario con delega al Turismo, anche se alcuni parlano ancora per lei di un viceministero.
Ma i problemi tra An e Forza Italia non esauriscono il mal di testa per il Cavaliere, che se ne sta chiuso nella sua residenza romana a palazzo Grazioli. Ci sono anche tutti i cosiddetti piccoli, dai socialisti di Stefano Caldoro e Stefania Craxi ai Repubblicani di Francesco Nucara, fino ad Alessandra Mussolini e all’Mpa che reclamano un posto al sole…
Tanto più dopo che Gianfranco Rotondi, con un blitz in pieno stile democristiano, ha piazzato la zampata l’ultimo giorno utile ed è diventato, unico tra i ‘nanetti’ del Pdl, ministro.
Con la nomina dei sottosegretari il Berlusconi quater sarà al completo. Da domani iniziano i riti della fiducia parlamentare. Appunto i riti, visto che dati i numeri scontati non saranno altro che delle formalità. Intanto il Cavaliere ha pronto il canovaccio dei discorsi che pronuncerà di fronte al Parlamento. Ribadirà che le promesse, per la verità non esagerate, fatte in campagna elettorale verranno mantenute. Niente bacchette magiche. Il Cavaliere starebbe ancora studiando il suo intervento ed è molto probabile che possa scegliere di sottolineare l’importanza di tenere aperto il dialogo con l’opposizione sulle riforme costituzionali e istituzionali: anche se la vicenda Travaglio-Schifani è considerata dal centrodestra un bastone tra le ruote del carro del dialogo. Così come che non mancherà di ricordare le difficoltà dell’economia internazionale e le zone d’ombra di quella italiana. Senza per questo rinunciare a rassicurare gli italiani di voler mantenere la parola data sulle priorità programmatiche del Pdl: dall’abolizione dell’Ici, alla detassazione degli straordinari passando per l’urgenza del capitolo sicurezza e per la questione centrale dei rifiuti.
Intanto il premier ha chiamato il leader del Pd Walter Veltroni. In una nota diffusa dall’ufficio stampa della Presidenza del Consiglio si legge che “alla vigilia della presentazione del governo in Parlamento per la fiducia, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha telefonato al leader dell’opposizione, on. Walter Veltroni. Il presidente Berlusconi e l’on. Veltroni hanno concordato di vedersi dopo il voto di fiducia per avviare un confronto continuativo tra maggioranza e opposizione”.