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29/07/2009 - Presentata oggi a Roma la campagna di comunicazione sulla sicurezza stradale - Sulla buona strada - del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Accanto al Ministro Matteoli, la tuffatrice olimpica Tania Cagnotto che, insieme a Aldo Montanop e Maria Grazia Cucinotta, è testimonial della campagna.
Credits: ANSA / ALESSANDRO DI MEO

Sette milioni di euro in fumo. Una pioggia di polemiche che hanno accompagnato il progetto fin dall’esordio. E, dallo scorso weekend, la definitiva scomparsa dalla rete. Risultato: Italia.it non è riuscito a raggiungere neanche il primo anno di vita. Presentato in pompa magna lo scorso febbraio da Francesco Rutelli (insieme al contestato logo “a forma di cetriolo” e all’esilarante video “Please visit our country”), il “mostro” - come è stato subito etichettato dai blogger - non è riuscito a sopravvivere a se stesso.
Doveva essere la vetrina del Made in Italy nel mondo, il punto d’accesso privilegiato per “riportare l’Italia al posto che le spetta”. Invece, si è rivelato solo un’altra occasione persa. O, meglio, un’ordinaria storia di burocrazia e “rimpallo di non-decisioni” all’italiana. Un’esperienza travagliata ricostruita nei dettagli sia dal basso (è il caso del blog Scandalo Italiano) sia da parte del Governo (qui il documento finale in pdf della commissione d’indagine istituita dal ministro Nicolais). E su cui si è pronunciata anche dall’Avvocatura di Stato.
Di qui il dietro-front dello scorso ottobre, quando il ministro per i Beni culturali ha dichiarato: “Quel sito o cambia oppure è meglio chiuderlo”. Ovviamente, nessuno ha fatto niente, come denuncia questa lettera inviata a LaStampa.it dal caporedattore Luca Palamara proprio alla vigilia della chiusura: “Il portale è ancora online grazie anche al lavoro gratuito della redazione, anche se formalmente è stato dichiarato chiuso da un paio di mesi (ironia della sorte, nell’ultimo mese sono aumentati anche gli accessi). Ma intanto nessuno decide: classico esempio di bizantinismo politico di stampo kafkiano”.
Alla fine qualcuno, però, ha deciso. E il portale è stato definitavemente oscurato alle ore 8 dello scorso venerdì. Senza nessuna conferenza stampa o comunicato.
Solo una dichiarazione del Capo dipartimento per l’Innovazione tecnologica, Ciro Esposito, raccolta dall’Ansa: “Ci sono tutte le risorse per riprendere il lavoro” ha spiegato “bisognerà decidere con quali attori, se indire un nuovo bando di gara o no e individuare il nuovo gestore”. In effetti, dei 45 milioni di euro stanziati per il funzionamento del portale, ne restano altri 38 a disposizione. Quanto basta a generare un nuovo “mostro”? È quello che temono diversi blogger italiani. “Molto probabilmente significa buttare tutto nel cestino e ripartire da zero con enormi sprechi di denaro pubblico. Niente male” scrive TomStarDust. “Ora chi paga?” si chiedono gli autori di The Million Portal Bay.
Massimo Mantellini sintetizza il tutto con un titolo efficace: “Italia.fu”. Un altro blogger rilancia l’idea di un portale creato dal basso: “Forse è arrivato anche il momento di riprendere in mano l’iniziativa di Ritalia con tutta l’umiltà possibile, se non altro valorizzando progetti paralleli al mega portalone”.
Il VIDEO del Ministro Francesco Rutelli
Il VIDEO parodia che circola su Youtube
- Tags: Giuliano-Amato, governo, Massimo D'Alema, ministero, ministri, newsletter, Palo-De-Castro, pesce, Politiche-agricole, Romano Prodi, sito, Svilippo-economico
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Il sito è semplice, pulito ed essenziale. Qualche file audio-video non guasterebbero, ma bene così: è il portale del governo. Che contiene le principali news riguardanti e il presidente del Consiglio Romano Prodi (le visite, le dichiarazioni, gli appuntamenti) e quelle provenienti dagli altri ministeri. Non essendoci feed Rss (il sistema Really Simple Syndication che serve a essere informati in tempo reale e in modo automatico degli aggiornamenti di un sito), per avere le ultime “Notizie dal Governo” occorre iscriversi alla Newsletter settimanale che “viene recapitata direttamente e gratuitamente all’indirizzo di posta elettronica specificato ogni martedì mattina”. Con qualche sorpresa… Prendi la newslettere numero 17 del 1 maggio 2007: si parla del Disegno di legge sulla modifica alla disciplina dell’immigrazione, approvato il 24 aprile 2007 dal Consiglio dei Ministri (che prevede il riesame della disciplina dell’immigrazione e delle norme sulla condizione dei cittadini stranieri (di fatto la cancellazione della precedente legge Bossi-Fini), presentato dal Ministro dell’Interno, Giuliano Amato, e dal Ministro per la Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero. Temi importanti e discussi, nella newsletter di Palazzo Chigi, insomma. Come quello che riguarda il Lavoro sommerso e le azioni di aggressione del ministero del Lavoro, che negli ultimi sei mesi, è riuscito a portare alla luce, grazie a energiche e capillari ispezioni e un’azione incisiva di sensibilizzazione, 45.000 lavoratori irregolari. Oppure la positiva stima a cura del ministero dello Sviluppo Economico per il Mezzogiorno: nel Rapporto 2006 del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione del ministero “documenta il positivo riavvio dello sviluppo a conclusione della fase di rallentamento produttivo”. Chiaro che per un esecutivo incolpato da più parti (anche dalla stessa maggioranza) di non riuscire a dire, a comunicare, a trasmettere ai cittadini-elettori la “mole” di lavoro fatta in questo primo anno di vita, una newsletter così ricca, di informazioni e soprattutto risultati, è indispensabile. Meno chiaro invece perché l’ultima notizia contenuta nel “bollettino” on line trovi posto anche una “Guida pratica per scegliere e riconoscere il pesce fresco”, realizzata dal Ministero delle Politiche agricole: un opuscolo (qui il .pdf 1,9 MB) con “preziose informazioni sull’importanza di una sana alimentazione” e, si legge nella Nl, “su come cucinare il pesce fresco, oltre ad essere provvisto di una serie di utili schede informative sulle principali varietà di pesce in vendita. Il consumatore potrà … imparare a pulire il pesce, operazione facile ma delicata…” e via di questo passo. Forse per rendere più appetibile il menu della newsletter, forse per offrire una dieta agli italiani in vista dell’imminente estate e della difficilissima “prova costume”, si scopre che l’opuscolo del ministero retto da Paolo de Castro consiglia, dopo averla spellata, squamata e spinata di cucinare “l’orata al cartoccio con fette d’arancia”. Dopo il risotto di D’Alema nel salotto di Bruno Vespa (correva l’anno 1997: ospite di Porta a porta era il leader dell’allora Pds, e Vespa mandò in onda il filmato con l’allore premier in grembiule e sorriso, che con fare rilassato preparava il piatto per il suo staff), dovremo presto aspettarci anche un’ospitata in tv del ministro De Castro che prepara i “Filetti di spigola alle erbe aromatiche”?