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Chi sono i nuovi ministri - INFOGRAFICA

(Credits: Claudio Laurenti)

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Ecco il governissimo Monti: tre donne ministro e nessun politico

ANSA/ALESSANDRO DI MEO

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Claudia Daconto

Ci sono volute due ore e mezzo perché il professor Monti, a colloquio al Quirinale con Giorgio Napolitano, presentasse l’attesa lista dei ministri tecnici che giovedì al Senato e, probabilmente, venerdì alla Camera dovrebbero ottenere la fiducia da entrambi i rami del Parlamento. Due ore e mezzo durante le quali lo spread ha ripreso a schizzare verso l’alto, le inquitudini del palazzo e dell’opinione pubblica hanno preso il volo mentre molti cronisti di antica data si chiedevano in preda a un’ansia velata: «Che cosa diavolo si staranno dicendo? Perché tutto questo tempo?». Eccola dunque, la lista dei ministri. Tutti tecnici, certo, come volevano  Pd e PdL. Ma chi pensava che la politica sarebbe stata alla finestra si sbaglia. Anche perché  la tecnica, ci hanno insegnato all’Università, non è mai neutrale. È la faccia presentabile con cui si può affacciare oggi al Paese una politica  sempre più screditata e - come direbbe l‘Economist - unfit a gestire l’attuale fase di crisi: per capire in che modo la politica è rientrata dalla porta di servizio, del resto, basta dare un’occhiata a queste brevi noti biografiche. Leggendole, naturalmente, in controluce. A giocare un ruolo chiave sono anche personalità che vengono dal mondo cattolico, cerniera ideale in questo periodo di un Paese dilaniato in due blocchi in guerra. Continua

Con il Lodo Alfano “disparità di trattamento”. Ecco i motivi del no della Consulta

La Corte Costituzionale durante una seduta

La Corte Costituzionale durante una seduta

Cinquantotto pagine, redattore il giudice Franco Gallo, per dire che: “La sospensione processuale prevista dalla norma censurata è diretta essenzialmente alla protezione delle funzioni proprie dei componenti e dei titolari di alcuni organi costituzionali e, contemporaneamente, crea un’evidente disparità di trattamento di fronte alla giurisdizione“. Questo scrivono i giudici della Corte Costituzionale (qui la composizione), nella sentenza n.262, nella quale si spiegano le motivazioni della “bocciatura” del Lodo Alfano. Continua

Sfida dell’Aquila per il governo: una corsa contro il (mal)tempo

Corsa contro il (mal) tempo

I tempi sono strettissimi. Dopo la pioggia primaverile incombe il caldo estivo e il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha un solo obiettivo: garantire un tetto prima del freddo autunnale alle migliaia di aquilani costretti a vivere nelle tende dopo il terremoto del 6 aprile.

Gli edifici prefabbricati Alle 8 di giovedì 14 maggio i tecnici hanno preso possesso delle 20 aree individuate per la costruzione delle abitazioni provvisorie (vedere il riquadro a pagina 59) ed è così cominciato il conto alla rovescia. Una corsa contro il tempo che dovrebbe avere le seguenti tappe finali: entro la fine di settembre saranno pronte le prime abitazioni per circa 2.500 persone e altrettante di seguito ogni 15 giorni, per arrivare a circa 12.500. È ancora difficile stimare il numero esatto di persone che ne avranno bisogno, visto che i sopralluoghi per verificare l’agibilità o meno delle abitazioni si concluderanno all’inizio di giugno. E in quel momento, sperando che lo sciame sismico si attenui, chi può dovrebbe avere la forza di rientrare nella propria casa. Su 64.391 sfollati assistiti dalla Protezione civile, 31.422 sono ospitati nelle 170 tendopoli e gli altri in alberghi e case sulla costa adriatica.
Bertolaso per ora ha calcolato in circa 15 mila le persone da ospitare nei prefabbricati aggiungendo che “una parte della popolazione verrà sistemata negli appartamenti liberi presenti in città che verranno affittati dallo Stato, mentre chi troverà una sistemazione autonoma godrà di un contributo mensile”. Gian Michele Calvi, docente alla facoltà di ingegneria dell’Università di Pavia, è il referente della Protezione civile per il Progetto c.a.s.e. (complessi antisismici, sostenibili ed ecocompatibili) in qualità di presidente dell’Eucentre, il centro europeo di formazione e ricerca in ingegneria sismica. “Non conoscendo il numero di nuclei familiari da ospitare saremo molto flessibili” spiega a Panorama.
“Avremo appartamenti da 36, 55, 72 metri quadrati, ma anche più ampi utilizzando moduli di 4 mq. In 72 mq possono stare quattro persone in due camere da letto, due bagni e una zona giorno con cucina”. Calvi conosce bene le mille difficoltà e va dritto al cuore del problema: “I due elementi che non si possono discutere sono la sicurezza sismica e il tempo”. Sul primo punto le aree sono state scelte dopo indagini macrosismiche, di velocità di propagazione delle onde per vedere se ci fossero faglie, analisi idrogeologiche e facilità di connessione con viabilità, sistemi di fognature e condotte idriche. Riguardo alla realizzazione, prosegue l’ingegnere, “abbiamo bisogno di costruttori che siano in grado di consegnarci gli edifici chiavi in mano in 4 mesi, lavorando 2 mesi nei loro stabilimenti e altrettanti in loco”. Bertolaso ha parlato di prefabbricati in legno lamellare e calcestruzzo compresso su una piattaforma antisismica e l’individuazione delle aziende dipenderà dalla garanzia di rispetto dei tempi. Spiega infatti Calvi: “Se prendessimo tutti i produttori di case in legno del Trentino-Alto Adige, nei tempi che indichiamo ci fornirebbero 300 abitazioni, mentre ce ne servono 4.500.
Perciò entro pochissimi giorni emaneremo un bando aperto nel quale non indicheremo un determinato numero di abitazioni bensì quante abitazioni dovranno essere costruite in 4 mesi chiavi in mano”. Come riuscirci? La soluzione potrebbe essere un’associazione di imprese, perché quasi tutte le aziende specializzate in tecnologie per il montaggio veloce non sono abituate a fornire anche serramenti, impianti elettrici e altro, lavori che possono invece compiere semplici imprese edili. “Le offerte dovranno arrivarci entro la fine di maggio, così mentre procederemo all’aggiudicazione cominceremo con gli scavi”. Il primo mese è quello che preoccupa di più Calvi: “Una volta partiti non ci fermeremo più”. Vediamo un po’ di numeri e la tabella di marcia.
Per ora si ipotizzano 150 blocchi di edifici per altrettante piastre su cui costruire. Per ogni piastra si calcolano 80 abitanti, pari a 25-30 alloggi, per un totale di 12 mila persone. Dall’inizio di giugno in 15 giorni Calvi prevede di realizzare gli scavi sulle prime 30 piastre. Subito dopo verrà posta l’armatura delle fondazioni mentre cominceranno gli scavi su altre 30 piastre, e così via. Entro luglio (2 mesi) saranno pronti i primi 30 blocchi su cui potranno essere montate le abitazioni da consegnare entro settembre. Considerando la flessibilità nelle dimensioni, si arriverebbe a dare un tetto a 12.500 persone entro la fine di novembre, alla media di circa 2.500 ogni 2 settimane da fine settembre. In questo caso, sembra inevitabile che una parte di quei cittadini dovrà essere ospitata temporaneamente altrove in attesa del completamento degli edifici.
Già a metà ottobre la temperatura notturna cala sensibilmente e non si può restare in tenda.

Costi e finanziamenti Per la costruzione dei moduli abitativi il decreto legge sulla ricostruzione del 28 aprile stanzia 700 milioni di euro. Calvi stima un costo di 40 mila euro per abitante, al netto dell’iva. “Riuscire in quest’opera con i costi che stiamo prevedendo sarà un vero miracolo” commenta ancora l’ingegnere, che sottolinea il risparmio di una somma di oltre 100 milioni non facendo ricorso a general contractor e società di progettazione. Bertolaso emanerà un’ordinanza sulla costruzione di questi edifici provvisori dopo che il decreto legge sul terremoto sarà approvato dal Senato, mentre quella sulla ricostruzione vera e propria arriverà a fine giugno. La vera svolta è attesa per la prossima settimana. Dopo gli emendamenti presentati dal governo nella commissione Ambiente del Senato, martedì 19 l’aula vota la nuova versione del decreto legge che porta al 100 per cento il contributo pubblico per chi ricostruisce o ristruttura la propria casa danneggiata.
Altri provvedimenti riguarderanno i poteri del sindaco e del presidente della regione sulla ricostruzione del centro storico dell’Aquila e il ruolo della Fintecna. Il senatore Antonio D’Alì (Pdl), relatore e presidente della commissione, aveva già presentato propri emendamenti, che prevedono tra l’altro 10 milioni dal fondo Infrastrutture per consentire ai residenti nelle aree terremotate l’esenzione dal pedaggio autostradale per tutto il 2009 e 5 milioni per la messa in sicurezza degli immobili storico-artistici.

L’economia La ricostruzione passa anche attraverso la ripresa delle attività industriali, commerciali e agricole. Il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, e quello degli industriali abruzzesi, Calogero Marrollo, insistono nel chiedere che L’Aquila e il suo circondario siano dichiarati zona franca almeno per cinque anni. Ne deriverebbero vantaggi fiscali e incentivi finanziari tali da incoraggiare gli investimenti. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha avviato i contatti con l’Ue. Nel frattempo la Cia, confederazione degli agricoltori, sta promuovendo i prodotti tipici aquilani e abruzzesi: fino al 2 giugno saranno in 50 mercati in tutta Italia.
Lo stesso farà la Confcommercio aquilana grazie alla Federdistribuzione, che copre quasi tutte le catene di supermercati, e alla disponibilità dei mercati ambulanti della Penisola. Un’analoga iniziativa è programmata a Madrid per il 30 maggio. L’Aquila, solo nel centro storico, ospitava oltre 900 commercianti.
Nella popolazione l’angoscia si mescola alla voglia di ricominciare. Un esempio? Nella tendopoli di Pizzoli, comune a 15 chilometri dall’Aquila, è attiva da giorni la raccolta differenziata porta a porta. Anzi, purtroppo, tenda a tenda.

LEGGI ANCHE: Vittime in passato, alleati per il futuro: Onna ricostruita dai Tedeschi - Berlusconi: “Case per 13mila persone, pronte a novembre” - Lo SPECIALE di Panorama.it. Guarda nei GRAFICI: il piano di ricostruzione

Un anno dopo, il governo si allarga. Ok del Quirinale a cinque promozioni

Silvio Berlusconi con Michela Vittoria Brambilla

Promozioni (annunciate) in arrivo nel governo. Michela Vittoria Brambilla diventerà ministro e cinque sottosegretari (Paolo Romani, attuale sottosegretario alle Comunicazioni, che diventerà vice nell’ambito del dicastero dello Svilupo economico, guidato da Claudio Scaiola; il leghista Roberto Castelli, che ricopre la carica di sottosegretario alle Infrastrutture; Adolfo Urso, al Commercio con l’estero; Ferruccio Fazio e Giuseppe Vegas all’Economia) saranno promossi viceministri.

Avanzamenti che hanno ricevuto un via libera informale dal Quirinale, dopo un colloquio fra il capo dello Stato Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Nel corso dell’incontro, durato circa un ora ed al quale ha preso parte anche il sottosegretario Gianni Letta, il premier ha illustrato al presidente della Repubblica quanto già annunciato in Consiglio dei ministri: l’intenzione, cioé, di ‘promuovere’ la Brambilla ministro senza portafogli e dare il rango di viceministri ad alcuni sottosegretari. Avanzamenti sui quali il presidente della Repubblica, a quanto si apprende, non avrebbe mosso obiezioni. Ancora incerta la tempistica delle nomine. Il Cdm dovrebbe procedere allo “spacchettamento” delle deleghe consentendo la “promozione” dei sottosegretari.
Successivamente, sarà al premier a proporre formalmente al capo dello Stato il nuovo ministro che potrebbe giurare, dopo la nomina di Napolitano, già questa sera. Salvo messe a punto di carattere tecnico che potrebbero far slittare l’operazione alla prossima settimana. Mentre per i viceministri, spetterà al premier formalizzare l’avanzamento di Romani (Comunicazioni), Urso (Commercio con l’estero), Castelli (Infrastrutture), Fazio (Sanità) e Vegas (Economia) Ad annunciare l’intenzione affidare il rango di ministro alla Brambilla era stato lo stesso Berlusconi durante lo scorso consiglio dei ministri, sottolineando che la “rossa” di Lecco era destinata a quel ruolo.
Al termine della riunione, era stato Roberto Calderoli ad annunciare che altri tre sottosegretari (Urso, Romani e Castelli, appunto) sarebbero stati avanzati al rango di viceministri. Le novità sono dunque quella di Fazio ‘promosso’ a viceministro della Sanità e, con tutta probabilità, di Vegas all’Economia. Le “promozioni”, ha tenuto a precisare Berlusconi nei giorni scorsi, “non spostano il numero dei componenti del governo”, visto che “si tratta di sottosegretari che diventano viceministri per confrontarsi al meglio nelle riunioni internazionali con ministri di altri Paesi”. Il numero complessivo dei membri del governo, in sostanza, resterà invariato a 61.
Uno in più dei sessanta previsti dalla “legge Bassanini” dopo lo strappo alla regola con la nomina a sottosegretario all’emergenza rifiuti di Guido Bertolaso.

Brambilla promossa ministro del Turismo. Il Governo cresce, Letta frena

Michela Vittoria Brambill

“Presto verranno nominati un nuovo ministro e tre vice”. L’annuncio di un upgrade nella squadra di Palazzo Chigi arriva al termine del Cdm, poco prima di mezzogiorno. È il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli a dare la notizia, riferendo quanto anticipato dal premier Silvio Berlusconi durante la riunione di governo.
Un annuncio giudicato intempestivo dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Che infatti si è affretta a smentire, in occasione di un incontro a Palazzo Chigi con il Niaf per la raccolta fondi a favore dell’Abruzzo. “Noi all’inizio” aggiunge “abbiamo rispettato la legge sul numero dei ministri. Berlusconi ora chiederà un appuntamento a Napolitano”. Il sottosegretario ha inoltre spiegato che “oggi il presidente del Consiglio non ha fatto alcun nome” durante il Cdm su eventuali nuovi ministri. In realtà una nomina il Consiglio dei ministri l’ha ufficializzata: quella a sottosegretario allo Sviluppo economico del presidente della commissione Lavoro di Montecitorio Stefano Saglia, al posto dello scomparso Ugo Martinat.

E comunque da fonti governative (e da rumors che ormai si inseguono da tempo) si è appreso che la promozione riguarderà Paolo Romani, attuale sottosegretario alle Comunicazioni (che diventerà vice nell’ambito del dicastero dello Svilupo economico, guidato da Claudio Scaiola) e il leghista Roberto Castelli (che ricopre la carica di sottosegretario alle Infrastrutture). E “vice” diventerà anche al Commercio con l’estero anche Adolfo Urso (An).
Come ministro, invece, si appresta ad entrare nell’esecutivo anche la rossa Michela Brambilla, attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al turismo e presidente dei Circoli della libertà.

Quanto ai tempi degli “innesti”, i tre o quattro sottosegretari potrebbero essere promossi vice ministri già la prossima settimana in occasione del Cdm, mentre la nomina del neo-ministro sarebbe successiva, perché richiede una modifica legislativa ad hoc e il calendario dei lavori parlamentari fa presumere che se ne parlerà dopo le europee, tenendo conto anche dei nuovi equilibri politici interni. Anche per questo il sottosegretario Letta di è precipitato a frenare le indiscrezioni: “Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi chiederà un appuntamento al capo dello Stato per parlare con lui della struttura di Governo: ministri e viceministri”.

Dal Governo 8 miliardi e nessuna nuova tassa per l’Abruzzo. E G8 a L’Aquila

Il cdm all'Aquila

Poco più di due ore: dalla 10 a dopo le 12. Tanto è durata la riunione del Consiglio dei ministri a L’Aquila, chiamata a varare il decreto legge sugli interventi urgenti in favore della popolazione abruzzese colpita dal terremoto.

Due ore intense, in cui sono state prese importanti decisioni. Il governo ha deciso di spostare il G8 nella città dell’Abruzzo colpita dal terrermoto, invece di tenerlo alla Maddalena, come era previsto. Nel vertice - a cui hanno partecipano anche il capo della Protezione Civile, il sottosegretario Guido Bertolaso, e il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi -  è stato poi varato un decreto legge da 8,5 miliardi di euro: 1,5 miliardi per le emergenze e 7 per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma del 6 aprile.
“Garantiamo assistenza quotidiana a 75mila persone, una città” ha detto il permier Silvio Berlusconi in conferenza stampa ringraziando ancora una volta la Protezione civile e i volontari. “Credo che questo non abbia precedenti nell’Occidente. La novità del decreto approvato oggi è che finita la fase dell’emergenza si risponde senza aumentare la pressione fiscale. Non si mettono le mani nelle tasche degli italiani ma si spostano spese e investimenti, si riducono sprechi nella finanziaria triennale del Governo”. Comunque, entro settembre,è prevista dal governo la costruzione di 5mila alloggi mentre “in totale” assicura il premier “saranno 13mila le nuove costruzioni”.

A tenere banco  è stata però l’idea del premier Silvio Berlusconi, e riferita da alcuni partecipanti alla riunione, di “spostare il G8 della Maddalena qui all’Aquila. Sarebbe giusto”. Il premier, sempre secondo quanto riferito da fonti governative, ha espresso la volontà di tenere il vertice dei Grandi nella città colpita dal sisma, motivando questa decisione con il fatto che in questo modo si risparmierebbero denaro e risorse che potrebbero essere utilizzati per la ricostruzione. In questo modo, ha aggiunto Berlusconi, sempre secondo quanto riferito dai presenti, si porterebbe l’Abruzzo al centro dell’attenzione mondiale. E il cdm ha approvato la decisione di spostare il G8 della Maddalena a L’Aquila, fermo restando che per dare seguito alla decisione bisognerà sentire gli altri Paesi partecipanti.

“Farlo alla Maddalena” spiega Berlusconi “sarebbe costato 220 milioni di euro. In tempi di crisi è meglio risparmiarli”. E poi: “Il complesso della Maddalena resterà in grado di ospitare qualunque evento in futuro. C’era una spesa di 220 milioni preventivata per il G8. E dato che in Italia si è dato vita ad una polemica sulla data del referendum, con accuse alla Lega Nord… e la cifra era intorno ai 50 milioni, ci siamo domandati: perché non dare 220 milioni in più per la ricostruzione dell’Abruzzo? Abbiamo questo complesso dove siamo che può accogliere capi di stato e di governo, giornalisti”. Il presidente del Consiglio ha poi spiegato che oltre ai risparmi che lo spostamento consentirebbe di ottenere, circa 220 milioni di euro, non vi sarebbero problemi dal punto di vista della sicurezza: “Non credo che i no-global avrebbero la voglia, la faccia, il cuore di venire qui a manifestare in modo duro”.
L’ipotesi, inizialmente, non convinceva alcuni ministri interpellati dalle agenzie di stampa: “Non mi sembra assolutamente plausibile l’idea di spostare a L’Aquila il G8 fissato per quest’estate in Sardegna”, aveva detto infatti a Sky Tg24 il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. “Quello che è stato speso, anche per volontà del precedente governo” sottolineava il ministro “mi pare difficile che oggi possa essere spostato. Francamente credo che sia difficile a meno che qualcuno ci dimostri il contrario”.
Da subito entusiasta invece il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente (Pd): “Siamo pronti ad accogliere il G8 all’Aquila”, ha detto. “Sarà un grande impegno, soprattutto per la Protezione Civile e per questa scuola (della Gdf, ndr) che ci ospita e che diventerebbe una delle aree più sensibili. Certo organizzare il G8 è molto complesso ma la città e l’Abruzzo sono pronti a riceverlo per come possono. Ci piacerebbe essere vestiti a festa, ma ci troveranno con la tuta da lavoro”.

Sulle risorse necessarie per la ricostruzione dell’Abruzzo, il decreto legge “Abruzzo” è pronto: in tutto, il governo ha deciso di stanziare più di 8 miliardi. Uno e mezzo servirà per fronteggiare l’emergenza e 6,5 miliardi per la ricostruzione. La gran parte delle risorse per la ricostruzione dovrebbero arrivare dai tre fondi gestiti da palazzo Chigi per gli imprevisti, anticrisi e infrastrutture. Altri due miliardi dovrebbero arrivare (uno ciascuno) dagli enti previdenziali e dalla cassa depositi e prestiti. Per quel che riguarda le risorse per l’emergenza, il miliardo e mezzo necessario dovrebbe in parte arrivare da una nuova lotteria e da altri interventi sui giochi, mentre è esclusa l’introduzione di nuove tasse, compreso l’aumento delle accise su carburanti e sigarette di cui si era parlato nei giorni scorsi. Prevista anche lacostruzione di 5mila alloggi entro settembre.

A queste ordinanze potrebbe aggiungersene altre.
Facilitazioni a chi ricostruisce. Tra le novità previste, potrebbe arrivare il contributo per la ricostruzione delle abitazioni. Che dovranno ovviamente rispettare criteri antisismici. Possibile che spunti qualche qualche intervento ulteriore sui mutui.
Bollette luce e gas. Una prima sospensione, di due mesi, delle bollette è già scattata. Il decreto potrebbe prorogare il termine.
800 euro agli autonomi. In arrivo un sostegno per commercianti, artigiani e professionisti che lavorano nelle zone colpite. Inizialmente l’aiuto dovrebbe essere garantito per 90-120 giorni. Si è parlato di 800 euro al mese, ma la cifra dell’intervento dovrebbe definita da un’ordinanza successiva.
Indennità disoccupazione lunga. Prevista la proroga, che dovrebbe essere di circa sei mesi, della indennità di disoccupazione laddove fosse in scadenza.
Farmaci. In arrivo novità su questo fronte, che dovrebbero garantire tra i 300 e i 400 milioni. Nel decreto verrebbe fissato il tetto di spesa farmaceutica territoriale: per il solo anno 2009 sarebbe al 13,8% e contemporaneamente si provvede ad un taglio del 7% del prezzo dei farmaci equivalenti. Vengono rideterminate anche le quote di spettanza sul prezzo di vendita al pubblico dei farmaci equivalenti: per le aziende farmaceutiche il 58,65%, per i grossisti il 6,65% per i farmacisti il 26,7%.
Lotteria al supermercato. Giocare alla cassa del supermercato, tentando la fortuna con la manciata di centesimi: é questa una delle novità che potrebbe entrare nel dl. Dal comparto giochi, comunque, dovrebbero arrivare risorse per 5-600 milioni di euro.
Doppio 5xmille. Non soldi in meno al volontariato, ma soldi in più per il terremoto. Per aiutare la popolazione dell’Abruzzo potrebbe arrivare dunque un secondo modulo.
Sconti per acquisto mobili per aziende. È una delle proposte del ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e punta a introdurre aiuti sotto forma di garanzia al credito al consumo per l’acquisto di mobili per le aziende e per gli studi professionali.
Zona franca urbana. Applicazione di alcune misure di defiscalizzazione ai comuni abruzzesi colpiti dal terremoto.
400 mln a poli produttivi. Sblocco di 400 milioni per realizzare contratti di programma e riavviare i poli produttivi nei settori dell’informazione e della comunicazione, della farmaceutica e agroalimentare.
Esenzione iva per nuove costruzioni. La misura è in forse. non è detto che rientri in questo provvedimento.
Niente ici e irpef su fabbricati. Lo prevede un’ordinanza del presidente del consiglio e riguarda le seconde case. le prime infatti sono già esenti.
Scuola. arrivano 110 milioni per l’edilizia scolastica nelle zone colpite dal sisma.
Donazioni. cambio di registro per chi vuole fare le donazioni: si passa dalle detrazioni alle donazioni. Un regime più conveniente per i contribuenti altruisti.
Norme antisciacalli. Lo sciacallaggio non diventerà un nuovo reato del codice penale, ma verrà punito nella forma di aggravante di tutti i reati compiuti contro il patrimonio, con un aumento delle pene previste da un terzo alla metà.
Patto stabilità interno. Per l’Abruzzo dovrebbero ammorbidirsi le maglie del patto di stabilità interno.

Il premier Silvio Berlusconi: “Il G8, dalla Maddalena all’Aquila. Così risparmiati 220 milioni ed evitato il rischio no-global”. Che ne dite?

LEGGI ANCHE: Lo SPECIALE di Panorama.it - Le strategie per la ricostruzione dell’Abruzzo

Bossi e le europee: ritorneremo Lega di lotta

Umberto Bossi

di Paola Sacchi

Non stuzzicare il can leghista che dorme. Ha reagito con calma alla carica dei 101 parlamentari del Pdl e al successivo invito di Silvio Berlusconi a darsi una calmata. Ma ora il Carroccio per la campagna elettorale delle europee e amministrative si prepara a fare scintille. “Prenderemo voti da tutte le parti: non solo dagli scontenti della nascita del Pdl ma anche a sinistra da quelli del Pd e magari ci allargheremo fino all’Italia dei valori. Forse noi esageriamo, come dice Berlusconi, ma forse noi siamo in sintonia con quello che vogliono gli elettori su federalismo, sicurezza, misure per fronteggiare la crisi”. Parola di Giancarlo Giorgetti, segretario della Lega lombarda, presidente della commissione Bilancio di Montecitorio, colonnello di punta del “cerchio magico” bossiano. Uno che di solito parla poco e mai a caso.

Segno che la Lega si appresta ad abbandonare il profilo basso con il quale, su ordine di Umberto Bossi, ha accompagnato l’approvazione del federalismo fiscale a Montecitorio. Il Senatùr ha imposto ai suoi di non portare cartelli in aula per esultare. Ma poche ore prima del fatidico voto nella pausa pranzo li avrebbe ringalluzziti così: “Toni bassi fino al voto definitivo del Senato, perché non si sa mai, ma poi vedrete”. Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione normativa, secondo padre dopo Bossi del federalismo, già annuncia che presto dismetterà le vesti del Kissinger della diplomazia padana. E tornerà a indossare i bermuda di Pontida. “Sì, fammi essere ecumenico fino all’approvazione della riforma, poi vedrai” promette a un deputato nel cortile di Montecitorio. Scherza: “Certo, la maglietta anti Islam non la metterò più, anche perché l’ho regalata a un generale dei carabinieri che pur di averla accettò il mio invito provocatorio di infilarsela in mezzo alla strada”. La maglietta no, anche perché, annuncia il ministro, “dopo quello fiscale partirà la battaglia per il federalismo politico, quello istituzionale”.

La campagna elettorale sarà tutta giocata su questa promessa agli elettori: “Solo la Lega vi garantisce”. La scritta già compare su alcuni manifesti in Veneto, l’epicentro della sfida tra Pdl e Lega. Qui il Carroccio, forte di molti sondaggi, si candida al fatidico sorpasso. Lo stesso slogan dovrebbe comparire su “una cinquantina di camion con la vela verde che verranno sguinzagliati da Nord a Sud” anticipa a Panorama Mario Borghezio, capodelegazione a Strasburgo. Per le elezioni europee il Sole delle Alpi scenderà fino in Sicilia. Non si sa ancora se la Lega si presenterà anche alle amministrative nel Centro-Sud. Attacca il deputato ligure Giacomo Chiappori, segretario di Alleanza federalista, l’altra faccia della medaglia della Lega nel Meridione, uno nel cuore del Senatùr: “Il Pdl lì non ci vuole, perché ci teme, il rischio è che si ripeta la stessa cosa accaduta alle regionali in Abruzzo dove fecero saltare l’apparentamento con noi per via dei sondaggi che ci davano quasi all’8 per cento”. Chiappori lancia una proposta: “Per il Sud dirò a Umberto di togliere la parola Padania e di scrivere sotto Lega nord, Italia federale”.

Intanto in Lombardia il trentenne Marco Reguzzoni, pupillo del Senatùr, vicecapogruppo alla Camera, già presidente della Provincia di Varese con il 70 per cento dei voti, si prepara a una campagna martellante. E attacca: “Voglio vedere come faranno gli elettori di Alleanza nazionale a seguire le indicazioni di Italo Bocchino (vicecapogruppo del Pdl alla Camera, ndr) che ha definito Malpensa un aeroporto delle nebbie. Uno schiaffo al Nord, le cui ragioni sono rappresentate solo da noi”. Matteo Salvini, vicesegretario della Lega lombarda, racconta di avere ricevuto email e sfoghi a Radio Padania di iscritti a Forza Italia che vogliono passare alla Lega. Spiega: “Si sentono soffocati dall’asse di potere che la nascita del Pdl salderà tra Comunione e liberazione vicina al governatore Roberto Formigoni e il feudo dei voti milanesi di Ignazio La Russa”.
Sarà anche una campagna obamiana quella della Lega. Forse al posto dell’indiano che campeggiò nei manifesti delle elezioni politiche di un anno fa ci sarà il presidente statunitense Barack Obama con scritto: anche lui ci ha dato retta. L’idea la lancia la vicecapogruppo alla Camera Manuela Dal Lago, ex presidente della Provincia di Vicenza. Osserva: “La Lega ha anticipato le misure di Obama quando ha detto che prima dovevano essere assunti i lavoratori italiani, poi gli stranieri”. Non c’è praticamente giorno che il quotidiano leghista La Padania non omaggi il presidente Usa, definendolo “un grande leader”. I richiami obamiani, è chiaro, servono per rastrellare ancora voti a sinistra.
Avverte Angelo Alessandri, presidente federale della Lega, artefice dello sfondamento verde nell’Emilia rossa: “Ci fanno un baffo. Il Pdl con noi non ha partita per quanto riguarda il radicamento sul territorio e la capacità di rappresentare gli interessi di tutti. Se dobbiamo rappresentare le ragioni sociali, diventiamo più a sinistra della sinistra; se invece dobbiamo batterci per quelle identitarie, siamo più a destra della destra”.
Alessandri si prepara a una simbolica sfida nella roccaforte rossa di Reggio Emilia, dove si è candidato a sindaco. “Se porterò il candidato del Pd al ballottaggio, il Pdl dovrà seguirmi”.
Ronde e possibilità per i medici di denunciare i clandestini: la Lega batterà il tasto laddove il Pdl ha espresso perplessità. “Così dimostreremo che siamo coerenti tra quello che diciamo sul territorio e quello che proponiamo in Parlamento” dice Andrea Gibelli, presidente della commissione Attività produttive della Camera.

Chissà se si avvererà il pronostico del deputato bergamasco del Pdl Gregorio Fontana. Ricorda: “La Lega è un partito a fisarmonica che si allarga quando sta all’opposizione e perde consensi a nostro vantaggio quando governa”. Intanto però ai leghisti arriva un complimento a sorpresa proprio dal Pdl. È quello di Stefania Craxi, sottosegretario agli Esteri: “Sono un vero partito moderno: leaderistici come aveva anticipato mio padre, pragmatici come la schiera di amministratori che sono le antenne del partito sul territorio”.

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