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L’allarme degli 007 sul G8: trappola pronta all’Aquila

Onna dopo il terremoto

Guarda nei GRAFICI: il piano di ricostruzione. Lo SPECIALE di Panorama.it

Donne, vecchi e bambini: ci vorrebbero loro per lo schiaffo in mondovisione a Silvio Berlusconi e per far saltare i preparativi del G8 che portera a luglio i grandi della Terra fra i senzatetto d’Abruzzo. Donne, vecchi e bambini, gente tignosa, mossa dalla disperazione di chi ha perso tutto e che ora, proprio ora, macina rabbia sotto le tende degli sfollati, dimenticati da tutti. I progetti semplici, ambiziosi, vengono coltivati in silenzio.
Nella tendopoli il piano assume forma, profondita nei cuori dei piu impazienti, che vengono individuati, scelti, fatti amici. In breve, si vogliono trasformare i giorni di Barack Obama, del G8, dall’8 al 10 luglio nei luoghi violati dal cataclisma, in un happening incalzante di contestazioni, in una tomba mediatica internazionale per il premier; proteste da far alzare un muro d’odio che isoli il governo e imbarazzi le cancellerie dei paesi amici. L’allarme arriva dall’Aisi, gli 007 del generale Giorgio Piccirillo che stanno occupandosi di mettere in sicurezza il vertice.
Hanno scoperto che l’attivita di proselitismo viene portata avanti da un gruppo di 15-20 persone. Si sono “infiltrate ” tra i volontari civili, aiutano la popolazione abruzzese ad affrontare la quotidianita negli accampamenti e cercano di individuare chi potrebbe partecipare all’iniziativa. L’obiettivo e quindi fomentare proteste, magari persino disordini, non da parte dei “movimenti”, dei gruppi internazionali contro la globalizzazione, con azioni di guerriglia urbana che gia aveva caratterizzato i black bloc a Genova, ma sollevando i terremotati contro il premier. Lo scarto di rilevanza mediatico e evidente: le azioni di protesta da parte dell’antagonismo vedrebbero una reazione fredda dei leader dei paesi, che reagirebbero ritenendo l’azione contro il G8 e non contro il primo organizzatore.
Se invece fossero gruppi di senzatetto ad accusare il governo di disattendere le promesse fatte, di non avviare i trasferimenti nei prefabbricati nei tempi previsti, insomma se Silvio Berlusconi venisse accusato dai terremotati di aver non solo illuso la povera gente ma anche mentito, l’impatto sarebbe micidiale sotto i riflettori in tutto il mondo. L’abile mossa di portare i grandi del pianeta nelle miserie lasciate dall’onda tellurica si trasformerebbe cosi in un boomerang dagli effetti imprevedibili. Questi “finti” volontari, sempre secondo quanto raccolto dagli 007, starebbero diffondendo false notizie per creare incertezza. La prima e che l’agenda definita dalla Protezione civile e dal governo per assicurare alle famiglie un tetto entro Natale non verrebbe rispettata.
Percio ogni disguido, ogni ritardo, ogni nomina rinviata, a iniziare dalla scelta dei subcommissari, viene enfatizzato per radicalizzare i malumori. E inoltre evidente che proprio gli errori e le lacune di Genova, che provocarono qualche graffio all’allora capo della Polizia Gianni De Gennaro (oggi a capo del dipartimento delle informazioni per la sicurezza, che coordina Aisi e Aise), possono evitare gli errori del passato con un’operazione di prevenzione e isolamento da artificieri del dissenso pilotato.

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Sfida dell’Aquila per il governo: una corsa contro il (mal)tempo

Corsa contro il (mal) tempo

I tempi sono strettissimi. Dopo la pioggia primaverile incombe il caldo estivo e il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha un solo obiettivo: garantire un tetto prima del freddo autunnale alle migliaia di aquilani costretti a vivere nelle tende dopo il terremoto del 6 aprile.

Gli edifici prefabbricati Alle 8 di giovedì 14 maggio i tecnici hanno preso possesso delle 20 aree individuate per la costruzione delle abitazioni provvisorie (vedere il riquadro a pagina 59) ed è così cominciato il conto alla rovescia. Una corsa contro il tempo che dovrebbe avere le seguenti tappe finali: entro la fine di settembre saranno pronte le prime abitazioni per circa 2.500 persone e altrettante di seguito ogni 15 giorni, per arrivare a circa 12.500. È ancora difficile stimare il numero esatto di persone che ne avranno bisogno, visto che i sopralluoghi per verificare l’agibilità o meno delle abitazioni si concluderanno all’inizio di giugno. E in quel momento, sperando che lo sciame sismico si attenui, chi può dovrebbe avere la forza di rientrare nella propria casa. Su 64.391 sfollati assistiti dalla Protezione civile, 31.422 sono ospitati nelle 170 tendopoli e gli altri in alberghi e case sulla costa adriatica.
Bertolaso per ora ha calcolato in circa 15 mila le persone da ospitare nei prefabbricati aggiungendo che “una parte della popolazione verrà sistemata negli appartamenti liberi presenti in città che verranno affittati dallo Stato, mentre chi troverà una sistemazione autonoma godrà di un contributo mensile”. Gian Michele Calvi, docente alla facoltà di ingegneria dell’Università di Pavia, è il referente della Protezione civile per il Progetto c.a.s.e. (complessi antisismici, sostenibili ed ecocompatibili) in qualità di presidente dell’Eucentre, il centro europeo di formazione e ricerca in ingegneria sismica. “Non conoscendo il numero di nuclei familiari da ospitare saremo molto flessibili” spiega a Panorama.
“Avremo appartamenti da 36, 55, 72 metri quadrati, ma anche più ampi utilizzando moduli di 4 mq. In 72 mq possono stare quattro persone in due camere da letto, due bagni e una zona giorno con cucina”. Calvi conosce bene le mille difficoltà e va dritto al cuore del problema: “I due elementi che non si possono discutere sono la sicurezza sismica e il tempo”. Sul primo punto le aree sono state scelte dopo indagini macrosismiche, di velocità di propagazione delle onde per vedere se ci fossero faglie, analisi idrogeologiche e facilità di connessione con viabilità, sistemi di fognature e condotte idriche. Riguardo alla realizzazione, prosegue l’ingegnere, “abbiamo bisogno di costruttori che siano in grado di consegnarci gli edifici chiavi in mano in 4 mesi, lavorando 2 mesi nei loro stabilimenti e altrettanti in loco”. Bertolaso ha parlato di prefabbricati in legno lamellare e calcestruzzo compresso su una piattaforma antisismica e l’individuazione delle aziende dipenderà dalla garanzia di rispetto dei tempi. Spiega infatti Calvi: “Se prendessimo tutti i produttori di case in legno del Trentino-Alto Adige, nei tempi che indichiamo ci fornirebbero 300 abitazioni, mentre ce ne servono 4.500.
Perciò entro pochissimi giorni emaneremo un bando aperto nel quale non indicheremo un determinato numero di abitazioni bensì quante abitazioni dovranno essere costruite in 4 mesi chiavi in mano”. Come riuscirci? La soluzione potrebbe essere un’associazione di imprese, perché quasi tutte le aziende specializzate in tecnologie per il montaggio veloce non sono abituate a fornire anche serramenti, impianti elettrici e altro, lavori che possono invece compiere semplici imprese edili. “Le offerte dovranno arrivarci entro la fine di maggio, così mentre procederemo all’aggiudicazione cominceremo con gli scavi”. Il primo mese è quello che preoccupa di più Calvi: “Una volta partiti non ci fermeremo più”. Vediamo un po’ di numeri e la tabella di marcia.
Per ora si ipotizzano 150 blocchi di edifici per altrettante piastre su cui costruire. Per ogni piastra si calcolano 80 abitanti, pari a 25-30 alloggi, per un totale di 12 mila persone. Dall’inizio di giugno in 15 giorni Calvi prevede di realizzare gli scavi sulle prime 30 piastre. Subito dopo verrà posta l’armatura delle fondazioni mentre cominceranno gli scavi su altre 30 piastre, e così via. Entro luglio (2 mesi) saranno pronti i primi 30 blocchi su cui potranno essere montate le abitazioni da consegnare entro settembre. Considerando la flessibilità nelle dimensioni, si arriverebbe a dare un tetto a 12.500 persone entro la fine di novembre, alla media di circa 2.500 ogni 2 settimane da fine settembre. In questo caso, sembra inevitabile che una parte di quei cittadini dovrà essere ospitata temporaneamente altrove in attesa del completamento degli edifici.
Già a metà ottobre la temperatura notturna cala sensibilmente e non si può restare in tenda.

Costi e finanziamenti Per la costruzione dei moduli abitativi il decreto legge sulla ricostruzione del 28 aprile stanzia 700 milioni di euro. Calvi stima un costo di 40 mila euro per abitante, al netto dell’iva. “Riuscire in quest’opera con i costi che stiamo prevedendo sarà un vero miracolo” commenta ancora l’ingegnere, che sottolinea il risparmio di una somma di oltre 100 milioni non facendo ricorso a general contractor e società di progettazione. Bertolaso emanerà un’ordinanza sulla costruzione di questi edifici provvisori dopo che il decreto legge sul terremoto sarà approvato dal Senato, mentre quella sulla ricostruzione vera e propria arriverà a fine giugno. La vera svolta è attesa per la prossima settimana. Dopo gli emendamenti presentati dal governo nella commissione Ambiente del Senato, martedì 19 l’aula vota la nuova versione del decreto legge che porta al 100 per cento il contributo pubblico per chi ricostruisce o ristruttura la propria casa danneggiata.
Altri provvedimenti riguarderanno i poteri del sindaco e del presidente della regione sulla ricostruzione del centro storico dell’Aquila e il ruolo della Fintecna. Il senatore Antonio D’Alì (Pdl), relatore e presidente della commissione, aveva già presentato propri emendamenti, che prevedono tra l’altro 10 milioni dal fondo Infrastrutture per consentire ai residenti nelle aree terremotate l’esenzione dal pedaggio autostradale per tutto il 2009 e 5 milioni per la messa in sicurezza degli immobili storico-artistici.

L’economia La ricostruzione passa anche attraverso la ripresa delle attività industriali, commerciali e agricole. Il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, e quello degli industriali abruzzesi, Calogero Marrollo, insistono nel chiedere che L’Aquila e il suo circondario siano dichiarati zona franca almeno per cinque anni. Ne deriverebbero vantaggi fiscali e incentivi finanziari tali da incoraggiare gli investimenti. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha avviato i contatti con l’Ue. Nel frattempo la Cia, confederazione degli agricoltori, sta promuovendo i prodotti tipici aquilani e abruzzesi: fino al 2 giugno saranno in 50 mercati in tutta Italia.
Lo stesso farà la Confcommercio aquilana grazie alla Federdistribuzione, che copre quasi tutte le catene di supermercati, e alla disponibilità dei mercati ambulanti della Penisola. Un’analoga iniziativa è programmata a Madrid per il 30 maggio. L’Aquila, solo nel centro storico, ospitava oltre 900 commercianti.
Nella popolazione l’angoscia si mescola alla voglia di ricominciare. Un esempio? Nella tendopoli di Pizzoli, comune a 15 chilometri dall’Aquila, è attiva da giorni la raccolta differenziata porta a porta. Anzi, purtroppo, tenda a tenda.

LEGGI ANCHE: Vittime in passato, alleati per il futuro: Onna ricostruita dai Tedeschi - Berlusconi: “Case per 13mila persone, pronte a novembre” - Lo SPECIALE di Panorama.it. Guarda nei GRAFICI: il piano di ricostruzione

Dal Governo 8 miliardi e nessuna nuova tassa per l’Abruzzo. E G8 a L’Aquila

Il cdm all'Aquila

Poco più di due ore: dalla 10 a dopo le 12. Tanto è durata la riunione del Consiglio dei ministri a L’Aquila, chiamata a varare il decreto legge sugli interventi urgenti in favore della popolazione abruzzese colpita dal terremoto.

Due ore intense, in cui sono state prese importanti decisioni. Il governo ha deciso di spostare il G8 nella città dell’Abruzzo colpita dal terrermoto, invece di tenerlo alla Maddalena, come era previsto. Nel vertice - a cui hanno partecipano anche il capo della Protezione Civile, il sottosegretario Guido Bertolaso, e il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi -  è stato poi varato un decreto legge da 8,5 miliardi di euro: 1,5 miliardi per le emergenze e 7 per la ricostruzione delle zone colpite dal sisma del 6 aprile.
“Garantiamo assistenza quotidiana a 75mila persone, una città” ha detto il permier Silvio Berlusconi in conferenza stampa ringraziando ancora una volta la Protezione civile e i volontari. “Credo che questo non abbia precedenti nell’Occidente. La novità del decreto approvato oggi è che finita la fase dell’emergenza si risponde senza aumentare la pressione fiscale. Non si mettono le mani nelle tasche degli italiani ma si spostano spese e investimenti, si riducono sprechi nella finanziaria triennale del Governo”. Comunque, entro settembre,è prevista dal governo la costruzione di 5mila alloggi mentre “in totale” assicura il premier “saranno 13mila le nuove costruzioni”.

A tenere banco  è stata però l’idea del premier Silvio Berlusconi, e riferita da alcuni partecipanti alla riunione, di “spostare il G8 della Maddalena qui all’Aquila. Sarebbe giusto”. Il premier, sempre secondo quanto riferito da fonti governative, ha espresso la volontà di tenere il vertice dei Grandi nella città colpita dal sisma, motivando questa decisione con il fatto che in questo modo si risparmierebbero denaro e risorse che potrebbero essere utilizzati per la ricostruzione. In questo modo, ha aggiunto Berlusconi, sempre secondo quanto riferito dai presenti, si porterebbe l’Abruzzo al centro dell’attenzione mondiale. E il cdm ha approvato la decisione di spostare il G8 della Maddalena a L’Aquila, fermo restando che per dare seguito alla decisione bisognerà sentire gli altri Paesi partecipanti.

“Farlo alla Maddalena” spiega Berlusconi “sarebbe costato 220 milioni di euro. In tempi di crisi è meglio risparmiarli”. E poi: “Il complesso della Maddalena resterà in grado di ospitare qualunque evento in futuro. C’era una spesa di 220 milioni preventivata per il G8. E dato che in Italia si è dato vita ad una polemica sulla data del referendum, con accuse alla Lega Nord… e la cifra era intorno ai 50 milioni, ci siamo domandati: perché non dare 220 milioni in più per la ricostruzione dell’Abruzzo? Abbiamo questo complesso dove siamo che può accogliere capi di stato e di governo, giornalisti”. Il presidente del Consiglio ha poi spiegato che oltre ai risparmi che lo spostamento consentirebbe di ottenere, circa 220 milioni di euro, non vi sarebbero problemi dal punto di vista della sicurezza: “Non credo che i no-global avrebbero la voglia, la faccia, il cuore di venire qui a manifestare in modo duro”.
L’ipotesi, inizialmente, non convinceva alcuni ministri interpellati dalle agenzie di stampa: “Non mi sembra assolutamente plausibile l’idea di spostare a L’Aquila il G8 fissato per quest’estate in Sardegna”, aveva detto infatti a Sky Tg24 il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. “Quello che è stato speso, anche per volontà del precedente governo” sottolineava il ministro “mi pare difficile che oggi possa essere spostato. Francamente credo che sia difficile a meno che qualcuno ci dimostri il contrario”.
Da subito entusiasta invece il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente (Pd): “Siamo pronti ad accogliere il G8 all’Aquila”, ha detto. “Sarà un grande impegno, soprattutto per la Protezione Civile e per questa scuola (della Gdf, ndr) che ci ospita e che diventerebbe una delle aree più sensibili. Certo organizzare il G8 è molto complesso ma la città e l’Abruzzo sono pronti a riceverlo per come possono. Ci piacerebbe essere vestiti a festa, ma ci troveranno con la tuta da lavoro”.

Sulle risorse necessarie per la ricostruzione dell’Abruzzo, il decreto legge “Abruzzo” è pronto: in tutto, il governo ha deciso di stanziare più di 8 miliardi. Uno e mezzo servirà per fronteggiare l’emergenza e 6,5 miliardi per la ricostruzione. La gran parte delle risorse per la ricostruzione dovrebbero arrivare dai tre fondi gestiti da palazzo Chigi per gli imprevisti, anticrisi e infrastrutture. Altri due miliardi dovrebbero arrivare (uno ciascuno) dagli enti previdenziali e dalla cassa depositi e prestiti. Per quel che riguarda le risorse per l’emergenza, il miliardo e mezzo necessario dovrebbe in parte arrivare da una nuova lotteria e da altri interventi sui giochi, mentre è esclusa l’introduzione di nuove tasse, compreso l’aumento delle accise su carburanti e sigarette di cui si era parlato nei giorni scorsi. Prevista anche lacostruzione di 5mila alloggi entro settembre.

A queste ordinanze potrebbe aggiungersene altre.
Facilitazioni a chi ricostruisce. Tra le novità previste, potrebbe arrivare il contributo per la ricostruzione delle abitazioni. Che dovranno ovviamente rispettare criteri antisismici. Possibile che spunti qualche qualche intervento ulteriore sui mutui.
Bollette luce e gas. Una prima sospensione, di due mesi, delle bollette è già scattata. Il decreto potrebbe prorogare il termine.
800 euro agli autonomi. In arrivo un sostegno per commercianti, artigiani e professionisti che lavorano nelle zone colpite. Inizialmente l’aiuto dovrebbe essere garantito per 90-120 giorni. Si è parlato di 800 euro al mese, ma la cifra dell’intervento dovrebbe definita da un’ordinanza successiva.
Indennità disoccupazione lunga. Prevista la proroga, che dovrebbe essere di circa sei mesi, della indennità di disoccupazione laddove fosse in scadenza.
Farmaci. In arrivo novità su questo fronte, che dovrebbero garantire tra i 300 e i 400 milioni. Nel decreto verrebbe fissato il tetto di spesa farmaceutica territoriale: per il solo anno 2009 sarebbe al 13,8% e contemporaneamente si provvede ad un taglio del 7% del prezzo dei farmaci equivalenti. Vengono rideterminate anche le quote di spettanza sul prezzo di vendita al pubblico dei farmaci equivalenti: per le aziende farmaceutiche il 58,65%, per i grossisti il 6,65% per i farmacisti il 26,7%.
Lotteria al supermercato. Giocare alla cassa del supermercato, tentando la fortuna con la manciata di centesimi: é questa una delle novità che potrebbe entrare nel dl. Dal comparto giochi, comunque, dovrebbero arrivare risorse per 5-600 milioni di euro.
Doppio 5xmille. Non soldi in meno al volontariato, ma soldi in più per il terremoto. Per aiutare la popolazione dell’Abruzzo potrebbe arrivare dunque un secondo modulo.
Sconti per acquisto mobili per aziende. È una delle proposte del ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e punta a introdurre aiuti sotto forma di garanzia al credito al consumo per l’acquisto di mobili per le aziende e per gli studi professionali.
Zona franca urbana. Applicazione di alcune misure di defiscalizzazione ai comuni abruzzesi colpiti dal terremoto.
400 mln a poli produttivi. Sblocco di 400 milioni per realizzare contratti di programma e riavviare i poli produttivi nei settori dell’informazione e della comunicazione, della farmaceutica e agroalimentare.
Esenzione iva per nuove costruzioni. La misura è in forse. non è detto che rientri in questo provvedimento.
Niente ici e irpef su fabbricati. Lo prevede un’ordinanza del presidente del consiglio e riguarda le seconde case. le prime infatti sono già esenti.
Scuola. arrivano 110 milioni per l’edilizia scolastica nelle zone colpite dal sisma.
Donazioni. cambio di registro per chi vuole fare le donazioni: si passa dalle detrazioni alle donazioni. Un regime più conveniente per i contribuenti altruisti.
Norme antisciacalli. Lo sciacallaggio non diventerà un nuovo reato del codice penale, ma verrà punito nella forma di aggravante di tutti i reati compiuti contro il patrimonio, con un aumento delle pene previste da un terzo alla metà.
Patto stabilità interno. Per l’Abruzzo dovrebbero ammorbidirsi le maglie del patto di stabilità interno.

Il premier Silvio Berlusconi: “Il G8, dalla Maddalena all’Aquila. Così risparmiati 220 milioni ed evitato il rischio no-global”. Che ne dite?

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A L’Aquila 205 bare allineate. L’Italia piange le vittime del terremoto

bara

Oggi è il giorno del lutto. Oggi, venerdì santo per i cattolici, l’Italia intera, e non solo l’Abruzzo, piange le vittime del terremoto.
Migliaia di persone sono accorse alla caserma della Guardia di Finanza di Coppito, a un passo dall’Aquila, per le esequie solenni. Funerali di Stato, nel giorno del lutto nazionale. La commozione è immensa: più di 200 bare allineate (le restanti 80 vittime identificate avranno funerali altrove), nelle prime file i parenti delle vittime. Dietro le transenne decine e decine di cameramen e fotografi, mentre un grande palco è stato allestito proprio di fronte alla lunga distesa di bare.

Presenti le massime cariche dello Stato. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è arrivato a L’Aquila. Oltre a Napolitano ci sono i presidente della Camera, Gianfranco Fini, del Senato, Renato Schifani, e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, (seduto però tra i parenti delle vittime e non tra le autorità) accompagnato dai sottosegretari Gianni Letta, Paolo Bonaiuti e dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Nell’enorme piazzale sono giunti anche il presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, e il vicepresidente della commissione Europea, Antonio Tajani. Numerosi anche i rappresentanti dell’opposizione: dal segretario del Pd, Dario Franceschini a Piero Fassino, dal segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero a quello dell’Unione di centro, Lorenzo Cesa. A omaggiare le vittime del sisma anche il direttore generale della Rai, Mauro Masi.
Presenti anche le rappresentanze di tutti gli enti del volontariato e del soccorso che in questi giorni si sono prodigati per salvare vite umane dalla trappola delle macerie degli edifici crollati.

Per consentire lo svolgimento dei funerali, nel giorno in cui la Chiesa ricorda la crocefissione di Gesù, è arrivata la dispensa straordinaria del Papa. A officiare le esquie, il segretario di Stato vaticano, monsignor Tarcisio Bertone. Sotto le macerie delle loro case, nella notte tra domenica e lunedì, se ne sono andate intere famiglie: genitori e figli, neonati e anziani, amici di sempre e vicini di casa, tutti accomunati dalla stessa drammatica fine. La disposizione delle bare, davanti all’altare allestito sulla scalinata che conduce al palazzetto dello sport, è iniziata nella notte.
L’Italia intera è oggi raccolta attorno alle bare delle vittime del terremoto, e mostra di credere nei valori della solidarietà e fraternità. Questi sono valori saldi nel popolo italiano, ha detto il cardinal Bertone, invitando “all’omaggio alle vittime”, al “compianto e alla preghiera, stretti idealmente attorno alle bare” e accanto alle “autorità civile e militari che testimoniano la solidale presenza dell’intero popolo italiano”. Così il segretario di Stato vaticano, che presiede i funerali delle vittime del sisma, ha esortato nell’omelia (qui il testo integrale) alla vicinanza con quanti stanno facendo “l’esperienza di essere spogliati di tutto. In questa vostra città e nei paesi vicini, che hanno conosciuto altri momenti difficili nella loro storia” ha detto “si raccoglie oggi idealmente l’Italia intera, che ha dimostrato, anche in questa difficile prova, quanto siano saldi i valori della solidarietà e della fraternità ce la segnano in profondità”.
Poi un messaggio di speranza: “Si tornerà con più forza, con più coraggio a ridare vita a questi luoghi; con la forza e la dignità d’animo che vi contraddistingue. Si avverte già nell’aria” ha aggiunto “che sotto le macerie c’è la voglia di ripartire, di ricostruire, di tornare a sognare”.
L'Aquila: il giorno del lutto
Il Papa, che visiterà le zone terremotate subito dopo Pasqua, ha delegato a partecipare anche il suo segretario personale, monsignor Georg Gaenswein, e il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata. Per l’occasione è stato proclamato anche il lutto nazionale: a piangere i caduti dell’Aquila sarà tutta l’Italia.
“Mi sento spiritualmente presente in mezzo a voi per condividere la vostra angoscia”, ha scritto il Papa nel messaggio letto da padre Georg all’inizio del rito esequiale. “In momenti come questi” spiega il Pontefice “fonte di luce e di speranza resta la fede, che proprio in questi giorni ci parla della sofferenza del Figlio di Dio fattosi uomo per noi: la sua passione, la sua morte e la sua risurrezione siano per tutti sorgente di conforto e aprono il cuore di ciascuno alla contemplazione di quella vita in cui non vi sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate”.
Poi Benedetto XVI ha sottolineato la solidarietà: “Sono certo che con l’impegno di tutti si può far fronte alle necessità più impellenti. La violenza del sisma ha creato situazioni di singolare difficoltà. Ho seguito gli sviluppi del devastante fenomeno tellurico dalla prima scossa di terremoto, che si è avvertita anche in Vaticano, e ho notato con favore il manifestarsi di una crescente onda di solidarietà grazie alla quale si sono venuti organizzando i primi soccorsi, in vista di un’azione sempre più incisiva sia dello Stato che delle istituzioni ecclesiali, come anche dei privati”.
In concomitanza con l’inizio della celebrazione la campana più grande del mondo suonerà a morto per le vittime. La “Maria Dolens”, di oltre 220 quintali collocata sul Colle Miaravalle a Rovereto, nel Trentino scandirà cento rintocchi a lutto.

Meno di 150 feretri, al termine dei funerali di Stato verranno ospitati all’interno del cimitero comunale dell’Aquila. Le bare saranno sistemate provvisoriamente in uno stabile in cemento armato di nuovissima costruzione, posto a ridosso dell’ingresso di via Acquasanta. Tutte le altre bare raggiungeranno i comuni di origine delle vittime del terremoto.
La cerimonia è stata seguita anche nelle tendopoli degli sfollati. Un piccolo gruppo di anziani, una decina, si è riunito in una tenda, nel campo per gli sfollati di Onna, per assistere al funerale in corso a L’Aquila. Con gli occhi lucidi, in silenzio davanti a un piccolo televisore rimediato e fatto funzionare con mezzi di fortuna, hanno ascoltato senza dire una parola l’omelia del cardinale Bertone. In paese sono rimasti anche alcuni bambini, che in questi momenti sono rimasti fuori dalle tende a giocare.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, tra i familiari delle vittime durante i solenni funerali

Non si sono fermati invece, per i funerali, i lavori dei volontari del campo. Nonostante la commozione che in coincidenza con le esequie pervade anche chi, da giorni, è impegnato per alleviare le sofferenze degli sfollati, sono ancora troppe le cose da fare, i lavori da ultimare per permettersi di fermarsi anche solo un paio d’ore.

Il VIDEO servizio:

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Terremoto, Berlusconi: “Subito altri 70 milioni. Il decreto legge dopo Pasqua”

Ronde della polizia all'Aquila

“Abbiamo approvato una variazione di bilancio per mettere a disposizione della protezione civile altri 70 milioni, che portano gli stanziamenti complessivi a 100 milioni di euro”, per gli interventi di soccorso e aiuto ai terremoati dell’Abruzzo.

Questo l’annuncio del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi al termine del Consiglio dei ministri di giovedì 9 aprile. Mentre il decreto, fa sapere, verrà varato dopo Pasqua.
Il decreto sugli aiuti per le zone terremotate slitta a dopo Pasqua. Via libera invece a una ordinanza per sospendere i termini relativi, fra l’altro, a mutui e bollette per i cittadini coinvolti dal sisma.

“Abbiamo allocato più di diecimila persone negli alberghi sulla costa”, fa sapere il premier Berlusconi. “Abbiamo anche cominciato ad avere l’attivazione di altre strutture alberghiere nella provincia di Ascoli e in totale sono 171 gli hotel messi a disposizione dalle associazioni alberghiere, a cui vanno i nostri ringraziamenti”. “In totale” sottolinea il presidente del Consiglio “le aree di ricovero sono 41, le tende aperte e utilizzate sono 3289: abbiamo assistito praticamente 20mila persone”.
Quanto ai “tempi di ricostruzione non sono calcolabili in mesi”, ha detto il capo del governo ribadendo che il progetto di affidare i “100-108 cantieri alle province va avanti”. “Il progetto sta accogliendo adesioni da parte di molte province, che dispongono di tecnici, ingegneri, geometri, e possono contare su aziende edilizie capaci di trasferirsi per la realizzazione dei cantieri”.
Sempre oggi sarà varata una nuova ordinanza della Protezione civile nella quale saranno contenute le sospensioni dei termini (giudiziari, fiscali e di bollette) relative ai cittadini residenti nelle zone colpite dal sisma. Come annunciato dal ministro Maurizio Sacconi, ci sarà la sospensione, per i residenti delle zone colpite dal sisma, del pagamento di tutte le tasse, sia nazionali che locali, nonchè dei contribuiti. Sacconi ha detto inoltre che sarà allargata ai lavoratori autonomi la platea dei beneficiari degli ammortizzatori sociali. Si tratta soprattutto di chi ha attività commerciali e artigianali. Si sta valutando il periodo di ‘coperturà di questi ammortizzatori. Per i lavoratori dipendenti ci sarà la Cassa integrazione in deroga, estesa cioè anche ai settori normalmente esclusi. Sul fronte della sicurezza il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha fatto sapere che, al fianco dei soldati già sul territorio abruzzese, ci saranno altri 700 militari delle forze dell’ordine “per svolgere attività di pattugliamento contro lo sciacallaggio”.
E arriva anche la buona notizia dal
ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Altero Matteoli che mette fine alle polemiche e alle proteste: le persone sfollate che utilizzeranno con le proprie autovetture le autostrade A24 e A25 non pagheranno il pedaggio. Il monistro era stato sollecitato ad assumere un provvedimento di esenzione del pagamento del pedaggio sulle autostrade A24 e A25 per gli sfollati del terremoto che ha colpito la città de L’Aquila e la sua provincia. Il ministro ha ringraziato l’Aiscat ed il suo pesidente, Fabrizio Palenzona, per aver accolto positivamente ed immediatamente il suo invito.

Queste le misure su cui il governo sta ancora lavorando e che dovrebbero essere approvate.
Agricoltura: il ministro Zaia ha annunciato che verrà assicurata, attraverso l’Agea, il ritiro di tutti i prodotti agricoli in giacenza. Il settori più colpito è quello zootecnico, con centinaia di quintali di latte non ritirati nelle stalle; nè va dimenticato “l’oro dell’Abruzzo”, e cioè lo zafferano.
Scuola: il decreto avrà una norma “salva anno scolastico”: per le scuole della zona verrà derogato il limite minimo dei 200 giorni di lezione per rendere valido l’anno. In più il ministro Gelmini ha chiesto di indirizzare 110 milioni alle scuole aquilane danneggiate.
Edilizia: è il capitolo più complesso e difficilmente entrerà tutto nel decreto. Forse ci saranno le norme, preannunciate dal ministro Brunetta, che rendono cogente l’obbligo di costruire tutti i nuovi edifici in tutta Italia secondo le norme antisismiche (con controllo più rigidi). Il governo sta vagliando la richiesta fatta da più parti di incentivi per la messa in sicurezza delle case, inserendoli nel piano-casa concordato con le Regioni. In quest’ultimo l’incentivo consiste nella possibilità di aumentare la cubatura e riguarda solo mono e bi-familiari, escludendo i condomini. Gli incentivi per questi ultimi dovrebbero essere di natura fiscale, sul modello dello sgravio del 55% per il risparmio energetico; il che significa per il governo mettere nel piatto dei soldi
New town: Per la la ricostruzione degli edifici crollati e il consolidamento di quelli danneggiati, Berlusconi ha detto che i “tempi saranno lunghi” e quindi le misure e le risorse a questo scopo andranno in un ddl successivo. Dopo un sopralluogo nel centro storico dell’Aquila il premier ha fatto palesare intenzioni drastiche: “Quello che è rimasto non può essere medicato e bisognerebbe intervenire e rifare tutto da capo”. E per i piccoli centro ha evocato la possibilità di fare “piazza pulita”. Di qui il rilancio dell’idea di una o più “new town”, una sorta di ”L’Aquila 2”. Le “new town” hanno il vantaggio di non costare nulla allo Stato, perchè sarebbero costruite in progect-financing da Banche e costruttori.
Senza-tetto: Berlusconi ha detto che gli sfollati sono 28.000 e che saranno ospitati o negli alberghi della costa o nelle tendopoli della Protezione Civile. Per questa emergenza sono in arrivo 30 milioni.

Il VIDEO servizio:

Berlusconi: “Già dato soldi verissimi”. Venerdì il decreto sul piano casa

Silvio Berlusconi a Cernobbio

Berlusconi sistema la linea, anche in economia: toni sfumati con Confindustria, cui ricorda comunque che i soldi stanziati “sono verissimi”, “assoluta concordanza” con Confcommercio con la promessa che rivedrà gli studi di settore, piena intesa con Cisl e Uil. E anche il sistema bancario va tranquillizzato: i prefetti non faranno controlli sul credito, più blandamente li “coordineranno”. Anche il ministro Maroni precisa che le prefetture non coordineranno il credito.
“Il presidente del Consiglio non ha nessun potere. Ho solo” afferma Berlusconi al Forum di Confcommercio di Cernobbio “il potere di convincere gli altri e siccome sono costituzionalmente incapace di dare ordini, so solo chiedere le cose con cortesia. Metto in campo la mia personale autorevolezza, la mia capacità di farmi concavo se ho delle punte. Per esempio facciamo un nome a caso, Tremonti” sorride Berlusconi “e di farmi convesso se c’è qualcuno che è un pò distratto”, dice parlando di fronte alla platea di imprenditori e manager, che attendeva anche il ministro dell’Economia, invece assente.
E una qualche correzione di rotta il presidente del Consiglio sembra introdurla. “Mettiamoci nei panni delle banche: se devono dare una linea di credito” afferma Berlusconi “ci deve essere una possibilità vicina al 100% che chi riceve i soldi li restituisca”. Poi ai giornalisti aggiunge: “Non sono i prefetti che vigileranno sul credito, faranno i coordinatori dei comitati di osservazione di cui faranno parte tutti i protagonisti del mondo del lavoro”. Poco prima di sbarcare in elicottero a Villa D’Este sul Lago di Como, Berlusconi è intervenuto telefonicamente al convegno di Rete Italia, che si è svolto a Riva del Garda, e ha chiarito due cose su Confindustria. “Voglio dire a Emma Marcegaglia che abbiamo dato soldi verissimi per sostenere interi settori industriali, come per esempio l’automobile”. Da Cernobbio aggiunge che da Viale dell’Astronomia “non c’è stata alcuna strigliata, ma una forzatura sull’interpretazione di una frase. Ho già parlato con Emma e ci vediamo martedì pomeriggio”.
Più idilliaco il rapporto con Confcommercio: “consonanza assoluta tra le vostre richieste e le nostre intenzioni”, dice Berlusconi al presidente Carlo Sangalli. “Non ci sono problemi, tu mi dici cosa devo fare e io lo faccio”, scherza il premier. A partire dalla revisione degli studi di settore, sproporzionati secondo la Confcommercio, soprattutto in questo momento.
“Certamente li rivedremo” afferma il premier tra gli applausi “è chiaro che sono cambiate le condizioni, questo è un imperativo categorico”. Una sorta di scambio tra studi di settore e aiuto nella lotta all’evasione fiscale è stato proposto a Cernobbio dal segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, cui ha aderito anche il segretario della Uil, Luigi Angeletti. “L’evasione fiscale è un male di cui abbiamo il record in Europa e faremo tutto quello che possiamo perchè diminuisca”, commenta Berlusconi, che ringrazia per “il forte e responsabile sostegno al governo” di Cisl e Uil. Commentando la proposta di aumentare l’aliquota Irpef per la fascia di reddito più alta, il premier ha invece detto che un intervento del genere “non farebbe altro che aumentare l’evasione fiscale, mentre è sicuro che bisogna diminuire la pressione sui redditi più bassi”. Sul piano casa: “ho il provvedimento ormai pronto, ne parlero’ con il capo dello Stato martedì o mercoledì e venerdì pensiamo di portarlo in Consiglio dei Ministri”.
E infine un annuncio per la squadra dell’esecutivo: “Faremo presto il ministero del Turismo, nel giro di un mese”, dice il premier, nel suo intervento al forum di Confcommercio a Cernobbio: “Tu conosci” ha detto Berlusconi rivolgendosi al presidente Sangalli “che ira di Dio è la signora Brambilla (attuale sottosegretario al ministero del Turismo, ndr) che è una che non molla l’osso”. Infine Berlusconi ha aggiunto citando un rapporto delle Nazioni Unite che proprio il settore del turismo assieme a quello della sanita’ saranno quelli che cresceranno di piu’ nei prossimi anni.
Ma dalla Fiera di Milano il segretario del Pd, Dario Franceschini attacca: “L’Italia è l’unico Paese al mondo” dice “in cui il premier si preoccupa solo di nascondere la crisi o di negarla. Come può reagire una persona che non ha i soldi per fare la spesa e che si sente invece dire ‘consumatè?”, commenta il leader dell’opposizione. E aggiunge che per affrontare la crisi c’erano “circa 5-6 miliardi di euro, che sono stati buttati con l’accordo sfumato con Air France e con l’Ici”.

Fiducia al Senato, la manovra torna alla Camera

Via libera da Palazzo Madama al decreto della manovra economica. Il Senato ha votato la fiducia al Governo che era stata posta sul maxi-emendamento completamente sostitutivo del testo del provvedimento. I voti favorevoli (dal Pdl e dalla Lega) sono stati 170, i contrari 129 (Pd, Udc e Idv); 3 gli astenuti. Ora la manovra passa alla Camera, dove i deputati sono chiamati ad un esame in seconda lettura.
Dai ricorsi dei precari agli alla stretta sugli assegni sociali sugli immigrati fino alla modifica alle norme sulla flessibilità dei bilanci dei ministeri (rivista ora in modo meno accentuato rispetto al testo originario): sono queste alcune delle modifiche di Palazzo Madama al decreto della manovra finanziaria che, con l’approvazione del voto di fiducia, ha ottenuto il sì dell’Aula. Le novità, introdotte dopo il vivace dibattito suscitato nel Paese da alcune norme, si aggiungono alle molte misure che già avevano ottenuto il via libera dalla Camera: tra le quali la Robin tax e la social card, ma anche i tagli a scuola e sicurezza. Il via libera definitivo della Camera dovrebbe arrivare per martedì 5 agosto.

“Crediamo che in questa Finanziaria, in cui si cercheranno di ridurre gli sprechi e i privilegi, ci siano i numeri che ci consentiranno di sopportare e superare bene anche questa grave crisi”, ha commentato il premier Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi.
Il presidente del Consiglio ha aggiunto che la legge finanziaria triennale verrà fatta “con il coinvolgimento dell’intero Parlamento”. Il governo, ha sottolineato il premier, “non vuole agire in splendido isolamento così come riportano alcuni organi di stampa”. Le “basi” per la finanziaria verranno discusse “martedì nell’ultimo Consiglio dei ministri prima della pausa estiva”.
Berlusconi si è detto convinto che alla ripresa dei lavori, in autunno, il governo e il Paese non si troveranno a fronteggiare una situazione difficile: “Non credo che in autunno si debbano manifestare situazioni difficili. C’è in giro tanta voglia di fare, ho avuto anche rapporti con sindacati molto responsabili. Dobbiamo essere coscienti che c’è una inflazione in aumento per una crisi globale. Ma l’Italia ha tutte le possibilità, se tutti ci impegniamo, agendo con concretezza come hanno fatto questo governo e questa maggioranza, per guardare al futuro con ottimismo”.

Certo, ha ammesso, il governo è “molto preoccupato” per l’aumento generale dei prezzi dovuto alla crisi che attanaglia Usa, Europa e Italia. Tuttavia, ha aggiunto il presidente del Consiglio, “siamo certi che risponderemo”, anche grazie alla Finanziaria, a questa “crisi internazionale”.
Crisi superabile anche per l’Alitalia. “Ci sono i soci, il piano industriale ed i capitali”, ha detto il premier. Ovvero, tutte le condizioni per “un rilancio della nostra compagnia di bandiera”.

Il VIDEO servizio:

Finanziaria light: la dieta promessa e non mantenuta sui costi della casta

Onorevoli italiani in Aula | Ansa
Alla fine, è stata morbida la mano del Parlamento sui tanto strombazzati tagli alla politica. La Finanziaria 2008, legge dal primo gennaio, prevede sì un sostanzioso capitolo di risparmi sulle spese del Palazzo, ma non sono poche le misure che, durante i quasi tre mesi di maratona parlamentare, hanno perso per strada la loro incisività. E così “La casta“, messa sotto accusa nelle piazze e sui media (da comici e cittadini), chiamata a dare risposte al sentimento di sfiducia degli elettori, ha deciso, al di là degli annunci del momento, di rendere meno severa la “cura dimagrante” alla quale si era detta disposta. Gli esempi? Non mancano.
La riduzione del numero degli assessori è stata spostata nel tempo. Non entrerà subito in vigore, come deciso in prima lettura da Senato, ma scatterà con le prossime elezioni: solo allora gli assessori di comuni, province e circoscrizioni scenderanno da 18 a 12, con conseguente risparmio su stipendi, portaborse e auto blu. Altro esempio: la stretta sui gettoni di presenza per i consiglieri di comuni, province e regioni non varrà per tutti ma sarà limitata soltanto alle città capoluogo di provincia. Anche per le comunità montane il taglio sarà meno draconiano: dovevano sparirne un’ottantina, immediatamente si disse, invece la patata bollente è stata passata alle regioni, che dovranno decidere come sfoltire.
Sul taglio degli stipendi dei supermanager c’è stata una battaglia senza esclusione di colpi. All’inizio l’emendamento proposto prevedeva un taglio immediato per tutti. Poi Lamberto Dini e Clemente Mastella minacciarono di non votare la manovra se la norma non fosse stata cambiata, limitandola ai nuovi contratti ed escludendo gli artisti della Rai, che altrimenti sarebbero passati alla concorrenza. Ma anche con queste correzioni, alla Camera si è cercato di rendere più fumoso il testo, eliminando di fatto il tetto per i vertici di Bankitalia, i membri delle autorità indipendenti e un gruppo di 25 fortunati topmanager pubblici. Alla fine, grazie a un emendamento del socialista Roberto Villetti approvato in zona Cesarini, anche per costoro varrà un tetto massimo dello stipendio, che non potrà superare i 540 milioni l’anno.
Altre misure sono state confermate senza problemi, forse perché entreranno in vigore solo in futuro. Il numero dei ministri passerà da 18 a 12, ma dal prossimo governo; mentre il numero dei componenti dell’esecutivo, compresi sottosegretari e viceministri, scenderà da 102 a 60. Confermato il congelamento degli stipendi dei deputati e dei senatori, la riduzione delle circoscrizioni, le limitazioni alla cilindrata delle auto blu, che non potranno superare i 1600 centimetri cubici.
All’attivo dell’operazione tagli va posta anche la decisione di Camera, Senato e Quirinale di ridursi le spese. Ma ci si è arrivati indipendentemente dall’iter della manovra. Le tre più alte cariche dello Stato, Giorgio Napolitano, Fausto Bertinotti e Franco Marini hanno giocato d’anticipo, decidendo di tenere le spese sotto il tetto dell’inflazione. Peccato che il loro buon esempio non è stato seguito. Calcolatrice alla mano, alla fine, le casse dello Stato, secondo il Tesoro risparmieranno la cifra di 23,8 milioni.

Poco? Tanto? Massimo Villone, senatore della sinistra democratica sempre in prima fila nella lotta contro gli sprechi (ha firmato con il collega Cesare Salvi il libro I costi della democrazia) è soddisfatto a metà di come sono andate le cose: “Al cinquanta per cento, diciamo. Abbiamo dovuto fronteggiare i tentativi di lobby potenti: c’è stata una resistenza virulenta e accanita, soprattutto sul tetto degli stipendi dei manager, ma alla fine ha prevalso la ragione. Resta il rimpianto di non aver saputo fare di più, per esempio rendendo immediatamente applicabile il tetto degli stipendi dei manager. Ma, viste le condizioni, il risultato finale non è da buttare via”.
Agli elettori, l’ardua sentenza.

Il VIDEO servizio:

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Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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