
(LaPresse)

“Sembra che nelle ultime settimane Cupido stia lanciando così tante frecce su Montecitorio al punto da trasformare il Parlamento in un’isola dell’amore”. Tutti d’accordo. Tanti sorrisi e pacche sulle spalle. Strizzatine d’occhio bipartisan tra gli scranni. Massima collaborazione di tutti i partiti su un ampio pacchetto di riforme. “Non c’è più il Transatlantico di una volta” – commenta un deputato finiano di lungo corso, riferendosi alle “nostalgico-folkloristiche sedute in cui l’aria era incandescente e ci si scannava su tutto con gli avversari”. “Quest’inciucio non mi convince, c’è puzza di fregatura”. Ma se negli spazi affollati trionfa il “volemose bene”, per dirla alla Casini, dietro le colonne del Transatlantico, in ascensore o affondati sui divanetti bordeaux delle gallerie adiacenti la zona Aula, alcuni politici di spicco invocano Marte e preferiscono pensare alla battaglia. Continua

E la "casta" cercò di ribellarsi ai tagli (Credits: Mauro Scrobogna/LaPresse)
Ventiquattro. Nella Smorfia napoletana è il numero che rappresenta le guardie. AMontecitorio è il numero dei ricorsi presentati contro i tagli decisi dalla Presidenza della Camera a stipendi e vitalizi parlamentari. Una decisione che ha scatenato contestazioni da parte di alcuni deputati che hanno mal digerito quest’ultima dieta ai propri benefit. Domani si riunirà il Consiglio di giurisdizione, presieduto da Giuseppe Consolo (Fli) per esaminare la questione dei 24 “indignati” (tra loro parlamentari in carica ed ex deputati) e per fissare - non prima di 60 giorni - un’udienza in cui saranno ascoltate le ragioni dei ricorrenti. Nei 20 giorni successivi si emetterà una sentenza. Tra una lungaggine burocratica e l’altra, è botta e risposta tra alcuni deputati a base di “infame!”, “pulciaro!”, “braccino!”. Che lasciano intendere il nuovo clima da Colosseo in arrivo in Transatlantico. Ed i più pignoli dichiarano guerra alla Presidenza per aver risparmiato i presidenti ed i questori dal giro di vite. Continua

Ecco le reazioni "segrete" al taglio dello stipendio (Credits: Mauro Scrobogna/Lapresse)

“Tagli si, ma con le tasche piene”. E’ l’ossimoro che più si addice alla politica del nostro Paese, e a regalarcelo è la buvette della Camera. “Sono ormai lontani i bei tempi in cui si sorseggiava allegramente un caffè in stile melodia Walt Disney. Oggi il clima che si respira rasenta più i combattimenti sul ring dell’uomo tigre. Non c’è giorno che uno non sia incazzato” – sbuffa un cameriere. Un luogo non più tempio di discrezione. Dove oltre al cornetto nel caffè si affogano frustrazioni, stress e rabbia. Dove i barman (sempre più intimoriti dai licenziamenti) si possono permettere acide stoccatine al “deputato spilorcio” perché arriva a Montecitorio “già mangiato”. E che all’indomani dei tagli agli stipendi dei parlamentari rimane il grembo indiscusso delle indiscrezioni più gustose. Continua

L'emiciclo della Camera dei Deputati. LAPRESSE
Abbiamo chiesto a un deputato della Repubblica di mandarci copia di una sua busta paga per fare due conti su quanto effettivamente guadagna un parlamentare. Il regolamento di Montecitorio spiega che ogni mese gli onorevoli hanno diritto all’indennità parlamentare (che sarebbe lo stipendio vero e proprio), alla diaria e al rimborso per le spese di rappresentanza. Continua

13 ottobre 2011: i banchi vuoti dell'opposizione durante l'intervento di Silvio Berlusconi alla Camera. ANSA/ ETTORE FERRARI
di Annalisa Chirico
Che l’opposizione sia alla canna del gas, è cosa nota. Tra chi agita la clava delle elezioni anticipate e chi punta all’inciucio senza passare per il voto. È il dopo Berlusconi, bellezza. Al premier almeno un merito dobbiamo riconoscerglielo. Il bipolarismo, pur nella sua versione claudicante, lo ha importato lui in Italia. Continua

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante il suo intervento in aula a Montecitorio, oggi 13 ottobre 2011 ANSA/ ETTORE FERRARI
“Sono qui per chiedere il rinnovo della fiducia al governo che ho l’onore di presiedere. Un incidente parlamentare di cui la maggioranza porta responsabilità e di cui mi scuso ha determinato martedì scorso. È una situazione anomala che dobbiamo sanare con la fiducia politica”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi durante il discorso stamattina a Montecitorio. Ecco le fasi salienti del suo discorso: Continua


Il presidente della Camera e leader di Fli, Gianfranco Fini, durante la festa tricolore a Mirabello (Ferrara) l'11 settembre 2011 (Ansa/Sergio Pesci)
Durante il suo discorso a Mirabello Gianfranco Fini ha detto di non avere timore a firmare il referendum per abolire l’attuale legge elettorale “se è l’unico mezzo per togliere di mezzo una legge che ha la responsabilità di aver aumentato il fossato che divide la società civile dal palazzo”. Continua


Il presidente della Camera Gianfranco Fini (Ansa/Samantha Zucchi)
L’ultimo dietrofront dei parlamentari è quello sulle ferie. Ridotte di una settimana, dopo le proteste e le migliaia di messaggi sul web contro la casta che se ne va al mare, mentre l’Italia rischia (stavolta sul serio) di fare la fine della Grecia. Continua