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Oscar Luigi Scalfaro è morto

Il presidente emerito della repubblica italiana Oscar Luigi Scalfaro (Credits:

L'ex Presidente della Repubblica italiana Oscar Luigi Scalfaro (Credits: MAURIZIO BRAMBATTI - ANSA)

È morto nel sonno questa notte nella sua abitazione romana all’età di 93 anni. E di certo, il nono presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, non se lo sarebbe mai aspettato. Non di dover morire, per carità. Ma che la notizia del suo decesso sarebbe stata trasmessa, per prima, da Twitter. Continua

Don Luigi Verzè, un visionario con i limiti di un uomo

Don Verzé, nel 2002, all'inaugurazione del parco scientifico del San Raffaele (Credits: Imagoeconomica)

Don Verzé, nel 2002, all'inaugurazione del parco scientifico del San Raffaele (Credits: Imagoeconomica)

di Giorgio Mulé

Don Luigi Verzè non era un Santo, ma non era neppure un diavolo. Adesso che il fondatore del San Raffaele se n’é andato appena in tempo prima che la sua creatura venisse venduta, è già partita la corsa alla Beatificazione o all’umiliazione, sull’onda dell’inchiesta sui conti della Fondazione Monte Tabor. È il peggior torto che si possa fare alla sua memoria. Continua

Morto Don Luigi Verzè, il fondatore del San Raffaele

Don Luigi Verzé (Credits: MASSIMO VIEGI/LAPRESSE)

Don Luigi Verzé (Credits: MASSIMO VIEGI/LAPRESSE)

Leggi l’intervista rilasciata da don Verzè a Panorama per il suo 90° compleanno

Don Luigi Verzè, il fondatore del San Raffaele è morto questa mattina proprio nella struttura che aveva creato, per un arresto cardiocircolatorio. Il prelato, da tempo malato, era stato ricoverato questa notte, poco dopo le 2 per un problema al cuore presso l’Unità coronarica. Continua

Il mezzo più pericoloso? La bicicletta. Sulle strade un morto al giorno

biciombra

La bicicletta è il più mite dei mezzi di locomozione. Non fa rumore, non inquina, può tenere una velocità adeguata, superiore alla velocità media dei mezzi pubblici nell’area urbana (da 12 a 15 km/h). Insomma, è il mezzo più salubre che esista. Inoltre per ogni ciclista in più normalmente circola una macchina in meno.
Ottime le due ruote a pedali, si sa. Soprattutto in città. A tesserne le (giuste) lodi è Il Centauro di maggio, organo ufficiale dell’Asaps, l’associazione amici sostenitori della Polizia Stradale. Ma dalla stessa inchiesta risulta che siano molto pericolose.
Molto più che le auto o le moto. Ogni giorno infatti sulle strade italiane perde la vita un ciclista, 40 finiscono al pronto soccorso, molti vengono ospedalizzati. È come se ogni anno sparissero due gruppi del Giro d’Italia a causa degli incidenti stradali.

I numeri parlano di una vera emergenza perché secondo le statistiche nel 2007 (ultimo anno in cui sono disponibili i dati Istat) in 15.713 incidenti sono morti 352 ciclisti (249 conducenti e 3 trasportati), +11% rispetto al 2005, 14.535 sono rimasti feriti +16,5%. Insomma parliamo di quasi 1000 morti negli ultimi 3 anni. Fra le vittime 289 sono maschi (82%) e 63 le femmine (18%).
Ma ciò che è più importante è l’incremento dell’11% della mortalità rispetto al 2005 e un aumento del 16,5% dei feriti. Il rischio di mortalità, calcolando come valore medio 1, per le biciclette è di 2,18, il più alto in assoluto. Per le autovetture il tasso di mortalità è pari a 0,78, per i camion 0,67, per i pullman 0,48, per i ciclomotori 1,06, per le motociclette 1,96.

La percentuale dei ciclisti fra le vittime della strada è passata poi dal 5,3% del 2004 al 6,9% nel 2007. Quella dei feriti è passata dal 3,7 al 4,5%. Infine i bambini da 0-14 anni che hanno perso la vita con la bici nel 2007 sono stati 12 (11 maschi e 1 femmina): 2 nella fascia fino a 5 anni (di cui uno trasportato), 1 in quella da 6 a 9. 9 da 10 a 14 anni.
Le regioni che contano più vittime sono infine Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, dove circolano più bici per antica tradizione.

Ucciso a colpi di fucile a Latina: è il suocero di De Rossi

Daniele De Rossi

Pare essere stata una vera e propria esecuzione: Massimo Pisnoli, suocero del calciatore della Roma e della nazionale Daniele De Rossi, è stato ucciso da un colpo di fucile sparato alla testa Quarantotto anni, con precedenti penali, Pisnoli è stato trovato lunedì alla stazione di Campoleone, in provincia di Latina, proprio alle porte della capitale. L’odore forte del cadavere ha attirato l’attenzione di un pendolare che ha subito dato l’allarme. Ma ci sono voluti quasi due giorni per risalire alla sua identità e alle circostanze della morte.

L’autopsia eseguita dal medico legale, Maria Cristina Setacci, ha chiarito ogni dubbio: Pisnoli sarebbe stato prelevato a Roma e portato a Campoleone. Gli sarebbe stato puntato un fucile alla schiena, quindi il primo colpo a una spalla lo avrebbe fatto cadere a terra. A quel punto l’assassino avrebbe finito il suo lavoro. Quando è accaduto tutto questo? Difficile, forse impossibile, stabilirlo con precisione a causa dell’avanzato stato di decomposizione. Almeno un paio di giorni prima del ritrovamento, ma non si esclude che l’uomo sia stato ucciso più o meno una settimana fa. Ci sono volute parecchie ore prima dell’identificazione: il volto dell’uomo, infatti, era sfigurato, e nel corpo non c’erano documenti.
Presumibilmente l’omicidio si è svolto di notte: Campoleone è una stazione immersa nelle campagne, movimentata di giorno dai tanti pendolari diretti a Roma, distante circa un quarto d’ora di viaggio, ma deserta di notte.

Massimo Pisnoli, 48 anni, aveva precedenti per furto e rapina e in passato sarebbe già sfuggito a un agguato. Era il papà di Tamara Pisnoli, sposata con Daniele De Rossi dal 2006

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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