
Francesco Cossiga vede in anteprima, con Panorama (la cronaca sul numero in edicola da giovedì 1° maggio), Aldo Moro. Il presidente (della TaoDue Film), che andrà in onda su Canale 5 il 9 e l’11 maggio. E nell’occasione racconta particolari inediti sui 55 giorni del rapimento dello statista ucciso dalle Brigate rosse. “Centrale è il ruolo del Vaticano” ricorda Cossiga.
“Ma anche intorno a questo passaggio cruciale bisogna aggiungere un nuovo pezzo di verità: ho sempre creduto che don Antonello Mennini, allora suo confessore, attualmente nunzio apostolico in Russia, abbia incontrato Moro prigioniero delle Br per raccogliere la sua confessione prima dell’esecuzione dopo la condanna a morte. Come ministro dell’Interno allora mi sentii giocato. Mennini ci scappò. Seguendolo avremmo potuto trovare Moro. Ma ancora oggi il Vaticano è riuscito a fare in modo che Mennini non potesse essere interrogato mai da polizia e carabinieri”.
Nell’intervista a Panorama, Cossiga svela anche un’altra verità, questa volta politica: “Durante i 55 giorni siamo stati a un passo dalla rottura con il Pci. La politica della fermezza voluta dal governo di unità nazionale concedeva alla famiglia di Moro la piena libertà di trattare per la liberazione, ma mai direttamente con le Br. Attraverso la Caritas, la Croce rossa, Amnesty international oppure il Vaticano, l’Onu… Ma un certo punto venne da me Enrico Berlinguer, insieme a Ugo Pecchioli, il suo ministro degli interni, per dirmi: “Adesso basta, abbiamo detto che non si tratta e non si tratta”.
In confidenza, poi, Pecchioli si preoccupò di informarmi che se si fosse trattato di pagare molti soldi sarebbe stato meglio non lo dirlo prima, così il Pci avrebbe potuto protestare senza però arrivare alla rottura politica. Tutto questo nel film non c’è”.
Guardando lo sceneggiato televisivo, il presidente emerito della Repubblica è rimasto colpito soprattutto dall’interpretazione che Michele Placido fa dello statista ucciso dalle Br. “Placido fissa per sempre nell’immaginario televisivo un Moro idelebile” commenta. “Ma devo dire che il più verosimile di tutti mi è sembrato Benigno Zaccagnini. Uguale!”.
- Mercoledì 30 Aprile 2008
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