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Due sorelle denunciano il padre: “Ci ha violentate per dieci anni”

La vittima di uno stupro

Un vero e proprio inferno, quello che dicono di aver vissuto due ragazze di 17 e 18 anni. Per anni sono state abusate sessualmente dal proprio padre, un romano di 40 anni. Dopo tanti anni finalmente le giovani hanno trovato il coraggio di uscire allo scoperto, denunciando le violenze: i carabinieri di Tivoli hanno arrestato l’uomo interrompendo quegli abusi iniziati quando le due ragazze non erano ancora adolescenti.
Quando i militari sono arrivati nella sua abitazione, l’operaio stava preparando la valigia: stava organizzando la fuga. Il 40enne è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per violenza sessuale che il Gip del Tribunale di Roma ha convalidato, confermando la custodia cautelare in carcere a Rebibbia. Le due ragazze violentate dal padre, sulle quali il riserbo dei militari è assoluto per tutelarne l’identità, sono rimaste con la propria madre nella loro abitazione alla periferia est di Roma.

I codici, Provenzano e la smania da romanziere

L'arresto '11 aprile del 2006 di Bernardo Provenzano

L’ultimo in arrivo tra gli scaffali delle librerie è il “codice” di Cosa Nostra.
Non è firmato Dan Brown ma dal sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia Michele Prestipino: il magistrato che l’11 aprile 2006 ha messo dentro Bernardo Provenzano, l’ultimo padrino, dopo 43 anni di latitanza.
Il Codice Provenzano (Laterza) si presenta come il più grande archivio della mafia: “Questo libro è Cosa Nostra spiegata da Cosa Nostra” dice il magistrato, forse stufo del codice penale. Nelle sue pagine ripropone, per la prima volta, oltre 45 degli ormai famosi “pizzini”.
Ma prima di lui una folta schiera di uomini di legge ha firmato libri su casi di cronaca. A cominciare da Giancarlo De Cataldo, giudice della Corte d’Assise di Roma che ha scritto, tra gli altri, Romanzo criminale, sulla storia della banda della Magliana (diventato anche film di successo) e dal capo del Ris di Parma, il colonnello dei Carabinieri Luciano Garofano con Delitti Imperfetti (primo e secondo volume). E ancora: Massimo Picozzi, stimato criminologo, spesso consulente delle procure, che in coppia con il giallista Carlo Lucarelli ha mandato in libreria più di un volume su serial killer e crimini efferati. Infine il poliziotto Michele Giuttari, padre dell’inchiesta e dei libri sul “mostro” di Firenze.
Tutti protagonisti del mondo della giustizia che, una volta liberi dal segreto istruttorio, qualche volta forse fin troppo in fretta, hanno sfogato nella letteratura la loro (seconda?) passione: scrivere di casi crudi e cruenti, storie che riemergono da indagini e sentenze. A volte senza neanche aspettare che i casi a cui si erano ispirati fossero arrivati alle sentenze definitive.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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