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Napolitano duro: troppa retorica xenofoba. Maroni critico: “La Cei? Pregiudizi infondati”

Immigrati sbarcati a Porto Empedocle

È con una certa durezza che il Colle entra nel dibattito su immigrati e respingimenti. Per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano esiste il rischio del “diffondersi di una retorica pubblica che non esita - anche in Italia - ad incorporare accenti di intolleranza o xenofobia”.
Intervenendo alla ventesima edizione della Conferenza annuale del Centro Europeo delle Fondazioni Napolitano ha anche parlato della crisi economica internazionale, sostenendo che “la crisi non ha ancora generato tutti gli effetti di povertà”.
Per il Capo dello Stato la crisi economica globale impone un maggiore impegno nella lotta contro la povertà, che rischia di aggravarsi ed estendersi. Per questo richiede iniziative pubbliche e private di prevenzione: una mobilitazione a tutti i livelli, da quello europeo a quello nazionale.
Napolitano ha evidenziato come povertà e disuguaglianza siano “strettamente connesse” e che quindi “le misure rivolte a ridurre la povertà e quelle contro l’esclusione sociale devono andare di pari passo”. Secondo Napolitano, “solo in questo modo si può evitare che coloro che si trovano in fondo alla scala sociale
rimangano confinati in quella posizione”. Questo, avverte il presidente della Repubblica, “è tanto più importante nei nostri paesi dove le differenze in termini di origini etniche, religiose e culturali sono aumentate”. Qui, prosegue, “il rischio che queste differenze si traducano in un fattore di esclusione è sempre presente ed è aggravato dal diffondersi di una retorica pubblica che non esita, anche in Italia, ad incorporare accenti di intolleranza o xenofobia”.
Di fronte alla crisi economica che allarga l’area delle povertà e i rischi di intolleranza, Giorgio Napolitano indica l’Europa come uno dei soggetti che devono scendere in campo per lottare contro l’impoverimento, non solo in Europa ma in tutto il mondo, a cominciare dall’Africa dove secondo stime recenti del Fondo monetario internazionale 90 milioni di esseri umani rischiano di precipitare sotto la soglia di povertà a causa della crisi.
“Il processo di integrazione europeo attraverso un momento difficile” ha detto Napolitano “ma non si può negare una permanente inadeguatezza delle istituzioni europee e delle azioni comuni europee”. Occorre lavorare a “un’Europa politica davvero integrata” e a “costruire in Europa una società civile e una sfera pubblica che evolvano nel tempo fino a diventare una vera e propria comunità politica”.
“Se si vuole far fronte alle sfide che provengono dalla povertà vecchia e nuova e dalle disuguaglianze inaccettabili fra le nazioni e al loro interno, non possiamo certo rispondere con la mera conservazione e la difesa degli interessi nazionali”. “Abbiamo bisogno” ha aggiunto - di elaborare strategie innovative, nuovi metodi. Le fondazioni possono essere utili in questa funzione. La progettazione e la valutazione di nuove soluzioni non spetta esclusivamente alla politica. È una funzione che in società molto differenziate deve scaturire dal dialogo e dalla collaborazione tra tutti gli attori sociali”.

Dell’Europa, del suo ruolo, dell’aiuto che dovrebbe e potrebbe dare in tema di immigrazione, ha parlato anche il ministro dell’Interno Roberto Maroni, nel corso della cerimonia di consegna alle autorità Libiche, di tre motovedette per fare i pattugliamenti: “L’Italia è in prima linea nella lotta all’immigrazione clandestina, noi investiamo le nostre risorse per proteggere anche i paesi europei, ma vogliamo che la Ue prenda decisioni che finora non ha preso e aiuti i paesi più esposti su questo fronte”. Oggi, ha continuato il responsabile del Viminale: “è una giornata importante ed è una ulteriore tappa della svolta iniziata nella lotta all’immigrazione clandestina”. “Le forze dell’ordine italiane” ha spiegato il ministro “hanno molti strumenti a disposizione per il contrasto all’immigrazione clandestina, ma non sono sufficienti se manca la collaborazione internazionale che è indispensabile per contrastare il traffico di essere umani, il più indegno che ci sia”. Le sei unità che saranno cedute alla Libia, “costituiranno un sistema di controllo e sorveglianza che si aggiunge ai mezzi navali italiani presenti nelle acque internazionali e a quelle europee”. trova tempo, Maroni, anche di rispondere alle critiche mosse dalla Cei sul ddl sicurezza: “Si sono dette cose infondate, bisogna leggerlo ed allora tanti pregiudizi cadranno”.

Lampedusa, 500 sbarcati in una notte. Altri 250 in attesa dei soccorsi in mare

Emergenza immigrazione a Lampedusa

Un afflusso costante, senza sosta. Uomini e donne affamati e disperati, barconi in stato pietoso. Senza contare chi non ce la fa. E ingrossa le fila dei dispersi e dei morti nel Mediterraneo. Lampedusa è al collasso.

In una notte sono arrivati in cinquecento. Sono già più di mille da mercoledì, gli immigrati sbarcati nell’isola siciliana o tratti in salvo nel canale di Sicilia. “Vi farò pescatori di uomini”, la parabola evangelica si è trasformata nella realtà più cruda, per i pescherecci dell’isola: uno è entrato in porto con a bordo 339 africani, di cui 47 donne e quattro bambini. Altre due imbarcazioni, una con 39 immigrati e l’altra con 47, sono stati intercettati dalla guardia costiera e accompagnati alle coste di Lampedusa. L’ultimo barcone è stato intercettato questa mattina: a bordo ci sono 250 extracomunitari, tre motovedette sono partite per i soccorsi. Il Cie, ormai al collasso da giorni, vede aggravarsi ancora di più la situazione. Mercoledì in un naufragio avevano perso la vita sette persone, gli altri occupanti del gommone rovesciatosi erano stati tratti in salvo.

Secondo il ministro Maroni il numero di immigrati via mare è raddoppiato rispetto all’anno scorso. I trafficanti hanno intensificato i viaggi per il bel tempo e per paura di una stretta europea sull’immigrazione. Ma a questo punto non è da escludere che le minacce del colonnello Muhammar Gheddafi (poi ritirate) di non collaborare più con l’Italia nel controllo delle partenze dalle coste libiche per protesta contro il ministro Calderoli si stiano attuando, in silenzio.

E sempre nel canale di Sicilia, al largo di Malta, due donne sono morte, ed un’altra in fin di vita, a causa dell’ennesimo naufragio di un barcone di disperati. È stato il mercantile “Northumberland” a segnalare la presenza di alcuni naufraghi in mare, dopo che il loro barcone si era rovesciato. La motovedetta maltese, intervenuta sul luogo del disastro, è riuscita a trarre in salvo 25 immigrati. I superstiti hanno detto che all’appello mancavano tre donne. Immediatamente sono scattate le ricerche delle disperse: prima è stato recuperato un cadavere, poi altre due donne che erano in fin di vita. Una di loro è morta durante il viaggio in elicottero verso l’ospedale “Mater Dei” de La Valletta; l’altra è in condizioni critiche. Le motovedette impegnate nei soccorsi sono in navigazione verso il porto de La Valletta. I centri di detenzione a Malta, intanto, sono al collasso dopo gli sbarchi di queste ultime settimane. Solo questa notte sono approdati sull’isola circa cento immigrati, mentre questa mattina la marina maltese ha intercettato altri due barconi con una cinquantina di extracomunitari. Il governo de La Valletta è al lavoro per cercare una sistemazione per i nuovi arrivati, visto che le strutture a disposizione sono ormai al completo.
Il VIDEO servizio:

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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