
Walter Veltroni e Massimo D'Alema, eterni duellanti del Pd - lapresse
L’Africa può attendere, ancora. Walter Veltroni si prepara a un ritorno in scena, per fare valere il suo peso nel Pd di cui fu primo segretario. Continua
- Giovedì 11 Febbraio 2010
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Walter Veltroni e Massimo D'Alema, eterni duellanti del Pd - lapresse
L’Africa può attendere, ancora. Walter Veltroni si prepara a un ritorno in scena, per fare valere il suo peso nel Pd di cui fu primo segretario. Continua

Alex Del Piero sconsolato: il suo gol su punizione non è bastato a evitare la sconfitta
Sorride Ancelotti: due settimane fa sembrava condannato, stasera il suo Milan ha l’occasione di portarsi a un punto dal terzetto di testa, composto da Udinese, Lazio e Inter. Chissà se Ronaldinho replicherà con una magia delle sue al tacco “da arti marziali” con cui Ibrahimovic ha steso ieri sera il Bologna. Il campionato, alla sesta giornata, non ha ancora un padrone. Non è la Lazio, la squadra rivelazione, fermata dal Lecce ieri sera, né l’Inter, che deve ancora dimostrare tutto, dopo la sconfitta nel derby. Ma Mourinho può guardare comunque dall’alto i suoi principali avversari: Roma e Juve hanno steccato completamente le partite di oggi:
La squadra di Spalletti ha perso le staffe nel finale a Siena: espulsi Mexes e Panucci (e qualcuno malignerà : salteranno proprio la partita contro i nerazzurri), brutta sconfitta contro i bianconeri che vanno in vantaggio con Frick. La Juve non fa molto meglio, ma Ranieri ha molte attenuanti: le assenze di Iaquinta, Trezeguet e Nedved. L’espulsione di Sissoko (comunque imbarazzante come playmaker). Non basta il gol di capitan Del Piero contro il Palermo, lanciato alla quarta vittoria in cinque partite da Ballardini. Di Miccoli e del giovane georgiano Mchelidze i gol dei rosanero. Le grandi stentano a ingranare, e allora le protagoniste del campionato sono le squadre più organizzate e in forma: oltre alla Lazio, l’Udinese di Marino (che ha ritrovato un grande Quagliarella, autore di una doppietta contro il Torino) e l’Atalanta di Del Neri, che sotterra la Sampdoria con 4 gol (doppietta di Floccari, Doni e Garics). Tra i liguri si salva solo Cassano (doppietta oggi), ma predica nel deserto.
Si ferma invece il Napoli, che cade (come Milan e Roma) nel fortino genoano di Marassi, davvero inespugnabile: per i partenopei non bastano i gol della coppia argentina Lavezzi-Denis, i rossoblù corrono tantissimo anche in dieci per l’espulsione di Papastathopulos (autore del primo gol) e finalizzano con le reti di Palladino e di Diego Milito, sempre più “principe” del Ferraris, già cinque gol per lui. Uno in più di Gilardino, a segno anche oggi nella vittoria esterna della Fiorentina contro il Chievo Verona per 2 a 0 (di Kuzmanovic l’altra rete). Sorprendente anche il Catania di Zenga, che pareggia nel derby dello stretto con la Reggina per 1 a 1 (di Paolucci e Costa i gol).

L’attaccante della Roma Mirko Vucinic (Ansa)
Dopo i pareggi di ieri di Juventus e Fiorentina, per le italiane il mercoledì di Champions League ha due facce diverse: una è quella felice di Julio Baptista per una Roma che si rilancia con una vittoria in Francia, l’altra è il broncio dello “speciale”, Josè Mourinho, che voleva una vittoria per dimenticare l’amarezza del derby perso e invece ottiene solo un pareggio, anche se la sua squadra gioca bene. Nel primo tempo in scena a San Siro l’Inter si presenta con una formazione ben diversa da quella del derby perso. Segno che Mourinho, pur nella sua insofferenza alle critiche, (in conferenza stampa ha sfidato un giornalista che aveva questionato alcune sue scelte a scrivere la formazione) ha capito che qualcosa doveva cambiare: fuori gli esterni Quaresma e Mancini, dentro Balotelli e Adriano. E Muntari, squalificato in campionato. Ma a segnare per primo è un terzino: Maicon, al 14′, approfitta di un rimpallo favorevole e colpisce con un bel pallonetto sul portiere del Werder. L’Inter gioca bene, ma concede anche, rischiando di subire il pareggio della squadra tedesca, ispirata dal brasiliano Diego. Nel secondo tempo il Werder colpisce alla prima leggerezza dell’Inter: un cross del tedesco Frings arriva in area dove il portiere Julio Cesar è distratto e Claudio Pizarro segna il pari in spaccata, al 17′. Tutto da rifare: lo “special one” torna sui suoi passi: dentro il vituperato Quaresma e l’”uomo della provvidenza”: Julio Ricardo Cruz. Ma l’argentino, che tante volte ha raddrizzato le partite storte, stavolta riesce solo a sgambettare Frings, prendendosi un giallo. L’assalto finale è confuso: Maicon prende un palo all’86′, Muntari tira troppo forte al 90′, ma non basta. Comincia male invece la serata della Roma, a Bordeaux. Al 18′ del primo tempo l’ex milanista Gourcuff stende il portiere giallorosso Doni con un destro potente da fuori area. Poi i giallorossi di rianimano anche se non creano molto, ma la partita si accende con l’espulsione al 35′ di Henrique per una gomitata a gioco fermo sul volto di Perrotta. Nella ripresa la squadra di Spalletti però esce trasformata dagli spogliatoi: con i muscoli di Julio Baptista al posto dell’evanescenza del francese Menez. Prima Vucinic trova il gol, di testa, da calcio d’angolo. E proprio il brasiliano porta i giallorossi in vantaggio con una punizione magistrale da 20 metri, prima di segnare anche il definitivo 3-1 con un’incursione in area su assist di Taddei. Nel gruppo dell’Inter vincono i ciprioti dell’ Anorthosis per 3-1 contro il Panathinaikos, mentre in quello della Roma, secondo incredibile risultato dei carneadi del Cluj che fermano il Chelsea (dopo aver battuto la Roma) sullo 0-0. Negli altri gruppi questi i risultati: Sporting Lisbona-Basilea 2-0, Shakhtar-Barcellona 1-2, Liverpool-Psv 3-1, Atletico Madrid-Marsiglia 2-1.
Le parole dell’amministratore delegato del Catania, Piero Lo Monaco, nei confronti dell’allenatore dell’Inter, Mourinho, sono “un’istigazione alla violenza” e per questo il mondo del calcio deve intervenire. Lo ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni, intervenendo all’inaugurazione del primo campionato di calcio dei Vigili del fuoco dedicato alla memoria dell’ex comandante Giorgio Mazzini. “Sono francamente stupito delle dichiarazioni di alcuni dirigenti di serie A che sembrano proprio un’istigazione alla violenza. Non ho titolo per intervenire, ma quando un dirigente dice di un’allenatore della squadra avversaria che bisognerebbe bastonarlo sui denti, io mi aspetterei che il giudice sportivo o la Lega calcio o la Figc prendessero immediate decisioni in merito”.
Per il ministro dell’Interno quello dell’Ad del Catania “è la cosa peggiore che si può fare: se un dirigente di una squadra incita alla violenza, anche solo metaforicamente, poi io non mi stupisco se qualche tifoso esagitato mette in atto compartimenti violenti. Bisogna evitare queste espressioni”.
E sulla proposta del presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese, di costruire, se necessario, celle negli stadi dove rinchiudere i violenti, Maroni ha detto: “L’ho letta sui giornali, non è all’ordine del giorno”.
Il ministro ha poi ribadito che per quanto riguarda le partite di domenica prossima su cui si è già pronunciato l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive e il Casms “rimarranno le decisioni che sono state prese”. Il ministro ha anche criticato l’atteggiamento di alcuni sindaci. “Abbiamo preso decisioni anche forti che hanno suscitato qualche reazione ma francamente io faccio fatica a capire come uno possa lamentarsi della violenza e poi anche delle misure che cercano di prevenirla”.
La spiritosa risposta di Mourinho a Lo Monaco: