
Francesco Rutelli e Dario Franceschini, ex Margherita
Cronaca di un addio più che annunciato: Francesco Rutelli sta preparando i bagagli per uscire dal Partito democratico. I rumors si susseguivano da tempo, ed oggi l’ex leader della Margherita li ha confermati tutti alla presentazione del suo libro dal titolo anch’esso evocativo: La svolta. Lettera a un partito mai nato. Continua
Larga, ma non assoluta, la maggioranza per la mozione a favore del segretario Piero Fassino, al termine degli oltre 6500 congressi di sezione Ds. Il leader ha ottenuto il 75,64% dei voti, contro il 15,04% di Fabio Mussi e il 9,32% di Angius-Zani. Ma il “dato rilevante” dice una nota della segreteria “è lo straordinario successo di questa tornata congressuale”. Sono andati a votare oltre 250 mila tesserati: 52 mila in più rispetto al congresso di Roma del 2004/2005 e 70 mila in più del congresso di Pesaro del 2001. Un numero che la dice lunga su come gli iscritti sentano il problema di fondere i Ds nel nuovo soggetto politico del Pd, insieme alla Margheirta. Un numero che traduce il pathos che molti non provavano almeno dai tempi della svolta di Occhetto nell’89. Già , perché quello di Firenze, scissioni o meno, è infatti l’ultimo congresso del più grande partito della sinistra italiana, erede del Pci.
Nel dettaglio, le prime cinque regioni nelle quali Fassino ha ottenuto i maggiori consensi sono: Emilia Romagna (86,6%), Toscana (81,2), Calabria (80,3), Friuli (80,1) e Marche (78,9%). Strano, ma il segretario di origine torinese non ha quindi sfondato nel “suo” Piemonte. I totali, divisi per Nord, Centro, Sud, dei risultati di ciascuna delle tre mozioni. Prima mozione: al Nord 77,51%; al Centro 76,94%; al Sud 73,63%. Seconda Mozione: al Nord 13,04%; al Centro 15,57%; al Sud 16,00%. Terza Mozione: Nord 9,46%; Centro 7,49%; Sud 10,37%”.