
Vita dura per chi viaggia senza biglietto sui treni delle Ferrovie dello Stato. Da qualche giorno è partita la nuova campagna anti-evasione lanciata da Trenitalia per cercare di arginare il fenomeno dei cosiddetti “portoghesi”. Chi salirà sulle vetture senza biglietto o senza averlo obliterato, dovrà prepararsi a sborsare il doppio di quanto pagava prima: non più 25 euro, insomma, ma 50, sempre che il conto sia saldato sul treno o all’arrivo del convoglio. Se però la multa dovesse essere pagata entro il quindicesimo giorno dalla notifica, l’importo sarà di 100 euro più il biglietto e di 200 euro se il saldo avverrà entro il sessantesimo giorno.
Nuove multe e controlli, quelli partiti lunedì su tutti i treni regionali e a media e lunga percorrenza come Espressi, Intercity, Eurostar e Alta Velocità, che serviranno a mettere un freno ai mancati introiti che il gruppo subisce da chi cerca di muoversi gratis. Secondo le stime e le ricerche fatte da Trenitalia, infatti, circa il 5 per cento dei viaggiatori usa ogni giorno i treni senza pagare il biglietto. In termini economici il danno ammonta a circa 70 milioni di euro annui. Soldi che sarebbero sufficienti ad acquistare due convogli Eurostar e venti treni Minuetto, utilizzati sulle linee regionali.
Grazie al potenziamento dei controlli, ai raddoppiati importi delle sanzioni e a nuove modalità di acquisto dei biglietti, Trenitalia conta di aumentare gli incassi derivanti dal traffico viaggiatori. E le prospettive sono buone: nel primo semestre di quest’anno, dopo che un primo giro di vite contro i “portoghesi” era già stato dato, le vendite dei biglietti hanno avuto un incremento del 7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2006. Merito non solo dei nuovi controlli ma anche della rinnovata rete di vendita. Oltre alle 450 biglietterie di stazione e a quella telefonica (chiamando al numero 892021), alle 1725 macchinette self-service, alle 5.500 tra edicole, tabaccai e bar e alle 3000 agenzie di viaggio, da gennaio è stato possibile acquistare anche i biglietti regionali dal sito internet di Trenitalia.
Chi volesse comunque perseverare nel viaggiare gratis è avvisato: se proverà a modificare il timbro, o a falsificare in qualche modo il tagliando, la multa da pagare sarà addirittura di cinquecento euro, come una decina di abbonamenti annuali per le linee regionali.
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Lunedì sera? Oppure martedì all’alba? Ma non era domenica? I dubbi assalgono ogni automobilista in fase di parcheggio. Quand’è che viene fatto il lavaggio strade nella via di casa o dell’ufficio? Un’informazione fondamentale per non prendere l’ennesima multa. Ma che sembra impossibile da ricordare. Ora però un alert via sms segnalerà il giorno in cui è vietato lasciare l’auto in sosta.
Il primo servizio antimulte via cellulare è attivo nelle città di Alessandria, Bologna, Brescia, Como, Finale Ligure, Firenze, Milano, San Donato Milanese e Torino. Ma verrà presto esteso anche ad altri centri. Iscrivendosi al sito Lavaggiostrade.it e compilando il modulo online, si riceverà gratuitamente il promemoria sul proprio telefonino all’ora scelta.

Non è più nemmeno una battuta, ormai: al primo vigile che, armato di penna e blocchetto, s’aggira per le macchine parcheggiate dove non si potrebbe, viene spontaneo chiedersi: “E quanti soldi servono al Comune?”. A rendere lapalissiana la costatazione del fatto, le cifre: le multe valgono 1,25 miliardi di euro all’anno, cioè 35 euro per ogni italiano con patente. Praticamente, un’altra, l’ennesima, imposta aggiuntiva che grava sui cittadini.
UN GRUZZOLO DA 1,44 MILIARDI
A dare i numeri, cioè a renderli pubblici, un’indagine condotta da Il Sole 24 ore su oltre 8.000 comuni. Fra il 2001 ed il 2005 le multe sono salite del 52%: una crescita dovuta principalmente agli eccessi di velocità registrati da vigili e Polizia stradale grazie agli autovelox. Insomma gli automobilisti piangono e le casse comunali sorridono.
Tanto più che se si sommano anche le entrate di Polizia Stradale, Carabinieri e Guardia di Finanza, che hanno raggiunto quota 201 milioni, il gruzzolo vale 1,44 miliardi.
Il picco è stato registrato nel 2004, quando gli accertamenti per infrazioni al codice della strada hanno superato il miliardo di euro, segnando un incremento del 21% rispetto all’anno precedente.
Fra le città, sono le due metropoli, Roma e Milano, a vantare il primato assoluto delle multe. Nel 2005 la Capitale ha registrato solo con le sanzioni 207 milioni di euro di entrate, mentre a Milano le entrate sono state 81 milioni.
Se si guarda invece al rapporto multe/imposte spicca Santa Luce in provincia di Pisa (piccolo comune toscano con 1.465 abitanti) dove in 800 metri c’è il record italiano delle contravvenzioni: nel 2005 la macchinetta che rileva la velocità ha emesso accertamenti per circa 1,7 milioni di euro, cioè il 326% di quanto incassato lo stesso anno in imposte, per un valore di mille e cento euro ad abitante, il rapporto multe-cittadini più alto d’Italia.
AMICO AUTOVELOX
Un caso isolato? Niente affatto: se vi capita di passare in auto dalle parti di Forlì, potreste fare la fortuna di Franco Cedioli, sindaco di Roncofreddo, che ha scoperto una miniera d’oro lungo la strada di scorrimento veloce che attraversa il piccolo borgo. È bastato piazzare un autovelox nel punto giusto perché i ricavi da sanzione stradale, 9 mila euro nel 2004, schizzassero l’anno successivo a 727.419, per la gioia delle casse comunali.
“Se in media il rapporto sanzioni-tributi locali si situa a quota 6,92% - si legge su Il Sole 24 Ore - sono sette i comuni in cui le entrate da infrazioni al codice della strada fruttano il doppio e 23 quelli in cui rappresentano più del 100%.
In 27 città, invece, l’incasso delle multe è stato superiore a 200 euro per abitante. A pagare di più è chi abita nelle regioni del Centro: 41 euro a testa. Seguono i cittadini del nord-ovest, con 27 euro ciascuno e del Nord-est (22 euro). In fondo il sud, con 16 euro, e le Isole (14 euro)”.
In tutta Italia, quindi i giustizieri in pettorina continuano a colpire. Si mimetizzano, stanno nascosti e al momento opportuno, zac: 68 euro di ammenda. Il comune incassa e ne gira 25 alla società che gestisce gli ausiliari. Più multe fai più guadagni: la dedizione al lavoro del singolo ausiliario si misura con la produttività. I più bravi portano a casa anche cento contravvenzioni al giorno.
Ma se si incrociano i dati dei Comuni con quelli forniti dall’Aci, come fanno ad aumentare le infrazioni, se il numero degli incidenti stradali è da tre anni in drastico calo? “Facile” rispondono al Codacons. “Nei grandi centri urbani si va sul sicuro: 2 verbali su 3, ormai, arrivano da situazioni statiche come doppie file e divieti di sosta. I rischi di contestazione, così, sono prossimi allo zero”.