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Le dritte di Altroconsumo: il “personal shopper” online per risparmiare

Tastiera
Dove posso fare un acquisto high-tech al prezzo migliore? La domanda di questi tempi è più che lecita, ma muoversi da soli nel vasto mercato delle offerte non è facile. A orientare verso il risparmio l’acquisto di cellulari, televisori a schermo piatto e videoregistratori digitali ci ha pensato Altroconsumo.
Il nuovo servizio online dell’associazione, My Product Selector,  è lo strumento che permette di trovare il prodotto ideale, vederlo in fotografia, conoscerne le caratteristiche e i risultati emersi nei test comparativi  e scoprire in quale negozio lo si può acquistare al prezzo più basso.
Usarlo è semplice. Se già conosciamo il modello che ci alletta, lo si può cercare direttamente digitando il nome. La ricerca può anche essere fatta in base a specifici criteri (per marca, per fascia di prezzo, per tipo di funzioni…) oppure, per chi non ha ancora le idee chiare, si può rispondere ad alcune domande che aiutano a restringere il campo per arrivare al modello più vicino ai vostri bisogni (sono in totale 2 mila gli articoli proposti).
Ecco che con pochi clic, senza muoversi da casa, si possono confrontare tantissimi prodotti, ognuno con le caratteristiche dichiarate dai produttori, ma soprattutto con le valutazioni di Altroconsumo. In pochi minuti troverete il prezzo e il negozio (visualizzato con indirizzo e mappa cittadina) meno caro. Per orientarvi nel mondo della tecnologia abbiamo esplicitato le voci più tecniche: basta posizionarsi con il mouse sopra al termine che interessa per far apparire la spiegazione.
Chi vuole fare un acquisto tranquillo, senza sorprese, può fare la ricerca restringendo il campo ai soli modelli che abbiamo testato. Il piatto è ricco: sono 300 i prodotti portati in laboratorio approdati su My Product Selector.

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Oltre il terremoto: Università, banche e negozi. L’Aquila cerca la normalità

tendesassi

Banche, scuole, negozi, caserme. L’Aquila cerca un disperato ritorno alla normalità: soldi, consumi, aule nelle tende, lenti a contatto. Tutto concorre a cercare di riportare la vita più avanti del 6 aprile.
A partire dalla ricostruzione degli alloggi per gli sfollati con la precisa richiesta del Difensore Civico aquilano di far lavorare le aziende del posto e non importare case di legno dall’estero. Muovere l’economia, smuovere le macerie psicologiche dell’apparato produttivo.
Ha riaperto oggi i battenti all’Aquila la Carispaq, la Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, il maggior istituto di credito della zona. La sede centrale della banca, in corso Vittorio Emanuele, è stata gravemente lesionata dal sisma ed è inagibile: la Carispaq si è quindi insediata in via Strinella, in un complesso di nuova costruzione che ha retto al sisma. Anche la Bnl ha riaperto oggi lo sportello della frazione di Pettino, lo stesso istituto spiega che da ieri è operativo anche uno sportello nella ”cittadella delle istituzionì’ allestita presso la scuola sottufficiali della Guardia di Finanza a Coppito.
Stessa cosa per Unicredit, che ha aperto uno sportello anche in un centro commerciale.
Dopo le banche ecco i negozi: il primo negozio di ottica che ha riaperto in città è l’Ottica Lao. Attesa domani inoltre la riapertura del supermercato Gallucci nei pressi dell’ospedale San Salvatore a Coppito. E si sposta anche il Comando Militare Esercito Abruzzo che ha trasferito la propria sede operativa presso il 33/o reggimento Artiglieria dell’Aquila.
Sul fronte scuole si riaprono i battenti a Pianella e il ministro Gelmini ha assicurato che tutti gli istituti saranno attivi da lunedì prossimo. Il tutto nel giorno in cui il Presidente del Consiglio Berlusconi e il Ministro hanno dato il là alla simbolica riapertura delle tre tende a Poggio Picenze, dove ci sono 30 bambini delle scuole materne e elementari.
La normalità passa anche se non soprattutto attraverso il lavoro. Alcune ditte dell’Aquila saranno tra i 250 espositori, in rappresentanza di 600 aziende, che partecipano alla 48/a fiera nazionale dell’Agricoltura che si svolgerà dal 24 al 27 aprile prossimi a Lanciano; anche alcune ditte dell’Aquila, con enormi sacrifici, saranno presenti nel settore agroalimentare.
E sempre sul fronte dell’agroalimentare anche Slowfood ha organizzato un gruppo di acquisto da 5 euro per partecipante da destinare all’acquisto di agnelli da pastori aquilani che saranno poi cucinati alle mense che ospitano i cittadini dalla provincia di L’Aquila.
Slowfood di Pescara ha organizzato l’acquisto per supportare gli allevatori e permettere loro di ritornare il prima possibile ad una normalità produttiva, compromessa prima del sisma anche dall’arrivo nei supermercati di prodotti proveniente dal mercato dell’est Europa a prezzi insostenibili per i pastori aquilani.
A ricominciare ci prova anche l’Università. Dal futuro dell’ateneo aquilano dipendono anche l’economia della città e la vivacità culturale che da sempre anima sia il centro storico che le zone periferiche ( dei 70mila abitanti, ben 30mila sono studenti, 13mila quelli fuori sede). Dopo il terremoto, che ha reso inutilizzabili gran parte delle strutture in centro e anche molti laboratori si cerca di fare un punto della situazione da cui ripartire. Il 15 aprile presso la sede di Coppito 1 il Senato Accademico si è riunito per decidere le modalità di ripresa delle attività’ didattiche. Tutte le informazioni si possono leggere sul sito web dell’Università, riattivato il 9 aprile scorso, e dal quale, attraverso un video, il rettore Ferdinando Di Orio fa appello agli studenti iscritti al suo ateneo a “continuare a credere nell’istituzione accademica aquilana, che è ancora vitale e in grado di corrispondere alle loro attese di formazione professionale”.

Il VIDEO servizio:

Trova il calendario hot della fidanzata, entra nel negozio e rompe tutto

Il gioco dello striptease

Va dal barbiere, trova appeso alle pareti il calendario sexy della fidanzata, chiede al titolare di toglierlo e al suo rifiuto strappa tutte le immagini e sfascia il locale. È successo a Frosinone, dove il “novello Otello”, uno straniero, ha dato in escandescenze inveendo contro il barbiere.
Insomma, non sapendo nulla dell’iniziativa della propria compagna, davanti a quelle foto hot su un calendario di “Bellezze ciociare”, il ragazzo è andato su tutte le furie.
Il barbiere (il suo barbiere di fiducia) ha tentato inutilmente di calmarlo, ma quel calendario, che ormai nel quartiere era diventato un’attrattiva per i suoi clienti, proprio grazie a quella bella ragazza (anche lei straniera ma conosciuta nel quartiere della parte bassa di Frosinone), non voleva proprio toglierlo. E al diniego dell’uomo si è scatenato il putiferio. Il giovane ha iniziato a strappare i calendari. Impaurito dalle urla e dalle minacce del giovane, il barbiere ha chiamato la polizia. A riportare la calma ci hanno pensato gli agenti della sezione volanti della questura che hanno denunciato il gelosissimo fidanzato.
Ora, con la riapertura del negozio, il barbiere, passata la paura, è sicuro che saranno tanti i clienti che si faranno fare barba e capelli per sapere come è finita tra i due fidanzati. E in tutto il quartiere molti da quando l’episodio è avvenuto, scommettono un caffè per vedere se il loro “Figaro” avrà il coraggio di esporre di nuovo quel calendario.

E Genova rischia di perdere il negozio-museo di Fabrizio De André

Fabrizio De Andrè
Il loro motto è: “In direzione ostinata e contraria”. Ma ora stanno per arrendersi e abbassare la saracinesca. “Loro” sono i vecchi amici e ammiratori di Fabrizio De André e la saracinesca è quella di via del Campo, numero civico 29 rosso, il negozio-museo fondato da Gianni Tassio e dedicato a quello che è unanimemente considerato il più grande cantautore italiano di sempre. Intorno, palazzi medioevali e rinascimentali hanno riconquistato l’antico splendore dopo il restauro, ma la strada cantata da Fabrizio, non è più la stessa, accerchiata com’è da phone center, negozi di kebab e cineserie. L’altoparlante del negozio del “fu Gianni Tassio” diffonde ancora le note di “Via del Campo”. Parole che davanti alle vetrine sussurrano anche i giovanissimi. Fa impressione vedere i ragazzi con gli occhi lucidi di fronte all’ultima chitarra di Fabrizio, la Esteve. Intorno le case-torri dei caruggi, le une quasi appoggiate alle altre, diventano una straordinaria cassa acustica: “Via del Campo c’è una puttana, occhi grandi color di foglia, se di amarla ti vien la voglia basta prenderla per la mano…”. Nella taverna a fianco i vecchi giocano a cirulla e mangiano farinata, bagnata con un biccherino di “gianchettu”, vino bianco sfuso. Daniela Tassio, dopo la morte del marito, esattamente tre anni fa, prova a difendere quell’angolo di “vegia Zena”, quasi uno scatto in bianco e nero. “Otto anni fa l’università ci ha costretto a traslocare qualche isolato più in qua e noi ci siamo spostati. Ma ora mio marito non c’è più e io sto per andare in pensione questo piccolo museo rischia di sparire” spiega delusa la signora. Infatti non lontano dalla bottega, in uno dei più belle dimore aristocratiche della città, palazzo Grillo, nascerà il museo “ufficiale” dedicato al geniale chansonnier di “Creuza de ma” e, sempre lì, traslocherà la sua fondazione. “Mentre in via del Campo, dove è nata la scuola cantautoriale genovese non resterà più niente” scuote la testa Daniela Tassio. Da qui passava a comprare le chitarre Gino Paoli, erano di casa Luigi Tenco e Umberto Binda, Paolo Villaggio e Faber scrissero insieme Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Potiers. “Paolo è uno degli ultimi a essere venuto nel nostro negozio” ricorda la signora, testimone e vestale di un boom artistico irripetibile. “Anche Bruno Lauzi, prima di morire, passava sempre a salutare”. Ora Via del Campo rischia di dimenticare il suo Faber: “La moglie, Dori Ghezzi, non l’ho mai sentita e temo che il museo e la fondazione toglieranno luce a questo piccolo presidio della musica d’autore”.
A cui Gianni Tassio ha dedicato tutta la vita e dove i fan di De André hanno, negli anni, riempito di omaggi e lacrime quattordici libri per le dediche. E ancora oggi vengono qui a cercare lp altrove introvabili. Magari con incisa la voce arrocata dalle sigarette di Faber che canta in spagnolo o in francese. “La Regione ha promesso che farà qualcosa. Vedremo… Io comunque entro fine anno lascerò e spero di non dover cedere a uno dei tanti commercianti stranieri. Noi qui abbiamo difeso per anni con le unghie la tradizione della canzone genovese”.
Gianni Tassio nel suo negozio di Via del Campo insieme al gruppo di Emergency
In fondo il loro motto è “in direzione ostinata e contraria”. E per dimostrarlo nel 2003 hanno fondato qui il Genoa club dedicato a Fabrizio De André (che nella bara ha voluto una sciarpa della sua squadra) proprio mentre i rossoblù retrocedevano in serie C. In fondo a De André piacevano le sfighe e gli sfigati, cantava ladri e assassini. Forse gli piacerebbe anche questa via del Campo con mille colori e mille lingue. In mezzo alle quali, però, non potrebbe non esserci la sua. Quella che esce dall’altoparlante e diffonde nella piazzetta l’ultima strofa di Via del Campo: “Ama e ridi se amor risponde, piangi forte se non ti sente, dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior…”.

Gianni Tassio racconta la vera storia di Via del Campo. Da YouTube:


Il video di YouTube del concerto di Sarzana nel 1981: Faber canta Via del Campo:

Una lunga intervista a Fabrizio De André, prima del concerto di Sarzana. Video da YouTube:

Il video di YouTube del concerto di Fabrizio De André al Teatro Brancaccio di Roma:

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Uno contro tutti, di Carlo Puca
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Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
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Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
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