
di Giuseppe Cruciani
A proposito di Nicola Cosentino non c’è frase più stupida, demagogica, banale, irritante, di questa: «Un deputato dovrebbe essere uguale a tutti i cittadini». Va di moda. Insieme a quest’altra: «Se fosse stato un semplice cittadino…». Oppure: «Il voto del Parlamento è uno schiaffo ai magistrati». E ancora: «Aumenta il solco fra la gente e le istituzioni». Continua

I quotidiani stamattina dedicano i retroscena al patto tra il Carroccio e Berlusconi per il no all’arresto di Nicola Cosentino (PdL). Secondo Repubblica la Lega avrebbe aiutato a salvare l’ex coordinatore del PdL della Campania, accusato di essere il referente politico dei Casalesi, in cambio delle elezioni a giugno. Continua

#COSENTINO
Il no della Camera alle manette per Nicola Cosentino (PdL) coquista anche twitter. L’hashtag #Cosentino è tra i più utilizzati in giornata. Lega in subbuglio. Giacomo Stucchi commenta su twitter in diretta: “Vedo troppi colleghi tranquilli a pochi secondi dal voto”. Poi dà la colpa del salvataggio di Cosentino ai Democrats: “A questo punto credo sia vera la storiella di questa mattina sui 40 voti chiesti da Berlusconi a Bersani”. Alla fine però, deluso, saluta gli internauti: “L’è mèi turnà a Bèrghem…”. Ma è solo giovedì, di già a casa? Continua

Nicola Cosentino in una immagine del 18 aprile scorso. Cesare ABBATE
di Paolo Guzzanti
Ecco dunque un dato di fatto: una maggioranza amplissima sostiene il governo Monti e una maggioranza più misurata ha negato il carcere preventivo per il deputato Cosentino, già sottosegretario e coordinatore del Pdl in Campania con 309 voti contrari all’arresto contro 298 favorevoli. Molti deputati leghisti, cui era stata lasciata da Bossi libertà di coscienza, hanno votato contro l’arresto malgrado la prima parola d’ordine che era quella di votare sì. Continua

L'ex ministro dell'Interno Roberto Bossi e il leader della Lega Umberto Bossi a Montecitorio
Di Paola Sacchi
Ora che tutti dicono che la Lega si sarebbe venduta l’anima giustizialista al «diavolo Berlusconi» nel salvataggio di Nicola Cosentino dal carcere, iluminanti sono le frasi che fonti accreditate attribuiscono a Umberto Bossi, oggi pochi minuti prima del fatidico voto. Continua

Nicola Cosentino abbraccia Alfonso Papa (Credits: Roberto Monaldo / LaPresse)

Giampaolo Dozzo e Roberto Paolini, due esponenti del Carroccio fino ad oggi noti ai soli addetti ai lavori parlamentari, e che grazie al caso Cosentino hanno conosciuto la popolarità. Rubando la scena addirittura a Maroni. Sono loro che i cronisti e deputati isneguono per il Transatlantico e la buvette per conoscere i più nascosti particolari della rissa in salsa verde che si è appena consumata a Montecitorio.
Paolini chiede un bicchier d’acqua per attenuare l’insopportabile arsura. Sulla guancia sinistra porta un piccolo cerotto. A chi gli chiede se sia il segno lasciato dal suo collega lui sorride e replica “è un vecchio graffio, comunque ho vinto io”. Continua

Il deputato pdl Nicola Cosentino (Credits: La Presse)
309 contrari, 298 favorevoli, a Montecitorio vince la linea garantista e il deputato Nicola Cosentino resta in libertà. Si è votato alle 14.15 a scrutinio segreto dopo un dibattito durato poco più di un’ora.
A far la differenza potrebbe essere stato il Carroccio. Il leader Umberto Bossi ha lasciato libertà di coscienza ai deputati e la Lega nelle dichiarazioni di voto ha sposato la linea garantista citando, tramite le parole dell’onorevole Paolini il libro “Gomorra”: “Cosentino non viene mai citato da Saviano. L’onorevole è incensurato, si deve poter difendere, non ci sono elementi per l’arresto. Lasciamo libertà di coscienza”. 6 radicali negano l’arresto

(Credits: La Presse)
“Voglio credere che sia un problema di comunicazione interna alla Lega e che non ci sia stato un cambio di rotta”. E’ una doccia fredda quella che svaglia stamattina i deputati leghisti. Si sono addormentati ieri sera con la certezza che la linea del movimento fosse quella di votare sì all’arresto del deputato pdl Nicola Cosentino - accusato di riciclaggio, corruzione, falso, violazione delle norme bancarie e di favoreggiamento al clan dei Casalesi - mentre al risveglio gli uomini di Bossi si sono trovati di fronte alle notizie dell’ultima ora: il numero uno della Lega Nord è stato chiaro: “ho letto le carte - ha detto Bossi - non c’è nulla di specifico contro Cosentino, lascio libertà di coscienza” Continua