Monteporzio Catone (Roma) - Il ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, lancia la proposta all’Europa di costruire 50 nuovi impianti termonucleari utilizzando come garanzia l’oro che le banche centrali tengono sterilizzato. Secondo Brunetta la proposta farebbe anche calare immediatamente il prezzo del petrolio e del gas.
“L’idea è questa: l’Europa faccia come l’Italia” ha detto Brunetta nel corso del convegno su Europa mutamenti climatici e politiche energetiche organizzato dalla Fondazione Economia Tor Vergata “l’Italia ha deciso di fare 4-5 centrali termonucleari di ultima generazione al 2020. Se l’Europa facesse altrettanto, partendo subito e utilizzando come risorse finanziarie e garanzia le riserve auree non utilizzate come garanzia per l’euro, il risultato sarebbe l’abbassamento del prezzo del petrolio, da domani mattina, in quanto i produttori di gas e petrolio non avrebbero più interesse a tenere queste risorse sotto terra, ma avrebbero tutto l’interesse a venderle sul mercato. Questo” ha continuato Brunetta “aumenterebbe l’offerta e farebbe diminuire il prezzo del gas e del petrolio. Quindi avremo due effetti positivi: pagare meno da subito su gas e petrolio del 20-40 per cento e, al 2020, avremmo un’autonomia energetica molto maggiore dell’attuale con un investimento enorme, che keynesianamente darebbe possibilità di crescita all’interno vecchio continente e darebbe all’Europa la leadership della ricerca termonucleare”.
In precedenza, nel corso del convegno, Brunetta ha specificato che “l’oro dovrebbe essere utilizzato come un fondo di garanzia”, per finanziare la costruzione di “50 centrali termonucleari” in Europa.

Silvio a Napoli, Walter a Milano. Berlusconi fa il primo Consiglio dei ministri operativo al Sud, Veltroni risponde con la prima riunione operativa del governo ombra al Nord. “Abbiamo deciso di fare la riunione del governo ombra a Milano” ha spiegato il segretario del Pd “per dimostrare la nostra attenzione alla città ed a questa zona del Paese così importante sotto il profilo economico, sociale e culturale. La nostra attenzione è iniziata prima delle elezioni ed infatti abbiamo tenuto a Milano l’assemblea costituente del Pd”. Veltroni che era ospite della Regione Lombardia, al Pirellone, ha ringraziato Roberto Formigoni e a proposito di federalismo ha detto: “inizieremo a partire dal lavoro svolto in Lombardia”. Poi il leader democratico ha spiegato che si propone di fare “un’opposizione intelligente che distingue i provvedimenti che corrispondono alle esigenze del Paese e gli atteggiamenti che contrastano con le richieste degli italiani”. Quindi, ricalcando l’azione del governo Berlusconi, Veltroni ha analizzato i temi fondamentali del momento.
PACCHETTO ECONOMICO
Per Veltroni va bene l’intervento sull’Ici, d’altra parte il governo Prodi era già intervenuto per il 40%. Ma il leader del Pd spinge perché ci siano “provvedimenti in favore di coloro che la casa non possono acquistarla”. E ancora: “Sono necessari interventi per chi non è proprietario di casa come la doppia defiscalizzazione per aprire il mercato degli affitti e la vendita dei patrimoni comunali o statali ‘per la costruzione delle case popolari”.
PACCHETTO SICUREZZA
Da Walter Veltroni arriva un sostanziale ok su molte delle misure varate nel pacchetto sicurezza del Governo, ma anche un nuovo no al reato d’immigrazione clandestina: “Gran parte dei provvedimenti del pacchetto sicurezza del nuovo governo” ha detto Veltroni “sono presi dal pacchetto di Giuliano Amato a parte il reato d’immigrazione clandestina che sui giornali vedo ora già derubricato a provvedimento di espulsione. E quindi non capisco perché non si possa semplicemente pensare alle espulsioni, anziché aggravare il nostro sistema giudiziario di un nuovo reato che riguarda centinaia di migliaia di persone”.
RITORNO AL NUCLEARE
Veltroni non si dice contrario al nucleare, ma critica la cronologia della realizzazione: “I tempi dell’annuncio e i tempi della realtà sono molto diversi. Si è parlato della prima pietra del nucleare in 5 anni, ma mi chiedo quale sia il rapporto tra questo annuncio e il complesso dei problemi legati alla capacità del nostro Paese e delle società occidentali di affrontare la grande questione energetica”.
RETE4
L’emendamento per salvare Rete 4 dal satellite è un argomento che trova la netta opposizione del Pd. Che tra l’altro a Montecitorio sta facendo ostruzionismo “Secondo me occorre un dibattito parlamentare. Non capisco tutta questa precipitazione. E poi mi chiedo perché ci sia stato bisogno di introdurre surrettiziamente un tema di questo genere”.
ALITALIA E MALPENSA
“Il tempo scorre e scorrono le risorse disponibili del prestito ponte, ma non emerge una soluzione alternativa ad Air France che è stata messa alla porta”: questa l’accusa sulla questione Alitalia posta da Veltroni. Il leader del centrosinistra considera “urgente” il caso Alitalia e chiede di capire “a che punto si trovi la cordata e i rapporti di alleanza con i grande gruppo internazionali”. Poi ha concluso parlando di Malpensa, spiegando che “il destino dello scalo milanese va separato da quello della compagnia di bandiera”.

Quando nel 1972 l’allora presidente del Consiglio, il democristiano Giulio Andreotti, prese accordi con gli Stati Uniti nessuno venne a saperlo. E tutt’ora i termini di quell’intesa restano un mistero. Di certo il 17 luglio di 36 anni fa l’arcipelago sardo della Maddalena ospitò per la prima volta, in piena guerra fredda, le flotte della Marina militare americana. Arrivarono i sottomarini a propulsione nucleare e con essi decenni di polemiche e smentite.
Per anni la presenza degli statunitensi è stata addirittura negata, ma quando nel 1973 la nave appoggio Gilmore, la grande balia dei sommergibili nucleari, getta le ancore al pontile di Santo Stefano per la popolazione sarda (e non solo) i dubbi sono svaniti. Lì dietro la porta, insieme a decine di militari Usa per i quali già nascevano villette e strutture di ogni genere, c’era il pericolo nucleare.
Sette anni dopo l’apertura della base, viene predisposto un piano di emergenza nel caso di incidenti e di conseguente rischio di inquinamento radioattivo. Ma anche questo si viene a sapere dopo trent’anni. Il 25 ottobre 2003 il sottomarino a propulsione nucleare Uss Hartford si incaglia tra le secche dell’isola di Caprera. La popolazione, allarmata dal rumore e dalla forte scossa, va a chiedere spiegazioni alla base americana. Ma i militari Usa dicono che si è trattato di un terremoto in Corsica. Quando poi la notizia viene a galla, nonostante la denuncia di molte associazioni ambientaliste, il rischio contaminazione viene escluso.
Infine agli inizi del 2004 un istituto di ricerca francese, il Criirad, diffonde i dati di una campionatura fatta sulle alghe tra La Maddalena e Bonifacio, segnalando valori di radioattività 400 volte superiori alla norma. Si tratta di “Torio234 in quantità anomala, una sostanza inquinante e radioattiva, figlia dell’uranio impoverito”. Ma anche in questo caso la polemica viene spenta dopo poco. E oggi sia gli amministratori di centrodestra che quelli di centrosinistra giurano che le acque della Maddalena sono pure. Purissime. Anche perché, potrebbero pensare i maligni, se i turisti venissero a saperlo forse non sarebbero così contenti di spendere una fortuna per soggiornare nell’arcipelago. “Quando c’era gli americani - osserva un maddalenino - l’inquinamento era il fatto del giorno, ora che deve arrivare il G8 tutti se ne sono dimenticati”.