Leggi tutte le notizie su:


Olimpiadi

Largo al Veneto. E la Serenissima vuole: Olimpiadi, autonomia e visibilità

Il campanile di San Marco a Venezia (credits: flickr/albertopt)

Il campanile di San Marco a Venezia | (Credits: flickr/albertopt)

La Serenissima è tornata a splendere. Eccome. Il Nord Est, locomotiva d’Italia, si è stancato di essere considerato provincia. Stanco di Roma, ovvio. Ma anche di Milano, che si sente la capitale della “Padania”. Mentre i veneti, che fino agli anni settanta emigravano in massa verso l’America e che negli ultimi trent’anni hanno trasformato la loro regione in una delle aree più ricche d’Europa, sarebbero ancora relegati in un angolo. E senza godere dei privilegi dei trentini e dei friulani, che vivono in regioni a statuto speciale. Ma ora basta: vuole più autonomia (il Veneto) e visibilità (il Triveneto). Tanto che 130 deputati e senatori di Veneto, Trentino – Alto Adige e Friuli – Venezia Giulia hanno chiesto la candidatura di Venezia per le olimpiadi del 2020. Continua

Pechino 2008: da Idem a Howe, i fratelli stranieri d’Italia

I fratelli stranieri d'Italia

Cubani, bulgari, cinesi: nati lontano, ma azzurri per necessità o più spesso per amore. È diventata una squadra nella squadra quella dei fratelli d’Italia, atleti folgorati sulla via del Bel paese e rimasti a sfilare e gareggiare sotto il tricolore.

Fino a qualche anno fa il gruppo si contava sulle dita di una mano: e quando si parlava di stranieri trapiantati in Italia il nome era uno solo, quello di Fiona May, britannica di origini giamaicane, “fiorentina” dopo le nozze con il suo allenatore Gianni Iapichino e ora star delle fiction della Rai.
Il numero degli oriundi da allora è cresciuto: ed è merito della globalizzazione se nella squadra italiana che tra quattro giorni comincerà l’avventura olimpica di Pechino gli “stranieri” sono addirittura venticinque. Alcuni sono diventati italiani grazie ai genitori, come la pongista Nikoleta Stefanova, bulgara di nascita, ma trapiantata in Italia dall’età di tre anni per seguire papà Stefan, campione, non a caso, del tennistavolo, chiamato a insegnare l’arte del ping pong a Ragusa. La passione ha contagiato soprattutto la figlia: campionessa italiana dal 2001 al 2006.
E ora la squadra per Pechino è “straniera” al 100 per cento: a fare compagnia alla Stefanova Tan Wenling Monfardini, sposata con un bolognese e madre di una bimba, e
Mihai Bobocica
, nato in Romania. Qualcuno invece “italiano” lo è diventato grazie a una deroga: Hristo Zlatanov (figlio Figlio di Dimitar Zlatanov, fuoriclasse della pallavolo bulgara negli anni ’70-’80), pallavolista della nazionale di Andrea Anastasi, dopo anni di serie A è riuscito ad avere l’ok dal presidente della federazione internazionale, Ruben Acosta, ed esordire in azzurro nel 1997. E subito dopo ottiene la cittadinanza.
Tra le donne il cambio di passaporto è quasi sempre dettato da questioni di cuore: Taismary Aguero, schiacciatrice 31enne, ha lasciato Cuba nel 2000 per sposare Alessio Botteghi: lei che con la maglia delle caraibiche ha vinto il titolo olimpico, punta a rivivere la stessa emozione con la nazionale di Massimo Barbolini.
Nella rosa ci sono anche Natalia Valeeva, campionessa dell’arco, che a 38 anni si cimenta nella sua quinta Olimpiade, con tre maglie diverse: prima quella della comunità degli stati indipendenti, poi la Moldova fino a quella azzurra.
Nell’atletica il numero degli “stranieri” è in costante crescita dopo la May: dalla Costa d’Avorio arriva Audrey Alloh, da Cuba Libania Grenot, che ha ottenuto il via libera dalla Iaaf proprio a ridosso dei Giochi (anche lei è sposata con un romano), e ancora la cubana Magdeline Martinez, naturalizzata dopo le nozze.
Il più titolato è Andrew Howe, nato a Los Angeles, ma reatino d’adozione dopo le seconde nozze della mamma Renee Felton con Ugo Besozzi: il campione europeo del lungo, con il mito di Carl Lewis, reduce da un infortunio a un mese dai Giochi cerca la consacrazione olimpica.
Tra i neo arrivati nella squadra di atletica anche il nigeriano che parla romano Jean Jacques Nkouloukidi: il 26enne che si allena ad Ostia si cimenta nella marcia. Due gli adottati nel canottaggio: il “portoghese” Bruno Mascarenhas e il ceco Jiri Vleck. Il Setterosa vanta l’ungherese Erzsebet Valkai, così come la squadra di ritmica, candidata al podio olimpico, annovera l’ucraina Angelica Savrajuk.
Dal variopinto gruppone non possono essere esclusi quelli nati in Paesi lontani, ma italiani a tutti gli effetti, come rivelano gli stessi cognomi. Si chiamano infatti Giuseppe Rossi, talentino dell’Olimpica di Casiraghi, nato a Clifton, negli Stati Uniti, o Zahra Bani, giavellottista di Mogadiscio ma solo di passaggio. E sempre nell’atletica c’è Jacques Riparelli (Camerun); due le azzurre nate in Sudafrica, Romina Armellini, nuotatatrice che ha sconfitto il cancro e ha ritrovato la vita nel paese dei suoi genitori, e Gabriella Bascelli (canottaggio).
Il Venezuela è il paese di nascita dell’altra nuotatrice Renata Spagnolo (nata a Caracas), mentre la collega dei tuffi, Noemi Batki è nata in Ungheria. “Argentino” il triatleta Daniel Fontana come il collega della vela Diego Romero (nato a Cordoba). La più conosciuta di tutti resta però Josefa Idem: 44 anni e due bambini, la campionessa della canoa nata a Goch, con la Germania ha disputato due Olimpiadi. La settima, e quinta in azzurro, sta per cominciare: Iosefa è ormai sinomimo di canoa azzurra, del resto è la più grande delle sorelle d’Italia.

Guarda la GALLERY. LEGGI ANCHE: Su YouTube il salto record mai visto di Sara Simeoni

Lo splendido record di Sara Simeoni salvato da Youtube

Sara Simeoni su Youtube

Da piccola, come tutte le bambine del mondo, voleva diventare ballerina. Seppur dotata di agilità e senso del ritmo Sara Simeoni aveva una caratteristica non congeniale alla danza: era troppo alta. Scartata in un provino per l’Aida, poi ammessa alla Scuola della Scala, ben presto però al tutù Sara preferisce l’atletica.
Medaglia d’argento a Montreal nel salto in alto nel 1976, poi oro olimpico a Mosca nel 1980 e argento a Los Angeles 1984, Sara raggiunge la sua conquista più grande nel 1978. È questo l’anno in cui l’atleta batte il record mondiale di salto in alto: metri 2.01.

Un salto, quello del 4 agosto di trent’anni fa, che è rimasto nella storia dell’atletica italiana e mondiale. A testimonianza di quell’impresa, solo foto in bianco e nero. Niente Rai a riprendere il record di Sara. Nessuna registrazione per ricordare la performance al campo di Morosini. Fino a oggi. Per la prima volta, nell’anniversario di un salto da record, il momento magico ritorna.

Grazie alla rete, la performance di Sara Simeoni si può rivivere. La tensione iniziale, lo scatto, l’arco della corsa, la flessuosità del salto storico a sorvolare quello che allora era il tetto del mondo. Tutto questo è visibile su YouTube. Si scopre, infatti, che qualcuno a immortalare la scena c’era: il cameraman di una tv locale. E a commentare il video, uno dei più grandi tecnici di atletica italiani, Sandro Calvesi, che racconta l’emozione di Sara tra le braccia dell’allenatore, e futuro marito Erminio Azzardo, e le lacrime che testimoniano la riuscita di una delle imprese atletiche più importanti per lo sport italiano.

A Pechino 347 “fratelli d’Italia”. Chi sono gli atleti azzurri

Antonio Rossi

Mancano 16 giorni. Poi il mondo intero si fermerà e guarderà dentro il “Nido”, lo stadio olimpico di Pechino. Le Olimpiadi del 2008 si candidano a essere l’evento dell’anno. Lo sport italiano sarà rappresentato da un esercito di 347 atleti (12 riserve e un’atleta, Nadia Cortassa del Triathlon, ancora in attesa dell’idoneità sportiva). Ufficializzata oggi dal Coni la lista degli olimpionici italiani.

I numeri: La squadra azzurra è composta da 215 uomini e 132 donne. Gli sport più rappresentati saranno l’atletica con 49 atleti (27 uomini e 22 donne) e il nuoto con 33 (21 uomini e 12 donne). La regione da cui proviene la maggioranza degli atleti è la lombardia (52 nomi), seguita dal Lazio (45). Un solo sardo. Ben 25 i nati all’estero, Cuba (3) è la nazione da cui provengono più naturalizzati.

I protagonisti: a sapere prima chi vincerà l’oro non ci riusciva neanche l’oracolo di Delfi. Le sorprese, positive e negative, sono sempre dietro l’angolo. Ci sono però atleti sui quali l’Italia si affida con particolare attenzione. Giovani promesse o vecchi conoscitori dei podii olimpici, dominatori tirannici delle loro discipline o possibili outsider. Ogni quattro anni hanno l’opportunità di far sognare un paese intero. Panorama.it ne ha scelto dieci, per noi i più rappresentativi

Antonio Rossi (kajak): Non si può non cominciare dal portabandiera. Per il bell’Antonio sarà la quarta olimpiade. Da Barcellona ‘92, con l’esclusione di qualche parentesi televisiva, non ha mai smesso di remare con il suo kajak. All’Italia ha dato un bronzo a Barcellona, due ori ad Atlanta 96(insieme a Daniele Scarpa), un oro a Sidney e un argento ad Atene. Gareggerà nel K2.

Andrew Howe Besozzi (salto in lungo, velocità): nato a Los Angeles e “battezzato” dal “figlio del vento” Carl Lewis in persona. Un predestinato. A 23 anni, ha già vinto un oro europeo (Goteborg 2006) e un argento mondiale (Osaka 2007) nel salto in lungo. Ad Atene c’era, ma giovanissimo. Adesso è uno dei favoriti.

Antonietta di Martino (salto in alto): la speranza italiana del salto in alto è nata a Cava dei Tirreni (Sa) nel 1978. 7 titoli nazionali e una carriera in crescendo. E se dopo il secondo posto ai mondiali di Osaka 2007 dovesse salire ancora un gradino?

Vanessa Ferrari (ginnastica artistica): “La donna volante”, così è ribattezzata nello spot ufficiale dei giochi. La giovanissima ginnasta ha stupito il mondo con la sua bravura ai mondiali del 2006 ad Aarhus. Oro a meno di 16 anni. Adesso ne ha 17, la sua palestra è più grande ma lei continua a essere alta 1 metro e 43 e a pesare 36 kg. Si vola leggeri.

Valentina Vezzali (scherma): tiranna del fioretto da un decennio. La 34enne di Jesi è una macchina da medaglie. Limitandoci alle olimpiadi, due ori (Atene e Sidney) e un argento (Atlanta) individuali e due ori a squadre (Atlanta e Sidney). Una mamma dolce ma quando si mette la maschera e impugna l’arma è la fine. Comanda una squadra che schiera anche due altre campionesse mondiali: Giovanna Trillini e Margherita Granbassi.

Paolo Bettini (ciclismo): 34 anni. Oro ad Atene, doppio mondiale negli ultimi 2 anni. Sembra che non sia sceso dalla bici negli ultimi 4, in cui ha vinto di tutto, nelle gare da un giorno. Il livornese è chiamato a quella che potrebbe essere l’ultima impresa di una carriera da sogno.

Giuseppe Rossi (calcio): gli argentini avranno Messi, i brasiliani Ronaldinho. Noi il golden boy nato in New Jersey che gioca nel Villareal, in Spagna. Le speranze degli azzurri sono nei suoi piedi e in quelli della “formica atomica” juventina Sebastian Giovinco. Dodici gol nella liga l’anno scorso, per la gioia del ct Casiraghi. Per un oro olimpico che manca dalle olimpiadi di Berlino 36. Troppa attesa, per i campioni del mondo.

Giuseppe Maddaloni (judo): Tornato agli onori delle cronache a gennaio per aver dichiarato di “non poter più vivere” a Napoli per monnezza e criminalità. La medaglia d’oro nel Judo di Sidney 2000 nella categoria degli 81 kg è tornato a grandi livelli (argento agli europei del 2006) dopo un periodo di appannamento. L’Italia vuole da lui un altro “Ippon”.

Filippo Magnini (nuoto): Voto di castità durante i giochi per l’alfiere del nuoto italiano. Nei 100 stile libero dovrà vedersela coi più veloci del mondo, ma non è una novità per lui: campione mondiale nel 2005 a Montreal e nel 2007 a Melbourne. Polemiche sui costumi ipertecnologici (Jaked, Speedo o Arena?) permettendo, potrebbe ripetersi.

Federica Pellegrini (nuoto): Argento nei 200 stile libero ad Atene, quando aveva appena 16 anni. La sua love-story con l’altro olimpionico Luca Marin ha fatto bollire le vasche per mesi. Lei, in pochi mesi, ha preso tutto alla principale rivale Laure Manaudou: il fidanzato e soprattutto il record del mondo nei 400 stile libero. Si ritroveranno in vasca, per una gara da colpo al cuore.
Guarda la GALLERY

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa

  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
    • Viaggio nell'antico Egitto
    • Applicazioni Mondadori
    • Immobiliare.it
      Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

      Provincia
      Tipologia
    • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!