
Salvatore Parolisi (Credits: La Presse)
di Gaetano Amici
Si sono concluse le indagini preliminari per l’omicidio di Melania Rea. La Procura di Teramo ha chiesto il giudizio immediato per il caporalmaggiore dell’Esercito Salvatore Parolisi, marito di Melania, attualmente in carcere a Castrogno (Teramo). Parolisi è l’unico imputato per omicidio pluriaggravato delle moglie e, nonostante si sia sempre dichiarato innocente, la sua permanenza in carcere è stata sancita in precedenza dal tribunale del Riesame di L’Aquila e dalla Corte di Cassazione. I pm abruzzesi Davide Rosati e Greta Aloisi con la richiesta del giudizio immediato intendono così superare l’udienza preliminare. Si tratta di una procedura che la Procura mette in atto quando ritiene che l’impianto accusatorio consenta di considerare la prova di colpevolezza dell’imputato evidente. Tuttavia, a garanzia dell’imputato, il decreto di giudizio immediato deve contenere l’avviso che quest’ultimo può chiedere il giudizio abbreviato, rito alternativo che permette di avere uno sconto di pena. Per il momento però i difensori di Parolisi, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, non hanno ricevuto alcuna notifica di chiusura delle indagini e decideranno come muoversi quando avranno le carte in mano. Continua

(Credits: ANSA/ MASSIMO PERCOSSI)
Rabbia, sgomento, paura, ma anche tanta solidarietà. La notizia di una bambina cinese di 6 mesi uccisa in braccio al padre per 5mila euro spezza il fiato in gola. E’ veloce a correre on-line l’orrore della cronaca e altrettanto velocemente il web organizza la propria rete di alleanza intorno al cuore bruciato della città. Su Twitter #torpignattara conta decine di tweet, facebook apre pagine a accoglie like. Continua

Carabinieri in Via Giovannoli, sul luogo dell'omicidio (ANSA/ MASSIMO PERCOSSI)
Sul corpo pieno di sangue dell’uomo non hanno ancora steso il velo bianco. Arriviamo in via Giovannoli che dal duplice delitto è trascorsa appena mezz’ora. Ci arriviamo verso le 22 seguendo le sirene impazzite di auto della polizia e dei carabinieri che ci vediamo sfrecciare di fronte. Via Giovannoli è una stradina senza uscita nel quartiere Tor Pignattara, quadrante sud est di Roma. Continua

In memoria di Peppino Impastato (Credits: GUIDO ORLANDO/ANSA)
di Raffaella Fanelli
C’è una testimone per il delitto di Peppino Impastato. Si chiama Provvidenza Vitale ed era di turno al passaggio a livello di Cinisi la notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978, quando il giornalista venne ucciso dai sicari di Cosa Nostra. Eppure in trent’anni nessuno l’ha mai interrogata.
“Perché nessuno l’ha mai cercata”, ha dichiarato a Panorama.it Giovanni Impastato, fratello di Peppino.
Ascolta l’intervista
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Il cerchio si stringe intorno a Cosima Misseri. La madre, la sfinge dal sonno pesante, la donna che in camicetta a fiori solo domenica scorsa in televisione dichiarava «Sabrina non ha fatto nulla», è stata raggiunta da un avviso di garanzia per concorso in omicidio, sequestro di persona e occultamento di cadavere. Ma la novità potrebbe essere un’altra: se Cosima, il colosso della famiglia Misseri, crollasse, sarebbe più difficile dimostrare che Sabrina non è colpevole. Continua


di Giacomo Amadori con Gaetano Amici
Chi ha ucciso Carmela «Melania» Rea? Per capirlo, gli inquirenti stanno cercando di fare luce sui lati più nascosti e intimi della vita della giovane, assassinata vicino a Teramo tra il 18 e il 20 aprile, e delle persone a lei più legate. Sino a oggi è emersa una realtà ovattata, ma forse la verità è più complessa. Continua


di Stefano Zecchi
Un attimo, e la vita si offusca e sparisce. Quello che è stato è ormai lontano, quasi impensabile, e il presente ha l’immagine indecifrabile delle cose assurde. Assurdo non è il male, ma il modo in cui esso stravolge la normalità. Nelle foto di Yara Gambirasio che Panorama pubblica in esclusiva in queste pagine, si riconosce la semplicità della vita quotidiana: Continua


L’ultimo a finire sotto torchio è stato un piccolo imprenditore di Brembate di Sopra. La sua sfortuna è stata quella di avere la sede dell’impresa proprio nel tratto di strada che porta dalla palestra di Brembate al cantiere di Mapello. Ma contro quest’uomo di età compresa tra i 40 e i 50 anni si è abbattuta pure la scure dei tabulati telefonici. Continua