

L’ultimo a finire sotto torchio è stato un piccolo imprenditore di Brembate di Sopra. La sua sfortuna è stata quella di avere la sede dell’impresa proprio nel tratto di strada che porta dalla palestra di Brembate al cantiere di Mapello. Ma contro quest’uomo di età compresa tra i 40 e i 50 anni si è abbattuta pure la scure dei tabulati telefonici. Continua


«L’hanno uccisa davanti al cancello». A pronunciare questa frase, terribile, è Mohamed Fikri, il muratore marocchino che sabato 4 dicembre era stato arrestato per l’omicidio di Yara Gambirasio. Fikri, che dopo pochi giorni è stato scarcerato con tante scuse, viene intercettato durante una conversazione telefonica con la sua fidanzata. La telefonata viene registrata dai carabinieri, ma stranamente non viene inserita nel fascicolo d’indagine a suo carico. Continua


di Carmelo Abbate e Giacomo Amadori
«Enigmatico». L’investigatore picchietta le dita sul tavolo soppesando le parole. Poi aggiunge: «Non uso il termine a caso. La soluzione di questo omicidio è incredibilmente complicata». Alle sue spalle, encomi e medaglie danno più peso alla frase. Il cinquantenne con l’accento del Nord è uno degli specialisti chiamati a risolvere il giallo di Yara Gambirasio. Il 26 febbraio il ritrovamento dei resti della ragazzina, di quella sagoma minuta abbandonata come uno straccio in un campo, ha spento le speranze di chi sognava di restituirla viva alla sua famiglia, ma ha rinforzato la voglia e la rabbia di chi da tre mesi indaga sulla sua scomparsa e ora sulla sua morte. Così le forze dell’ordine hanno messo sulla scacchiera i loro pezzi migliori. Continua


di Rocco Girlanda
Sono trascorsi quasi tre anni dalla notte tra il 1° e il 2 novembre 2007 in cui Meredith Kercher venne uccisa, a Perugia. Per il delitto sono stati condannati a 26 anni Amanda Knox, il suo fidanzato dell’epoca Raffaele Sollecito e l’amico Rudy Guede. Amanda si è sempre dichiarata innocente, e la sua vita in carcere adesso è il tema di un libro, Io vengo con te (Piemme edizioni, 17 euro), firmato da Rocco Girlanda, parlamentare e presidente della fondazione Italia-Usa. L’ immagine e il documento è un’esclusiva di Panorama. Continua


Sarah Scazzi
di Giacomo Amadori e Terry Marocco
Non è Girgenti, ma Avetrana. Eppure, da quasi tre mesi sul palcoscenico della cittadina pugliese si muovono
personaggi in cerca d’autore. Anche qui, come nella tragedia pirandelliana, c’è una ragazzina morta e i protagonisti, tutti familiari, cercano se stessi sotto la luce dei riflettori. Personaggi con facce scolpite, come maschere greche. Ecco il volto senza espressione di Cosima Serrano, gli occhi lampeggianti della figlia Sabrina, le rughe nere e le mani spesse del capofamiglia, Michele Misseri, per il paese padre spadroneggiato. Sullo sfondo la foto di Sarah Scazzi, Continua


Ora che Ivano, il ragazzo più grande per cui Sarah si era presa una cotta, il primo sospettato, è stato richiesto per un provino del Grande fratello, lui stesso dice: «Mi sono accorto di quanto è forte il potere mediatico. Ma poi ci ha travolti come un treno in corsa. Con una mano la televisione e i giornali ci davano, con due ci prendevano».
Davanti al palazzetto dello sport, su un muro grigio, è scritto: «Qui non è Hollywood…». Continua

Un mazzo di fiori in viale Abruzzi a Milano, sul luogo dov'è morta Emlou A.
Giovedì mattina. Il signor Alfredo è appena uscito dall’obitorio dove ha riconosciuto ufficialmente il cadavere di sua moglie. Il 6 agosto scorso un ucraino di 25 anni, con l’hobby del pugilato, gliel’ha ammazzata. Emlou Aresu, 41, stava tornando a casa dopo aver accompagnato il figlio in piscina quando si è sentita strattonare la borsa. Ha provato a fare resistenza, ma piccola com’era deve aver ceduto subito. Anche perché la furia dei pugni e dei calci di quell’uomo non le ha lasciato scampo. Il signor Alfredo ha una grande dignità. Parla con voce ferma, non versa una lacrima.
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Lasciato dalla fidanzata, un giovane ucraino che per hobby fa il pugile è sceso in strada e ha aggredito la prima persona che ha visto passare, massacrandola di botte. La donna, una cittadina filippina di 41 anni, è morta poco dopo in ospedale. È successo questa mattina intorno alle 8 a Milano, in viale Abruzzi. L’aggressore, regolare ma con un piccolo precedente per furto, 25 anni, è piantonato in ospedale dalla polizia. Anche la donna morta era in regola con il permesso di soggiorno e al momento del pestaggio stava andando al lavoro.
La 41enne è stata ricoverata già in condizioni gravissime. L’ha soccorsa un’ambulanza che passava in viale Abruzzi proprio mentre l’aggressore la picchiava. Subito dopo sono arrivate le volanti della polizia e la polizia scientifica per i primi rilievi. Sul luogo dell’aggressione, all’altezza del civico 66, ci sono macchie di sangue, sul cemento, per 10 metri. Secondo la ricostruzione, l’uomo ha colpito per la prima volta la donna davanti alla vetrata di un’agenzia del Monte dei Paschi di Siena. La vittima, che aveva riportato lo sfondamento delle ossa del viso per la violenza dei pugni e al momento dell’aggressione era già andata in arresto cardiaco, è morta al Fatebenefratelli.