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Scuola, Cgil e “Onda” tornano in piazza. Cortei in tutta Italia. Scontri a Roma

Scontri tra studenti e forze dell'ordine all'Università La Sapienza

Adesso è tornata la calma all’università La Sapienza di Roma. Ma la mattina è stata attraversata da fortissime tensioni tra studenti e forze dell’ordine. Tutto è iniziato quando circa trecento universitari hanno tentato di uscire dalla città universitaria per andare a protestare in città. A impedire il corteo gli agenti della polizia in tenuta antisommossa, chiamati a far rispettare il recente protocollo sulle manifestazioni nella capitale. Sono partite alcune cariche da parte delle forze dell’ordine e un fitto lancio di oggetti da parte degli studenti. “Questa mattina” raccontano alcuni di loro “era partito un corteo interno all’università, tra le facoltà, poi ci siamo diretti verso l’uscita in piazza Aldo Moro. Dalla polizia c’è stato un divieto assoluto di uscire, secondo quando previsto dalle nuove regole sui cortei a Roma. Appena fuori l’ateneo alcuni sono stati caricati. Dopo i fatti di Torino, Bergamo e Pisa anche questo” proseguono i Collettivi “rientra nel clima autoritario che si sta delinenado: evidentemente non è più possibile criticare delle scelte che poi pesano sulla pelle di chi le deve vivere”.
Dalla Sapienza di Roma sarebbe dovuto partire un corteo nel giorno dello sciopero nazionale proclamato dalla Flc Cgil. L’Onda, il movimento che nello scorso autunno aveva infiammato la protesta contro il governo, è tornata così ad alzare la voce.
“Sciopero in Onda, libertà in movimento”: era la scritta che campeggiava su uno degli striscioni esposti dagli studenti. Circa 300 di loro hanno sfilato in corteo entrando negli edifici delle facoltà e interrompendo le lezioni. Portando alla ribalta più o meno sempre gli stessi gli slogan: “Fuori i fascisti dall’università”, “Blocchiamo tutto”, “l’Onda è tornata ed è ancora più arrabbiata” e l’ormai immancabile “Noi la crisi non la paghiamo”.

Ma contro “i tagli del governo Berlusconi e le manovre che hanno impoverito e messo in crisi tutto il settore della conoscenza”, oggi l’intero settore della conoscenza (scuola, università, ricerca, formazione professionale e Afram) è in sciopero generale, proclamato dal sindacato di categoria Flc Cgil. In programma diverse manifestazioni in tutte le regioni italiane con cortei, comizi, presidi e assemblee.
A Palermo, al Teatro Politeama, si svolge la manifestazione nazionale “I giovani per il futuro del Mezzogiorno: istruzione e formazione per uscire dalla crisi”. Alla manifestazione è intervenuto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. “La scuola italiana è meno peggio di quello che si dice, ma non è all’altezza della sfida che i giovani hanno di fronte a loro” ha detto Epifani. “Nella scuola” ha spiegato il leader del sindacato “ci sono troppe cose che non vanno, partendo dalla riduzione degli spazi formativi, delle risorse e partendo anche dal grande problema dei precari. Sono numeri troppo importanti che con la crisi economica andrebbero affrontati diversamente. Quindi è uno sciopero per protestare contro queste scelte e per rivendicare una scuola di qualità”.

Manifestazione anche a Milano dove Onorio Rosati, segretario della Camera del lavoro, ha lanciato un appello all’unità con Cisl e Uil. “Solo un sindacato confederale forte e unito” ha detto Rosati “può vincere la crisi”. La Cgil ha anche affermato che oggi sono scese in piazza nei vari momenti della manifestazione circa 20 mila persone.

Il VIDEO servizio:

Discutine sul FORUM dei lettori: “Cambiare la scuola sì, ma non in peggio

Raffiche di vento, neve abbondante e onde anomale. Il maltempo non dà tregua

Pioggia a Napoli

Venti fino ai 100 chilometri orari, forti mareggiate lungo le coste e condizioni di diffusa instabilità. Si presenta così la nuova perturbazione atlantica che colpirà l’Italia nelle prossime 24-36 ore.
In particolare, desta preoccupazione la situazione della Sardegna dove, secondo le previsioni elaborate dall’Istituto di scienza marine (Ismar) del Cnr, è prevista una tempesta per la serata di oggi e la mattinata di domani lungo le coste occidentali con onde che, alle ore 18, saranno di 9-10 metri, con punte anche di 20. “Sarà una tempesta molto forte, quasi rara.

L’unica corrispondenza che ricordiamo è quella del gennaio 1987 che colpì la parte occidentale della Sicilia e tutto il Tirreno che spazzò via molti porticcioli turistici”, spiega a Panorama.it Luigi Cavalieri, ricercatore dell’Ismar-Cnr, “Sarà una mareggiata di libeccio con onde di 8-9 metri e alcune anche di 16-17 metri. Subito dopo subentrerà un forte vento di maestrale proveniente dal golfo del Leone che spingerà l’altezza delle onde fino a 10-11 metri e alcune anche di 20 metri”.

Cavalieri tiene a precisare che “non si verificheranno fenomeni che metteranno a rischio la popolazione perché quando parliamo di onde alte venti metri ci riferiamo al passaggio di onde più alte di 2 volte rispetto a quelle che noi chiamiamo significative. E questo accade ogni circa mille onde”.
La situazione meteorologica generale di questo inverno, spiegano gli esperti, ha dato luogo non solo a temperature definite polari, ma anche alle più violente tempeste che hanno colpito il Mediterraneo negli ultimi anni. In queste ore si sta sviluppando un’altra mareggiata particolarmente forte nel mar Ionio che domani spingerà onde significative fino a 6-7 metri e singole fino a 12-13 metri sulle coste libiche. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile ha previsto un peggioramento generalizzato a partire da questa mattina e per le prossime 36 ore. In particolare, sono previsti venti sud-occidentali di burrasca forte, con raffiche fino a tempesta, che interesseranno le regioni centro-meridionali e le isole maggiori, mentre venti nord-orientali della stessa intensità sono previsti da stasera su Emilia Romagna, Marche e settori adriatici di Veneto e Friuli Venezia Giulia. La perturbazione atlantica porterà precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio di forte intensità, su Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e sui settori occidentali di Abruzzo e Molise. Nevicate moderate interesseranno a quote collinari il settore occidentale dell’Emilia Romagna che, dalla serata di sabato, si estenderanno su tutta la regione, interessando dalle prime ore di domenica anche le Marche e l’Umbria.

L’Anas fa sapere che è già scattato il piano neve in diverse aree. Nevica in Valle d’Aosta sulla statale 27 del Gran San Bernardo e sulla variante di Gignot: la transitabilità è garantita, ma si segnalano rallentamenti. Nevica anche in Abruzzo sulla statale 17 e sulla 696 dove si circola con rallentamenti. In Campania neve sulla statale 7 Appia, in Basilicata nevicate su gran parte della rete.

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