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Polemiche europee e sprechi italiani: l’assistenza ai rom è a fondo perduto

Censimento di nomadi a Roma

di Romana Liuzzo

Un milione 344 mila euro stanziati ogni anno solo per il trasporto scolastico dei piccoli rom a Roma: sprecati. “Solo il 10 per cento dei bimbi dei 23 campi nomadi autorizzati è andato regolarmente a lezione”. Se a dirlo è il presidente dell’Opera nomadi, Massimo Converso, una delle principali associazioni che gestiscono i finanziamenti elargiti da Unione Europea, ministero dell’Interno, Regione Lazio, Comune di Roma, la notizia non può essere giudicata faziosa.
Finanziamenti a pioggia per i circa 150 mila rom d’Italia. Denari suddivisi senza un apparente criterio tra Opera nomadi, Arci, Comunità di Sant’Egidio e una miriade di piccole associazioni sparse sul territorio. Cifre grosse quelle erogate per la manutenzione, la derattizzazione, la bonifica dall’immondizia e la scolarizzazione dei nomadi. Cifre non facilmente quantificabili, tante sono le fonti da cui derivano, e a cui non sempre corrispondono opere visibili.
Ma ancora per poco: lasciata alle spalle la polemica con il Consiglio d’Europa (che ha accusato l’Italia di violare i diritti dei rom), il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, dice: “Il censimento dei campi nomadi sarà concluso entro il 15 ottobre. Per quella data sottoporremo a verifica la distribuzione delle risorse e il loro impiego. Quella che c’è stata fino a oggi non si può definire certo accoglienza. Sappiamo che i giovani rom vengono impiegati nella migliore delle ipotesi nell’accattonaggio, nella peggiore nel traffico d’organi”.
Affrontato il problema della sicurezza con il decreto sull’impiego dei militari nell’ordine pubblico (3 mila uomini nelle principali città italiane con uno stanziamento per il 2008 di 31,2 milioni), nel mirino della maggioranza entrano gli sprechi per l’assistenza ai rom. Va in questa direzione anche l’interrogazione comunale dell’assessore ai Servizi sociali del Comune di Roma, Sveva Belviso. Dice a Panorama: “Il rapporto tra gli stanziamenti del centrosinistra e le opere effettivamente compiute è ora al centro di un’indagine. Ci risulta che a finanziamenti cospiscui non siano corrisposte altrettante opere di manutenzione”.
Critico anche il sindaco, Gianni Alemanno. “La politica buonista di Walter Veltroni ha fatto sì che in città nascessero circa 125 agglomerati di rom, autentiche favelas, che ora avremo il compito di censire. Il primo campo abusivo che sarà bonificato è il Casilino 900″.
Di diverso avviso Mirko Coratti, vicepresidente del Pd in consiglio comunale: “Ben vengano le indagini, ma parlare solo di soldi è strumentale. Propongo un consiglio straordinario sull’argomento: spese del passato, ma anche cosa si vuole fare in futuro”.
A Roma nel triennio 2005-2008 per i 6 mila rom censiti (sarebbero 25 mila quelli presenti) sono stati spesi solo per la scolarizzazione quasi 7 milioni di euro e altri 2,5 milioni per opere varie. A Genova nel 2007 per 300 nomadi la Regione Liguria ha stanziato 700 mila euro. A Milano risultano 12 campi autorizzati, 750 rom censiti da giugno e 10 milioni di euro a disposizione. In Toscana, a fronte di 1.900 rom, la cifra investita è di 1 milione di euro l’anno.
Torino è un caso a parte, 750 mila euro erano stati accantonati dall’ex ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero per trovare un tetto ai nomadi, la deputata Isabella Bertolini ha chiesto invece a Tremonti di bloccare i fondi che il sindaco Sergio Chiamparino vorrebbe destinare esclusivamente agli zingari, allargando il fondo anche alle famiglie italiane bisognose. I rom, in questo caso, sono 3 mila, di cui solo 770 regolari. La Sardegna, infine, ha stanziato per il 2008 500 mila euro per gli 11 campi nomadi attrezzati.
Il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano spiega: “Chi grida allo scandalo sulla questione delle impronte o sui tagli ai campi abusivi non coglie la differenza che c’è tra Erode e Pasteur. Queste nuove norme vogliono essere anche un deterrente per chi fino a oggi ha pensato di trovare in Italia il paese di Bengodi. Proseguiremo sia con il censimento, sia con la riduzione dei clandestini, per i soggetti ritenuti pericolosi, aiutando le donne costrette a prostituirsi con speciali programmi di protezione. Per quanto riguarda le impronte stiamo proseguendo per i ragazzi al di sopra dei 14 anni. Per quelli di età inferiore la stessa regola varrà solo se sprovvisti di un documento di identificazione (cioè per quasi tutti, ndr). Un capitolo a parte andrebbe aperto sul tribunale dei minorenni. Non è più tollerabile vedere neonati utilizzati per l’elemosina. Per quelle madri, come avviene per le famiglie italiane ritenute inadatte, si deve pensare a un allontanamento dai figli”.
Ma dove finisce il fiume di denaro erogato da più parti e a più riprese? “Tutto direttamente alle associazioni che si occupano di nomadi. Tra le varie verifiche ci sarà anche questa” spiega il sindaco di Roma Alemanno. Anche perché ci sono dubbi sull’efficacia dei dipendenti delle cooperative che si occupano di nomadi.
Ciascuno percepisce uno stipendio di circa 1.200 euro, per 7 ore di presidio giornaliero all’interno delle aree attrezzate. Ma pochi di loro conoscono le norme giuridiche (le controversie sono all’ordine del giorno e finiscono spesso in risse), né nozioni di base per il pronto intervento medico. Spiega una funzionaria dell’Arci a Panorama: “Cerchiamo di aiutare la comunità come possiamo, ma il compito non è facile. Ci mancano i mezzi e le persone e siamo costretti a pagare in nero alcuni rom per darci una mano nella quotidianità”. Da notare che in base alla nuova legge voluta dalla maggioranza il prefetto che ha funzione di commissario può attivare organizzazioni, per esempio la Croce Rossa, tra l’altro a costo zero.
Ore 14, Roma, campo nomadi di via Cesare Lombroso: vi abitano 120 famiglie, alle loro spalle l’ex ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà, di fronte un sert dove entrano ed escono drogati. Sul cancello d’ingresso, accanto ai container, due famiglie rom si fronteggiano armate di spranghe, un furgoncino inseguito dai carabinieri sfreccia a velocità elevata quasi travolgendo i vigili, arrivati per tentare di sedare la rissa. Si scoprirà poi che portava merce rubata.
Una responsabile dell’Arci allarga le braccia. Dice: “Questa è ordinaria amministrazione”. Michael, 20 anni, aria da bravo ragazzo, figlio di una delle due famiglie in perenne antagonismo, spiega: “Io sono stato a scuola, ora faccio il panettiere e ne vado orgoglioso. Ma chi controlla che i miei 11 fratelli prendano il pulmino ogni mattina? Nessuno. Per questo siamo noi i primi a chiedere un presidio di polizia invece di inesperti dipendenti di associazioni”.
Marco Visconti, presidente della commissione patrimonio del Comune di Roma, durante la visita al campo nomadi fornisce dati allarmanti. “I rom censiti della capitale sono circa 6 mila, di questi il 50 per cento minorenni. Il 90 per cento risulta ufficialmente disoccupato, solo il 10 per cento dei bambini va a scuola. E non vi è stato fino a oggi alcun controllo sulle coperative. Il futuro dei rom dipenderà tutto dalla scolarizzazione e da un utilizzo trasparente del denaro. Non è un caso che le associazioni siano tutte legate all’estrema sinistra. Perché? Un favore di Walter Veltroni per tranquillizzare Rifondazione”.

Fondi europei stanziati per i Roma dal 2000 al 2005

Maroni: “Impronte e cittadinanza per i bimbi dei campi nomadi”

Cartellino con le impront

Dieci dita per la cittadinanza. La via alla nazionalità italiana, per i bambini dei campi rom, potrebbe passare dalla raccolta delle impronte digitali che ha suscitato un vespaio di critiche. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha intenzione di presentare nei prossimi giorni una proposta per dare ai bimbi nomadi nati in Italia, ”come ragione umanitaria”, un nome, un cognome e la cittadinanza italiana.
Maroni ne ha parlato in un intervento alla Camera di Commercio americana a Roma. Attualmente la situazione dei documenti dei bambini che abitano nei campi è quasi completamente sregolata: “In alcuni casi, in particolare per chi viene dall’ex Jugoslavia” spiega Maurizio Pagani dell’Opera Nomadi di Milano “non hanno nazionalità riconosciuta ma non sono nemmeno apolidi”. Una situazione di mancanza di riconoscimento (anche di diritti e doveri) che crea le condizioni ideali per l’illegalità.
A proposito dei bimbi che si trovano nei campi nomadi, Maroni ha detto tra l’altro: ”Dobbiamo tutelarli. Quello che stiamo facendo è una cosa giusta e di equità. Ci sono in questi campi persone che vivono in maniera subumana. Bimbi il cui destino è tragico. Alcuni, lo sapete, vengono utilizzati nel mercato dei trapianti di organi. E invece il primo diritto di un bambino, qualsiasi bambino, è di avere una identità”. Per quanto riguarda il censimento dei campi nomadi, Maroni ha aggiunto: ”Sui giornali la cosa è stata impropriamente definita ‘impronte digitali ai rom’, in realtà quello che stiamo facendo è un censimento nei campi nomadi. Il censimento non è su base etnica, è solo per vedere e sapere chi c’è in questi campi”.
“Eppure” ha aggiunto il ministro “c’è piovuta addosso la condanna dell’Europa e sono state dette contro di me e contro di noi cose terribili. Sono stato persino definito uno stupratore da un direttore di giornale. Queste cose però le lascio ai miei avvocati”. Dall’Opera Nomadi un plauso al riconoscimento della cittadinanza italiana: “Può servire a fare chiarezza e a sanare molte situazioni” dice Maurizio Pagani. “Le norme per la cittadinanza italiana sono troppo restrittive per i figli di immigrati. Ora però bisogna vedere se Maroni passerà dagli annunci ai fatti. Anche il suo predecessore Amato aveva riconosciuto il problema dell’identità, ma poi non si era fatto niente”.
Intanto il dibattito sulle rilevazioni delle impronte digitali ai minori rom registra l’ennesima critica per l’Italia da parte di un’istituzione europea:”i politici italiani hanno dimostrato poca leadership morale quando si è trattato di cercare di arginare l’ondata anti-rom”. Lo scrive il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, in una nota dedicata al tema dei crimini generati dall’odio verso il diverso pubblicata oggi sul sito internet dell’organismo di Strasburgo.
Nomadi

Nella sua riflessione, Hammarberg ricorda che questo tipo di crimini è una ”realtà quotidiana” in tutta Europa. Nel citare alcuni degli episodi di violenza e delle situazioni critiche registrate negli ultimi tempi in Europa, il commissario arriva a parlare anche dell’Italia dove, osserva, ”durante l’ultimo anno, in seguito ai discorsi di alcuni politici basati su pregiudizi e ai resoconti xenofobi di alcuni media, ci sono state gravi azioni violente contro i rom, inclusi attacchi fisici e incendi dei campi”. Il commissario rileva anche che ”l’intera comunità rom è stata trasformata in un capro espiatorio per i crimini commessi da pochissimi”.

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