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Sesso in auto? A Trani sì, con il decalogo dell’assessore

Il gruppo su facebook fondato dall'assessore di Trani, Pina Chiarello

Il gruppo su facebook fondato dall'assessore di Trani, Pina Chiarello

Oltre a saperlo fare, bisogna avere anche un posto dove praticarlo in tranquillità. E così per molti italiani, soprattutto i più giovani che non dispongono di una casa propria, l’auto rimane ancora uno dei luoghi più utilizzati per scambiarsi effusioni. In campagna però, come raccontano i fatti di cronaca, rischia di essere pericoloso, mentre in città è offensivo per il pudore di un incauto passante. E così l’avvocato Pina Chiarello, che è anche assessore al comune di Trani con delega all’Ecologia, Ambiente, Qualità urbana, Appalti e Contenzioso, ha pensato a un decalogo per le coppiette, che sta avendo molto seguito online.  Continua

Immigrazione straniera, ordinanze locali. Ecco dove l’”uomo nero” fa paura

Varallo Sesia

Il divieto contro il burqa a Varallo Sesia | (ANSA/Tonino Di Marco)

Il leader di Forza nuova si guarda intorno, compiaciuto. Luca Castellini, 34 anni, è il responsabile per il Nord del movimento politico di ultradestra. Alle sue fiaccolate di solito partecipano gruppuscoli di simpatizzanti. Mercoledì 25 novembre, invece, nella piazza ovale di Rovato, ricco centro del Bresciano, i giovanotti vestiti di scuro erano baldanzosi e più di 300. “Stop immigrazione, fermiamo l’invasione” hanno scritto su un gigantesco striscione, issato come vessillo tra i fumogeni tricolori. Anche Forza nuova cavalca l’istante: il 20 novembre, sempre a Rovato, una ragazza di 28 anni era stata selvaggiamente stuprata da un marocchino. È stata quella la scintilla che ha acceso lo sdegno: nei giorni seguenti in migliaia hanno sfilato per le vie del centro storico del paese, esasperati dall’”invasione”. Continua

Giocolieri, lavavetri, cortei, writers: tutte le battaglie di Alemanno

Il sindaco di Roma con due "bobbies" inglesi - Andrea D'Errico Lapresse

Il sindaco di Roma con due "bobbies" inglesi - Andrea D'Errico Lapresse

Gianni Alemanno indossa l’elmetto. O meglio, il cappello da vigile urbano. Il sindaco della Capitale ha in programma una serie di ordinanze che hanno come teatro di applicazione la strada, il “decoro” degli spazi pubblici. Continua

Stupro della Caffarella, annullate le ordinanze. Ma i due indagati restano in carcere

Due romeni arrestati per lo stupro di Roma

Il Tribunale del riesame di Roma ha annullato le ordinanze di custodia cautelare in carcere per Alexandru Isztoika Loyos e Karol Racz. I due romeni sono accusati dello stupro di una ragazzina di 14 anni avvenuto il 14 febbraio scorso nel parco della Caffarella a Roma. Tuttavia Karol Racz resta in cella perché destinatario di un’altra ordinanza di custodia per lo stupro della donna di 41 anni avvenuto il 21 gennaio a Primavalle, sempre a Roma. E resta in carcere anche Alexandru Isztoika Loyos: proprio oggi infatti gli è stata notificata un’ordinanza per calunnia e autocalunnia.
La decisione è arrivata dopo una lunga camera di consiglio che ha fatto seguito all’udienza del Riesame di ieri nella quale erano comparsi gli stessi Loyos e Racz.
La Procura di Roma aveva chiesto la conferma della misura cautelare in carcere sulla base delle ricognizioni fotografiche fatte dalla coppia di fidanzatini. Nel dispositivo firmato dal collegio presieduto da Francesco Taurisano si legge: “L’impossibilità di individuare il Dna degli accusati sui reperti raccolti dagli investigatori, prevale su qualunque altro elemento attualmente a disposizione. Si annulla, pertanto, l’ordinanza in epigrafe, disponendo immediata liberazione degli indagati se non detenuti per altro”. Una formula che, nel caso di Racz, serve a tenerlo in carcere sulla base dell’altra ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti, quella per lo stupro a Primavalle del 21 gennaio scorso. Loyos resterà, invece, in cella perché contro di lui, su richiesta del pm Barba, è stato emesso un nuovo ordine di custodia cautelare per le accuse di calunnia e autocalunnia. La Procura ha dunque ritenuto, una volta cadute le accuse di violenza sessuale e di rapina ai danni dei due fidanzatini, che Loyos, nel confessare lo stupro, abbia calunniato se stesso ed il connazionale Karol Racz pur sapendolo estraneo ai fatti.

La confessione di Loyos (poi ritrattata) da un lato, nonostante i contenesse “dettagli” che a parere dell’accusa non potevano essere conosciuti se non da chi avesse partecipato al fatto, non rappresenta un indizio sufficiente. Così come non bastano il riconoscimento fatto dalla ragazzina vittima della violenza e dal suo fidanzato, la “chiamata di correo” di Loyos nei confronti di Racz. Nessun peso è stato poi dato dai giudici, ma questo era prevedibile, a quello che qualcuno ha chiamato “supertestimone”: il medico che faceva jogging nel parco della Caffarella e ritiene di aver riconosciuto nei due accusati le persone che ha visto mezz’ora prima della violenza.

Le indagini intanto vanno avanti sia in Italia, dove gli inquirenti romani stanno lavorando a nuove piste che potrebbero portare a qualche conclusione già nelle prossime ore, sia in Romania, presenti alcuni agenti speciali della squadra Mobile di Roma. Si cercano, in particolare, cinque romeni, tutti appartenenti alla stessa famiglia, che potrebbero essere stati in Italia il giorno di San Valentino. Secondo quanto scrive il quotidiano La Stampa, i cinque fanno parte di un clan di pastori nomadi e sono parenti di uno stupratore da tempo in carcere a Bucarest. La notizia è stata ripresa anche dal quotidiano di Bucarest Adevarul che scrive: “Sarà difficile trovare i cinque ricercati perchè ora non sarebbero in Romania, ma si sarebbero trasferiti in qualche altro paese europeo”. Non ci sarebbe nessun legame, si legge ancora su Adevarul, tra questa famiglia di zingari nomadi e Alexandru Isztoika Loyos arrestato per lo stupro.
“Non posso che essere contento e soddisfatto e posso dire che mi aspettavo questo provvedimento del tribunale del riesame”. E’ il primo commento dell’avvocato Lorenzo La Marca, difensore di Karol Racz. “La revoca della misura cautelare è un atto dovuto”, ribadisce La Marca. “Ritengo che il sistema giuridico italiano e l’attuale codice penale funzionino e siano in condizione di garantire in modo celere la revoca di provvedimenti che possono limitare la libertà personale”. Quanto all’altra vicenda, lo stupro di Primavalle per il quale Racz è ancora detenuto, “preferisco attendere che vengano depositati i risultati del dna”, conclude il penalista.

Il VIDEO servizio:

Maroni: “No alle ronde fai-da-te”. Pioggia di misure per la sicurezza nei comuni

Roberto Maroni
“Preoccupazioni infondate”. Così risponde il ministro dell’Interno ai dubbi sull’ipotesi che le ronde di cittadini per la sicurezza, previste nel decreto “anti-stupri”, possano essere finanziate da privati. Ma Maroni vuole evitare gli spontaneismi e il rischio di creare bande di vigilantes impreparate, tanto che da Bruxelles, dove si trova per una riunione dei ministri dell’Interno dell’Unione, puntualizza: “non appena il parlamento approverà il decreto il ministero sarà in grado di stabilire regole ferree”. “Da quel giorno, con il decreto di attuazione - ha aggiunto Maroni - non saranno più consentite le ronde fai da te, e ce ne sono a centinaia. Tutto verrà regolato, controllato e sarà sicuro per i volontari e per i cittadini”.
A Bruxelles Maroni ha incontrato anche il collega romeno Dan Nica, che l’ha invitato a visitare la Romania: “Ci andrò presto” ha risposto l’italiano, che poi ha discusso di collaborazione tra le polizie dei due paesi e della posibilità che i romeni arrestati in Italia scontino la pena nella loro patria. Mentre si discute sulle ronde, un altro decreto voluto fortemente dal titolare del Viminale ha sortito i suoi effetti soprattutto nei piccoli comuni: uno studio condotto da Anci e dalla fondazione Cittaitalia  ha esaminato le oltre 600 ordinanze emanate da 318 sindaci su tutto il territorio nazionale, dopo il decreto sicurezza che ha ampliato i poteri dei primi cittadini.
Il 66,4% delle ordinanze è stata emesso da Sindaci del Nord Ovest e del Nord Est (rispettivamente il 39,9% e 26,5%). Il 6,7% delle ordinanze viene dai Sindaci delle Isole, mentre nel Centro e Sud le ordinanze emesse sono rispettivamente l’11,8% e il 15,1% del totale. In particolare, è la Lombardia la regione in cui si registra il maggior numero di ordinanze emesse: in 81 comuni (il 5,2% dei comuni presenti nella Regione) sono stati emessi 141 provvedimenti.
Rispetto agli ambiti di intervento, il tema maggiormente trattato è quello della prostituzione (19%). Seguono l’abuso di alcol (15%), in termini di consumo e somministrazione di bevande alcoliche e di abbandono di bottiglie e bicchieri di vetro, lattine, e contenitori vari, il vandalismo (10,6%) e l’accattonaggio considerato molesto (utilizzando animali, minori o esibendo malformazioni e imputazioni). Percentuali più basse invece per schiamazzi, abusivismo commerciale e bivacchi. Sono soprattutto i sindaci dei comuni medi ad aver assunto provvedimenti sul tema della sicurezza urbana: il 24% del totale è stato emanato in comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 15.000 abitanti, il 27% tra 15mila e 50mila e 11% tra 50mila e 100mila. I comuni di grandi dimensioni, quelli con oltre 250 mila abitanti hanno emesso solo l’11% del totale delle ordinanze considerate.
“I cittadini si aspettano interventi più ampi, non su un solo punto” ha commentato i risultati dell’indagine il sindaco di Padova Zanonato, “Serve altro: dalle iniziative di integrazione alle iniziative culturali, alle iniziative educative e alle iniziative repressive. Si attendono tutti gli interventi, siano essi di competenza del Sindaco che di altre istituzioni. Ecco perché, per esempio, ritengono che le ordinanze non siano sufficienti. Hanno ragione, non sono sufficienti. Per risolvere i problemi bisogna intervenire – e su questo mi pare che trovino piena consonanza con i loro Sindaci - in ogni singolo settore: educativo, di prevenzione, di inclusione e repressivo”.  

Anche a Milano tolleranza zero per lucciole e spinelli

Il sindaco di Milano Letizia Moratti

Roma docet. Milano segue. Contro prostituzione, droga, accattonaggio e graffittari, prwsto anche nel capoluogo lombardo calerà il pugno duro del sindaco e delle forze dell’ordine. Entro fine mese Letizia Moratti firmerà infatti quattro ordinanze anti degrado che colpiranno questi vizi cittadini. Tra le novità destinate a sollevare il dibattito il “divieto di drogarsi in pubblico”: chi sarà colto a farsi uno spinello per strada sarà multato fino a 500 euro. Sanzioni inasprite anche ai writers e ai clienti delle lucciole.

In particolare, l’ordinanza contro la droga è stata fortemente voluta dal sindaco Moratti, sostenitrice della comunità di recupero di San Patrignano. Prevista una sanzione di 500 euro e l’obbligo di avviare un percorso psicoterapeutico con comunità o associazioni di recupero per tossicodipendenti. In conformità con i nuovi poteri previsti nel decreto Maroni, la segreteria generale ha messo a punto il testo della nuova ordinanza che punirà severamente, in nome del decoro urbano, il consumo di droga nei parchi e nelle strade. ”L’ordinanza” ha spiegato il vicesindaco Riccardo De Corato “ricalca le precise richieste, rimaste inascoltate, che il Comune di Milano avanzò al governo Prodi sulla revisione normativa in tema di droga, che chiedevano misure coercitive ma anche interventi di recupero per chi consuma droga in pubblico”.
Il giro di vite comporta anche sanzioni inasprite ai clienti delle prostitute, che passano da 167 a 500 euro in attesa che venga approvato il disegno di legge del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna che introdurrà il divieto di prostituzione in strada punibile con arresti e multe a lucciole e clienti.

Milano dichiara poi guerra, con multe maggiorate e l’obbligo di ripulire ciò che si è danneggiato, anche ai graffitari che deturpano muri e monumenti e all’accattonaggio molesto, per svuotare il centro dai mendicanti insistenti con cittadini e turisti.
Quanto al provvedimento contro la guida in stato di ebbrezza, il sindaco Moratti non ha introdotto nuove misure poiché ritiene sufficienti quelle del ministero del Welfare sulle tabelle alcoliche e i controlli potenziati.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
 
 
 
 
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