
«Il Papa non era al corrente delle dichiarazioni negazioniste di Richard Williamson nel momento della remissione della scomunica ai quattro vescovi lefevriani. Le posizioni del vescovo sono inaccettabili e fermamente rifiutate dal Santo Padre». All’indomani dell’invito di Angela Merkel al Vaticano di pronunciarsi in modo esplicito contro qualsiasi tentativo di ridimensionare la tragedia dell’Olocausto, è la sala stampa della Santa Sede a cercare di spegnere le polemiche sollevate dalle parole di Williamson e a chiedere al vescovo lefevriano, «se vuole essere ammesso alle sue funzioni episcopali», di fare un’esplicita ritrattazione della sua intervista in cui sosteneva che le camere a gas non sono mai esistite.
Solo ieri, dopo le richieste di chiarimenti da parte del cancelliere tedesco, Padre Lombardi, il portavoce della Santa Sede, aveva sostenuto che non c’era più nulla da chiarire e che in realtà la condanna del negazionismo da parte del Papa era già stata espressa «con parole inequivocabili» a Colonia nel 2005, nel lager nazista di Auschwitz del 2006, e infine nell’udienza generale del 28 gennaio scorso. «La condanna» - aveva rimarcato Lombardi per rendere ancora esplicita a volontà del Papa - «si riferiva anche alle posizioni di mons. Williamson e a tutte le posizioni analoghe». Queste spiegazioni, evidentemente, non sono bastate. E oggi ci ha pensato la Santa Sede a ritornare sulla questione rispondendo alla Merkel («Se l’atteggiamento del Vaticano è quello di dare l’impressione che l’Olocausto può essere negato allora si tratta di questioni fondamentali nei rapporti con l’ebraismo») e a quanti, anche nella comunità ebraica, hanno sostenuto che le parole di condanna del Papa, e la revoca della scomunica a un vescovo negazionista, fossero finora venate di ambiguità . «La riammissione di un vescovo negazionista da parte della Santa Sede rappresenta un’offesa agli ebrei, in Israele e in tutto il mondo, oltre che alla memoria delle vittime e dei sopravvissuti dell’Olocausto» ha scritto oggi in una nota il ministero degli Esteri israeliano prima che la richiesta a Williamson del Vaticano fosse resa nota.
Sulla questione si è espresso stamane anche Georg Ratzinger, il fratello del Papa, che in un’intervista a un quotidiano tedesco, il ‘Leipziger Volkszeitung‘, attacca la Merkel sostenendo che è «vittima della disinformazione»: «L’ho sempre considerata una donna ragionevole - ha detto mons.Ratzinger - ma forse anche lei in questo momento è sotto pressione, tanto da esprimersi in un modo, in cui ragionevolmente non si esprimerebbe. Il Papa non ha bisogno della mia difesa, ma mi irrita molto come molte persone siano irragionevoli e mal informate. Persone che adesso lo attaccano. Noi parliamo sempre di una società informata, che in realtà non lo è».
Il VIDEO con l’intervista al vescovo Williamson, da YouTube:
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Non a nome della Santa Sede, né a nome della Cei. Il settimanale Famiglia Cristiana parla per sé: la sua linea non è quella dei vertici cattolici italiani.
Così il Vaticano misura la distanza dal settimanale dei Paolini e dai suoi numerosi scontri con il governo di Silvio Berlusconi. A scaricare il periodico cattolico è il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha precisato stamani che il settimanale dei Paolini “non ha titolo per esprimere né la linea della Santa Sede né quella della Conferenza episcopale italiana“.
Certo, precisa padre Lonbardi: si sta parlando di una “testata importante della realtà cattolica”, ma “le sue posizioni sono esclusivamente responsabilità della sua direzione”.
L’ultimo duro intervento di Famiglia Cristiana contro le scelte dell’esecutivo è di ieri, quando è stato anticipato l’editoriale di Beppe Del Colle in cui si augura che “non sia vero il sospetto” che in Italia sta rinascendo il fascismo “sotto altre forme”. Un corsivo che ha scatenato la polemica.
D’accordo con il Vaticano si dice il senatore a vita, Francesco Cossiga, che ha giudicato “chiara ed esemplare” la dichiarazione resa da padre Lombardi. La prende invece come un invito alla riflessione e all’esame di coscienza Pierluigi Castagnetti (area teodem del Pd), presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera: “Diciamoci la verità , cari amici cattolici del centrodestra e del centrosinistra, il bersaglio nemmeno tanto implicito di Famiglia Cristiana siamo noi. È inutile polemizzare su una parola, una immagine o una citazione degli editorialisti della rivista che, da tempo per la verità , ha deciso di essere coscienza critica del potere. Forse perché più pochi ancora lo sono”. Lo afferma . “Può darsi” prosegue Castagnetti “che la colpa, come dice Tremonti, sia del dilagante pensiero unico ’mercatista’, oppure della paura di parte del ceto politico di pronunciare parole e giudizi anticonformisti, sta di fatto che la cultura cristiana in questo paese sta rivelandosi sempre più come la cultura dell’alterità e della difesa dell’uomo. Altro che cattocomunismo”.
Ma non tutti tra i democratici la pensano così: “L’attacco concentrico a Famiglia Cristiana di alcuni esponenti della destra non risolve i problemi che sta attraversando il governo. Non passa attraverso l’accusa di comunisti a tutti quelli che contestano l’azione del governo la soluzione alle difficoltà crescenti denunciate dalle famiglie italiane. Semmai, Gasparri, Bondi e Giovanardi prendano atto che anche nel mondo cattolico c’è un forte pluralismo politico. E chi non la pensa come la destra non è necessariamente un cripto o un proto comunista”, affermae il parlamentare del Pd Giorgio Merlo.
Più che sui contenuti, invece, la critica del ministro dei Beni Culturali è sul tono “che non si addice al settimanale cattolico” e quanto alla sostanza sostiene che i paolini hanno preso “lucciole per lanterne”. Sandro Bondi in un’intervista a Repubblica attacca il settimanale cattolico che “continua ad esprimere opinioni su questioni politiche e sociali che riflettono una cultura che sbrigativamente viene definita catto-comunista. Non capisco perché il suo direttore neghi scandalizzato questa accusa”. “Il filo conduttore - rilancia Bondi - è sempre quello: la simpatia per i cattolici adulti (primo fra tutti Prodi, ndr) e l’antipatia viscerale per Berlusconi”. Famiglia Cristiana, inoltre, si esprime con un linguaggio da “intellettuali che hanno perso il rapporto con il loro popolo, credenti e parrocchie, ma anche lontani dalle esigenze concrete dei cittadini”.
Editoriale dopo editoriale, in realtà , è da mesi che il periodico diretto da Don Antonio Sciortino non lesina attacchi e tirate d’orecchio nei confronti della maggioranza. Prima contro la norma sulle impronte ai bambini rom (”una trovata indecente”, quella del ministro Maroni), poi la “finta emergenza sicurezza” e la querelle “sui cassonetti” contro il sindaco di Roma Alemanno. Senza dimenticare la dichiarazione durissima contro Berlusconi che, secondo il settimanale dei Paolini, sarebbe ossessionato dai giudici.
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Ci sarebbero anche la Cia e il Vaticano tra gli editor di Wikipedia, la grande enciclopedia gratuita su Internet, da molti ormai considerata “la nuova frontiera democratica del sapere”. Ma gli interventi dell’agenzia di 007 americani e della Santa Sede sarebbero non poco interessati.
A rivelarlo è un nuovo strumento online che, come riferisce la Bbc, è capace di individuare chi edita e corregge le pagine dell’enciclopedia a “contenuto libero, redatta in modo collaborativo da volontari e sostenuta dalla Wikimedia Foundation, organizzazione non-profit”, come recita il portale della versione italiana che offre oltre 335mila voci.
Il particolare scanner, si legge, mostra per esempio che le pagine sul presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad sono state modificate con uno dei computer dell’agenzia di intelligence statunitense, mentre le informazioni su Gerry Adams, il leader del partito cattolico nordirlandese Sinn Fein (braccio politico dell’Ira, prima che i guerriglieri deponessero le armi), sarebbero state editate da una mano ignota da un pc del Vaticano. Lo strumento, messo a punto da ricercatori Usa, traccia una lista dei 5,3 milioni di testi editati nella versione americana e li collega all’indirizzo Internet dell’editor. La maggior parte degli interventi sono finalizzati a correggere imprecisioni, ma alcuni sono serviti a rimuovere informazioni potenzialmente dannose. Riguardo a Gerry Adams, per esempio, sarebbero spariti i “link” a pagine di quotidiani del 2006 e un intero paragrafo dal titolo “nuovi interrogativi nel caso di omicidio”, dove si sollevavano dubbi su un presunto coinvolgimento del leader del partito repubblicano irlandese nel caso di un doppio omicidio avvenuto nel 1971.
“Naturalmente non possiamo sapere anche chi ci sia alla tastiera”, ha precisato Virgil Griffith, ricercatore del California Institute of Technology, che è l’ideatore dello strumento. Delle stessa idea il portavoce vaticano padre Federico Lombardi: sono accuse “prive di ogni serietà e di ogni logica” quelle rivolte alla Santa Sede di aver manipolato una “voce” dell’enciclopedia on line. “In Vaticano” spiega Lombardi “ci sono più di mille persone che hanno accesso ai computer e sono ancora di più i visitatori dei Musei, della Biblioteca e dell’Archivio Apostolico che possono ugualmente navigare su Internet da una postazione. È ovviamente possibile che qualche privato, possa aver avuto accesso a Wikipedia da un pc del Vaticano. Ma la Santa Sede non c’entra nulla”.
In realtà è piuttosto lunga la “lista nera” dei manipolatori occulti della celebre enciclopedia online. E comprenderebbe governi (Usa e Portogallo), multinazionali (Microsoft), organizzazioni internazionali (Onu, Amnesty International) e il “gotha” dei media internazionali (BBC, New York Times, Reuters).
A volte i “ritocchi” apportati sono veri e propri interventi a gamba tesa per far sparire dal web informazioni scomode; ma nella magior parte dei casi sono chiaramente opera di qualche navigatore in vena di scherzi. Una delle schede prese maggiormente di mira è quella del presidente americano George W. Bush. Da un computer dell’agenzia Reuters qualcuno ha aggiunto la poco esaltante qualifica di “omicida di massa” alle note biografiche del capo della Casa Bianca. Da un pc della BBC, qualcun altro ha modificato il secondo nome del presidente Usa da ‘Walker’ in ‘wanker’, termine estremamente volgare che in inglese denota una persona abitualmente dedita all’autoerotismo.
Lo scanner è stato salutato con favore dalla casa madre di Wikipedia: “Noi siamo per la trasparenza più assoluta” ha detto un portavoce “e questo strumento per così dire ci fa salire di livello”. Trasparenza apprezzata da i milioni di utenti che ogni giorno digitano l’indirizzo dell’enciclopedia per avere informazioni sui più svariati argomenti. E infatti,
pur essendo soggetta regolarmente ad accuse di imprecisione e scarsa affidabilità , Wikipedia continua in ogni caso a crescere: è pubblicata in varie lingue (e dialetti italiani, dal furlan al sardo, dal veneto al siciliano, dal piemontese al lombardo e al napoletano) ed è tra i 10 siti più cliccati del mondo.
Il VIDEO servizio: