
PER SAPERE TUTTO SULLA CASTA
I mesi sono 12: uno stipendio al mese più la “tredicesima” fanno 13 e per la maggior parte dei dipendenti la questione finisce qui: 13 mensilità e buon Natale a dicembre. Qualcuno, i più fortunati, alla vigilia delle vacanze prende la “quattordicesima”, e poi ci sono loro i 315 inquilini di Palazzo Madama. I senatori della Repubblica aggiungono al calendario 2 mesi di stipendio; godono, infatti, della “quindicesima” e dal 2004 persino della “sedicesima“. Continua

Aula del Senato vuota, come il Ristorante interno dopo l'aumento dei prezzi.ANSA/CLAUDIO PERI
Ricordate la la bufera scatenata via web sui pasti decisamente low cost riservati ai senatori? Il filetto di orata in crosta di patate a 5,23 euro e il carpaccio di filetto con salsa al limone a soli 2,76? Ebbene, dopo le polemiche sulle spese folli della casta, i prezzi del prestigioso Ristorante dei Senatori di Palazzo Madama erano triplicati. Risultato: i senatori, ritrovandosi un prezzo equiparato ai menu dei ristoranti esterni, hanno cominciato a disertare la buvette Continua


Il presidente della Camera Gianfranco Fini (Ansa/Samantha Zucchi)
L’ultimo dietrofront dei parlamentari è quello sulle ferie. Ridotte di una settimana, dopo le proteste e le migliaia di messaggi sul web contro la casta che se ne va al mare, mentre l’Italia rischia (stavolta sul serio) di fare la fine della Grecia. Continua

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi
Meno di 24 ore. Tanto manca al giovedì che potrebbe rivelarsi fatidico per le sorti del governo. Due gli appuntamenti in agenda: il voto in commissione Bicamerale, fissato alle 12.45, sul federalismo municipale e quello alla Camera sul caso Ruby previsto per le 19. Continua
- Tags: Camera, Cie, Idv, Lega, legge, maggioranza, opposizione, Palazzo-Madama, Pd, pdl, ronde, Sì, Senato, sicurezza, Udc
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Il Senato ha approvato il dl sicurezza che da oggi è legge.
A favore hanno votato (quasi) tutti: compatta la maggioranza, l’Idv, il Pd e l’Udc. Contrari i senatori radicali (quelli del gruppo del Pd). In totale, i sì sono stati 261, tre i no e un astenuto: Francesco Pancho Pardi, in dissenso dal suo partito l’Italia dei Valori
Il provvedimento, in scadenza il 25 aprile, approvato dalla Camera senza le norme sulle ronde e quelle sul prolungamento a sei mesi della permanenza dei clandestini nei Cie, Centri di identificazione ed espulsione, (stralciati nella movimentata seduta dell’8 aprile a Montecitorio, sono stati trasformati in due ordini del giorno votati ieri dal Senato), non è stato modificato dal Senato. Diventano quindi legge anche le norme anti stupro e quelle contro lo stalking.
Anche la Lega ha votato a favore del dl, dopo le durissime contestazioni alla Camera e l’intesa politica raggiunta di fronte all’impegno del governo a reintrodurre in altro provvedimento (ddl sicurezza) le parti relative al trattenimento nei Cie degli immigrati clandestini e alle ronde cittadine.
Ma il Carroccio ha comunque fatto sapere la sua contrarietà: durante le dichiarazioni di voto il leghista Gianpaolo Vallardi si è tolto più di qualche sassolino dalla scarpa su soggiorno clandestini nel Cie e ronde che alla Camera sono stati stralciati dal provvedimento. “La Lega Nord continua sicuramente e apprezziamo la maggioranza ed il governo che hanno recepito i nostri ordini del giorno. La Lega non molla sulla sicurezza, noi abbiamo la coscienza tranquilla”, ha detto il parlamentare leghista.
Il voto favorevole dell’opposizione (”Per responsabilità” come ha sintetizzato il senatore Pd Felice Casson) è stato garantito per consentire la conversione del decreto, giunto oramai alle soglie della scadenza, ma numerose ed articolate sono state le critiche rivolte al provvedimento. Il Pd ha detto sì perché il testo, a giudizio della presidente dei senatori Anna Finocchiaro, “reca fortissimamente il segno del nostro contributo in tutta la parte che riguarda lo stalking”. La conclusione della vicenda, secondo Finocchiaro, dovrebbe essere di monito alla maggioranza insegnando che “quando ci si confronta per davvero e non si fa solo la finta di aprirsi al dialogo, quando anche il dibattito parlamentare oltre a quello nel Paese si stringe sulle questioni, accettare le ragioni delle opposizioni e loro proposte può essere un buon metodo per avere provvedimenti di buona qualita’ e utili al Paese”.
Il decreto legge sulla sicurezza contiene una serie di modifiche che concernono il codice penale e il codice di procedura penale. In particolare, all’articolo 1 viene sostanzialmente reintrodotta un’aggravante per il caso in cui il reato di omicidio faccia seguito al delitto di violenza sessuale, violenza sessuale su minori e violenza sessuale di gruppo. Vi sono poi una serie di modifiche del codice di procedura penale che riguardano misure cautelari personali, con un significativo ampliamento per le associazioni a delinquere; la tratta e riduzione in schiavitù delle persone; il sequestro di persone; i reati di terrorismo; prostituzione minorile; pornografia minorile ed iniziative turistiche volte al favoreggiamento della prostituzione minorile.
Ai fini della tutela della sicurezza urbana, inoltre, i comuni sono autorizzati ad impiegare sistemi di videosorveglianza nei luoghi pubblici o aperti al pubblico. I dati raccolti possono essere conservati fino al settimo giorno successivo alla loro rilevazione, salvo esigenze particolari di ulteriore conservazione. Le vittime del reato di violenza sessuale possono accedere al patrocinio gratuito a spese dello Stato anche in deroga i limiti di reddito ordinariamente previsti dalla legge.

Un giorno solo. Ma pieno di polemiche e reazioni scandalizzate.
Tanto è durato il calo dei prezzi alla buvette del Senato. La notizia sui senatori che si erano ridotti i costi della tazzina di caffè a 0,42 centesimi e del piatto di pasta a 1,50 euro - grazie al nuovo gestore che ha vinto, per quattro mesi, l’appalto ribassando del 20% i prezzi - aveva suscitato le immediate proteste di associazioni di consumatori e di varie associazioni di categoria. Proteste erano piovute anche da Antonio Di Pietro e da Paolo Ferrero che hanno invitato ad aprire il Senato ai cittadini, perchè potessero godere dei nuovi prezzi.
Troppo per il vertice di Palazzo Madama. Il presidente del Senato Renato Schifani, convocati i senatori questori, ha chiesto che si tornasse ai vecchi prezzi per bloccare il crescere nei prossimi giorni di una più che probabile irritazione tra i lavoratori che non riescono a pasteggiare ai prezzi del Senato, neanche nella mensa aziendale più economica.
I nuovi “prezzi politici” della buvette, entrati in vigore ieri, a Senato ancora deserto - con l’appalto alla ditta la Compass group, che già gestisce il ristorante - hanno consentito oggi a senatori, funzionari e i giornalisti di spendere per un pasto completo, il più caro e abbondante: pasticcio di maccheroni (1,50 euro), seppioline con patate o pesce spada (2 euro); contorno (1 euro), composizione di frutta fresca (1 euro) e caffè,in tutto 5 euro e 92 centesimi.
“Il presidente Schifani” ha detto ai giornalisti il senatore questore Benedetto Adragna (del Pd) “non poteva rimanere indifferente davanti a ciò che stava accadendo rispetto alla questione dei costi alla buvette e al nuovo prezzario che, anche se calato di pochi centesimi, ha avuto un forte impatto all’esterno”.
“È stata una tempesta in una tazzina di caffè, perchè i ribassi non incidevano minimamente sulle casse del Senato. Il rapporto ‘economico’ tra cliente e gestore della buvette è infatti ‘esclusivò, senza cioè che il Senato partecipi alla transazione”, si è affrettato a spiegare Adragna ai giornalisti convocati alla buvette per far sapere che tutto torna come prima.
Il Senato ha anche deciso di devolvere in beneficenza la differenza del 20% tra il prezzo stabilito dal nuovo gestore e il vecchio prezzo che domani tornerà a campeggiare sul listino.


E chi se non il leader dell’IdV, Antonio Di Pietro, poteva protestare a gran voce contro l’ultima “vergogna” messa a segno dalla “casta” di Palazzo Madama: il pranzo alla buvette dei senatori costa 1 euro e 50. “Questo è bullismo parlamentare. Come il caso dei ‘pianisti’, i parlamentari che votano per gli assenti per rubarsi 250 euro al giorno: qui c’è bisogno di ripristinare il buoncostume”. I toni sono alla Grillo, naturalmente.
E l’ex pm li alza per denunciare “la vera vergogna italiana”, tanto più in epoca di crisi: “Così si dà il cattivo esempio ed è chiaro che poi diventano tutti bulli. Con i bulli che abbiamo in Parlamento e al governo, così succede”.
Di Pietro ce l’ha con il calo del 20% dei prezzi del bar, dove - racconta un’inchiesta di Repubblica - la pasta al ragù si paga 1,50 euro, un secondo di roast beef due euro e non più 2,50, il caffè vale 42 centesimi, la spremuta 92, un panino con prosciutto 1 euro e 17, un tramezzino 96 centesimi, un cappuccino 58, il tè 84, la birra 1,60, un pasticcino 46 centesimi.
Da martedì 3 marzo, dentro il palazzo che ospita uno dei due rami del Parlamento, a differenza di quanto accade fuori e a dispetto delle indennità complessiva da 14 mila euro dei suoi inquilini, i prezzi anziché aumentare sono diminuiti.
Certo, i questori del Senato hanno voluto asssicurare che il ribasso dei prezzi non incide sulle casse pubbliche ed è dovuto all’unificazione dell’appalto per bar e ristorante: “Abbiamo affidato per cinque mesi la gestione a una società che garantiva il medesimo servizio con costi ridotti” ha spiegato il questore Benedetto Adragna (del Pd).
Spiegazione che non convince la Federconsumatori: “I prezzi alla produzione sono in calo, l’abbiamo denunciato più volte, ma l’effetto di tale diminuzione, a quanto pare, si percepisce solo alla Buvette del Senato! Siamo increduli”, dichiara l’associazione in un comunicato. Che continua: “I prezzi erano già notevolmente più bassi in rapporto a quelli applicati dai normali esercizi, oggi sono stati ulteriormente tagliati! In un momento così difficile per il paese, e così drammatico per il potere di acquisto delle famiglie italiane, che ogni giorno si trovano sempre più in difficoltà a far quadrare il bilancio familiare, questa operazione appare veramente assurda”. “Ci chiediamo” prosegue l’associazione “come mai questo possa accadere all’interno del Senato e non, come da sempre richiediamo, anche per il resto del paese! Eppure le materie prime sono le stesse! Le ‘comuni’ famiglie italiane, che in maniera più sentita subiscono gli effetti negativi della crisi, invece, anche per il 2009, dovranno far fronte ad un maggior costo per l’alimentazione di ben 564 euro l’anno. Questa disparità di trattamento, che sicuramente non passerà inosservata agli occhi dei cittadini” conclude la Federconsumatori, “contribuirà sempre più a diffondere un clima di disuguaglianza nel nostro paese”.
E, come era pevedibile, la nuova carta della buvette ha riscosso molti consensi, tra gli “eletti”. C’è stato un vero e proprio pienone alla buvette del Senato dove oggi si è avuto il debutto ufficiale della nuova gestione della ristorazione veloce con una varietà di primi e secondi “caldi” con quel calo dei prezzi intorno al 20%.
L’ avvicendamento nella gestione della buvette, un’ elegante sala con una grande boiserie scolpita con putti da un lato e un pregiato arazzo dei Medici dall’ altro, posta al piano nobile di palazzo Madama dov’è l’Aula, è scattato ieri. Ma solo stamane con la ripresa dei lavori dell’Aula e delle commissioni, i senatori (dopo aver deciso uno slittamento di due settimane per la trattazione degli emendamenti allo schema di testo unificato proposto dal relatore Calabrò in materia di testamento biologico) hanno avuto la gradita sorpresa di poter gustare un pasticcio caldo di maccheroni per un 1,50 e sorseggiare un caffè, servito in tazzina di porcellana con il marchio in oro del Senato, a 0,42 centesimi.
Dei nuovi “prezzi politici” della buvette, entrati in vigore con la nuova ditta la Compass group che già gestisce il ristorante (lì non c’è stato alcun ritocco in basso) beneficiano anche i funzionari e i giornalisti che per un pasto completo, il più caro e abbondante: pasticcio di maccheroni (1,50 euro), seppioline con patate o pesce spada (2 euro); contorno (1 euro), composta di frutta fresca (1 euro) e caffè, spendono 5 euro e 92 centesimi. Pranzo ottimo
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Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy sono d’accordo su tutto: sul nucleare, sulle infrastrutture, sulla politica europea (che va cambiata), sulla politica internazionale e perfino sulla vittoria di Ugo Cappellacci in Sardegna. Ma resta una grande e indissolubile frattura… culinaria. Tanto che Sarkozy durante la conferenza stampa con “l’amico Silviò” ha esclamato: “Il vero problema in Italia è che vi sedete a tavola dopo le 14.30”.
A parte la tavola, che da sempre divide il nostro Paese dai cugini transalpini, dunque la sintonia è pressochè totale tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy sugli argomenti affrontati oggi dal vertice bilaterale italo-francese a Villa Madama. Durante i colloqui Sarko ha fatto i complimenti al Cavaliere: “E’ una fortuna che tu sia in politica da 15 anni. Ed è un bene che tu sia amico di Putin, perché non so cosa vi siate detti, ma avete frenato l’escalation della crisi tra Georgia e Russia”. Prima di mangiare insieme, nella splendia Villa Madama, i due hanno svolto una conferenza stampa con l’atomo come aperitivo: “Dobbiamo svegliarci – ha detto Berlusconi – e costruire le centrali nucleari anche noi. E grazie al know how degli amici francesi risparmieremo anni e soldi”.
Insieme – e la cosa non potrà che fare rumore - i due leader europei hanno anche concordato sulla critica alle regole di funzionamento della Ue. “Le regole della Ue sono da cambiare perché, ha sottolineato il premier italiano in privato, sono del secolo scorso e inadatte ad affrontare la crisi economica”.
Parlando della crisi Berlusconi ha ribadito che le banche italiane non necessitano di alcuna nazionalizzazione “visto che sono solide”, ma nel mondo ci sono paesi “dove l’ipotesi della nazionalizzazione delle banche ha delle ragioni, delle frecce al proprio arco, dove le banche non fanno il loro dovere ovvero quello di non finanziare le imprese”.
Sarkozy ha anche proposto al premier “la creazione di battaglioni navali italo-francesi da tenere di stanza nel Mediterraneo”. E dopo l’ennesimo complimento sulla bravura di Berlusconi: “E poi i media dicono che non sei un professionista… Hai pure vinto le elezioni in Sardegna!”, il Cavaliere ricambia: “Caro Sarko, la guida del tuo semestre europeo è stata determinata e intelligente”.
Ma a quel punto si fanno le 14.30. La conferenza stampa finisce e il povero Nicolas, per di più senza Carla Bruni, deve scappare per andare al Quirinale all’incontro con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. A digiuno…
Il VIDEO servizio: