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Palermo

La barca mentre affonda nel mare (Credits: AP Photo/Gregorio Borgia)
La “Concordia” è la più grande delle navi della flotta di Costa Crociere. E, forse, anche la più “maledetta”, se è vero che non è la prima volta che accadono incidenti sull’ammiraglia della famiglia dell’armatore genovese. Continua

Nel caso di Leoluca Orlando, il titolo del film horror «A volte ritornano» andrebbe rivisto all’eccesso: «Sempre ritornano». E sempre sulla stessa poltrona: quella di sindaco di Palermo. Con alterne fortune, Orlando ha già guidato la città dal 1985 al 2000: prima da democristiano, poi da leader della Rete. Dopo un giretto come deputato regionale, ritentò l’impresa nel 2007. Gli andò male: venne sconfitto dal pidiellino Diego Cammarata, tuttora in carica.
In primavera però si rivota: e l’ormai sessantaquattrenne Orlando ha già tranquillizzato tutti. Ci sarà pure stavolta: candidato per l’Italia dei valori di Tonino di Pietro, partito di cui l’ex sindaco è portavoce nazionale. Continua

Controlli della Polizia (Credits: LaPresse)
Rubate due moto a Palermo: è caccia al ladro. Visto così sembrerebbe il titolo di un pezzo di cronaca come tanti altri, insomma, l’ennesimo episodio di criminalità che non fa più nemmeno notizia. Invece la storia è ben diversa, quasi comica. Perchè le due moto in questione non sono proprio come tutte le altre, sono infatti due Honda “Chiocciola” in dotazione alla Polizia. Ed il luogo del furto non è una via isolata, ma proprio la Piazza dove si trova la sede della Squadra Mobile di Palermo, intitolata a Boris Giuliano. Continua


di Carmelo Abbate
È domenica 13 febbraio, sono le 4 del pomeriggio. Una macchina si ferma davanti all’ingresso del pronto soccorso dell’Ospedale dei bambini di Palermo, proprio sotto l’insegna con la scritta: «Azienda di rilievo nazionale e di alta specializzazione». Una donna salta fuori con un bimbo in braccio avvolto in una coperta. Correndo, pesta un tappeto di bicchieri di plastica, mozziconi di sigarette e cartacce e s’infila nella porta. Il marito lascia la macchina in doppia fila qualche metro più avanti, allunga 1 euro al parcheggiatore abusivo e la raggiunge. Continua


di Andrea Marcenaro
Il dottor Antonio Ingroia, che è un magistrato di Palermo molto importante, esperto, capace, non può essere lasciato allo sbando. Andrebbe difeso da se stesso. Qualche amico dovrebbe spiegargli che le parole di Massimo Ciancimino saranno anche «da valutare caso per caso e in alcuni casi sono state riscontrate», come ha detto Ingroia, però il ventriloventriloquo di papà-boss ha cacciato tante di quelle balle che è stato lui a essere riscontrato come sparacazzate. L’ultima su Gianni De Gennaro docet. Continua

Tradizionalista come nel “Padrino”. Pericolosa come in “Donnie Brasco”. Caricaturale come in “The Sopranos”. Ecco Cosa nostra 2010: con dialoghi, stili di vita e connessioni che surclassano cinema e tv. Per mesi la polizia italiana ha controllato boss e picciotti tra Miami, New York e Palermo. E un giornalista di “Panorama” si è affiancato agli agenti, seguendo in diretta le ultime fasi dell’inchiesta. Fino a quando, il 10 marzo, fra Italia e Stati Uniti sono scattate le manette. La storia e i file audio di alcune intercettazioni Continua
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Massimo Ciancimino in tribunale | (Ansa/Daniel Dal Zennaro)
“Che questo rimanga fra noi, ma è una preoccupazione di fratello maggiore… Io sono preoccupato, professore! Lo sa per cosa? Di mio fratello! Perché io vedo barche da un miliardo e mezzo… macchine da milioni di euro… Io, io, io faccio l’impiegato di banca e ho il vespone 150 e la Smart… stop! E un gommoncino lì… Mio fratello Roberto pure, che è notaio. Lui mi dice che fa affari, ma affari… Non sono soldi, non è che sono soldi ufficiali…”.
Giovanni Ciancimino se ne era reso conto già nel 2004, in una conversazione col tributarista Gianni Lapis, intercettata, trascritta e depositata solo di recente. Prima di andare a confermare le parole del fratello Massimo, sostenendo davanti ai giudici del processo Mori di avere visto pure lui il famoso “papello” in mano al padre, il maggiore dei figli di Vito Ciancimino aveva chiaramente espresso tutti i dubbi sul “pericolo” rappresentato, per il patrimonio di famiglia, dall’ostentazione senza freni del lusso da parte di “Massimuccio”. Continua
- Tags: Antonio Ingroia, boss, ciancimino jr, Cosa-Nostra, giustizia, ingroia, Mafia, magistratura, massimo-ciancimino, Palermo, panorama in edicola, pentiti, testimoni
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Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito
Si sorridono, si capiscono al volo, si studiano, sembrano quasi fare gioco di sponda, ma uno resta il magistrato e l’altro il testimone, uno fa il cacciatore e l’altro il cane da caccia che deve aprire la strada per trovare la preda. O le prede. Antonio Ingroia, 51 anni, e Massimo Ciancimino, 47, si conoscono da ormai quasi 20 anni, da quando uno era un giovane magistrato antimafia e l’altro il figlio di un politico-mafioso dc solo apparentemente caduto in disgrazia. Continua