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Il virus H1N1 è un compagno di viaggio poco raccomandabile. Ma può succedere, ora che si avvicinano le vacanze invernali, che ci aspetti proprio là dove abbiamo deciso di passare le ferie natalizie. È vero che l’allarme sull’influenza A, in Italia, sembra calato; ma le notizie sul virus (un caso di mutazione anche nel nostro Paese, seppure avvenuto mesi fa all’ospedale di Monza) non consentono di prenderlo troppo sottogamba. Le domande, insomma, sono ancora tante: come fare per prevenire l’influenza A, come comportarsi se ci si ammala all’estero, se e quanto sono effettivamente pericolose le variazioni genetiche del virus. E poi: lo abbiamo superato il picco pandemico? E la stagionale? Quando arriverà , complicherà le cose?
Panorama ha chiesto a Giancarlo Icardi, professore alla facoltà di medicina di Genova e medico specializzato in igiene e medicina preventiva, di dissipare questi dubbi. Leggi l’intervista
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Fase della preparazione del vaccino contro il virus dell'influenza A
La parola non promette niente di buono: mutazione. Non bastassero le informazioni confuse (su tutto: l’influenza, il vaccino, il rischio per i bambini…) e oscillanti tra allarmismi e rassicurazioni spesso vane, ora sembra che il virus stia cambiando. Anche in Italia, come in Norvegia e in altri Paesi nel mondo (la conferma arriva dal ministero del Welfare, dopo che l’Istituto superiore di sanità si è messo al lavoro per stanare eventuali “metamorfosi” del virus che ha innescato la pandemia influenzale). Continua

Il vaccino contro l'influenza H1N1
L’arrivo di una pandemia era atteso da tempo. Da quando il 24 aprile 2009 è stata segnalata in Messico un’epidemia di influenza causata da un nuovo virus, la prima preoccupazione di tutto il mondo scientifico, e mia come medico oltre che come sottosegretario alla Salute, è stata di pensare al modo migliore per proteggere la salute della popolazione, sapendo che nuovi virus influenzali colpiscono sempre i soggetti più fragili e i più giovani, perché più sensibili alle nuove infezioni. Leggi l’intervento di Ferruccio Fazio

Bambini con la mascherina in una scuola milanese
C’è chi si frega le mani per l’influenza A (qui tutti gli articoli al riguardo). E non solo per disinfettarle ed evitare i contagi. Sono le farmacie e le grandi case farmaceutiche. Continua
È l’ottavo caso in Italia, ma è diverso dagli altri: per la prima volta il virus A/H1N1 è stato contratto sul territorio nazionale: si tratta del nonno del bambino di 11 anni che nei giorni scorsi era stato ricoverato nell’ospedale Bambino Gesù di Roma al ritorno da un viaggio in Messico. Ora è attualmente all’ospedale Spallanzani. “Va sottolineato però” rileva il ministero del Welfare, Maurizio Sacconi “che si tratta di un contatto familiare stretto e che diversi casi analoghi si sono gia’ verificati in Spagna, Gran Bretagna e Germania”. E in Canada è morta la prima persone per influenza suina: è una donna d’età avanzata, che risiedeva nella provincia di Alberta.
Nel giorno in cui vengono confermati altri due nuovi casi di influenza da virus A/H1N1 in Italia, il Centro per il controllo delle malattie (Cdc) di Atlanta annuncia che i casi di Nuova Influenza negli USA hanno raggiunto quota 1,639 (in 43 stati, 2 morti) con un aumento di 743 casi rispetto all’ultimo bilancio. Un dato che pone gli Stati Uniti al primo posto nella diffusione del virus dopo che l’autorita’ messicane hanno confermato 1.364 casi e 42 morti accertate sul loro territorio. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, invita alla calma. ”Il virus non è così violento come ce lo aspettavamo” ha detto “ma comunque non ne siamo ancora fuori”.