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Terrorismo, dietro l’attentato di Genova. Sarebbe bastato cercare in rete

Terrorismo, dietro l'attentato di Genova. Sarebbe bastato cercare in rete

UPDATE: L’ articolo pubblicato sul numero di Panorama in edicola precede la rivendicazione dell’attentato da parte della Federazione Anarchica Informale, ma rappresenta un interessante retroscena della struttura dei gruppi insurrezionalisti in Italia.

Il proiettile calibro 7,62 sparato da un anonimo aggressore contro l’amministratore delegato dell’Ansaldo nucleare, Roberto Adinolfi, ha ricordato a tutti che la crisi economica può essere il brodo di coltura per l’eversione e che i nostri sono tempi fertili per i predicatori d’odio. Mentre gli investigatori sono a caccia degli autori, l’attentato di Genova ha riacceso l’attenzione dei media sulla rabbia che da anni sta montando in determinati ambienti e in particolare sulla violenza verbale veicolata dalla rete. Continua

Quando lo Stato non funziona. L’Italia dei mille commissari straordinari

(Credits: Ansa)

(Credits: Ansa)

Altro che pizza, mafia, mandolini. E dimenticatevi anche i santi, i poeti, i navigatori. In realtà siamo un popolo di commissari straordinari. L’ultimo, fresco di nomina, è Enrico Bondi. Alla tenera età di 78 anni è stato appena assunto dal governo Monti per occuparsi di quei tagli alla spesa pubblica che nessuno, nemmeno il governo dei tecnici, pare in grado di fare. Continua

Leoluca Orlando, il «mago» dell’antimafia

Leoluca Orlando (Credits: La Presse)

Leoluca Orlando (Credits: La Presse)


Giuseppe CrucianiPer Leoluca Orlando è sempre una liberazione, quando vince lui. Liberazione dalla mafia, dal malaffare, semplicemente da tutto quello che non è Leoluca Orlando. L’uomo è formidabile, una forza della natura. Annunciò che non si sarebbe candidato, «e ve lo posso confermare anche in aramaico», invece pochi giorni dopo disse «sugnu candidatu», in dialetto siculo tradotto in cinque lingue diverse. Continua

Sme, i giudici imbarazzano il Professore Romano Prodi

Sme, i giudici imbarazzano il Professore Romano Prodi

Gli ci sono voluti 12 anni per avere giustizia, e lui purtroppo è morto da quasi tre. Ma Pietro Armani finalmente ha vinto la sua causa. La Corte d’appello civile di Roma ha stabilito che l’ex vicepresidente dell’Iri, nonché professore alla Sapienza di Roma e per tre legislature parlamentare di An, non ha mai diffamato Romano Prodi. E anzi le motivazioni della sentenza, depositate alla fine di aprile, allungano di un capitolo l’infinita saga della cessione della Sme, il colosso alimentare pubblico, e accendono nuovi imbarazzi proprio per Prodi.

Continua

Luca Zaia. Non mi candido alla guida della Lega

Luca Zaia. Non mi candido alla guida della Lega

di Laura Maragnani

Lo aveva scommesso all’ora di pranzo, guardando il viavai di vaporetti e motoscafi nel Canal Grande: «Terremo. A Verona e non solo». Lo aveva spiegato al momento del caffè: «Terremo grazie ai tombini». Lo aveva giurato, a seggi ancora aperti, citando Ho Chi Min e Totò e il Contratto sociale di Jean-Jacques Rousseau: «La Lega sopravviverà alla Lega…». Pausa. «Almeno in Veneto». Continua

“O la cavia o la vita”: il farmacologo Garattini risponde alle obiezioni contro l’articolo di Panorama

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Continuano sul sito di Panorama e sui social network le polemiche per la copertina del numero in edicola. Stamattina ha risposto l’autrice dell’articolo. A”O la cavia o la vitadesso Silvio Garattini, direttore dell’istituto di ricerca Mario Negri, risponde ad alcune questioni di tipo “scientifico” sollevate nell’acceso dibattito in rete

di Barbara Gallavotti
La sperimentazione animale ha comportato, e continua a farlo, grandi errori e ritardi nella scienza: ne sono una testimonianza le 225.000 morti all’anno negli Stati Uniti per cause avverse ai farmaci, morti silenziose di cui nessuno parla; o il dato allarmante che il 90% dei farmaci non supera le prove cliniche. Tutto questo comporta un ingente spreco di fondi e di menti che lavorano per produrre dati inutilizzabili.
Silvio Garattini: È vero che ci sono molte morti per cause avverse ai farmaci. Ma ci sono anche milioni di vite salvate dai farmaci e dalla medicina. Perciò, le vite salvate sono molte più di quelle perse. Quando si parla di trattamenti medici, bisogna sempre fare un bilancio fra benefici e rischi. Se guardiamo ai risultati della medicina moderna, i benefici superano nettamente i rischi. Continua

“O la cavia o la vita”: ma chi fa polemica ha letto l’articolo?

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Continuano sul sito di Panorama e sui social network le polemiche per la copertina del numero in edicola. Così l’autrice dell’articolo ha risposto dalle pagine del suo blog:

di Barbara Gallavotti
Sul numero di ieri di Panorama è uscito un mio articolo dal titolo O la cavia o la vita. Purtroppo non posso linkare l’articolo perché il giornale non lo ha reso ancora disponibile in rete, ma basta farsi un giro in internet per capire le reazioni che ha suscitato (forse anche perché essendo richiamato in prima pagina era molto visibile).

Devo quindi provare a rispondere ad alcune delle questioni sollevate. Cercherò di essere sintetica ma i punti sono molti. Dunque alcuni lettori dicono:

1) L’articolo è a favore della vivisezione. Ho l’impressione che moltissimi l’articolo non lo abbiano proprio letto. Continua

“O la cavia o la vita” - gli animalisti contro Panorama

La copertina di Panorama in edicola dedicata alla vivisezione

La copertina di Panorama in edicola dedicata alla vivisezione

“BOICOTTIAMO PANORAMA - AVVIAMO EMAIL DI PROTESTA”

La copertina del numero di Panorama in edicola da oggi, dedicata alla vivisezione ed al famoso caso di Green Hill (l’allevamento di Montichiari dove si trovano i beagle destinati alla ricerca scientifica), ha scatenato la reazione degli animalisti secondo i quali il nostro settimanale è “vivisezionista”. Così su Facebook non è difficile trovare appelli come questo (clicca qui per vederlo) o gruppi (come questo). Forse si tratta di conclusioni “affrettate”, così vogliamo precisare.

di Daniela Mattalia

Nessuno può essere «favorevole» alla vivisezione o trarre piacere dall’idea che vengano effettuati esperimenti sugli animali (che siano cani, topi o pesci). Neppure noi di Panorama che da sempre scriviamo articoli sulla necessità di proteggere gli animali, le specie a rischio, l’ambiente, la natura. Come giornalisti però abbiamo in primo luogo il dovere di informare, e in questo caso abbiamo voluto informare su cosa accadrebbe se rinunciassimo alla sperimentazione animale, senza nasconderci dietro illusioni. Rinunciare ai test sulle altre specie è una scelta pienamente legittima, ma per prenderla in modo consapevole dobbiamo conoscere le sue implicazioni.

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