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Paola-Binetti

Caro Ratzinger, aiutaci a ridurre le ferie ai parlamentari

Bendetto XVI a Palermo (Ansa/Franco Lannino)

Bendetto XVI a Palermo (Ansa/Franco Lannino)

Per vedere i nostri parlamentari rimboccarsi le maniche, i consumatori ieri sono arrivati a chiedere aiuto persino al Papa. E non è uno scherzo. Continua

Regionali: l’Udc in Umbria presenta Binetti, in Piemonte appoggia Bresso (pro aborto)

Pier Ferdinando Casini e Mercedes Bresso (Ansa)

Pier Ferdinando Casini e Mercedes Bresso (Ansa)

La politica dei due forni dell’Udc di Pier Ferdinando Casini ha creato alleanze del tutto inusuali nella corsa alle regionali di fine marzo, che saltano all’occhio proprio a pochi giorni dal monito dei vescovi ai cattolici, per non votare candidati che pubblicamente sostengono l’aborto, e mentre si attende la decisione della Consulta sui matrimoni gay.  Continua

Pd-Binetti, fine del calvario: “Ha fallito, non è più il mio partito”

Paola Binetti | (Ansa/Alessandro Di Meo)

Paola Binetti | (Ansa/Alessandro Di Meo)

Le spine radicali le hanno sempre dato fastidio (magari più degli uncini del cilicio, che le cronache dicono lei porti regolarmente). E in base all’intensità del fastidio provato, la senatrice Paola Binetti alza il tono della polemica. Tutta interna al Pd, il suo (ancora per poco) partito. Continua

La metamorfosi dei Popolari del Pd: vieni avanti, cattodipietrsita

Il neo capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini con la teodem Paola Binetti

Il neo capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini con la teodem Paola Binetti

I cattolici democratici sono vivi e lottano insieme a noi. Ma qualcuno ha cambiato look e si è trasformato in cattodipietrista. Giustizialismo, antiberlusconismo e una buona dose di populismo mediatico sono i caratteri con i quali si manifesta oggi la frangia più rumorosa del popolarismo erede di Giuseppe Dossetti. La sconfitta nella corsa alla segreteria del Pd sembra aver accelerato la deriva dipietrista di alcuni popolari, con Dario Franceschini e Rosy Bindi in testa. Continua

Tutte le spine della Binetti: Caro Pd, sei vecchio

Paola Binetti ala teodem del Partito Democratico
Paola Binetti ala teodem del Partito Democratico

Per l’ex segretario del Pd, Dario Franceschini, è “un problema serio“. Per l’ex capogruppo alla Camera, Antonello Soro, ha una cultura politica “estranea al partito”. Per i blog democratici e gay-friendly non c’è dubbio: va cacciata. E per il collegio dove è stata “sciaguratamente candidata”, la Lombardia, ecco la voce di Pierfrancesco Majorino, ex segretario milanese dei Ds: “Dimettiti”.
Ma Paola Binetti, deputata del Pd ala teodem, classe 1943, porta la sua croce con lo spirito dei primi cristiani votati al martirio. Continua

Omofobia, la legge affossata in Camera. E nel Pd esplode il caso Binetti

La protesta contro la bocciatura del provvedimento sull'omofobia

La protesta contro la bocciatura del provvedimento sull'omofobia

Durata: 24 ore. Un giorno solo sotto esame dell’aula. Poi la proposta di legge sull’omofobia della relatrice Paola Concia (Pd), ha fermato il suo cammino. Affossata. Continua

I numeri ci sono: il Parlamento cambi la 194. Firmato Famiglia Cristiana

Le donne in piazza per la legge sull'aborto

Contro Pannella, contro i radicali, contro “le frange femministe fuori dalla storia”. A urne chiuse e a governo insediato, Famiglia Cristiana continua a far discutere. E dopo aver bacchettato, nei mesi scorsi, tutto l’arco costituzionale, da Veltroni a Berlusconi passando perfino per gli ex diccì Casini e Mastella, ora lancia l’ultimo disperato appello per la modifica della legge 194, ormai divenuta secondo l’editoriale del suo direttore, “un mito intoccabile”.

”Oggi” sostiene il settimanale paolino “non è più sufficiente proporre una migliore applicazione senza toccare nulla dal punto di vista legislativo. Tutti ormai, se si escludono frange femministe fuori dalla storia, Pannella e la solita rumorosa pattuglia radicale (sempre più esigua), hanno abbandonato la vecchia formula che l’aborto è ‘questione di coscienza’, affare privato che non attiene alla sfera del bene comune”. L’obiettivo è quindi immediato e chiaro: cambiare la legge per evitare “l’inverno demografico”.
Di qui, l’appello del settimanale che fa proprio il pensiero di Benedetto XVI: ”La mancanza di lavoro sicuro, legislazioni spesso carenti in materia di maternità, l’impossibilità di assicurare un sostentamento adeguato ai figli sono alcuni degli impedimenti che sembrano soffocare l’esigenza dell’amore fecondo”.

Parole che troveranno orecchie sensibili, trasversali a tutto l’emiciclo politico, dalla teodem Paola Binetti al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. Proprio quest’ultimo, nei giorni scorsi, si era infatti detto contrario alla modifica delle linee guida alla legge voluta dal precedente ministro della Sanità Livia Turco.

Binetti dice no alle norme sulle coppie gay. Così la teodem inguaia Veltroni

Paola Binetti, teodem, candidata alla Camera per il Pd
L’hanno fatta traslocare dal Senato alla Camera, per il timore (inconfessato) che a Palazzo Madama potesse (in caso di vittoria veltroniana) far “danni” al governo e alla maggioranza, come successe nel dicembre scorso sulle norme antiomofobia: un suo voto contrario e Prodi andò sotto.
Ma i guai al Pd di Walter Veltroni, Paola Binetti è riuscita a crearli. E prima ancora delle elezioni. Tema? Un classico. I Dico (o Pacs o Cus) e i gay: “Il mio punto di vista è semplice. Prima di tutto, a mio giudizio, esiste una dimensione che io considero più legata alla sviluppo ordinario di una persona, che è quella dell’amore e della sessualità che è più squisitamente eterosessuale. Perché la complementarità biologica, la complementarità con cui ognuno di noi raggiunge la pienezza della sua maturità ha questa come strada maestra. Questa è la naturalezza, se si vuole considerarla anche statisticamente parlando”. Così ha parlato la senatrice rutelliana, ai microfoni di Ecotv. Lei ha poi cercato di smorzare i toni delle sue dichiarazioni: “Difendo le mie idee”, precisa ma, “le mie parole sono state strumentalizzate. Ho immediatamente diffidato gli autori della trasmissione dal mandarla in onda. Vedo addirittura le anticipazioni di quell’intervista da me non autorizzata e faziosamente presentate senza rivelare né la data né il contesto in cui essa si è svolta”.

Tardi: le sue affermazioni anti coppie gay sono state per tutto il giorno al centro di un’accesa polemica. Nel Partito Democratico ci pensa Paola Concia, paladina dei diritti omosessuali in Parlamento ad invitare la collega ad attenersi al programma: “Chi si è candidato per il Partito Democratico” sottolinea “ha condiviso il programma che su questo punto è chiaro: ci dovrà essere una legge sulle unioni civili”. Stesso richiamo arriva da Barbara Pollastrini, ministro per le Pari Opportunità e promotrice, insieme con Rosy Bindi, di un disegno di legge sulle coppie di fatto mai arrivato in Aula e oggetto di divisioni all’interno dell’Unione.
Insomma, un coro di proteste. Ancor più forti rispetto alle dichiarazioni del Gen. Mauro Delvecchio sugli omosessuali inadatti alla divisa. Anche perché, Paola la pasionaria del cilicio, non è la prima volta che assume toni controcorrente sui gay. Come quella volta che disse, “da dottoressa”, che l’omosessualità “è una devianza”.
Esponente di punta dei teodem - corrente del Partito Democratico di stampo democristiano e cristiano-sociale (ne fanno parte Luigi Bobba, Emanuela Baio Dossi, Enzo Carra e Marco Calgaro) - inflessibile sulle posizioni dottrinali propugnate dalla Chiesa e molto vicina all’Opus Dei, Paola Binetti le idee chiare le ha sempre avute, sui temi etici. Anche sulla presenza dei radicali nelle liste del suo stesso partito: non pose l’aut aut (o io o loro) ma ammise di “pregare” perché l’accordo tra Veltroni e Bonino&Co non si facesse.
Una donna di ferro, ma dall’animo gentile e dotata di grande umanità, dice chi l’ha conosciuta da vicino. E capace di resistere alle bordate e di esprimere con convinzione le sue opinioni. Anche quando sa di toccare questioni che a sinsitra solleticano nervi scoperti. Perché infatti i colpi le sono spesso venuti più dagli (ex) alleati che dagli oppositori. Da Franco Grillini (candidato sindaco a Roma, per i socialisti), per esempio: “Nel Pd il re è nudo: mai leggi sulle unioni civili. La senatrice del cilicio Paola Binetti ha detto finalmente la verità sulle politiche del Pd sui diritti delle coppie di fatto e i diritti delle famiglie omosessuali”. Stessi toni da Titti de Simone e Vladimir Luxuria, esponenti di Rifondazione in prima linea per il riconoscimento dei diritti per gli omosessuali: “Le affermazioni della rappresentante nel Pd dell’Opus Dei gettano un’ombra inquietante sul futuro del Paese”.
Ma lei va avanti imperterrita, fino alla prossima esternazione, da candidata per un seggio alla Camera in Lombardia. Senza mai uscire (o farsi cacciare), come vorrebbero alcuni, dal Pd.

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